23/10/21

Il 15 ottobre Alitalia ha smesso di volare, ma le donne Alitalia non hanno smesso di lottare. Massima solidarietà e informazione

Dopo lo sciopero generale dell'11 ottobre e le proteste a Fiumicino di venerdì scorso, per il 20 ottobre era stata convocata una manifestazione in Piazza S. Apostoli dalle lavoratrici Alitalia. Piazza che è stata loro negata dalla questura di Roma verbalmente e senza spiegarne i motivi. Ma le lavoratrici in tarda mattinata si sono prese piazza del Campidoglio, dove hanno messo in atto un flashmob per protestare contro il piano industriale di Ita, il governo e la dirigenza dell'ex Alitalia, che ha chiuso i battenti buttando per strada migliaia di lavoratrici e famiglie. Si sono spogliate di tutto lasciando in piazza solo le scarpe: "Oggi rappresentiamo al mondo il dolore e la violenza psicologica che stiamo subendo - hanno detto - È un anno che noi mamme Alitalia non dormiamo. Il 15 ottobre ci hanno tolto la vita, ci hanno tolto la pelle. E, oggi, toglierci la divisa significa proprio questo".


La richiesta delle lavoratrici è chiara: lavoro, diritti e dignità.
Di seguito riportiamo anche la videointervista, fatta l'11 ottobre, in cui un'assistente di volo Alitalia spiega che di circa 10500 lavoratrici e lavoratori Alitalia, Ita Airways, azienda a totale capitale pubblico, ne ha assunto circa 3000, senza tra l’altro rispettare il CCNL. Circa 8000 lavoratrici e lavoratori, senza contare quelli dell'indotto, sono rimasti senza lavoro.
Pochissime sono le lavoratrici ex Alitalia riassunte in Ita quindi, tra l'altro con stipendi decurtati del 30-40%, senza più l'anzianità e senza alcuna tutela sociale.
I criteri di riassunzione sono stati fortemente discriminatori nei confronti delle fasce di lavoratrici con carichi familiari maggiori, come le mamme con più figli a carico e le donne con la 104, che magari hanno figli disabili o genitori invalidi.

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