26/07/23

Una lavoratrice di Palermo sulla Formazione rivoluzionaria sull’opuscolo “Critica alle posizioni anti marxiste dell’accademica Silvia Federici”

Da oggi la Formazione rivoluzionaria delle donne curata dal Mfpr si può seguire anche su podcast, cliccando su:




LAVORATRICE - La formazione marxista per me è un approccio nuovo. Le cose che più mi sono sembrate interessanti come punto di arrivo sono quelle che parlano della prospettiva, del socialismo, del comunismo, in cui l'uomo, la donna possano realizzarsi, avere un ruolo nella realizzazione di sé, quindi nei compiti e nel lavoro. Questo secondo me è importantissimo.

Ora tutto il discorso fatto mi pone delle contraddizioni perché è come se questo discorso venisse fatto settorialmente, per gli uomini e per le donne. Inoltre, perché il lavoro domestico salariato? Sono d'accordo che pur ottenendo il salario al lavoro domestico, questo pone la donna nelle condizioni di dover comunque fare questo lavoro, benchè salariato. Ma questo non significa che la donna in questo lavoro, solo perché pagato, si può realizzare. E, quindi, come presupposto deve esserci il fatto che la realizzazione sia per l'uomo che per la donna non debba essere fare il lavoro in fabbrica e contemporaneamente fare entrambi il lavoro in casa. Secondo me questi due ruoli dovrebbero coesistere sia nell'uomo che nella donna. Ovviamente questo risulta un discorso utopistico in questo tipo di società e quindi è collegato strettamente al cambiamento della società.

Oggi gli uomini non sanno cosa è il lavoro in casa. Se l'uomo avesse il suo salario in fabbrica e un salario per il lavoro in casa, e se questa cosa avvenisse sia per l'uomo che per la donna il problema non si porrebbe. Il problema nasce dal momento in cui sia per il lavoro in fabbrica sia per il lavoro domestico salariato, comunque, in un sistema capitalista sempre di sfruttamento si parlerebbe; e quindi è come “il cane che si morde la coda”.

Le obiezioni che fa la Federici le trovo fuori dalla dimensione di un cambiamento reale.

Io penso che una donna debba realizzarsi perché partecipe della società, non solo all'interno di una casa, ma anche in una fabbrica, in qualsiasi tipo di lavoro che potrebbe darle indipendenza innanzitutto.

MFPR: Per rovesciare questo sistema di sfruttamento, di oppressione, di disumanità, di brutalità, serve avere il potere per costruire una nuova società. Questa battaglia rivoluzionaria è comune. Ma le donne in questa battaglia hanno degli aspetti specifici importanti. 

Il peso del lavoro domestico è opprimente, viene scaricato al 90%, a parte alcuni casi purtroppo rari di condivisione, sulla donna, come la crescita dei figli, l'assistenza, spesso dei genitori anziani, ecc. È un lavoro importante che però, non ha valore per questo sistema, per il capitale. E allora, le donne è come se avessero più lotte da fare rispetto agli uomini.

In questo le battaglie delle donne devono essere non solo appoggiate, in particolare dal proletariato, dagli operai più avanzati, ma anche portate nel loro programma e fatte agire, cosa che purtroppo non succede. Non succede, soprattutto perché i sindacati nelle fabbriche, nei posti di lavoro non le portano assolutamente, anzi a volte sono anche responsabili delle concezioni maschiliste, sessiste presenti tra gli stessi operai. E’ chiaro anche che fintanto che non cambia la società è difficile cambiare le idee, le idee sono il prodotto di questo sistema, puoi un pò modificarle, ma non cambiarle radicalmente se non cambi l'intero sistema borghese.

L'altro problema è che il lavoro domestico così come è oggi, non è eterno. Il lavoro domestico si può effettivamente ridurre di molto, anche come peso ideologico per le donne.

Il lavoro domestico è un lavoro eccessivo, degradante, faticoso, umiliante, anche se lo facessero insieme donne e uomini. La nostra battaglia è perché in una società in cui al centro non c'è lo sfruttamento, il profitto, e il lavoro domestico come produttore di forza-lavoro per il capitale e ora per la guerra, questo lavoro debba essere ridotto, sia attraverso l'industrializzazione di una parte di esso, sia attraverso l’abolizione di aspetti di questo lavoro. Perché il lavoro domestico ha effetti negativi anche nella testa delle donne. Scusate, ma chi l’ha detto che i figli devono essere sempre controllati, devono essere tenuti fuori dalle contraddizioni, dai problemi pratici? Chi l’ha detto che i figli li devi tenere nella “bambagia”? Poi ci sono anche lavori domestici inutili, tipo tenere la casa sempre ordinata e pulita, ecc. ecc. Quindi una parte del lavoro domestico può essere eliminata, può non farsi più; un'altra parte può essere industrializzata, cioè collettivizzata, socializzata; e resterebbe solo una parte, in cui l'aspetto principale sia il piacere.

Questo è possibile perché c'è uno sviluppo delle forze produttive tale che rende possibile liberare tempo, perché le donne hanno bisogno di tempo. Ecco, a livello di sviluppo delle forze produttive noi, tutti, potremmo lavorare due ore. Non è possibile oggi perché siamo in questo sistema capitalista in cui la divisione del lavoro impone una divisione dei ruoli; ma in una nuova società, in cui tutti possiamo lavorare e quindi lavorare solo due ore, in cui viene a cadere questa divisione del lavoro, potremmo fare solo quel lavoro domestico che ci aggrada, e poi nel resto della giornata… come scrivono Marx ed Engels ne “L’ideologia tedesca”: “nella società comunista, in cui ciascuno non ha una sfera di attività esclusiva ma può perfezionarsi in qualsiasi ramo a piacere, la società regola la produzione generale e appunto in tal modo mi rende possibile di fare oggi questa cosa, domani quell’altra, la mattina andare a caccia, il pomeriggio pescare, la sera allevare il bestiame, dopo pranzo criticare, cosí come mi vien voglia; senza diventare né cacciatore, né pescatore, né pastore, né critico”.

25/07/23

Ora la Formazione rivoluzionaria delle donne su spotify - 1° "Per una critica alle posizioni antimarxiste di Silvia Federici"

Da oggi la Formazione rivoluzionaria delle donne curata dal Mfpr si può seguire anche su podcast, cliccando su:

L'importanza del lavoro teorico
 
per la battaglia rivoluzionaria delle donne

(da interventi all'incontro del 6 luglio)

1) - Queste riunioni di lettura in comune di testi sono utili. E’ chiaro che noi possiamo leggerli individualmente e ragionarci individualmente, però non sempre questo è scontato, non solo perché come donne siamo sobbarcate da mille cose, ma anche per alcune resistenze ideologiche. Quindi questo tipo di riunioni sono una bella forzatura, che ci porta a leggere e ragionare insieme.

Dobbiamo diventare più padrone dell’analisi critica di certi argomenti, anche perché sappiamo bene che nel mondo del femminismo, soprattutto piccolo borghese, anche quello che si reputa più radicale, sono presenti, e noi dobbiamo armarci teoricamente non fare solo la lotta pratica, perchè noi siamo brave nella pratica, ma dobbiamo diventare brave anche da un punto di vista teorico, perché la battaglia si fa anche in questo senso. Non dimenticando che siamo in questa società, e non stiamo parlando in maniera astratta. Quindi le questioni che affrontiamo anche con questo lavoro di formazione le dobbiamo vedere inserite in questa società e nella prospettiva a cui noi aspiriamo.

Bisogna conoscere, avere delle basi. Questo lavoro ci aiuta a capire meglio determinate posizioni di femministe borghesi, come la Federici, che a volte utilizzano anche un linguaggio difficile, strumentale per certi versi, per ingannare, per allontanare le donne, in particolare le donne proletarie, le lavoratrici o anche alle compagne, dalla lotta necessaria, la lotta rivoluzionaria per una vera liberazione sociale.

Anche dalla lettura di questo opuscolo si capisce che la sostanza delle concezioni della Federici, mettendo al centro la questione del salario al lavoro domestico è proprio quella di deviare la lotta rivoluzionaria delle donne. La Federici critica Marx per negare, liquidare il ruolo scientifico della classe operaia, che comunque non è un ruolo che cade dal cielo ma determinato storicamente. La Federici nega l'aspetto progressivo della produzione industriale.

Marx adotta il metodo scientifico, e chi è serio da un punto di vista scientifico non può non fare come ha fatto Marx.

E’ chiaro che il capitalismo, rispetto al feudalesimo, è stato all'inizio progressivo, ha rotto i vecchi rapporti feudali che ormai erano delle catene rispetto allo sviluppo delle forze produttive. La borghesia prende il potere e “taglia la testa al Re” e Marx dice che sicuramente questo è un elemento progressivo da un punto di vista sociale, dello sviluppo della società, dell'organizzazione sociale, dell'umanità e del rapporto che c'è tra le lo sviluppo delle forze produttive e i rapporti di produzione.

Poi, proprio come fa uno scienziato in un laboratorio, analizza, sempre all’interno dello sviluppo storico, che il capitalismo è progressivo anche per la nascita della classe operaia. E Marx analizza il ruolo storico e scientifico di questa classe che man mano che cresce viene sfruttata, subisce tutto, ma è l'unica classe che sarà il becchino di questa società borghese/capitalista. Non c'è affatto un giudizio moralista ma c'è un un'analisi seria, scientifica di che cos'è il capitalismo. Un'analisi quasi spietata, ma senza moralismo.

Nella Federici c'è anche una "malafede", in tal senso è un arrampicarsi sugli specchi perché lei non è più una rivoluzionaria. Se all'inizio forse è stata una filosofa marxista rivoluzionaria, adesso non lo è più. Le sue tesi sono all'interno di questa società, in cui trovare qualche piccolo spazio per migliorarla, quindi “la Banca del tempo”, “i giardini…”, eccetera. Così si soffoca, si annulla la teoria rivoluzionaria e la conseguente azione rivoluzionaria. La questione opprimente del lavoro domestico – di cui scrive Lenin - noi l'abbiamo vista anche durante la pandemia. Che cosa ha significato per le donne? Essere ricacciate a casa. Anche il lavoro “smart working” abbiamo analizzato che cosa ha significato. Se prima le donne lavoravano 20 ore su 24, poi hanno lavorato 24 ore su 24 ore; ancora di più si sono viste incatenate alla casa, in cui fare sia il lavoro pagato che il lavoro domestico. Sarebbe questa liberazione per le donne: avere uno salario anche per il lavoro domestico?

In questa società capitalistica non è fattibile eliminare la pesantezza del lavoro domestico. E’ chiaro che le battaglie anche per alleggerire la condizione quotidiana delle donne le dobbiamo fare, e noi le abbiamo poste nella piattaforma dello sciopero delle donne, ma quella piattaforma ha una prospettiva rivoluzionaria, perché anche per ottenere quelle cose ci vuole una rivoluzione.

Nelle esperienze rivoluzionarie, vedi la rivoluzione in Russia, ma ancor di più nella rivoluzione cinese, soprattutto nella Grande rivoluzione culturale proletaria si sono fatte esperienze di collettivizzazione del lavoro domestico.

2) - Questo tipo di incontro lo trovo importante perché permette di assimilare meglio, in mondo più approfondito le nozioni che da sole facciamo fatica.

Voglio tornare su questo concetto della malafede, perché l'impressione, a furia di frequentare certi ambienti o di fare certi tipi di lettura, è di una contraffazione della realtà. Cioè un lavoro, fatto apposta, di controrivoluzione. Quindi la teoria ci serve per capire bene, per non farci fregare da questo tipo di intellettuali e per poter usare meglio quello che comprendiamo affinchè nella prassi di lotta siamo più determinate e più chiare.

Oggi, anche all'interno di Non una di meno, viene fatta una specie di somma dei problemi. Ad esempio, la lotta contro qualsiasi tipo di discriminazione, però tutte le volte viene fuori come una somma di questioni senza mai arrivare al nucleo, al centro della lotta. Questo disarma non solo le donne, ma chiunque abbia voglia di lottare. Questo è da smascherare, sì con la pratica, ma soprattutto con la teoria.

Non è solo la Federici parla nei termini che abbiamo sentito, anche se lei è quella più esplicita, più chiara, che argomenta, ma c'è tutta una letteratura che si basa su un elenco di problemi ma senza porre una effettiva prospettiva. Anzi si contesta la rivoluzione, il concetto di classe. E non si capisce che se non si inquadra bene l'argomento, se non si arriva al punto determinante, si fanno delle lotte ma sono lotte inutili.

3) - All'inizio sembra che tutti prendano Marx a riferimento ma per superarlo, come dice la Federici, oppure in generale per poi stravolgerlo e cancellarne fondamentalmente la prospettiva rivoluzionaria.

Noi l'abbiamo visto anche con Cristina Morini, sul cui ultimo libro "Vite lavorate" abbiamo fatto un lavoro di lettura e di decodificazione; anche lei sembra prendere a riferimento Marx, cioè ne afferma il metodo, per poi arrivare alle conclusioni della Federici, facendo riferimento alla “cura reciproca”. Questa della "cura" ha preso molto campo, l’abbiamo visto con la pandemia. E per femministe, come la Morini, diventa un assunto a cui progressivamente sono arrivate e stanno consolidando.

Nuova vergognosa sentenza maschilista, se sei bruttina e in sovrappeso puoi essere molestata anzi devi pure essere grata delle sporche attenzioni

Accusa il suo dirigente di molestie sessuali, lui viene assolto perché per il tribunale lei “è complessata e sovrappeso”
Il caso a Roma: la donna si sarebbe inventata tutto. A decidere lo stesso giudice che aveva assolto il bidello che aveva palpato un’alunna per «soli» 10 secondi subito allontanato. Ma il caso è andato avanti in tribunale. Le colleghe, chiamate a testimoniare, l'hanno da subito lasciata sola, ridimensionando tutti gli episodi e dipingendo il dirigente come uno che ama lo scherzo, il gioco. La parola di lei, contro quella di lui, dunque. E così il giudice dà ragione a lui, motivando la decisione con gli argomenti in base a cui lei, in sostanza, è bruttina e sovrappeso. La procura ha già annunciato l'appello.

23/07/23

"Fa caldo... Governo ladro" - Non si possono "uccidere" anche così i lavoratori e lavoratrici

Anni fa nei movimenti era in voga uno slogan, un pò satirico ma che dava il senso della denuncia contro un sistema causa di tutti i mali: "Piove... Governo ladro".

Oggi non è satirico riprenderlo cambiandolo in "Fa caldo... governo ladro", e non è neanche tanto per dire... Qui ci troviamo effettivamente a un caldo impossibile in cui sono chiarissime le cause e le responsabilità dirette di questo sistema capitalista/imperialista che per i suoi profitti, per il massimo dello sfruttamento della natura, e degli uomini, sta distruggendo l'ambiente, l'intera terra, le forze produttive; e oggi, nella sua fase di ultimo stadio, diventa più avido e feroce.

Non si contano le denunce, le segnalazioni, in alcuni casi purtroppo ancora pochi, le proteste e qualche fermata/sciopero dai luoghi di lavoro, dalle fabbriche come dai cantieri, dalle campagne, ecc., che tra l'altro dimostrano che i rischi non sono solo per chi lavora all'esterno sotto il sole, ma anche per chi lavora all'interno di capannoni, strutture in cui si soffoca, si sviene per il caldo e per lo sfruttamento che continua nella stessa maniera, senza tregua. 
E dire che questa condizione di lavoro sta anche uccidendo non si esagera affatto: sono almeno 5, per quelli che sono arrivati alle cronache, finora i lavoratori morti a causa del caldo.

Governo e mass media asserviti tendono a rappresentare questa situazione come "eccezionale", dipendente da una natura "impazzita", e cazzate di questo genere.
I padroni sono un pò più preoccupati, e Bonomi dice al governo di intervenire con misure tipo quelle usate nel periodo della pandemia: in particolare con cassintegrazione e smart working.
Ma la loro "preoccupazione" e richiesta sono solo ad usum difesa dei loro profitti e dei loro costi, non dei lavoratori e lavoratrici: che, al massimo, sia il governo a mettere qualche riparo ma non loro.

Per i lavoratori, invece che soluzioni sarebbe un ulteriore attacco al salario sempre più misero (con la cig) o (con lo smart working) uno scarico sui lavoratori (ma solo per una minima parte, spesso donne) della continuità del lavoro a casa, con costi energetici scaricati sulle lavoratrici o in condizioni di stessa calura ma con più carico e ore di lavoro.
E i padroni non devono fare nulla... in tanti lavori non forniscono neanche le bottiglie di acqua (perchè anche questa miseria non deve pesare sulle loro tasche), e su questo sono uguali sia i padroni piccoli che i padroni medi o grandi che hanno rifatto grandi e più profitti (da loro stessi dichiarati) dopo il covid.

Quando sarebbero abbastanza chiare le misure da adottare subito (alcune di queste sono già previste nel TU sulla sicurezza e salute, ma sono bellamente violate, e il governo "collabora" - vedi su questo, dopo l'articolo, una utile relazione fatta da Marco Spezia, esperto in sicurezza e membro di Medicina Democratica).
Ridurre l'orario di lavoro a parità di paga; aumentare ed estendere il tempo delle pause; mettere condizionatori in tutti i locali e luoghi di lavoro; attrezzare luoghi mobili nelle campagne, nei cantieri per ripararsi dal caldo e refrigerarsi; la cassintegrazione? Ma con un'integrazione che recuperi al 100% il salario perso; ecc. Ogni lavoratore, lavoratrici, delegato sindacale saprebbe indicare le misure necessarie e possibili subito.
E un governo, anche borghese, potrebbe immediatamente imporle.

Ma i padroni grandi e piccoli quando devono intaccare i loro utili sembra che gli vuoi "ammazzare la madre"... E questo governo Meloni, come e più dei governi che lo hanno preceduto, i soldi alle aziende li dà solo per salvaguardare i loro profitti.
E allora ci vuole la lotta, le fermate, gli scioperi improvvisi, dal basso. I sindacati di classe e combattivi questo devono fare (come alla Evoca di Bergamo, come alla Stellantis a Pomigliano, come in alcuni luoghi della logistica). 
Diciamo alle lavoratrici, ai lavoratori, prima di sentirvi male, di svenire, dovete fermarvi e costringere i sindacati confederali a coprirvi sindacalmente.  
Landini chiede Tavoli per fare protocolli (tipo periodo Covid). Ma, quale "protocolli"! Ci vogliono subito misure urgenti da parte delle aziende e del governo, misure che sono già chiare. I Tavoli servono ancora e ancora, di più in questo caso, a nascondere il collaborazionismo dei sindacati confederali con padroni e governo sulla pelle dei lavoratori; al massimo parole a copertura di niente fatti. E la Ministra del Lavoro, consulente delle aziende, prende tempo ma non fa nulla, al massimo ripete le stesse proposte dei suoi "datori di lavoro".

Anche la condizione proletaria di questi giorni sta a dimostrare che serve il socialismo, il potere in mano agli operai, che espropria i capitalisti e prende in mano la gestione delle fabbriche, della agricoltura, ecc,, anche per risolvere in pochissimo tempo questa situazione
Dimostra che questo sistema capitalista non è in grado, non può e non vuole, risolvere neanche mezzo problema sociale; e che quindi la lotta più "concreta" è quella rivoluzionaria per rovesciare questo sistema e costruire la società socialista. Non è una lotta del "sol dell'avvenire" ma una lotta di oggi, necessaria per non far continuare a distruggere le nostre vite.

“L’ultimo da cui non vogliamo abbracci/pietà/compassione”. Una, giusta e sacrosanta, risposta al fascio/razzista Salvini, che condividiamo

Risposta di Gabriele

innanzitutto mi presento, sono Gabriele, il marito di Feliciana.

Da un pò, causa “vicissitudini familiari”, ho deciso di sospendere il mio unico account social (facebook), motivo per cui mi sono fatto “prestare questo spazio” dagli amici della libreria Zaum (che ringrazio di cuore). Sto già attraversando il periodo più buio della mia vita, in più, leggere articoli “giornalettistici” su mia moglie, come quelli pubblicati sul web dal Messaggero, Leggo, L’edicola del sud, Gazzetta del Mezzogiorno, Telebari, Il nuovo quotidiano di Puglia, Il giornale di Puglia (probabilmente ce ne saranno anche altri simili che non ho letto) è come girare il coltello nella piaga… Roba da sadici e/o cacciatori di like…

Metà del tuo post, è un virgolettato che riprende le “grandi” testate succitate, le quali (come te o il tuo “web staff”) hanno avuto poca cura nello scegliere le “fonti”, o peggio ancora, le “grandi” testate hanno voluto “romanzare” appositamente la cosa per qualche click in più…

Allora :

1) Mia moglie ha scoperto “la cosa” solo dopo aver partorito la nostra secondogenita.

2) si è sempre sottoposta a tutte le cure previste

L’amore di mia moglie era, ed è immenso, verso i nostri figli, verso di me e verso gli “ultimi”, i più sfortunati, tipo quelli che si imbarcano perché hanno 2 alternative :

a) morire a casa propria di fame/stenti/guerra

b) imbarcarsi (essendo anche al corrente dei rischi del viaggio) nel tentativo di “svoltare” e cambiare vita.

Noi (io e la mia famiglia), siamo il tuo OPPOSTO, bianco/nero, nord/sud, destra/sinistra, salato/dolce.

Per cui, se mai dovessimo stilare un elenco di persone da cui non vogliamo abbracci/pietà/compassione, non te la prendere, ma il tuo nome sarebbe sicuramente sul podio.

Un’ultima cosa, sai la bambina da voi citata come si chiama?

CAROLA.

Nome ispirato da 3 guerriere, le due nonne (Carmelina/Laura) e Carola Rackete !!!

Te la ricordi, vero…???

Vado, devo ricomporre i pezzi…

Gabriele»

22/07/23

In Manipur due donne costrette a sfilare nude tra centinaia di uomini - In risposta grandi manifestazioni e forti azioni guidate dalle donne!

In India un video che mostra due donne costrette a sfilare nude da centinaia di uomini sta causando molte proteste tra la popolazione e nella politica. L’episodio è avvenuto in Manipur, uno stato del nord-est dell’India dove da mesi ci sono violenze etniche fra la maggioranza Meitei e la comunità Kuki, in cui finora sono state uccise più di 130 persone.
Le donne nel video sono di etnia Kuki, mentre gli uomini sono Meitei. Il video è stato realizzato a maggio ma ha iniziato a circolare sui social network solo negli ultimi giorni. In base a una denuncia presentata il 18 maggio e ottenuta da diversi giornali indiani, la più giovane sarebbe stata stuprata dal gruppo di uomini. C’era anche una terza donna insieme a loro, ma nel video non appare.
Nonostante i fatti fossero stati denunciati a maggio, al tempo la polizia non era intervenuta a causa di mancanza di prove, secondo quanto dichiarato dalla polizia dello stato a un quotidiano indiano. Ora la polizia ha detto di stare indagando sul caso e di aver arrestato quattro uomini identificati nel video. Tutti e quattro saranno in custodia cautelare per almeno 11 giorni. A questi dovrebbero seguire altri arresti, quando sarà completata l’identificazione di altre persone nel video. Dovranno rispondere dello stupro delle donne e dell’uccisione di due uomini che erano con loro.
Giovedì la casa dell’uomo sospettato di aver guidato la violenza è stata bruciata da un gruppo di manifestanti, principalmente donne. Ci sono state manifestazioni di protesta in tutto lo stato del Manipur, e anche in varie città nel resto dell’India. Molti esponenti dell’opposizione hanno chiesto le dimissioni del capo del governo dello stato, che invece ha difeso la sua gestione della crisi e ha affermato che il suo compito è di «portare la pace» nello stato.
Anche nel parlamento indiano ci sono state grosse proteste da parte dell’opposizione, che hanno portato all’interruzione dei lavori parlamentari giovedì e venerdì. Nella sua prima riunione, la coalizione INDIA, che riunisce tutti i partiti di opposizione ed è appena stata formata, ha criticato molto duramente il primo ministro Narendra Modi (del Bharatiya Janata Party, nazionalista e conservatore), accusandolo di non aver saputo gestire la crisi in Manipur.
Modi peraltro fino a giovedì non aveva mai commentato le violenze etniche tra Kuki e Meitei: lo ha fatto solo dopo la diffusione del video delle violenze ai danni delle due donne, condannando in modo piuttosto generico l’episodio, ma senza parlare del contesto più ampio in cui è avvenuto.
Sulla questione inoltre è intervenuta anche la Corte Suprema indiana, che ha definito il contenuto del video come una violazione dei diritti umani e costituzionali. Ha formalmente richiesto al governo di essere informata sulle misure che intende prendere per affrontare la situazione in Manipur e assicurare che non si ripetano episodi simili. Ha inoltre avvisato che sarebbe intervenuta, non è ancora chiaro in che modo, qualora i provvedimenti del governo fossero insufficienti. 

21/07/23

Alziamo la guardia - A settembre nuova Assemblea Donne/Lavoratrici


Gli avvenimenti che ci stanno e che continueranno ad esserci anche in questo periodo estivo da parte dei padroni e del governo non permettono di abbassare la guardia. 
A Melfi l'azienda ha deciso il trasferimento di centinaia di operaie che devono andare da Melfi a lavorare a Pomigliano. Che cosa comporta per una donna, anche con figli, trasferirsi da un giorno all'altro si può ben immaginare. 
Così come è ripresa la lotta delle operaie della Beretta per le condizioni di lavoro, le discriminazione salariali, il non riconoscimento dei più elementari diritti di uguaglianza di livello fra le lavoratrici dell'appalto e quelle dirette della fabbrica anche se fanno lo stesso, lavoro, e quelle dell'appalto ne fanno anche di più. Per non parlare di tante altre cose.
Ci sono le proteste, le fermate per il caldo insopportabile, con i padroni che obbligano a continuare il lavoro anche a rischio elevato per la salute; ma le operaie, appoggiate dallo Slai cobas sc scioperano! Come alla fabbrica Evoca di Bergamo.
A Mirafiori varie operaie hanno fatto ricorso all'infermeria nella giornata di ieri, anche chi va in mensa non trova il giusto recupero psicofisico ma anzi assomma ulteriore stress da clima (denuncia una delegata Fiom)".
Stessa situazione in una fabbrica nelle Marche, dove ogni giorno una  lavoratrice sviene per il caldo e i ritmi, con linee che vanno a 2000 pezzi all'ora, e alimentarle o stare a scatolare distrugge, ma il lavoro devi andare avanti...
Ci sono le lavoratrici delle pulizie/ausiliariato degli asili di Taranto, che rispondono ad una repressione contro le loro lotte, contro la denuncia legittima delle condizioni di sicurezza e salute, sviluppando anche in queste settimane iniziative di mobilitazione contro l'aumento dei carichi di lavoro, per l'aumento dell'orario di lavoro e del salario, ecc. ecc.
E chiaramente per le donne, a sfruttamento, discriminazioni, attacco ai diritti sui posti di lavoro, si unisce tutta l'oppressione fuori, che viene tragicamente sintetizzata dai femminicidi che non si fermano mai (anche oggi ad Enna una donna è stata uccisa dall'ex marito, e dallo Stato che non l'ha protetta nonostante sapeva); ma anche sempre più il moderno medioevo che questo governo fascista vuole imporre alla donne con la campagna sulla natalità.
Per tutto questo, mentre dove siamo presenti ci stiamo mobilitando, preannunciamo che riconvocheremo a settembre l’Assemblea donne/lavoratrici. Perché di azione c'è bisogno e tanta. 

OPERAIE DELLA EVOCA (BG): SCIOPERO SLAI COBAS SC IMPROVVISO PER IL CALDO, CONTRO LO SFRUTTAMENTO CHE NON DA TREGUA

UN PRIMO GRUPPO DI OPERAIE HA REAGITO LASCIANDO LE LINEE

Evoca, i programmi per alzare la produttività sulle linee sono bollenti quanto la temperatura  nei  capannoni

30,1 gradi, 74.4% di umidità ma non una macchina in meno

ritmi e disciplina. Niente pausa aggiuntiva, persino l'acqua messa a disposizione per il caldo (gratis) viene razionata, max 2 bottigliette, poi si paga!

delegati e sindacalisti collaborazionisti sono più preoccupati che si raggiungano i parametri dei loro premi che della condizione delle operaie

lo sciopero di oggi è stata una aperta ribellione, una pausa al clima rovente 'che ti fa arrivare a sera disrutta', conquistata con soddisfazione


Operaie
 e operai come carne da macello

basta!

Tutto lo dimostra in fabbrica

il forte aumento della temperatura, oltre che previsto, è da giorni che mette operaie e operai in difficoltà.

Per l’azienda il centro è sempre la produzione, il profitto. I ritmi non si possono

20/07/23

Asili: aumenta il servizio, ma la condizione di lavoro delle lavoratrici dell'ausiliariato e pulizie resta sempre al di sotto di ogni minima condizione dignitosa


Da Corriere di Taranto

"Più servizi negli asili nido comunali - Il ministero dell’Interno ha approvato la riprogrammazione richiesta dall’amministrazione comunale, rispetto al rafforzamento dei servizi educativi offerti dagli asili nido comunali. Grazie a questo risultato, da settembre a dicembre prossimi sarà esteso l’orario di servizio, dal lunedì al venerdì, sino alle 17:00/17:30 per almeno 5 asili nido comunali, oltre alla disponibilità di un ulteriore supporto alle fragilità grazie al maggior numero di educatrici destinate alle attività di sostegno.
«Con questo intervento – ha dichiarato l’assessore ai Servizi Educativi Fabiano Marti – rinforziamo ancora la prospettiva di crescita dei servizi all’infanzia degli asili nido comunali, per l’anno educativo 2023/2024. Stiamo lavorando ininterrottamente affinché i nostri bambini possano usufruire di ulteriori opportunità, andando incontro alle esigenze delle famiglie. Nelle prossime settimane verranno approvati gli atti necessari a concretizzare le attività proposte». 

Gli orari si allungano negli asili, si fanno nuove assunzioni di educatrici, si accrescono i servizi per i bambini... E il Comune alle 68 lavoratrici e lavoratori che garantiscono tutti i tanti e vari servizi di ausiliariato e pulizia cosa aumenta? Appena mezz'ora al giorno l'orario di lavoro, che da settembre quindi passerà dalle 3 ore attuali a 3 ore e 30 minuti! TUTTO QUA!!

Chi garantirà il servizio fino alle 17:30? 

 Scordatevi che questo dovrà avvenire con un sovraccarico di lavoro, con aumento dei turni per le lavoratrici e lavoratori di ausiliariato e pulizia, che continuano a prendere una miseria di salari, con un salario orario di 7,73 euro, molto al di sotto del cosiddetto "salario minimo". Così, chiaramente, impediremmo qualsiasi tentativo di far convivere più appalti per lo stesso servizio.

Lo Slai cobas aveva proposto da subito il passaggio ad almeno 4 ore, per poi arrivare a 5 ore al giorno. Ma su questo c'è un netto NO da parte del Comune/assessorato Pubblica Istruzione (anche nel recente incontro del 17 luglio con l'assessore Marti), tricerandosi dietro norme e mancanza di fondi che lo impedirebbero.

Nello stesso modo, scordatevi che i lavoratori di ausiliariato e pulizia continueranno a fornire un servizio di qualità per i bambini spccandosi la schiena, le braccia, le ginocchie, perchè continuano a lavorare con scope e stracci, senza alcuna attrezzatura elettrica, meccanica, nonostante prevista dall'appalto, e ricevendo in cambio il danno e la beffa: le delegate Rsa e Rls dello Slai cobas che hanno denunciat, durante un'iniziativa di lotta proprio per l'aumento dell'orario e del salario, queste condizioni di lavoro che mettono a rischio anche salute e sicurezza, hanno ricevuto pure provvedimenti disciplinari.

Noi chiediamo aumento di orario, di salario, salute e sicuerezza. 

Questa giusta, necessaria lotta la porteremo fin dal 1° settembre (se fino ad allora non ci saranno risposte).

Il fatto che l'approvazione al "rafforzamento dei servizi educativi" discenda dal Ministero degli Interni, quindi da una programmazione nazionale (ma cosa c'entra il Ministero degli Interni in questa materia?...) - rafforzamento dei servizi di asili-nido la cui motivazione non risponde ad un diritto sociale, ma è soprattutto interna alla campagna di questo governo di appello alle donne a "fare figli" - pone la necessità di portare questa lotta anche a livello nazionale, insieme alle altre realtà di lavoratrici di altre città. 

18/07/23

Chivasso, donna licenziata dopo la fecondazione assistita - Padroni e governo uniti contro i diritti delle donne, se operaie ancora peggio

Dopo il licenziamento la donna ha perso anche il bambino a causa dello stress
Torino – Una donna 30enne di Chivasso è stata licenziata dall’azienda dopo aver riferito di essersi sottoposta a fecondazione assistita. Lo riporta il quotidiano La Stampa che, ricostruendo la vicenda, racconta non solo del licenziamento ma anche di battute a sfondo sessuale subita dalla donna e mobbing a lavoro.
Dopo essere stata licenziata la donna, spiega The post internazionale, ha anche perso il bambino a causa dello stress. Adesso la 30enne di Chivasso ha fatto causa all’azienda che si occupa di idrotermosanitari.
La donna, infatti, formalmente è stata licenziata a causa del superamento delle ore di assenza consentite per malattie ma, spiega The post internazionale, il conteggio sarebbe sbagliato perché includerebbe i giorni di ricovero per la fecondazione assistita e per l’aborto.

17/07/23

Solidarietà da parte dell'USI alle lavoratrici degli asili di Taranto

Grazie compagni e compagne, come sempre la vostra solidarietà ci incoraggia, siamo sempre e ancora più determinate a lottare, ora non solo per il salario, per i nostri diritti, ma anche contro la repressione delle nostre lotte, denunce.

Un forte saluto

Per Lavoratrici Slai cobas asili Taranto

Enza e le altre

Il 16/07/23 14:22, usiait1@virgilio.it ha scritto:

Per le lavoratrici degli asili nido esternalizzati del Comune di Taranto, per Rsa e Rls aderenti a SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE, presso la cooperativa Servizi Integrati.   

da segreteria nazionale collegiale nazionale Cuneo Rimini Caserta Roma dell'Unione Sindacale Italiana in sigla Usi 1912 ricostituita - 16 LUGLIO 2023

Esprimiamo la nostra solidarietà  alle lavoratrici in lotta da molti mesi al Comune di Taranto nei servizi educativi scolastici degli asili nido esternalizzati e alle Rsa Rls aderenti e organizzate con lo SLAI COBAS per il sindacato di class, sottoposte a vari tentativi di repressione e intimidazione per farle recedere dalle mobilitazioni, sfociate con 4 provvedimenti disciplinari inflitti alle delegate sindacali e alla sicurezza nel corso dell'ultimo mese. Conosciamo la tenacia e la combattività delle lavoratrici e delle compagne sindacalizzate, anche nelle battaglie contro le discriminazioni e disparità di genere, oltre alle vicende di lotta sindacale, per avere certezza che, non solo non si faranno intimidire, ma anzi rafforzeranno ancora di più la combattività e la compattezza delle loro iniziative.

Alla fine padroni e padroncini, con l'avallo delle amministrazioni committenti nei servizi in appalto e il silenzio complice di sindacati firma-tutto e di peggio concertativi se non "collaborazionisti", utilizzano sempre gli  stessi schemi e gli stessi metodi  di sempre, nella speranza in diversi casi vana, che certe pratiche possano ammorbidire le organizzazioni sindacali, colpendo delegate sindacali e rappresentanti su salute e sicurezza (uno dei punti deboli di tutti i padroni, pubblici, privati, multinazionali o cooperative che siano) nei conflitti in corso o che possano allontanare le lavoratrici, lasciano isolato il sindacato "cattivo".

Oltre alle difese tecniche sui procedimenti e provvedimenti disciplinari, per smontare gli impianti accusatori, siamo convinti che la RESISTENZA ATTIVA e la solidarietà che si aggregherà per le vostre giuste rivendicazioni (che seguiamo da tempo), sarà uno degli strumenti che permetterà, allo SLAI COBAS per il sindacato di classe, come in altre occasioni, alle delegate e attiviste, di rompere il tentativo di isolamento e e di non cadere nella spirale lotta-repressione-lotta alla repressione, divergendo   dagli scopi e piattaforme originarie.

Un saluto e teneteci aggiornate-i sugli sviluppi, se non li leggiamo già per i canali alternativi di informazione. LA VOSTRA LOTTA DIVENTA PURE LA NOSTRA LOTTA, per gli obbiettivi comuni che  collegano le nostre iniziative a livello nazionale e in chiave internazionale.

trasmette per segr. gen. naz. collegiale di Usi 1912 ricostituita - Roberto Martelli

(saluti anche da Giuseppe, Paola, Enzo, Paoletta, Claudia, Antonietta, Dorina e le altre compagne che avete incrociato nelle manifestazioni di questi anni)

16/07/23

Formazione rivoluzionaria delle donne - registrazione dell'incontro/reading del 6 luglio sull'opuscolo su Silvia Federici

PRESENTAZIONE
Leggeremo alcune pagine di uno degli opuscoli che abbiamo prodotto, che si intitola “Per una critica alle posizioni anti marxiste dell'Accademica Silvia Federici”
Silvia Federici è, appunto, una accademica che insegna filosofia politica in un college di Long Island, New York. E’ una teorica femminista. Negli anni passati è stata abbastanza nota, soprattutto nel mondo del femminismo, sia in America che in alcune realtà di altri paesi, e anche in Italia.
Alle sue teorie hanno fatto riferimento realtà femministe o singole compagne, in particolare sulla questione che riguarda il lavoro di riproduzione, cioè far nascere figli, che sono forza-lavoro per il capitale. riprodurre e conservare queste forze attraverso l'attività di lavoro domestico, di assistenza. 
Perché riprendiamo ora questi argomenti? Perché le posizioni espresse dalla Federici sono in un certo senso tornate d’attualità. Era anche uscito un libro che raccoglieva i testi principali della Federici fatti negli anni, un libro che si intitola “Genere e capitale - Per una rilettura femminista di Marx”. Ma per noi qual’è stato l'interesse principale? Soprattutto il fatto che in questo libro le posizioni espresse da questa femminista erano poste da lei contro le teorie e posizioni di Marx, e anche di Engels. Siccome noi abbiamo avviato nei mesi scorsi una formazione rivoluzionaria delle donne basata proprio sulle teorie, scritti di Marx ed Engels, allora era necessario fare chiarezza, fare “piazza pulita” di concezioni, posizioni antimarxiste.
Silvia Federici porta avanti una contrapposizione alle posizioni di Marx sia sostenendola con argomentazioni false, che Marx non ha mai espresso, sia travisando le posizioni di Marx.
Noi non siamo delle accademiche. Riteniamo molto importante il lavoro teorico perché è un'arma per e nella lotta, altrimenti è una lotta, come dire, senza luce: perché è sbagliato che le proletarie lottano e le intellettuali fanno analisi, producono teorie, come due "mondi" inevitabilmente separati. La teoria rivoluzionaria deve invece via via essere presa nelle mani dalle effettive protagoniste della lotta contro questo sistema capitalista di doppio sfruttamento e oppressione. 
Per questo abbiamo cominciato a “metterci le mani” in questo lavoro. Esso non è ancora completo, non è ancora esaustivo e quindi tutto quello che può venire, anche dopo questo incontro, come contributo, è importante.
Quindi, cominciamo. E invitiamo a seguire la registrazione, cliccando su questo link:

Dopo la lettura delle pagine di questo opuscolo, sono seguiti interventi di compagne, lavoratrici. che pubblicheremo via via.

15/07/23

Massimo appoggio alla giusta protesta di 'Non una di meno' a Milano contro La Russa - ‘El violador eres tu’, cioè ‘Lo stupratore sei tu’. Da Mfpr Milano

I

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La Russa jr, flash mob di Non Una di Meno a Milano

 Dopo i volantini, la protesta. Come anticipato dai manifesti affissi questa notte in diversi luoghi di Milano tra i quali lo studio legale del presidente del Senato Ignazio La Russa, questa sera in piazza 25 aprile è andata in scena la protesta del movimento transfemminista Non una di meno, nella forma del flash mob ‘El violador eres tu’, cioè ‘Lo stupratore sei tu’. Un atto di accusa a passo di danza, in cui le partecipanti e i partecipanti puntano il dito contro la violenza e la cultura maschilista. “Siamo davanti a un abuso di potere”, spiegano i manifestanti, perché se “la seconda carica dello Stato si esprime screditando una ragazza che denuncia una violenza, indirettamente manda anche un messaggio a tutte le ragazze che vogliono denunciare: ‘non verrete credute’”.
Ieri, nella zona della movida milanese, piazza xxv aprile si e' svolto un flash-mob, organizzato da NUDM Milano per esprimere in maniera forte e chiara l'indignazione contro lo stupro e contro la campagna denigratoria ed intimidatoria nei confronti della ragazza che ha osato denunciare il suo
stupratore, figlio di La Russa.
Abbiamo deciso di esserci e di portare la nostra solidarietà e le nostre parole d'ordine riportate in
un cartello molto fotografato ed apprezzato. Mfpr milano 
 

14/07/23

Su maternità surrogata - Nel dibattito su Il Manifesto questa volta siamo d'accordo con alcune argomentazioni della femminista Lea Melandri

Lea Melandri scrive su Il Manifesto un articolo di cui riportiamo solo alcuni stralci che condividiamo:

"...Dietro le argomentazioni di facile impatto emotivo - dice la Melandri - con cui si vorrebbe iscrivere la criminalizzazione della pratica della gravidanza per altri nella violazione di diritti umani – riduzione delle donne in schiavitù, e dei bambini in merce di acquisto – è evidente che la finalità prima è la difesa della famiglia considerata «naturale», formata da un uomo e da una donna... (ns nota 1)

...Più ascolto dibattiti e più aumenta l’indignazione per commenti che sono un’offesa, per non dire una violenza, contro non solo il diritto dei figli/e di essere riconosciuti/e, ma anche nei confronti delle donne di decidere del loro corpo, fossero anche scelte che non ci piacciono...

...l’«alienazione» che le donne hanno fatto e fanno del loro corpo non si combatte criminalizzandole. (ns nota 2).

Non è certo scoperta di oggi la mercificazione del corpo femminile e neppure, come sembra vedere con scandalo qualcuna, la sua istituzionalizzazione. La donna è stata da sempre una «merce di scambio» tra uomini...

...Al presente la Gpa purtroppo è un’arma che parte del femminismo sta regalando al peggiore dei governi di destra. Impedire il riconoscimento dei figli di coppie omogenitoriali è un atto crudele per la loro crescita e la loro formazione. E a proposito del business a cui darebbe adito la Gpa, vorrei ricordare che le donne per bisogno di sopravvivenza hanno fatto di tutto. Non si tratta di impedirglielo, ma lottare perché non debbano averne bisogno. (ns nota 3)

...Che oggi a invocare i diritti delle donne e dei bambini, a volgere a proprio uso parole nate dalle pratiche del femminismo, come «autodeterminazione», «autonomia», sia lo stesso movimento Pro Vita che abbiamo visto manifestare con violenza davanti alle cliniche dove si praticava l’aborto, dovrebbe quanto meno suscitare qualche sospetto sul fatto che la preoccupazione principale siano la vita della donna e quella del bambino. Quante donne sono state costrette, per imposizione esterna o moralmente interiorizzata, a partorire figli che non desideravano? (ns nota 4). Siamo sicuri che a far crescere e ad educare figli siano solo genitori biologici e non adulti, di un sesso e dell’altro che li hanno desiderati e amati?..."(ns nota 5).


Contro queste, di buon senso, argomentazioni, tale Silvia Niccolai scrive, invece, sempre su Il Manifesto:


"..il femminismo di ogni tempo lotta contro la subalternità delle donne, ma che cosa significa essere “subalterne”? Farsi dettare l’agenda, sia pure per reazione, dalla politica dei partiti, ecco la vera subalternità…

Di questa subalternità dà prova chi… accusa di dare argomenti alla destra le molte donne di ogni età e di ogni paese che, del tutto indipendentemente da chi è, è stato, o sarà al governo, sono da sempre contrarie alla surrogazione di maternità… quale sarebbe lo spazio di un’autonoma presa di parola femminile se dovessimo ogni volta preoccuparci di modulare questa presa di parola a seconda di chi governa?… A vantaggio di chi? Certo non della Costituzione che pure, a colpi di Bella ciao, di tanto in tanto si ama invocare contro il governo “fascista”.

È in nome della Costituzione che la giurisprudenza, in un percorso complesso, tanto impegnativo quanto luminoso, ha riconosciuto che la gpa contrasta coi valori di dignità e libertà della persona umana (i più alti consessi internazionali, penso tra molti esempi a una dichiarazione del Consiglio Onu per i diritti dei bambini del 2018, la definiscono senz’altro un mercato dei bambini). Per questo non è possibile in quei casi trascrivere in modo automatico e integrale gli atti di nascita... 

...In particolare, a me sembra che, con le cose messe in chiaro sulla gpa, ora siamo a un passo dal riconoscere l’evidenza: tutte le famiglie sono generate da una donna, ed è questa la “essenziale funzione familiare della donna” di cui parla la Costituzione, con un vasto guadagno per tutte (non sta forse qui il vero superamento della “famiglia tradizionale”?)...".

*****

Su queste affermazioni di Niccolai non abbiamo, non vogliamo spendere molte parole, non ne vale la pena. Per questa signora alle donne non deve importare chi ci governa, ergo: nessuna lotta contro questo governo Meloni e i suoi ministri/ministre che in maniera ancora più spudorata e usando le armi della repressione stanno facendo una campagna oscena sulle donne, perchè facciano soprattutto figli su figli, una campagna che tra non molto arriverà ad un attacco chiaro istituzionale contro il diritto d'aborto. Niccolai chiede "A vantaggio di chi?", ma del governo, della sottospecie di Ministri, come Roccella, Lollobrigida, Salvini, ecc!

E proprio come questi osceni personaggi la Niccolai sostiene che è giusto che i figli di coppie omogenitoriali non siano registrati o registrati a metà, siano una sorta di "desaparecidos".

Stendiamo poi un velo pietoso sull'ultima affermazione: "essenziale funzione familiare della donna", che è appunto quello che vogliono governi, padroni, Chiesa.


Note da scritti del Mfpr sull'argomento

(NOTA 1)

Governo, partiti in parlamento, varie forze denunciano la maternità surrogata in nome di posizioni e concezioni di destra, familiste, del ruolo della donna come riproduttrice al servizio della "sacra famiglia: "donna, uomo, bambino" e del sistema del capitale.

Sono contro l'utero in affitto con la stessa ideologia reazionaria, cattolico-integralista con cui sono contro il diritto d'aborto, la maternità come scelta della donna, la fecondazione artificiale, ecc. e oggi contro il riconoscimento dei  figli di coppie omogenitoriali.
Coprono queste posizioni con una grossa squallida ipocrisia sui bambini, sulla famiglia, sulle stesse donne
Non si può permettere, ancora di più oggi, che chi, il governo Meloni e in parlamento, appoggia e alimenta la guerra - che è la più feroce, orrenda arma degli Stati, governi imperialisti per uccidere i "diritti" dell'umanita'; chi lascia morire in mare decine e decine di bambini - possa passare per difensore dei bambini, dei diritti delle persone   
QUESTO OGGI E' IL PRIMO FRONTE DI LOTTA DELLE DONNE, la principale contraddizione antagonista sulla questione dei diritti delle donne.
Non si può prendere posizione contro la maternità surrogata senza schierarsi e lottare prima di tutto contro questa crociata da moderno medioevo, che è contro le donne, prima di tutto. Oggi, vuol dire contrastare, combattere la proposta di legge, prima di tutto nelle piazze, ma anche in parlamento votando contro. Su questo non ci può essere ambiguita'...

(NOTA 2) 

Non siamo affatto d'accordo che vi debbano essere leggi che reprimano la maternità surrogata. Primo, perchè chi dovrebbe fare le leggi per reprimere sono gli stessi Stati imperialisti che portano avanti la massima oppressione istituzionalizzata verso le donne e i bambini, che massacrano donne e bambini (e mai come in questo periodo è vero, se pensiamo ai migranti, ai bombardamenti, a quanto succede in Palestina, ecc,, a cui anche l'Italia contribuisce); secondo, perchè in questo sistema capitalista come, avviene per la prostituzione, per l'aborto clandestino, sono poi anche le donne che verrebbero colpite dagli interventi repressivi, diventando due volte vittime. Ma anche perchè in nome del dire No allo sfruttamento del corpo delle donne, che invece va avanti liberamente nei paesi del Terzo mondo come nei paesi imperialisti, verrebbe giustificata e legittimata una coercizione sempre e comunque della volontà delle donne; insieme ad una non distinzione tra lotta allo sfruttamento del corpo delle donne (vedi turismo sessuale) e maternità surrogata in sé e per sé.

(NOTA 3) 

E' evidente che la maternità surrogata nella grande maggioranza dei casi è sfruttamento violento del corpo delle donne. E' espressione di una inaccettabile disparità, che è soprattutto di classe. In generale si tratta di un rapporto mercificato: c'è chi compra perchè ha i soldi, c'è chi vende perchè ha bisogno di soldi. Non lo chiede chiunque a una donna di fare un bambino, lo fa chi lo può chiedere perchè ha soldi.
Quindi non è affatto un rapporto di volontà alla pari. Non ci può essere in un sistema sociale basato sulla divisione in classi. Non ci può essere in un sistema in cui le donne sono condizionate e oppresse nel loro ruolo riproduttivo. E, in ogni caso, anche in una relazione non costrittiva, il “proprietario” del futuro bambino e la donna stanno inevitabilmente su due piani diversi: chi ha deciso, chi pone le condizioni, è chi vuole utilizzare l'utero di un'altra donna. La stragrande maggioranza delle maternità surrogate avvengono sfruttando la povertà delle donne, e soprattutto delle donne dei paesi del terzo mondo da parte di coppie o persone singole dei paesi imperialisti – mettendo in luce, anche su questo. il rapporto di dominio, di oppressione, di rapina da parte dei paesi imperialisti verso le popolazioni dei paesi dipendenti. Su questo vi è una vera e propria industria, in cui le donne sono la forza-lavoro produttiva di una merce particolare: i bambini. 
Finchè ci sono le classi, finchè c'è l'imperialismo e le popolazioni schiacciate da esso, finchè le donne, in qualsiasi latitudine del mondo, sono doppiamente sfruttate e oppresse, parlare di libertà è fare dello “spirito ad un funerale”, è voler dipingere di rosa, ma solo per sé, le tendine di un mega carcere in cui, più questo sistema sociale va avanti e più anche nei paesi cosiddetti “civili” le donne sono ricacciate a 50 anni indietro.
Ma occorre sgombrare il campo dalle ipocrisie borghesi. Viene tanto e in tanti modi sfruttato, violentato il corpo delle donne, che i neofiti “difensori delle donne” non possono certo emergersi a difensori delle donne se il loro corpo serve per dare un figlio ad altri. E oggi, proprio da questo governo e dai suoi Ministri la questione del corpo delle donne come "macchina di riproduzione" per forza lavoro per il capitale e per braccia per la guerra, viene considerato un anello centrale per sostenere il loro barbaro sistema borghese.
Senza rovesciare questo sistema, senza costruire una nuova società, socialista verso il comunismo, in cui centrale è il ruolo diretto delle donne nella rivoluzione e nella rivoluzione nella rivoluzione, non ci può essere liberazione delle donne; non ci può essere liberazione dal bisogno.

(NOTA 4)


Quante donne, nel rapporto di subordinazione che sono costrette a vivere con il proprio uomo, fanno figli perchè glielo impone il marito, la famiglie (d'origine o quella del marito), figli da loro non desiderati o frutto a volte anche di violenza sessuale, e quindi niente affatto di "libera scelta"; questo non è abbastanza simile alla Gpa (Gravidanza per altri)?
Le "prostitute" non vendono il loro corpo ad altri? Anche per loro allora ci dovrebbe essere una legge che vieta e punisce a "livello universale"? Nessuna donna cosciente, nessuna femminista può pensare questo.
Si dice: Invece che Gpa, adozioni. Ma anche questa è ipocrisia! Anche tante adozioni - soprattutto nei paesi dipendenti dall'imperialismo - si tratta di bambini partoriti da una donna che è stata, però, impossibilitata a tenerli, per vari motivi (in primis la povertà) e presi, divenuti figli di coppie al 90% occidentali. Anche qui dov'è la grande differenza?  

(NOTA 5)

Non siamo d'accordo con alcune argomentazioni sul No alla maternità surrogata, che vengono dal fronte del femminismo borghese e piccolo borghese. Queste argomentazioni esprimono una concezione moralista e/o idealista della maternità, che, lo si voglia o no, fanno da altra faccia della “mistica della maternità” conservatrice/cattolica.

Una di queste argomentazioni, per esempio, riguarda il rapporto madre-figlio nei 9 mesi di gestazione che verrebbe “violentemente interrotto alla nascita e dall'affidamento del bambino ad altri”. Ma questo rapporto avviene realmente quando il bambino non è più dipendente dal corpo della donna; diversamente si finisce col dar ragione a tutta la canea borghese, clericale sui diritti dell'embrione, come già una “persona”.
D'altronde, il rapporto, i bambini lo possono costruire con chi li cresce, al di là se li hanno partoriti o meno. Ed è sbagliato scrivere - come fa l'appello di 'Se non ora quando': “Se vengono programmaticamente scissi dalla storia che li ha portati alla luce e che comunque è la loro, i bambini diventano merce”. Facendo di fatto una sorta di idolatria della maternità, del legame, pre nascita, bambino/madre. Questo è sbagliato, e non ha alcuna base materialistica.
Il femminismo borghese, composto da “buone signore”, si “indigna”, ma non fa alcuna lotta contro il sistema capitalista, il suo Stato, i suoi governi, che per principio rendono le persone delle merci, o degli ingranaggi al servizio della suo profitto.