03/05/26

Formazione rivoluzionaria delle donne - Produzione e riproduzione - femminismo radicale o marxismo? Prima parte

Abbiamo cominciato a “mettere le mani” su l'importante tema che riguarda la produzione e riproduzione nel sistema capitalista, la funzione del lavoro domestico in esso, su cui da sempre il movimento delle donne, le sue principali teoriche hanno dibattuto, analizzato, preso posizione, perchè ha a che fare con l’analisi di fondo del ruolo e condizione delle donne nel sistema capitalista e le sue implicazioni nella lotta di liberazione delle donne.
Questo lavoro lo abbiamo fatto da un lato andando in un certo senso all’”origine”, ad un approfondimento uscito nel 1975 dall’allora organizzazione Movimento per la Liberazione della Donna” (MLDD) che scrisse l’opuscolo “Lotta femminista e lotta di classe” - in occasione del suo Congresso nell’aprile 1975.
Dall'altra affrontando posizioni in corso nel movimento femminista attuale.
Dall'altro ancora con una prima, sia pur ancora grezza, analisi critica delle posizioni di una delle teoriche più in "voga" e più influenti nel pensiero teorico femminista, l'accademica Silvia Federici.  
Su questo importante tema abbiamo poi raccolto contributi di compagne del mfpr, e di filosofe marxiste.
Quindi, come si dice, "c'è molta carne a cuocere". 
Per questo questa Formazione rivoluzionaria delle donne durerà varie settimane (probabilmente intervallata da altre FRD più legate agli eventi nazionali e internazionali).
Invitiamo le donne, compagne, intellettuali a mandarci loro contributi, commenti anche critici - li pubblicheremo tutti.

COMINCIAMO
Appunti in divenire su Produzione e Riproduzione 
Dall'opuscolo “Lotta femminista e lotta di classe” - MLDD
(questo testo è contenuto nell'opuscolo 360°)
1° PARTE

Dall' opuscolo del MLDD: “...è necessario compiere un'analisi specifica col metodo marxiano sul ruolo che il capitalismo assegna alla donna per guadagnare alla lotta femminista un corretto spazio politico nell'ambito più generale della lotta di classe e nel progetto più complessivo dell'instaurazione a una società socialista, per comprendere cioè fino in fondo che la lotta di liberazione della donna è una componente decisiva della lotta rivoluzionaria.
Tale analisi - in assenza della quale la lotta per la liberazione della donna resterà nel limbo o nel ghetto di quelle battaglie nella sovrastruttura cui il movimento operaio dedica attenzione saltuaria e parziale nella ricorrente tentazione meccanicistica di rinviarne l'apertura all'indomani della presa del potere - deve svolgersi al duplice livello strutturale e sovrastrutturale. Questo perchè (a parte l'ovvia esigenza di correttezza di impostazione del discorso) l'esistenza di una duplice dimensione del rapporto della donna con la società capitalistica individua e qualifica lo spazio teorico-pratico della lotta femminista”.
Noi diciamo che la lotta femminista è interna alla lotta di classe. Su tutto il resto siamo d'accordo.
Da MLDD: “L'aspetto dell'essere donna legato, a livello strutturale, al modo di produzione capitalistico è il lavoro che essa svolge all'interno del nucleo familiare: il lavoro domestico”. 
Engels e Marx scrivevano che sia la produzione che la riproduzione costituiscono la struttura del sistema capitalista. Tutta la riproduzione della forza-lavoro avviene a spese di un altro essere umano, la donna, però tale lavoro non appare nella produzione. La separazione che esiste tra famiglia e produzione è una separazione tipica di una società basata sui valori di scambio, in cui tutto è merce, ma in cui l'operazione che viene fatta sul proletariato è che la sua riproduzione avviene fuori dal mercato, non appare. Per questo il lavoro della donna, che è utile socialmente, non appare come tale, non appare come lavoro.
Il lavoro domestico produce valori d’uso e non di scambio. Questo valore d’uso non si restringe ai componenti familiari – benchè siano questi ad utilizzarlo – ma essendo in funzione della esistenza, assistenza e ricambio della forza lavoro va a beneficio dell’intero sistema capitalista. Ma il lavoro domestico è un'attività di servizio non è un lavoro produttivo per il capitale, perchè per il capitale è produttivo solo ciò che produce plusvalore e può essere scambiato.
Il lavoro riproduttivo, invece, non è produttivo per il capitale, non può scambiarlo.
La riproduzione della Forza-lavoro è un'esigenza del capitalista come classe, ma, come altre attività che pur comportano grande fatica, sfruttamento (vedi per es. l'attività di pulizia nelle città, ecc), per il capitale come classe non producono plusvalore.
Quindi, qui non stiamo parlando dell'importanza per il sistema sociale del lavoro domestico, e che tale lavoro pesi enormemente sulla donna. Qui quello che si mette in discussione è l'uso dell'analisi marxista per dare base teorica all'affermazione del lavoro domestico come produttivo di valore di scambio per il capitale.
Quale sarebbe la merce che la donna ha prodotto? E’ la forza lavoro. E seguendo il ragionamento del MLDD, questa “merce” ha un valore d’uso per il capitale e quindi avrebbe un valore di scambio per la donna, che vendendo questa merce dovrebbe ricevere il denaro.
Ma c’è un particolare: la donna non è proprietaria della FL merce e quindi non può venderla o scambiarla – a differenza delle altre merci prodotte che il capitale scambia. Non è la donna che porta sul mercato la FL e la vende al capitalista. Quindi, per la donna la FL non contiene valore di scambio. E’ il possessore della forza lavorativa – l’uomo (ma può essere anche la donna) che può vendere la sua FL, “esistente solo nella sua viva corporeità” (pag, 139/140 - Il Capitale).
La donna a questo punto potrebbe dire: sì, ma senza il mio lavoro domestico quella merce FL non starebbe sul mercato. Ma questo lavoro domestico rientra in un lavoro di servizio che il capitalista indirettamente paga calcolando il pagamento del salario, con cui l'operaio può acquistare i mezzi di sussistenza necessari a farlo tornare il giorno dopo al lavoro. La riproduzione, per il capitale, è contemperata nei costi del salario. - Marx scrive: ”Il valore della forza lavorativa... (è) determinato non solo dal tempo di lavoro necessario per mantenere il singolo operaio adulto, ma anche da quello necessario per mantenere la sua famiglia”).
Per il capitalista è come il servizio del negoziante, senza il suo lavoro la merce non starebbe sul mercato, ma questo non vuol dire che è il negoziante che l’ha prodotta o che dal lavoro del negoziante il capitalista ottiene plusvalore.
Non si può usare Marx-Il Capitale per dire che siccome valore d’uso è il prodotto destinato al soddisfacimento dei bisogni del produttore e valore di scambio è quando il prodotto è destinato al soddisfacimento dei bisogni di altri…, siccome la riproduzione della FL è destinata ai bisogni dell'altro, questa merce per la donna ha valore di scambio.
Scrive Marx (pag. 57): “Una cosa può essere utile e può essere prodotto di lavoro umano pur non essendo merce: chi provvede con la propria produzione al soddisfacimento del suo bisogno, crea certo valore d’uso ma non merce. Per produrre merce, non basta produrre valore d’uso, ma valore d’uso per altri, valore d’uso sociale”.
La donna attraverso il lavoro domestico non produce merce per il capitalista. Si può dire che la donna col lavoro domestico produce valori d’uso per il soddisfacimento dei bisogni dell’uomo e di tutti i componenti familiari, ma non merce. Con quale merce dell’uomo la può scambiare? Al massimo è l’uomo che dovrebbe pagare con denaro quella merce, (cibo, vestiti lavati, ecc.) in cui è incorporato il lavoro della donna.
La tesi di MLDD è invece: “Dal fatto che ciò che viene prodotto dal lavoro domestico non viene prodotto per l'esclusivo soddisfacimento dei bisogni del produttore - la donna - ma per il soddisfacimento dei bisogni di tutti i componenti il gruppo familiare, consegue in prima istanza che il lavoro domestico non produce solo valori d'uso ma anche valori di scambio, produce cioè merci”.
E per avvalorare questa tesi (in contrasto con la tesi del trotskista Mandel) usa Marx: “Questa tesi dell'economista trotskista è in palese contraddizione con la lucida formulazione marxiana per cui la produzione socializzata di valori d'uso (possibile soltanto in una comunità naturale originaria, proprio quale la famiglia patriarcale, i cui membri non siano reciprocamente estranei in quanto persone indipendenti l'una dall'altra) cessa di esistere non appena la produzione sia divenuta produzione di merci nella vita esterna alla comunità, per divenire essa stessa produzione di merci”.
Ma qui MLDD confonde, perché usa un processo storico, che spiega il superamento dall’economia familiare, comunitaria all'economia capitalista, per affermare che quindi il lavoro domestico produce valori di scambio. Infatti, scrive: “Dal fatto che ciò che viene prodotto dal lavoro domestico diviene oggetto di un rapporto di scambio, consegue in seconda istanza che il lavoro domestico ancora una volta produce merci”. E “il lavoro domestico mentre produce beni e servizi per i componenti del gruppo familiare, produce contemporaneamente per il capitale quella che è la merce per eccellenza nell’organizzazione capitalista del lavoro, la forza lavoro”, che per reintegrarsi ha bisogno di mezzi di sussistenza che sono forniti dal lavoro domestico.
Ma qui vale il discorso di prima, la FL non è una merce proprietà della donna, e non è la donna che vende/scambia la FL, ma l'operaio.
MLDD usa ancora questo pezzo de Il Capitale per affermare che il lavoro della donna produce la FL, la sua riproduzione, conservazione: “La Forza lavoro esiste solo come naturale attitudine dell’individuo vivente. Per questo la sua produzione presuppone l’esistenza dell’individuo. Posta l’esistenza dell’individuo, la produzione della forza lavorativa consiste nella riproduzione, ossia nella conservazione di esso. All’individuo vivente occorre, per la propria conservazione, un certo numero di mezzi di sussistenza… il valore della forza lavoro è il valore dei mezzi di sussistenza occorrenti alla conservazione (riproduzione) del suo possessore”; questi mezzi di sussistenza comprendono anche i mezzi di sussistenza delle forze di ricambio, dei figli (dato che il “proprietario della forza lavorativa è mortale”).
Ma la conclusione di MLDD è: questi “mezzi di sussistenza… sono forniti dal lavoro domestico – che dunque – riproduce la forza-lavoro essenziale al capitale”, sia le FL in uso al capitale, sia le nuove forze lavoro che devono sostituire alla morte le prime. Per cui: “Il lavoro domestico privato è quindi momento centrale dell’organizzazione capitalistica del lavoro”.
Ma per il capitale è centrale la riproduzione della FL perchè possa essere sfruttata il giorno dopo e il giorno dopo ancora, non come essa avvenga. D'altra parte, pur accettando questa analisi, sarebbe l’operaio – come detto prima provocatoriamente - che dovrebbe pagare il salario al lavoro domestico, non direttamente il capitalista. La donna attraverso il lavoro domestico fornisce all’operaio la merce (mezzi di sussistenza) di cui ha bisogno per presentarsi il giorno dopo a lavorare per il capitalista; cosa ha in cambio la donna? parte del salario dell’uomo (in cui è previsto il pagamento dei mezzi di sussistenza).
Tant'è che poi MLDD, per affrontare questa contraddizione e cercare una conciliazione, deve aggiungere: “I due momenti di erogazione di forza-lavoro al capitale, quello in fabbrica e quello in casa, sono diversi in questo: la forza-lavoro in fabbrica viene venduta direttamente al capitale, la forza- lavoro in casa viene venduta al capitale attraverso l'alienazione di essa al salariato”. Per cui vi sarebbe una “omogeneità tra le condizioni di sfruttamento e di alienazione proprie del lavoro domestico e del lavoro salariato”.
Qui per avallare questa analisi (?) si fa riferimento al capitolo de Il Capitale che parla del lavoro delle donne e bambini nell'industria “sottomettendo al diretto dominio del capitale tutti i componenti della famiglia operaia, senza distinzione di sesso e di età”. Ma, appunto, si tratta del lavoro in fabbrica, non in casa.
MLDD, poi, non tiene conto di ciò che Marx scrive subito dopo: “Ma solo con la sua estrinsecazione si realizza la forza lavorativa, essa si attua solo nel lavoro”. Quindi non c’è una Forza lavoro a prescindere, ma l’individuo è forza lavoro solo nell’atto lavorativo per il capitale.
Come Marx scrive più avanti, citando Sismondi: “la capacità di lavoro se non è venduta non è niente”. Quindi non tutti gli uomini nati e riprodotti/ conservati, attraverso il lavoro domestico, la cura e l’assistenza della donna, sono forza lavoro utile al capitale. 
Più avanti in riferimento alla tesi per cui “il lavoro domestico privato è un momento essenziale all'organizzazione capitalista del lavoro”, MLDD precisa, però, che questo “non implica però che esso... sia produttivo di plusvalore. In effetti, il lavoro domestico (o meglio, lo sfruttamento della donna attraverso l'alienazione della sua forza-lavoro) serve a fornire mezzi di sussistenza a basso costo al lavoratore salariato e, di conseguenza, a permettere la riproduzione di forza-lavoro ad un costo minimo: in tal modo esso viene a rappresentare una delle condizioni dell'estensione del tempo di lavoro supplementare e, quindi, della misura del saggio di plusvalore”.
Precisiamo. Il salario è costituito dai mezzi di sussistenza necessari al mantenimento/riproduzione per il capitale della FL. Ma come sono calcolati i costi di questi “mezzi di sussistenza”? A loro volta, spiega Marx, dal tempo di lavoro necessario per produrli.
Quindi il lavoro domestico usa questi mezzi di sussistenza già prodotti. Non è il lavoro domestico che fa aumentare il saggio del plusvalore, ma è attraverso o l'allungamento della giornata lavorativa o l'aumento della produttività, entrambi questi mezzi riducono per il capitalista il tempo di lavoro necessario (e quindi relativamente fanno abbassare il pagamento di questo lavoro), e aumentano il pluslavoro, il tempo di lavoro che l'operaio fa gratis per il capitale.
Ancora argomenta MLDD: “Ma il consumo dei mezzi di sussistenza non serve ad altro che a reintegrare la forza-lavoro: in questo senso detto consumo, alla pari della manutenzione dei macchinari, è anch'esso immediatamente produttivo... Il consumo individuale della classe operaia dei mezzi di sussistenza alienati dalla classe capitalista in cambio della forza-lavoro, è riconversione della forza-lavoro, cioè riproduzione del mezzo di produzione più indispensabile al capitale. E se il consumo individuale è un momento della produzione, anche l'organizzazione di tale consumo - il lavoro domestico - è un momento del modo di produzione capitalistico”.
Il paragone che si fa qui tra consumo per reintegrare la FL e manutenzione dei macchinari ci aiuta. Perchè per il capitale la “manutenzione dei macchinari – non è – immediatamente produttiva”. I macchinari in sé non fanno aumentare o diminuire il saggio del plusvalore, ma sempre e solo il lavoro della FL operaia – che viene accelerato o rallentato dall'uso delle macchine. Per le macchine il capitalista paga un costo compensato dal loro uso. La macchina dà tanto per quello che è, non di più (il lavoro gratis per il capitalista, che invece dà l'operaio); se per una macchina il capitalista ha pagato 100mila euro e deve durare 10 anni, ogni giorno la macchina consuma una parte di quelle 100mila euro, fino ad esaurimento del suo valore originario, che perde valore col passare dei giorni.
(CONTINUA)

E' questo, maledetto governo, il "lavoro delle donne"? Samantha Lacedonia è morta a 21 anni mentre andava al lavoro il 1° Maggio: era il suo primo giorno

Il nostro abbraccio alla famiglia di Samantha

Aperta un’inchiesta sull’incidente frontale costato la vita alla cameriera di Bisceglie. Si era da poco trasferita a Ceglie Messapica per lavorare in una struttura ricettiva: “Eri piena di sogni e speranze".
Ieri sarebbe stato il suo primo giorno di lavoro in un locale di Ostuni. Al momento dell'incidente, la ragazza si stata recando sul posto di lavoro.
La ragazza, originaria di Bisceglie, era a bordo di una Fiat 500 che si è scontrata con una Mercedes guidata da un 83enne.
Sui social non si contano i messaggi di cordoglio: “Samantha era arrivata nelle nostre comunità carica di speranze - si legge - mossa da quel coraggio tipico della sua età che porta a spostarsi per inseguire un futuro e un nuovo lavoro”.
I funerali della ragazza si terranno lunedì 4 maggio alle 15,30.

"No a stupratori in campo” - Tutto il nostro appoggio e solidarietà alle compagne di NUDM di Modena


(da Repubblica) "No a stupratori in campo”. Strappato lo striscione di “Non una di meno” contro Portanova
L'associazione denuncia l’episodio avvenuto in occasione del derby al Braglia fra Modena e Reggiana: “Verso di noi insulti sessisti”. 
MODENA – “Stupratori in campo non ne vogliamo”, recitava lo striscione di “Non una di Meno” di Modena che l’associazione contro la violenza di genere aveva affisso fuori dallo stadio Braglia in vista del derby emiliano di serie B fra il Modena e la Reggiana. Uno striscione riferito al calciatore della squadra granata Manolo Portanova, condannato a sei anni di carcere anche in secondo grado con l’accusa di violenza sessuale di gruppo.
Lo striscione "è durato due ore. Abbiamo trovato delle persone che portavano via lo striscione che avevamo affisso nei pressi della curva Montagnani - si legge sul profilo Instagram di 'Non Una di Meno Modena' - abbiamo chiesto di restituircelo e loro hanno risposto con insulti sessisti, minacce e mostrando i genitali. 'Non allo stadio', questo è quello che ci è stato detto mentre ci riprendevamo lo striscione". "Chi è stato condannato continua a giocare, sostenuto e celebrato”, denuncia il collettivo. “Questo non è neutrale: è una scelta politica. È il segnale che tutto può essere ignorato, se c’è di mezzo lo spettacolo. Non lo accettiamo. Non accettiamo che lo sport diventi uno spazio di impunità”.

La squallida posizione da "Ponzio Pilato" del Sindaco di Modena - che intanto si è visto tranquillamente la partita (mfpr)

Una denuncia che non è sfuggita al sindaco di Modena Massimo Mezzetti, che il 1° maggio era allo stadio per vedere la partita. Detto che "la presunzione d'innocenza fino alla pronuncia della Cassazione fa parte del nostro ordinamento ed è un diritto dell'imputato", osserva in un passaggio di un lungo intervento riferendosi al procedimento in corso nei confronti del centrocampista reggiano, "se queste accuse sono state riconosciute in due gradi di giudizio è, se possibile, ancora più grave nascondere la testa sotto la terra del campo di gioco. Credo che ognuno si debba assumere le proprie responsabilità, comprese le società calcistiche ma, visto che lo stadio è proprietà del Comune, non posso che leggere con attenzione le parole del gruppo femminista 'Non Una di Meno. Personalmente ieri ero allo stadio a tifare il nostro Modena e mi sono rallegrato per il risultato che ci ha visti prevalere. Questa vicenda però ci interroga fortemente e - conclude - tornando all'inizio del mio ragionamento, non va nascosta come qualcosa di cui sia inappropriato parlare". Anche il Comune di Reggio Emilia, alla conferma della condanna, aveva invitato la Reggiana a riflettere sull’eventualità di intervenire con provvedimenti.

01/05/26

VIVA IL 1° MAGGIO ROSSO, DI LOTTA, INTERNAZIONALISTA!

Donne, lavoratrici, buon 1° Maggio!
Pubblichiamo la Dichiarazione internazionale che oggi viene diffusa in tutto il modo, dall'Italia alla Francia alla Svizzera, dall'India alla Tunisia, all'Afghanistan, al Brasile, all'Iran, dalla Colombia alla Cina, alla Corea. dalla Turchia al Bangladesh, al Nepal, ecc.

Proletarian, Red and Internationalist May 1st

Against imperialism – imperialist war – reaction and fascism – the exploitation, misery and oppression of the proletarians and peoples

For the Democratic People's Revolution and the proletarian and socialist revolution in every country across the world

The world proletariat celebrates May 1st in a situation of growing danger of a new world imperialist war, which risks also being a nuclear war.

Imperialism is sinking into the quagmire of the general crisis and all attempts to overcome it are failing. That is why the main imperialist countries (USA/UE/RUSSIA/CHINA) are fighting for a new division of the world in order to gain control of raw materials, of markets in all countries of the world.

Everyday imperialism, its states, its governments, its parliamentary parties, its agents within the workers' and people's movement take concrete steps towards this new world imperialist war.

US imperialism in particular, with the Nazi-type presidency of Trump, has raised the level and intensified the march of imperialist war; It has given full coverage to the genocide of the Palestinian people. He advanced in the war with collusion and confrontation with Russian imperialism for the partition of Ukraine. Then, first the attack against Venezuela, now with the imperialist and Zionist war of aggression against Iran, aimed to overthrow the governments and establishing new puppet governments in their place, finding fierce resistance of nation and people in Iran and Lebanon

He unleashed the tariff war to unite the European imperialist powers and all capitalist and imperialist countries in the world with his plans and interests, facing their oppositions and various agreements that they feed interimperialists contradditions.

In the meantime, it has unleashed an internal war against the proletarian masses, the migrants, against the anti-fascist and anti-imperialist opposition, under the banner of racism, repression, to transform the USA into an open dictatorship at the service of big capital and on a global scale it works to strengthen and unite all the reactionary, fascist, Nazi, sovereignist and populist forces of every country.

Towards the countries dependent and oppressed by imperialism it works to unite to its front the hegemonic powers operating among the countries oppressed by imperialism in Turkey, India, Brazil, to build the winning alliance in the new world war of partition, while nurturing and strengthening chauvinism, nationalism and fundamentalism.

US imperialism wants to get out of crisis and decadence through war, and the other imperialist powers, large and small, want to defend their specific imperialist interests.

All this leads to a situation in which in every country states and governments are getting equipped to participate in the war with rearmament, the war economy, the unloading of the crisis and the costs of the war on the proletarians and the peoples.

Inequalities between rich and poor in the world are growing more and more, poverty worsens the more the world economic crisis worsens. The capitalist/imperialists' race for profit is leading to social and environmental catastrophe. The so-called "third, fourth industrial revolutions" do not bring innovations for the development of mankind but are tools for accumulating more and more capital through financial capital.

Imperialist and reactionary wars are creating hundreds of thousands of refugees, poverty and unemployment are pushing populations from the semi-colonial regions of dependent countries, oppressed by imperialism to capitalist/imperialist countries.

The ruling classes of the capitalist/imperialist countries, as well as those of the countries oppressed by imperialism, are breathlessly trying to keep themselves in power both through elections aimed at changing the faces of the governments at their service but not the substance of power. And where there is a massive abstentionism, they openly point to fascist-type governments and regimes and police states, open dictatorships.

In the face of all this, the proletarians, the popular masses, the peoples oppressed by imperialism have no other way than to intensify the struggle, develop social and popular upraisings, armed struggles, launching people' war and movements aimed at overthrowing reactionary governments serving imperialism and the ruling classes.

These movements demonstrate with their strength and their limitations that there is no alternative to the path of Revolution: New Democratic Revolutions, Socialist Revolutions.

The main instrument for making revolution is the revolutionary party. Building and strengthening the communist parties, defending them from the plans of the bourgeoisie to annihilate them ( specially against maoists: Operation Kagar in India, Repression in Philippines,Turkey etc) is today the main task and the key to advancing the proletarian and popular movements in all countries of the world.

Only the construction of the Marxist-Leninist-Maoist Communist Party allows the development of the proletarian and people's united front and the creation of the people's and proletarian army necessary for the overthrow of the ruling classes in each country and of the imperialist system on a world scale.

The Marxist-Leninist-Maoist Communist Parties must be formed and developed in the fire of the class struggle strictly linked with the masses, as workers' vanguard detachments, units capable of leading the proletarian and popular struggle, the political struggle, in the context of the different countries, to develop the class war, the revolutionary war, the people's war.

Marxist-Leninist-Maoist communist parties capable of analyzing the errors and defeats of the communist movement, of the past as well as those of today; capable of guiding the direct experience of the proletarians, of the masses and the movements of struggle.

The communist parties engaged in the people's war and all parties and organisations that work for this and for the revolution must play a vanguard role, in a costant struggle against revisionism and 'leftism', for building the international communist organization, an unified international organization, under the banner of Marxism-Leninism-Maoism to lead the proletariat and the popular masses in the capitalist, imperialist countries and countries oppressed by imperialism in the revolutionary struggle for socialism.

To this aim, it is necessary to create today a unitary International Communist Forum capable of helping to lead the proletariat in the capitalist and imperialist countries and in the countries oppressed by imperialism in the struggle, mobilizing all the anti-imperialist forces, the national liberation movements and the advanced parts of the movements against war, fascism, reaction and repression, genocides, territorial and environmental devastation.

This is today the necessary stage to advance in the reconstruction of the International Communist Movement and a new Communist International.

The world is faced with the epochal clash between imperialist war and revolution for the liberation of proletarians and peoples.

The teachings and slogans of Lenin and Mao are back really clear

Lenin

'Transforming the imperialist war into a civil war’

'Imperialism is the dawn of the world revolution of the proletariat'

'There is one and only one kind of real internationalism and that is - working unconditionally for the development of the revolutionary movement and revolutionary struggle in one's own country, supporting (with propaganda, solidarity and material aid) this struggle, this and only this line in every country without exception'

Mao

"History shows that wars are divided into two categories: just wars and unjust wars. All progressive wars are just, and all wars that impede progress are unjust. We communists oppose all unjust wars that impede progress. We communists not only do not oppose just wars, but we actively participate in them. The First World War is an example of an unjust war: the two sides fought for imperialist interests, and that is why communists all over the world resolutely opposed it. The means of opposing such a war is to do everything possible to prevent it before it breaks out, but once it has broken out, one must oppose the war with war, oppose the unjust war with the just war, whenever possible."


Alkadihines Party - Tunisia

Communist (Maoist) Party of Afghanistan (CMPA)

Communist Party of Nepal (Bahumat)

Communist Party of Switzerland

Communist Party of Turkey - Marxist-Leninist (TKP-ML)

Communist Unity - France

Communist Worker Union (mlm) Colombia

Italian (Marxist-Leninist) Party

Maoist Communist Committee Brazil

Maoist Communist Party – Italy

Proletarian Party Of Purbo Bangla (PBSP/Bangladesh)

Red Road of Iran (Maoist group)

Revolutionary Communist Party of Nepal

Yunshuinu Group - China

Organization of the Workers of Afghanistan (Marxist-Leninist-Maoist principally Maoist)

Comunist Detachement Flag Sud/Korea

Gongge News Redaction (Cina)- workers'revolutionary newspaper    

Lal Morich - Bangladesh


Altre stanno arrivando

30/04/26

Col "Decreto lavoro" le donne lavoratrici restano sempre poche e mal pagate - Ma la Meloni se la profuma...

"I numeri sono chiari nel dirci che l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi del G20 in tema di occupazione femminile. Un dato su tutti: quello che precisa come nel 2025 l'occupazione femminile sfiora il 54% lontana dal 70% degli indicatori. Ma, come accade con le cose italiane, dietro questo dato complessivo, si nascondono le solite disomogeneità territoriali... La qualità del lavoro femminile è bassa, con un alto tasso di precarietà e troppo part time involontario per le donne al Sud. Con il risultato di carriere discontinue e pensioni più leggere del 30% nel 2026. 
Anche il quadro retributivo riflette questo doppio peso: con gli uomini con contratti a tempo indeterminato che percepiscono in media circa 90 euro al giorno contro i 65 delle donne impiegate con le stesse tipologie contrattuali. .
Eppure anche nel Mezzogiorno le ragazze laureate sono tante, il 60%, più degli uomini. Ma per trovare un lavoro qualificato sono costrette a emigrare..." (dalla Gazzetta del Mezzogiorno).
Non saranno certo i nuovi sgravi contributivi ai padroni decisi dal nuovo "Decreto lavoro" che cambieranno questa realtà.
Ancora una volta, strumentalizzando la giornata dei lavoratori, lavoratrici del 1° Maggio per farsi pubblicità e per stravolgere il significato di giornata di lotta ai padroni e ai governi, la Meloni, la Calderone se la cantano sul Decreto, riferendosi soprattutto alle misure per le donne, oltre che per i giovani; cercano di spacciare per nuove possibilità occupazionali, per lavoro pagato con un "salario giusto", misure che vanno solo nelle tasche dei padroni e invece sono offensive per le donne considerate al massimo "svantaggiate" e quindi da aiutare un poco, non persone con diritti, dignità. 
I padroni se assumono a tempo indeterminato donne senza un impiego da almeno 24 mesi, o da 12 mesi se appartenenti a categorie svantaggiate, potranno ottenere un esonero totale dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, fino a 650 euro al mese. L’importo sale a 800 euro per le lavoratrici residenti nelle regioni della Zes.
La durata degli incentivi è generalmente di 24 mesi. In alcune situazioni particolari, come per alcune categorie più ampie di lavoratori svantaggiati, la durata può ridursi a 12 mesi. Restano esclusi alcuni ambiti, come il lavoro domestico e, per alcune misure, l’apprendistato
Quindi dopo 12 o 24 mesi, dopo aver intascato soldi  - il decreto stanzia quasi un miliardo di euro per promuovere l’inserimento nel mercato del lavoro di giovani e donne - possono licenziare, o trasformare i contratti da tempo indeterminato a contratti a termine.
Parlare di "salario giusto" poi è veramente falso. La maggiorparte delle lavoratrici è occupata nei servizi, nelle pulizie, in settori in cui il CCNL di riferimento è quello Multiservizi, uno dei più bassi in termini retributivi, con paghe orarie sulle 8 euro lorde; e sono proprio le lavoratrici che chiedevano il "salario minimo" che doveva essere sui 10 euro netti. La realtà quindi è che questo propagandato "salario giusto" è per cancellare una volta per tutte l'istituzione del "salario minimo", dando un salario più basso, e, come dicono le associazioni dei padroni, flessibile, legato alla situazione economica delle aziende e alla produttività.
Altra misura spacciata è infine quella volta alla "conciliazione vita-lavoro"; per cui è previsto un esonero contributivo fino all’1%, con un tetto massimo di 50 mila euro annui per le aziende che ottengono una specifica certificazione legata a politiche di welfare, maternità e paternità.
Ma ancora una volta, diritti vengono fatti passare come concessioni/elemosine, soprattutto per le donne. 
La lotta per il lavoro, per il salario è tutta da fare. Servono lotte in ogni posto di lavoro, serve lo sciopero generale per unire e per bloccare tutto.

28/04/26

Minetti e tutte le madri incarcerate: "grazia" per la casta - ingiustizia per le masse!

Al di là delle bugie che ora vengono fuori, e delle circostanze molto oscure e inquietanti per cui Minetti avrebbe ottenuto l'affidamento del bambino e quindi la grazia per assisterlo ("Il bambino grazie al quale Nicole Minetti ha ottenuto la grazia ha una madre biologica in Uruguay. Ma ora è scomparsa... anche l’avvocata che difendeva quella madre non c’è più: è morta carbonizzata insieme al marito, anche lui avvocato, in circostanze sospette"), tali che sembrerebbe un "furto" di bambino, al massimo "comprato" sfruttando la povertà dei genitori naturali (leggi articolo ripreso in coda *)
la concessione della grazia è una inaccettabile ingiustizia di classe: c'è la grazia per i "ricchi e famosi", per la casta dei politici, legati ai partiti di governo - Minetti, già condannata per favoreggiamento della prostituzione e peculato nel processo Ruby/Berlusconi, era stata consigliera regionale della Lombardia - (e ora la Minetti doveva scontare solo pochissimi anni e per lo più non in carcere ma ai "servizi sociali") e NON c'è grazia per le migliaia di madri in galera per anni e anni, decenni. 
Anzi. Da un lato il Ministro della Giustizia, Nordio, con la longa manu sempre della Bartolozzi, e il presidente Mattarella hanno concesso la grazia a Minetti per l'assistenza di un bambino che, nato nel 2017, ora ha 9 anni, un bambino che con i milioni del compagno della Minetti, l’imprenditore milionario Giuseppe Cipriani, avrebbe fior di assistenti; 
dall'altra il governo Meloni con un decreto sicurezza cancellando disposizioni precedenti ha stabilito la carcerazione anche delle madri con figli piccolissimi, anche fino ad un anno, madri spesso povere che non sanno a chi affidare i loro figli; madri che hanno figli anch'esse malati (ma veri) e gli è vietata l'assistenza..
QUINDI, GIA' IN PREMESSA QUESTA "GRAZIA" E' UNA PALESE INGIUSTIZIA DI CLASSE. Non c'entrano nulla le "ragioni umanitarie" (per cui di solito il Capo dello Stato concede la grazia), c'entra che la Minniti è "roba loro", della loro casta, c'entrano ragioni politiche, di favoritismo ai partiti, o peggio.... Si è di fatto creato un precedente che altri personaggi, istituzionali, politici, pubblici, momentaneamente condannati potranno reclamare per sè.
Cosa vogliamo di più per capire in che razza di società viviamo? I proletari, i poveri, gli immigrati, chi lotta, devono farsi anni e anni di galera; i ricchi, i rappresentanti più squallidi, marci della classe dominante, pur avendo commesso reati ignobili, vengono liberati. 
Allora, sarebbe giusto e normale che tutte le madri che devono assistere figli (piccoli realmente) si ribellino e pretendano di uscire dal carcere, di avere la grazia! 
Poi ora "scoprono" le bugie, gli "altarini" che qualsiasi funzionario del Min. Giustizia poteva e doveva trovare. Ma ora Nordio/Mattarella fanno lo "scarica barile" e Meloni tace... E nessuno si dimette.
Ma questo non può, non deve essere! 
MFPR

* Da Il fatto quotidiano - Il bambino è nato a fine 2017. Nel gennaio 2018 il Tribunale lo affida all’Instituto del Niño y Adolescente del Uruguay (INAU) per un massimo di 45 giorni come “estrema ratio”, vista la situazione della famiglia: madre indigente, padre detenuto. Il giudice González Camejo dispone di “creare un legame tra madre e figlio e verificarne il ricongiungimento”. Non un abbandono, dunque, ma una famiglia povera che lo Stato avrebbe dovuto aiutare. Maldonado è un contesto spaccato: turismo e denaro da una parte, povertà estrema dall’altra. Il 17% della popolazione vive nell’indigenza. I minori dell’INAU finiscono in hogares anonimi: maltrattamenti, adozioni forzate e corruzione — una vera “fabbrica di orfani”.
È in questo contesto che entrano in scena Minetti e il suo compagno, l’imprenditore milionario Giuseppe Cipriani, in rapporti di affari e di piaceri con Jeffrey Epstein, come ha rivelato il Fatto tre giorni fa. La coppia trasferitasi in Uruguay costruisce un rapporto stretto con l’ente pubblico: dona soldi e beni, nei weekend apre il ranch ai bambini. Fra questi c’è anche il piccolo, con genitori così poveri da non potersi permettere neppure un avvocato, tanto da ottenere l’ausiliatoria de pobreza. Ma in che modo entra nell’orbita della ricca coppia italiana? L’Inau, secondo una testimonianza raccolta dal Fatto, portava i minori a pranzo nella tenuta di Cipriani. Nell’istanza di grazia si sostiene che nel 2021 Minetti e Cipriani abbiano portato il bambino negli Usa per un delicato intervento chirurgico. Il piccolo dopo l’operazione negli Stati Uniti “stava benissimo, correva felice”. Eppure, “Minetti non ci stava mai, stava sempre e solo con la tata Fatima”...
L’intervento a Boston non è stato risolutivo, tanto che all’ultimo controllo del 16 aprile 2025 sono emersi rischi di recidiva e complicazioni... una dichiarazione dell’équipe indica come “necessaria la costante presenza della madre... Il 3 dicembre era fissata l’udienza per l’esecuzione dell’affidamento in prova ma salta proprio perché interviene quella richiesta al Capo dello Stato.
La procuratrice Francesca Nanni ha detto al Fatto di non aver mai letto quella pratica: “Se non presenta aspetti specifici di particolare delicatezza, viene gestita in automatico e io non ne vengo informata”. Dunque per Milano non era un caso delicato. Per il Quirinale sì, al punto da tenere segreta la grazia fino al nostro articolo 10 aprile scorso.
Nel 2024 Minetti, Cipriani e il bambino si trasferiscono in Italia. Il 18 settembre, tre mesi dopo la morte degli avvocati di Garzón... Lei elegante, il bambino che corre e gioca ai giardini Montanelli, davanti all’hotel-boutique Casa Cipriani. 

Dichiarazione Fronte popolare di liberazione della Palestina: "Il piano sionista finalizzato a distruggere gli elementi della vita"


Le testimonianze rese da soldati e ufficiali dell’occupazione riguardo ai crimini di abuso e tortura nella Striscia di Gaza costituiscono esplicite ammissioni di crimini di guerra sistematici, che riflettono la dottrina terroristica che alimenta questa entità criminale.

Le confessioni degli assassini sionisti riguardo alla sepoltura di civili vivi, al compimento di atti vergognosi contro i prigionieri e all’uccisione a sangue freddo di bambini e anziani, dimostrano che quella perpetrata da questo esercito nazista a Gaza è una “politica di sterminio totale e di terrorismo di Stato fascista”, guidata dall’establishment militare sionista con il sostegno del governo sionista per scatenare il proprio sadismo e il proprio declino morale contro un popolo disarmato.

Il Fronte conferma che il bilancio internazionale scioccante, – che documenta il martirio di oltre 38.000 donne e ragazze nella Striscia di Gaza durante la guerra sionista da ottobre 2023 a dicembre 2025, con una media di 47 donne e ragazze martirizzate ogni giorno, e una donna palestinese ogni 30 minuti – , riflette l’esistenza di un piano sionista che prende di mira l’esistenza e l’identità nazionale, ed è finalizzato a lacerare il tessuto sociale palestinese e a distruggere gli elementi della vita. Questi crimini hanno creato uno dei massacri più atroci dell’era moderna.

Questi numeri e queste testimonianze rivelano un elevato livello di brutalità organizzata, dove l’uccisione si trasforma in politica, lo sterminio in comportamento quotidiano, e le vite di donne e bambini vengono violate senza limiti, in uno scenario che pone il mondo di fronte a una verità nuda e cruda: un sistema che pratica il crimine come politica e opera all’ombra di un silenzio internazionale che equivale a una complicità nel perpetuare il crimine.

La vergogna perseguiterà il sistema internazionale che si accontenta di registrare i numeri ed evita di nominare chiaramente il criminale sionista, e la mancanza di un serio perseguimento dei leader dell’occupazione, dei soldati e degli ufficiali davanti ai tribunali internazionali. La complicità e il silenzio su queste atrocità hanno dato all’occupazione via libera per continuare a sterminare il popolo palestinese e a disprezzare le leggi umanitarie.

Gli incubi che tormentano i soldati dell’occupazione sono solo l’inizio: il sangue del nostro popolo, dei bambini, delle donne e degli anziani, rimarrà una maledizione che perseguiterà questi assassini fascisti e nazisti, e tutti coloro che hanno finanziato questo sterminio fallendo miseramente.