20/10/26

A Milano, Nudm fa un movimento a parte mentre scoppia la rivolta? - Da Mfpr Taranto


Proprio nei giorni caldi del movimento dei giovani, in cui stanno tante studentesse e ragazze proletarie, Nudm che fa? Si fa la sua iniziativa il 18/10 al parco Trotter in solidarietà con una donna violentata giorni prima. Certo una risposta a questa ennesima violenza sessuale era necessaria, ma perchè non farla in un altro giorno?
Questo è già in parte successo il 10 ottobre, in cui con le manifestazioni in corso in tutt'Italia per la Palestina, Nudm faceva l'assemblea nazionale (per fortuna a Bologna sembra che abbia partecipato alla mobilitazione pro Palestina), ricevendo critiche anche da alcune sue sedi.

Per Milano, non si tratta neanche di non comprensione quanto sta accadendo, di logiche separate dalla realtà, di farsi il proprio "movimento a parte", ma si tratta oggettivamente di una contrapposizione: le buone chiedono al governo, le cattive lo vogliono far cadere.

Il Comunicato di Nudm dice infatti alla fine: "Per questo continuiamo a ribadire che finché non si metteranno in atto politiche di prevenzione alla violenza noi saremo sempre un bersaglio. Vogliamo l'educazione sessuoaffettiva nelle scuole (ma proprio poche settimane fa il governo ha tagliato anche i pochi fondi destinati - ndr), vogliamo il welfare, vogliamo servizi alla persona, vogliamo trasporti pubblici potenziati, vogliamo una casa, vogliamo i finanziamenti ai centri antiviolenza, rivogliamo la nostra sanitá pubblica"

Come se non sanno che questo governo non solo non le farà mai queste politiche ma fa molto peggio, nelle scuole, per le case, per il lavoro alle donne; per non parlare della sua ideologia fascista di "Dio, patria, famiglia" che alimenta i femminicidi.

Noi, dopo averle dette pubblicamente 1000 volte queste cose, dobbiamo dire Non ci stiamo! Non ci possiamo stare! Soprattutto quando esplodono movimenti studenteschi e rivolte dei giovani proletari a Milano, Torino, Bologna, ecc.. Il 18 a Milano si doveva scegliere da che parte stare: dalla parte delle ragazze , dei ragazzi ribelli di piazza Duomo.
L'altra cosa, che Nudm non capirà mai, è che questi movimenti, in cui le ragazze sono protagoniste, sono essi un effettivo freno anche ai femminicidi, agli stupri - non certo le richieste penose al governo di Nudm. E' già successo da noi nel '68, è successo a metà degli anni '70: la lotta educa i ragazzi, la lotta rende le ragazze, unite, forti, non più sole (altro che lo slogan giusto ma impotente: "Sorella non sei sola").

"In piazza fino a caduta del governo" - info - Il Manifesto di proletari comunisti

Questa rivolta, in cui stanno tante studentesse, ragazze proletarie portano aria nuova e va appoggiato da tutte

"In piazza fino a caduta del governo"

"In piazza fino a caduta del governo"
"I violenti siete voi, ci riprendiamo il futuro"

Una pagina appena nata sui social inaugura il "Movimento 17 ottobre", inneggia agli scontri di ieri e del 17 e dà appuntamento ogni sabato alle 15 "fino alla caduta di questo governo".

"Siamo quelli delle piazze. Quelli che vedono l'unica violenza nel manganello degli sbirri. Violenti siete voi che ci avete negato futuro: ce lo riprendiamo".

Intanto il Pm milanese ha chiesto il carcere per 5 maggiorenni fermati negli scontri di due giorni fa: resistenza e devastazione e saccheggio le ipotesi di reato contestate loro.

I giovani del "Movimento 17 ottobre": "Pronti ad alzare l'asticella | Perché voler bene a un mondo che ci demonizza?"

Parlano i ragazzi che hanno saccheggiato i negozi in centro: "È la violenza dell'oppresso, abbiamo il terrore del futuro. Ora faremo crollare il governo"

© IPA

© IPA

"Prendiamoci cura gli uni degli altri, così da poter essere pericolosi insieme". Nero su bianco, a caratteri cubitali, sono queste le prime parole del vademecum "Guida tascabile alle manifestazioni di piazza". A diffonderlo sui suoi canali social il neonato "Movimento 17 ottobre", protagonista dei saccheggi e della guerriglia in centro a Milano dello scorso fine settimana. Nelle chat tramite cui giovani e giovanissimi - anche 11enni e 12enni - si contattano e programmano nuove azioni, c'è chi si dà alla filosofia e cita Bertolt Brecht: "Chi combatte rischia di perdere, chi non combatte ha già perso". All'origine di tutto un forte sentimento di rabbia e terrore per il futuro, che serpeggia nelle frange più giovani della società. Questa la spiegazione di alcuni dei membri del movimento che abbiamo raggiunto telefonicamente. Una vera e propria "rivoluzione fai da te". 

Cosa c'è alla base delle vostre azioni? Qual è il vostro messaggio?
"Quello che ci spinge è una stanchezza e una rabbia profonda per la società in cui viviamo: esclusi, emarginati e senza futuro. Chi ha le possibilità economiche va all'estero, chi non può farlo rimane qui, sottopagato e sfruttato. In Italia ormai è impossibile vivere. Per questo siamo scesi in piazza, per difendere un nostro diritto fondamentale: avere una vita dignitosa. Sulla scia di quanto accaduto in Francia, crediamo che sia arrivato il momento anche per l'Italia".

Com’è nato il movimento del 17 ottobre?
"È nato in modo spontaneo, come tanti movimenti di massa, da una pluralità di richieste e istanze che condividiamo. Con una costante di fondo: noi giovani non stiamo trovando alcuno spazio per esprimerci e nessuna possibilità di dialogo con le istituzioni. Vediamo leggi approvate che vanno nella direzione opposta rispetto ai nostri bisogni: si fanno tagli alla scuola e all'università, mentre i soldi pubblici vengono dirottati sulla guerra. Noi parliamo a nome di noi stessi e ci esprimiamo con diverse modalità in base alle città in cui ci troviamo. Ogni contesto si regola sulle richieste specifiche che portiamo avanti: povertà, carovita e la mancanza di finanziamenti per la scuola e per la sanità pubblica. Un giorno ci chiederanno di combattere per loro, ma noi non abbiamo alcuna intenzione di piegare la testa ai loro voleri".

Chi c’è dietro l’organizzazione?
"Nessuno, o meglio solo i giovani. Non c’è alcuna organizzazione partitica o sindacale. È un movimento spontaneo che appartiene alle piazze. È l’unico modo che abbiamo trovato per incanalare la rabbia in una qualche forma politica. Siamo costantemente demonizzati, descritti come criminali, come se fossimo noi il problema della società. Ma noi siamo il futuro".

A Milano nasce il "Movimento 17 ottobre": manifestazioni ogni sabato contro il governo

La neonata organizzazione annuncia una mobilitazione permanente ogni settimana a partire dal capoluogo lombardo, rivendicando i saccheggi come "esproprio proletario"

Una mobilitazione permanente fissata per ogni sabato alle 15, con il primo appuntamento in programma proprio nelle piazze del capoluogo lombardo. È la linea lanciata dal neonato "Movimento 17 ottobre", che attraverso i propri canali social ha annunciato l'intenzione di scendere in piazza con cadenza settimanale in diverse città italiane "fino alla caduta del governo".

Il tam tam della protesta sui social 

La propaganda del gruppo è partita direttamente su Instagram e Telegram. Sulle piattaforme social la descrizione della pagina riassume l'orientamento dell'organizzazione: "Siamo quelli delle piazze. Quelli che vedono l'unica violenza nel manganello degli sbirri". Nei messaggi diffusi dagli amministratori viene respinta ogni accusa relativa ai recenti disordini di piazza, ribaltando le responsabilità sulle istituzioni: "I violenti siete voi che ci avete negato il futuro, ora quel futuro ce lo prendiamo", aggiungendo la formula "Rigettiamo tutte le accuse al mittente. Violento è questo sistema che ci uccide".

"Esproprio proletario a Milano"

A far discutere sono anche i contenuti multimediali pubblicati sul profilo Instagram. Tra i pochi filmati diffusi compare un video in cui alcuni dei giovani responsabili dei recenti saccheggi ai danni dei negozi del centro di Milano mostrano la consegna della merce rubata a un senzatetto. L'azione è stata espressamente etichettata dal gruppo con la dicitura "Esproprio proletario a Milano". Le autorità monitorano la situazione in vista del primo appuntamento di sabato pomeriggio.

https://www.milanotoday.it/cronaca/cos-e-movimento-17-ottobre.html
© MilanoToday

 I gruppi Movimento 17 ottobre e Italia in piazza

Annunciate mobilitazioni a oltranza fino alla caduta del "governo ladro". Cosa si dice dentro le chat e quali sono i messaggi, tra "espropri proletari", manuali per sabotaggi, guerriglia urbana e rivendicazioni sociali

Dopo le proteste in piazza a Milano e in altre città italiane sono arrivate più rivendicazioni da parte di neonati gruppi e collettivi. Il passaparola corre grazie agli strumenti ideali, tra hashtag su social come Instagram e TikTok e gruppi Telegram. Non sembra essere finita qui: il "Movimento 17 ottobre" ha lanciato una "mobilitazione permanente", ogni sabato, fino alla caduta del governo Meloni.

mobilitazinoe permanente proteste ogni sabato movimento 17 ottobre
La mobilitazione permanente annunciata

La pagina Instagram, @movimento17ottobre, è nata da pochi giorni e rivendica l'identità politica di chi è sceso in strada. In uno dei contenuti pubblicati, la violenza viene attribuita al sistema politico e alle forze dell'ordine, respingendo le accuse dopo le violenze e i danni causati. In un altro compare un video, accompagnato dalla dicitura "Esproprio proletario a Milano", che mostra la consegna a una persona senza dimora di merce sottratta durante i saccheggi. La pagina rimanda al gruppo Telegram, dove si discute e si organizzano le prossime iniziative: la rete sembra più articolata di quanto suggerisca il nome del movimento. 

La rete social del Movimento 17 ottobre

Il profilo ha superato i 2.500 followers, ma i seguaci aumentano in fretta, così come la pagina Telegram che ha superato da poco il migliaio di follower. Gli amministratori si firmano "M1710" e descrivono il gruppo come uno spazio di confronto e organizzazione per le future manifestazioni. 

Come detto, è stato fatto annuncio della mobilitazione permanente ogni sabato alle 15, con otto appuntamenti indicati nelle grafiche diffuse dagli amministratori:

  • Milano, piazza Duomo;
  • Bologna, piazza Nettuno;
  • Torino, piazza Castello;
  • Roma, Circo Massimo;
  • Firenze, piazza Santa Maria Novella;
  • Padova, piazza Mazzini;
  • Bari, piazza Umberto I;
  • Genova, piazza De Ferrari.

Il primo appuntamento è il 24 ottobre. Nella chat vengono richieste grafiche specifiche per le diverse città, da stampare e diffondere. La galassia della pagina Instagram ha legami con la rete cosiddetta "antagonista" e collettivi di sinistra, anche universitari e No Tav. Tra questi, Csa Lambretta e Deriva, che hanno attivato un servizio di assistenza legale per i giovani fermati durante gli scontri di Milano.

Cosa si dice nelle chat

Nel gruppo Telegram compaiono anche documenti destinati ai partecipanti alle manifestazioni. Tra quelli diffusi dagli amministratori c'è "Safer in the street", una guida che offre informazioni e consigli pratici per affrontare le proteste di piazza. 

Dagli screenshot risultano inoltre contributi pubblicati da singoli utenti, compresi un manuale anarchico già disponibile da anni online e discussioni sulla preparazione agli scontri con le forze dell'ordine.

Tanti rimandi ad altri gruppi esistenti sui social e su WhatsApp. In molti si dissociano da contenuti e violenze o da indicazioni, come si vede in un gruppo in cui si lancia un sondaggio sui negozi da devastare. È evidente che ci siano più anime e che non tutti i partecipanti siano orientati alle proteste distruttive.

18/10/26

Formazione rivoluzionaria delle donne - Il marxismo e il movimento femminile - 1° parte

Cominciamo con questa FRD ad affrontare in termini scientifici/marxisti l'origine della questione femminile, contro le analisi e concezioni antiscientifiche tuttora in corso. 
Pubblicheremo anche questa volta parti di un opuscolo editato dal Mfpr.
Ma chiaramente è bene leggere/studiare l'intero opuscolo, si può richiedere a WA 3475301704 o e mail: mfpr.naz@gmail.com


Massimo sostegno alla mobilitazione e lotta delle migliaia di studentesse e studenti in tante piazze, contro la repressione del governo moderno fascista Meloni/Piantedosi/Valditara

Migliaia di studentesse e studenti sono scesi in piazza in tutta Italia il 16 ottobre, animando una grande mobilitazione in tante città dal nord al sud del paese contro le politiche reazionarie del governo Meloni, i tagli alla scuola pubblica, contro il razzismo sparso dall’alto da questo governo, contro le politiche al servizio della guerra imperialista e anche in sostegno della Palestina. Da Milano a Torino a Roma, passando per Bologna, Napoli, ecc. i cortei studenteschi hanno riempito le strade, cortei a cui questo Stato borghese e il governo Meloni hanno dato solo una risposta repressiva con cariche della polizia contro i determinati studenti in lotta, tra cui molti giovanissimi.





Nelle giuste ragioni della protesta degli studenti anche il caro affitti, la precarizzazione, il carovita che colpiscono soprattutto i figli, le famiglie della classe lavoratrice. Così gli studenti anche organizzati in diversi collettivi hanno denunciato la trasformazione della scuola in una caserma, carri armati di cartone sono stati dati alle fiamme, e in un'azienda al servizio del profitto. E mentre si tagliano i fondi per l'istruzione, la sanità e i servizi, il governo Meloni mette sempre più soldi per il riarmo e l’economia di guerra, dirottando risorse preziose verso la guerra imperialista.
A Roma lanciati petardi contro il ministero l'Istruzione, bruciate anche bandiere di Usa e Israele.


Un elemento significativo emerso in questa giornata di lotta è stato il legame di forte solidarietà creatosi tra studentesse e studenti e lavoratrici e lavoratori della scuola, numerosi docenti, come avvenuto a Torino, sono scesi in piazza al fianco degli studenti schierandosi con le ragazze e i ragazzi, quegli studenti che il ministro Valditara, continuando a dire falsità sul buon funzionamento della scuola pubblica ha definito teppisti, condannando la repressione poliziesca e la criminalizzazione del dissenso che questo governo vuole imporre, facendo in piazza davanti ai poliziotti in assetto antisommossa anche uno scudo umano contro le cariche, i lacrimogeni, gli idranti, dicono gli studenti “se non cambia sarà come la Francia” …

                             

Siamo senza se e senza ma al fianco delle studentesse, e degli studenti sosteniamo la loro giusta e più che legittima rabbia che si è espressa nella tante manifestazioni e che come hanno annunciato gli stessi studenti continuerà perché nell’insieme delle molteplici e particolari istanze gli studenti, giovani e giovanissimi, stanno denunciando quello che è un sistema sociale ed economico di sfruttamento e di oppressione di classe, il sistema capitalista.


Massima solidarietà agli studenti
che hanno risposto con grande coraggio e determinazione alla vigliacca repressione poliziesca, libertà immediata per gli studenti minorenni arrestati, come a Torino.
E’ giusto ribellarsi contro le politiche di un governo quale quello Meloni di attacco sempre più pesante alla vita di lavoratori, operai, donne, studenti, giovani immigrati, nel solco dell’avanzamento del moderno fascismo.

Che le lotte, dagli studenti ai lavoratori ai proletari, confluiscano in un’unica lotta di classe per cacciare il governo Meloni e ogni governo al servizio di padroni e guerra imperialista nella prospettiva di spazzare via la reale e profonda causa di tutti questi attacchi alla nostra condizione di vita, il sistema sociale capitalista.

Mfpr

Oggi iniziativa zona parco Trotter MI in solidarietà con la giovane donna stuprata

Oggi iniziativa zona parco Trotter Milano organizzata da Nudm in solidarietà con la giovane donna stuprata nei giorni scorsi. Una rappresentanza dell'Mfpr parteciperà - di seguito appello di Nudm di Milano.

Nella notte tra il 14 e il 15 ottobre una studentessa di 21 anni é stata violentata da due uomini vicino al parco Trotter, tornava a casa da una serata, come avremmo fatto tutte. Ritornare a casa la sera é sempre un momento che una donna si deve organizzare. Ci sará un bus che passa lí vicino? Dovró aspettarlo tanto da sola? Prendo la bici che forse é meglio? Ci sará qualcun che puó fare un pezzo di strada con me? Mandami un messaggio quando arrivi a casa che sto piú tranquilla... 

Da gennaio 2026 sono 1261 i fascicoli per violenza sessuale aperti dalla procura. No, non possiamo decisamente stare piú tranquille. Per le donne e le persone LGBTQIA+ lo spazio pubblico é sempre stato fonte di insicurezza: se non é lo stupro é il catcalling o la molestia, NON NE POSSIAMO PIÚ! La cittá appartiene anche a noi e abbiamo il diritto di attraversarla sentendoci seren3 e sicur3. La nostra sicurezza peró non coincide con il concetto costantemente sbandierato dalle destre... Vogliamo città piú accessibili dove tutt3 possano vivere serenamente attraversandole a qualsiasi ora del giorno e della notte. 
Per questo continuiamo a ribadire che finché non si metteranno in atto politiche di prevenzione alla violenza noi saremo sempre un bersaglio. Vogliamo l'educazione sessuoaffettiva nelle scuole, vogliamo il welfeare, vogliamo servizi alla persona, vogliamo trasporti pubblici potenziati, vogliamo una casa, vogliamo i finanziamenti ai centri antiviolenza, rivogliamo la nostra sanitá pubblica. Ci stringiamo intorno alla studentessa che ha subito violenza e le diciamo SORELLA NON SEI SOLA e continueremo a gridare che le strade sicure le fanno le sorelle che le attraversano! 

13/10/26

Sull'assemblea nazionale di NUDM

Il 10 e 11 ottobre si è tenuta a Bologna un'assemblea nazionale di Non una di meno.
Nessuna compagna del Mfpr poteva partecipare perchè tutte impegnate nelle loro città nelle importanti manifestazioni del 10 per la Palestina.
Nello stesso tempo, quest'anno, a differenza dei precedenti, Nudm non ha dato la possibilità di seguire l'assemblea on line e intervenirvi (noi l'avremmo fatto nella giornata della domenica 11/10).
In ogni caso, attenderemo la pubblicazione degli interventi e conclusioni di questa assemblea per fare valutazioni e commenti.
Chiaramente questo blog è aperto ad ospitare interventi, valutazioni da parte di sedi di Nudm, di compagne - Per inviare: WA 3475301704 - e mail. mfpr.naz@gmail.com

10/10/26

India: Le universitarie manifestano in molte città contro il patriarcato e contro la violenza della polizia contro le donne - "Non c'è liberazione femminile senza rivoluzione, e nessuna rivoluzione senza liberazione femminile"

Anche le donne scendono sempre più in piazza a protestare contro la violenza della polizia al comando del governo fascista di Modi che rappresenta al massimo grado l'aspetto del patriarcato dentro lo sviluppo del capitalismo

4 ottobre 2026

Oggi, 1° ottobre 2026, gli studenti della BHU (Banaras Hindu University) hanno organizzato una marcia di protesta dal VT fino all'incrocio MMV, sostenuta dall'unità di Varanasi della Bhagat Singh Students Morcha. Un gran numero di studenti della BHU — in particolare studentesse — si è sollevato contro il patriarcato.
L'aumento dei crimini contro le donne nel paese dimostra che il partito parlamentare al potere sfrutta questa questione solo per vincere le elezioni, mentre la sua vera agenda è saccheggiare e sfruttare il settore pubblico per i prossimi cinque anni. Se guardiamo a qualsiasi partito parlamentare, le sue file sono composte da leader che spesso sono stupratori — individui che godono della protezione statale. È una conseguenza del crescente fascismo brahminico Hindutva che le amministrazioni della BHU e di altre università incoraggino squadre di scagnozzi affiliati al BJP-RSS ad attaccare gli studenti. Proprio queste bande di teppisti e scagnozzi si muovono apertamente impunemente dopo aver molestato o violentato donne. Possiamo citare l'esempio recente di Swatantra Bhardwaj, o figure come Brij Bhushan, Prajwal Revanna, Asaram e Ram Rahim — insieme a vari altri guru religiosi e politici — che sono apertamente protetti dall'establishment al potere.
Sono state adottate misure preventive per impedire alle studentesse di unirsi alla marcia di oggi, eppure, riconoscendo la propria forza, si sono presentate in gran numero. Il campus della BHU non è sicuro per le donne; qui, quando le studentesse alzano la voce, il personale di sicurezza maschile le trascina, le picchia con i grandi bastoni, e le sottopongono a una sorveglianza morale. L'amministrazione universitaria stessa protegge questi autori; le denunce contro di loro non portano ad azioni e, al contrario, gli studenti subiscono molestie da parte di comitati disciplinari. I teppisti e gli scagnozzi presenti qui sono protetti, così come i professori che nutrono atteggiamenti anti-donne. Il patriarcato presente nella società è un prodotto del sistema di disuguaglianza economica. Pertanto, il patriarcato non può essere sradicato dalla società senza uguaglianza economica.
Il Bhagat Singh Students' Morcha invita tutti gli studenti, operai, professori e intellettuali a unirsi e intensificare la lotta contro l'ondata crescente del fascismo brahminico Hindutva; questa è la via verso la liberazione femminile.
Non c'è liberazione femminile senza rivoluzione, e nessuna rivoluzione senza liberazione femminile.
Distruggiamo il patriarcato!
Distruggiamo Manuvad!
Distruggiamo il brahmanismo!
Distruggiamo il feudalesimo!
Distruggiamo l'imperialismo!
Viva la rivoluzione!Le universitarie manifestano in molte città contro il patriarcato e contro la violenza della polizia contro le donne - "Non c'è liberazione femminile senza rivoluzione, e nessuna rivoluzione senza liberazione femminile"

Anche le donne scendono sempre più in piazza a protestare contro la violenza della polizia al comando del governo fascista di Modi che rappresenta al massimo grado l'aspetto del patriarcato dentro lo sviluppo del capitalismo

4 ottobre 2026