"APPELLO INAMMISSIBILE" - Non s'ha da fare un nuovo processo agli 8 autisti dell'Amat che per due anni hanno abusato, stuprato una ragazza
Questo ha deciso la Corte d'appello presieduta dalla Giudice Paola Incalza, a cui la PM aveva fatto ricorso contro la vergognosa assoluzione degli 8 autisti dell'Amat - dando in più una motivazione assurda: "Il ricorso in appello non è stato inoltrato per via telematica"!... Un anomalia procedurale, irrilevante rispetto alle ragioni dell'appello, che non entra assolutamente nel merito delle motivazioni del ricorso, dice ancora una volta che la vita di una ragazza è irrilevante, il suo coraggio nell'aver denunciato le violenze non vale niente; vale di più una pec!
Il Movimento femminista proletario di Taranto aveva appoggiato la giusta decisione della PM Marzia Castiglia, che si era opposta alla vergognosa sentenza di 1° grado che aveva assolto con formula piena: "il fatto non costituisce reato" gli 8 autisti violentatori.
E aveva fatto appello a fare subito un presidio al Tribunale chiamando femministe, ragazze, avvocate.
Ora, quest'altra inaccettabile sentenza.
IL VOLANTINO CHE AVEVAMO DIFFUSO AL TRIBUNALE
Non solo gli 8 violentatori sono stati assolti con formula piena (neanche una formula come: 'ripetute molestie, abusi sessuali' è stata usata), ma nelle motivazioni si scrive che è la ragazza che non ha dimostrato di aver subito violenze "costrizioni"; Sì - dicono i giudici - ci sono state atti sessuali ma la ragazza non ha dimostrato chiaramente di essersi opposta. La denuncia fatta dalla ragazza non ha quindi valore; peggio: il fatto che fosse un pò disabile mentalmente, invece di costituire un aggravante (come aveva chiesto il PM), viene ritenuta una prova di non credibilità.
VERGOGNA GIUDICI!
Una sentenza che dice che le denunce, sempre molto sofferte, in cui pesa a volte la vergogna, insieme ad una giusta sfiducia nella giustizia, sono a prescindere non vere; e che è la donna che deve portare prove provate che ha subito violenze sessuali, non gli uomini. E' la donna che deve dimostrare il "dissenso"; per cui se non dimostra un rifiuto "esplicito", se non grida, se non chiede aiuto, se ritarda nella denuncia, la violenza non è avvenuta...
A Taranto, siamo addirittura nella applicazione ultra rigida di questo abominio: nella sentenza i 3 giudici (di cui 2 donne...) riconoscono che "le condotte degli autisti sono "deprecabili" e "di deplorevole moralità", specialmente perché commesse da incaricati di un pubblico servizio", parlano anche di "abusi sessuali", riconoscono che gli atti sessuali avvenivano in zone deserte, dopo che erano state serrate le porte dei bus (e chi poteva portare i bus in queste zone, vicino all'Ilva, chi poteva serrare le porte, se non gli autisti!?); ma voi porci autisti non dovete provare nulla e... siete tutti assolti! Perchè quella "imbranata"/timida ragazza non ha LEI dimostrato la "coercizione". Quindi siamo all'affermazione per cui: il "consenso" della ragazza effettivamente non c'era, ma non c'è prova di "dissenso".
Questa sentenza è molto grave anche perchè può fare "scuola", queste motivazioni potranno essere usate contro tante altre donne.
Ultima sottolineatura vergognosa: questi 8 autisti violentatori sono stati in questo lungo periodo del processo totalmente appoggiati dai sindacati Cisl e Cisal, che hanno giubilato ora per la loro assoluzione. Ma essi stessi si auto denunciano come "complici", perchè - e noi l'abbiamo accertato - tutti all'Amat sapevano, dato che gli autisti si vantavano sui social delle loro violenze sessuali.
Ma questa ulteriore violenza non deve passare! Daremo il massimo Sostegno alla ragazza se vuole andare avanti.











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