14/11/19

REALIZZATA L'EDIZIONE COMPLETA DELL'OPUSCOLO "360° "


Realizzata l'edizione completa dell'opuscolo "360°", contenente gli importanti atti del ricco seminario teorico delle donne, organizzato quest'estate dal Movimento femminista proletario rivoluzionario. 
Uscirà alla manifestazione nazionale delle donne a Roma del 23 novembre, dove verrà distribuito massicciamente perchè arrivi a tante donne.
Chiamiamo le compagne, lavoratrici che hanno partecipato al seminario, e chiunque vorrà, di darci una mano nella diffusione del 23 e prenderne copia per portarlo nelle proprie città
Vogliamo presentare e parlare dei temi affrontati in questo opuscolo dovunque è possibile. Abbiamo cominciato a farlo a Bologna, Milano, e il 25 novembre a Palermo e a Taranto.
Per organizzarci:  

Foglio di via di tre anni e denunce alle compagne in lotta con i braccianti della tendopoli di San Ferdinando - La repressione non ci fermerà!



Comitato lavoratori  delle campagne

LA SOLIDARIETA’ E L’UNIONE VI FANNO TREMARE: E’ SOLO L’INIZIO!

Questa mattina davanti all’ingresso della tendopoli è stato affisso questo cartello che esprime solidarietà con chi ha subito la repressione ieri e desiderio di lottare contro lo sfruttamento.  Le guardie presenti si sono affrettate a staccare il cartello, aggirandosi poi tenda per tenda per sapere, minacciando, chi fosse il responsabile: non hanno ricevuto alcuna risposta. La nostra solidarietà è l’arma più potente che abbiamo, non smetteremo mai di usarla. Se pensavate di spaventarci, adesso ci sentiamo ancora più forti e uniti agli abitanti della tendopoli.

FOGLI DI VIA E DENUNCE PER LE COMPAGNE FERMATE A SAN FERDINANDO: SIETE VOI AD AVERE PAURA

Le due compagne, finalmente rilasciate dopo un fermo di sei ore presso il commissariato di Gioia Tauro per il semplice fatto di trovarsi nei pressi della tendopoli, hanno entrambe ricevuto fogli di via di tre anni dal comune di San Ferdinando e una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Lo scopo di queste brutali misure repressive e' ovviamente intimidatorio, finalizzato a controllare, isolare, e spaventare i lavoratori migranti di tutte le campagne e i solidali.
Ma ancora una volta è l'autorità a mostrarsi debole, tentando di stroncare sul nascere ciò che sa di non poter contenere né reprimere. Mentre le compagne erano trattenute in stato di fermo, le numerose macchine della polizia che costantemente piantonano la tendopoli sono state cacciate dagli insulti degli abitanti. La Lotta non verrà spezzata da due fogli di via, non sarà questo a intimorire chi vede i propri amici e i propri compagni morire di razzismo e sfruttamento.
Non vi sarà paura ma soltanto altra rabbia, ci vogliono deboli e silenziose, ci troveranno sempre piu' risolute.

SOLIDARIETÀ ALLE COMPAGNE E A TUTTI I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DELLA PIANA

13/11/19

SOLIDARIETÀ ALLE COMPAGNE DI CAMPAGNE IN LOTTA FERMATE DALLA POLIZIA A GIOIA TAURO.



Comitato lavoratori delle campagne

SAN FERDINANDO: DUE COMPAGNE FERMATE DALLA POLIZIA.

Circa due ore fa, due compagne sono state fermate e portate al commissariato di polizia di Gioia Tauro. L’unica ragione di questo gesto, a evidente scopo intimidatorio, è la mera presenza delle compagne nella Zona Industriale, dove sorge il campo di lavoro ad alta sicurezza voluto dal governo per meglio controllare chi da anni lavora nelle campagne della Piana e vive in condizioni di segregazione, violenza e sfruttamento. E’ chiaro che i guardiani dell’ordine non vogliono testimoni del clima di terrore che è stato instaurato nella tendopoli, con metodi fascisti e razzisti. Se pensano che basti questo a spegnere la rabbia di chi vede i propri compagni morire di lavoro e di razzismo, si sbagliano. Questi gesti contribuiscono anzi a rafforzare la determinazione di chi non accetta questo stato di cose.
A fianco delle compagne e degli abitanti della tendopoli, sempre!

Seguiranno aggiornamenti

11/11/19

Le nostre vite valgono più dei vostri profitti!

Piacenza Muore una lavoratrice, subito
sciopero dei lavoratori:

la vita umana vale più del profitto, a Castel San Giovanni continua la lotta operaia

8 novembre a Castel San Giovanni (PC) magazzini fermi e assemblea in strada per protestare contro la morte di una giovane ragazza travolta da un camion di fronte al polo logistico.
Vogliamo subito piste ciclabili, illuminazione adeguata, retribuzione dei tempi di spostamento fra casa e lavoro!
Non si può morire perchè le merci devono correre, la vita umana vale più del profitto!

S.I. Cobas Piacenza

10/11/19

10 novembre presidio a L'Aquila, contro il carcere/tortura, il 41 bis, per la libertà di Nadia Lioce. Breve report del mfpr aq

Oggi una trentina di compagni e compagne hanno portato calore e solidarietà alle detenute e detenuti in 41 bis, che con le loro battiture in solidarietà alla lotta delle prigioniere anarchiche Anna e Silvia, hanno fatto chiudere l'infame sezione gialla ove erano rinchiuse in As2.
Un particolare saluto e ringraziamento è andato alla prigioniera comunista Nadia Lioce, per il coraggio e la tenacia con cui lotta e resiste in condizioni estreme, e per la lucidità con cui, ancora una volta, ha analizzato gli aspetti più aberranti del regime di tortura del 41 bis. 
A lei è stata dedicata "Stalingrado" ed altri brani degli anni 70, ricordandone l'attualità, la necessità di una lotta rivoluzionaria a 360 °, i valori della solidarietà proletaria e internazionalista.
Gli stessi concetti sono stati espressi negli interventi di tante compagne e compagni presenti, tra cui Soccorso Rosso. Un compagno ha letto alle detenute e ai detenuti il contenuto degli striscioni del MFPR e del Soccorso Rosso Proletario, che prigioniere e prigionieri non potevano vedere per via delle bocche di lupo, dalle quali, tuttavia, sono riusciti a far sventolare alcune bandiere in segno di saluto-

Il 4 dicembre, si è detto al microfono, ci sarà ancora occasione di mobilitarci fuori, per la denuncia, da parte del Comune dell'Aquila e della ditta di costruzione proprietaria della gru occupata in Piazza Duomo, che il pm aveva chiesto di archiviare e che il giudice ha invece deciso di portare in tribunale.



09/11/19

No Pillon a Parma!

Bologna, la rivolta delle donne contro Pillon in cattedra sull'affido familiare


A Parma la Camera Civile ha organizzato una tavola rotonda con il senatore leghista che vale come formazione per gli avvocati.  La rete delle donne di Parma protesta e prepara un presidio: "Ha proposto una legge contro le donne"

di ELEONORA CAPELLI

07 novembre 2019
Il senatore leghista Simone Pillon professore per un giorno, per aggiornare gli avvocati sul tema della riforma dell'affido condiviso. L'attuale ministra della famiglia, Elena Bonetti, ha assicurato nel momento del suo insediamento che il disegno di legge del leghista, fortemente osteggiato dalle associazioni femministe, "resterà in un cassetto". Ma questo non ha impedito alla Camera civile di Parma di organizzare una tavola rotonda dal titolo "Affido condiviso: riforma necessaria?"

L'evento, che è "in corso di accreditamento da parte del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Parma", come si legge nel volantino dell'iniziativa, cioè garantirà anche l'ottenimento di un certo numero di crediti formativi ai professionisti che parteciperanno, è in programma per venerdì 15 novembre, alle 15, presso la biblioteca monumentale del monastero di San Giovanni Evangelista nella città ducale. E la rete delle donne di Parma sta organizzando un presidio di protesta proprio davanti alla sala del convegno.

Insieme a Pillon, un panel di relatori di alto livello, come Anna Cattaneo, presidente della sezione famiglia del Tribunale di Milano e Giovanni Basini, ordinario di Istituzioni di diritto privato presso l'università degli studi di Parma, oltre all'avvocata Luciana Guareschi, del direttivo della Camera Civile di Parma. Quello che però non è proprio andato giù alle professioniste e alle femministe è l'invito rivolte a Pillon, che è tra gli organizzatori del Family Day e autore di un disegno di legge che avrebbe introdotto grosse modifiche al diritto di famiglia, intervenendo sulla separazione e l'affido condiviso, fortemente criticato al punto da mobilitare manifestazioni di piazza. "Apprendiamo con forte preoccupazione - scrive l'Udi di Bologna - che la proposta del Ddl Pillon sta entrando, come se nulla fosse accaduto, nella formazione giuridica con un seminario in programma a Parma. Ci saremmo aspettate momenti di riflessione sulla situazione sempre più difficile delle donne che quotidianamente vengono picchiate. Le donne dell'Udi e le avvocate dell'Udi chiedono al presidente della Camera Civile di Parma di sospendere tale formazione su una proposta di legge che offende le donne, le bambine, i bambini, in contrasto con la convenzione di Istanbul".

08/11/19

Torino, "Io aggredita perchè lesbica". La denuncia di una quindicenne

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla ragazza.

MFPR

Torino, "Io aggredita perchè lesbica". La denuncia di una quindicenne

Presa a pugni all'uscita dalla stazione. Arcigay: "Casi sempre più frequenti"
Una 15enne ha denunciato di essere stata aggredita, martedì scorso a Torino, all'uscita della stazione della metro di Porta Nuova, perché lesbica e con indosso abiti maschili. La giovane ha raccontato di essere stata presa a pugni da un passante, mentre stava andando a prendere il pullman per andare a scuola. "Non è il primo caso di violenza a sfondo lesbofobico di quest'anno in città", sostiene Riccardo Zucaro, presidente dell'Arcigay Torino, che esprime "piena solidarietà" e sostegno alla giovane.
"Prima che mia figlia arrivasse alla consapevolezza di essere lesbica, ad accettare la sua omosessualità, stava male. Quando, per la prima volta, ha accettato di avere una cotta per una ragazza, l'ho vista finalmente felice". A parlare è la madre della 15enne che ha denunciato di essere stata aggredita, martedì scorso a Torino all'uscita della stazione della metropolitana di Porta Nuova, perché lesbica e con indosso abiti maschili. "Un uomo sui 25-30 anni le ha tirato un pugno in volto e sul costato - racconta la madre - L'ha insultata dicendola che era una femmina e non doveva andare in giro conciata come un uomo".
"Sin da piccola, mia figlia è stata vittima di bullismo perché troppo mascolina. E questa cosa l'ha distrutta - aggiunge la donna -. Ai genitori che vivono la mia stessa situazione consiglio di stare vicino ai propri figli, di ascoltarli e di avere il coraggio di affidarsi a chi ha gli strumenti giusti e può dare il supporto psicologico adeguato". La ragazza ha sporto denuncia alle forze dell'ordine.