13/05/21

Giovedì 13 maggio, dalle ore 16,30: Formazione rivoluzionaria delle donne - una marcia in più anche su questo fronte di lotta! Per collegarsi scrivere a: mfpr.naz@gmail.com

13 MAGGIO DALLE ORE 16,30 
Per il link per collegarsi scrivere a: mfpr.naz@gmail.com 

La prima delle due formazioni rivoluzionarie sarà su:
l'origine della condizione di oppressione delle donne - che pone nello stesso tempo le basi storico-materialistiche del suo superamento.
Cominciamo dallo studio/riflessione sul libro di Engels: L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato.
Iniziamo da questo fondamentale testo per rimettere nella giusta concezione la questione femminile. La condizione delle donne in generale viene totalmente rovesciata, o facendola discendere da analisi e posizioni anti storico materialiste, che mettono al centro la contraddizione di genere in termini riduttivi biologisti, o che rovesciano la questione facendo discendere le ideologie, le concezioni dominanti dal cielo, o quasi considerandole innate, non invece legate ad un processo storico.
Il riferimento di questo lavoro di studio sono la maggioranza delle donne, le donne proletarie. Sappiamo che per le lavoratrici è più difficile, ma è una sfida da impugnare necessaria. 
In generale le donne quando lottano mostrano una marcia in più, ma ciò che non può essere è che le donne lottino e poi non producano teoria o vengano guidate da teorie che sono in contrastano con una impostazione rivoluzionaria della questione femminile.
Certo viene prima la lotta, prima l’organizzazione, ma le donne, come ci dimostrano le comuniste rivoluzionarie, da Rosa Luxemburg a Teresa Noce che non sapevano nè leggere nè scrivere, possono diventare delle teoriche, perché le nostre idee non sono “idee”, sono armi. Le donne proletarie, le ragazze se lottano devono ribellarsi anche alle teorie che vogliono perpetuare l’oppressione, la subordinazione ideologica delle donne. Dobbiamo avere una marcia in più anche su questo! perchè senza teoria non c’è rivoluzione.
Per questo chi ha più interesse alla teoria rivoluzionaria sono le donne; perché le donne hanno più interesse a combattere le varie forme di teorie borghesi, che in un modo più o meno crudo o più o meno velato teorizzano l’immutabilità della condizione delle donne o ne fanno solo una lotta/trasformazione di idee, di interventi politici e non una lotta di distruzione, di prassi rivoluzionaria, per costruire un mondo nuovo, senza doppio sfruttamento e oppressione.

11/05/21

Taranto - più di 100 operaie rischiano di perdere il lavoro

114 operaie della Tessitura di Mottola (TA) (azienda di proprietà del gruppo Albini di Bergamo), sono in cassa integrazione  a zero ore da oltre 12 mesi, perchè l'azienda vuole chiudere lo stabilimento di Mottola. In più l'azienda non anticipa la cassintegrazione e non si era attivata per fare la domanda di cig per aprile all'Inps.

Questa situazione è aggravata dalla decisione del management dell’azienda di non trasferire a Mottola parte della commessa ricevuta dalla Burberry, ma di farla lavorare solo negli stabilimenti di Bergamo, dove l’azienda continua invece ad anticipare la cassa integrazione, dimostrando di avere a disposizione le risorse necessarie”.

Questo ha generato nella scorsa settimana il presidio delle lavoratrici sotto la prefettura di Taranto. Il Prefetto, si è dichiarato disponibile a incontrare l’azienda e i sindacati in un tavolo congiunto e ha spiegato di aver già contattato l’INPS e che contatterà il Gruppo Albini per sollecitare l’azienda a presentare la domanda all'Inps. 

Ma, sperando che si risolva subito la questione del pagamento della cig, resta il problema ancora più grave del rischio che più di 100 lavoratrici perdano il lavoro. 

Per le donne perdere il lavoro è un doppio attacco, perchè il lavoro per le donne è non solo salario ma anche indipendenza economica, poter uscire di casa, voglia di emanciparsi.

Le lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe danno tutta la loro solidarietà alle lavoratrici e il proprio appoggio, disponibilità alla lotta.  

LAVORATRICI SLAI COBAS SC

TARANTO

09/05/21

49 anni fa una bella lotta delle operaie nelle fabbriche tessili degli Usa - un'esperienza utile anche per oggi

Da La bottega del barbieri

9 MAGGIO 1972: LOTTANDO ALLA FARAH

ripreso da Bizarre (*)

Frantumare gli stereotipi, boicottare il padrone!

Non avevano più il capo chino, i volti tesi ma sorridenti, migliaia di donne chicane e messico-americane assieme ai colleghi maschi sfidano il padrone e supervisori e il 9 maggio del 1972 lasciano vuoti gli stabilimenti di El Paso della Farah, l’industria di abbigliamento leader in USA.

Per anni avevano subìto, per anni avevano avuto paura delle ritorsioni del padrone, per anni avevano sopportato molestie, avances non richieste da parte dei capi, erano andate in fabbrica anche ammalate, anche sino al momento di partorire per paura di perdere il lavoro. Ora era come una liberazione.

Alice Saenz, guadagnava un dollaro e settanta l’ora, racconta: “Potevamo essere licenziati, per qualsiasi motivo”, “Non avevamo il diritto di dire nulla nello stabilimento. Quando un sindacalista mi ha dato un foglio da leggere, il mio supervisore ha detto: ‘Faresti meglio a buttarlo via o sarai licenziati’.”

La Farah Manufacturing Company è un’industria tessile con una dozzina di stabilimenti tra il Texas e il New Mexico, le maestranze sono composte per l’85% da donne, per l’85% da persone di origine messicana o chicana. Le persone che aderiscono allo sciopero sono l’85%: donne e chicane per lo più.

Sono sorprese loro stesse della riuscita dello sciopero, sono stupiti i colleghi maschi e persino i sindacalisti. Escono in corteo dalla fabbrica ed è tutto un abbracciarsi e un “ci sei anche tu…”. Alma, è un’operaia che come tante altre ha partecipato all’organizzazione

Donne, fate figli, servono al sistema del capitale!

Il prossimo 14 maggio vi sarà a Roma la prima edizione degli "Stati generali della natalità". Si tratta - viene spiegato dalla stampa - di un grande meeting dedicato al futuro della demografia in Italia, che intende lanciare un appello alla corresponsabilità per far ripartire il Paese". Ad aprirlo vi sarà il papa (che su questo tema, come sull'aborto è come tutti i suoi predecessori), e vi saranno: imprese, istituzioni, Ministri, mass media, rappresentanti della cultura. 
La "sfida" è uscire dall'"inverno demografico e sollecitare una nuova narrazione sul tema della natalità". Dei tre tavoli tematici il principale è quello dedicato al mondo delle imprese. 

In termini concreti, è un meeting all'interno della assillante campagna in corso: fare figli!
I vari rappresentanti del capitale e del loro sistema politico, culturale sono impauriti dal calo delle nascite di più del 10% dal primo lockdown. Non sono bastati i bonus bebè, l'aumento (minimo) dei congedi parentali, l'assegno famigliare unico, tanto meno la promessa di più asili nido (i cui fondi in realtà si sono rivelati scarsi), le nascite (404mila nel 2020) non hanno compensato le morti 746mila in buona parte da loro stessi provocate. 
E quindi ora la pressione per le nascite sulle donne deve farsi più assidua, più pesante praticamente ed ideologicamente. 

In questa campagna la borghesia rivela senza veli tutta la sua "umanità", vuole figli perché al capitale serve la riproduzione della forza-lavoro. Fare o non fare figli è subordinato alle esigenze del mercato del lavoro, che vuole carne fresca da sostituire a "carne vecchia e più costosa". 
Le donne non possono e non devono decidere, sono dichiarate a tutti gli effetti: "macchine per la riproduzione".  

Che le donne proletarie, le lavoratrici, le giovani, le compagne... impugnino anche l'arma della teoria rivoluzionaria - 13 Maggio nuovo appuntamento: di formazione rivoluzionaria


Dalla piazza del 1 maggio di Palermo la necessità delle donne, lavoratrici, giovani di lottare quotidianamente in ogni ambito

Alcuni interventi di una compagna del Mfpr/Slai Cobas sc, di una lavoratrice precaria Coop Sociali, di una giovane universitaria...