18/08/26

Femminicidi - Ne polizia, ne carabinieri potranno mai difenderci - Organizziamo Collettivi di donne contro femminicidi, stupri

Tania Terrin, 39 anni è stata strangolata la sera di Ferragosto nella sua abitazione di Camponogara, nel Veneziano, dall’ex compagno Dino Keber, 43 anni, residente a Dolo. 
Vi era stato un precedente episodio di violenza. Ad aprile Keber aveva tentato di strangolare Terrin. La donna aveva presentato una querela ai carabinieri, corredata da un certificato medico. A giugno il questore di Venezia aveva emesso nei confronti dell’uomo un ammonimento ufficiale - nonostante fosse già noto alle forze dell'ordine, aveva anche un precedente specifico, un'aggressione nei confronti della compagna risalente ad aprile, su cui la Procura aveva aperto un procedimento per maltrattamenti e lesioni dopo la denuncia di lei. 
Aveva già mandato in ospedale quattro donne prima di lei.

«Sette o otto volte siamo state dai carabinieri - dice la madre di Tania - Mia figlia l’ha anche querelato. Doveva starle distante ma poi al massimo dopo un mese ritornava a farsi vivo»

ONU: ISRAELE COMPIE VIOLENZE SESSUALI IN ZONE DI CONFLITTO

Un carcere israeliano
Un carcere israeliano

Le Nazioni Unite hanno ufficialmente aggiunto Israele alla loro lista nera di paesi ed entità accusate di aver commesso violenza sessuale in zone di conflitto. La misura prevede l’inclusione esplicita del servizio penitenziario israeliano nell’elenco del 2026, mentre altre strutture governative e militari sono state sottoposte a un quadro di sorveglianza speciale che potrebbe portare a sanzioni future.

La decisione è stata presa dopo che numerosi rapporti hanno denunciato abusi e violenze sessuali sistematiche all’interno dei centri di detenzione sotto il controllo israeliano. Questa situazione è aggravata da un persistente modello di impunità istituzionale, evidenziato all’inizio di quest’anno quando l’ufficio del procuratore generale militare israeliano ha ritirato le accuse contro cinque soldati coinvolti nell’abuso e nell’aggressione sessuale di un detenuto palestinese nella prigione militare di Sde Teiman nel 2024.

La reazione ufficiale di Tel Aviv al parere dell’organismo multilaterale è stata di assoluto rifiuto e rottura tattica. L’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha annunciato l’immediata sospensione della cooperazione con l’ufficio del segretario generale, António Guterres, definendo la risoluzione una “decisione politica scollegata dai fatti e dalla realtà”. 

La condanna del rappresentante diplomatico riflette l’aumento delle tensioni tra l’amministrazione israeliana e la struttura delle Nazioni Unite, in un contesto in cui la comunità internazionale fa sempre più pressione per la responsabilità, la supervisione delle condizioni di detenzione dei prigionieri e la fine dell’esonero dalla responsabilità penale per i militari coinvolti in violazioni dei diritti umani.

Pressioni che però sembrano restare sulla carta, infatti nessuna misura sanzionatoria è mai stata presa contro Israele nonostante le denunce arrivino dalle Nazioni Unite.

17/08/26

Le lavoratrici degli asili di Taranto hanno strappato un altro risultato della loro battaglia

le lavoratrici alle pulizie dello
stadio con la rappresentante
dello Slai cobas


Quest'estate hanno ottenuto di lavorare tutti i due mesi estivi di sospensione, dal lavoro e dal salario - (luglio e agosto). 
Questo risultato è significativo non solo perchè quest'estate è stato impedito, come invece era successo nei due anni precedenti, che venissero mandate a casa da Comune e Ditta, ma anche perchè crea un precedente che non deve essere messo più in discussione: le lavoratrici devono lavorare per tutto l'anno!
Questo risultato ancora una volta è stato conquistato con la lotta: sciopero, presidi, assemblee. 
E l'hanno conquistato solo le lavoratrici dello Slai cobas per il sindacato di classe, per tutte; mentre i sindacati confederali e l'Usb non hanno fatto nulla per imporre il lavoro in estate. 
Non solo. Poichè una parte di questo lavoro estivo si è svolto nelle pulizie post cantiere allo stadio di Taranto dei "Giochi del Mediterraneo", è stato chiesto e ottenuto che venisse aumentato il salario orario per questi lavori più faticosi, fatti sotto il sole. 
Ora a settembre ci aspetta un'altra importante battaglia: il netto miglioramento delle condizioni di lavoro nel prossimo appalto: aumento dell'orario di lavoro, aumento del livello retributivo, sicurezza e salute.

Lavoratrici asili Slai cobas - Taranto

Contro l'assedio, uccisioni, distruzione di case in Cisgiordania - a cui gli Stati, i governi imperialisti assistono silenziosi e complici...

...Dalla gloriosa guerra di popolo del Vietnam una grande

 lezione: 


"...Ogni abitante è un soldato"; "Quando i pirati saccheggiano il

 focolare, anche le donne devono combattere"...

"... Chi ha un fucile si serva del fucile, chi ha una spada si serva

 della spada! E se non ci sono le spade, prendete le zappe, le

 vanghe, i bastoni!..."

 Ho Chi Minh, appello del dicembre 1946

16/08/26

Non possiamo tacere - basta con l'assedio alle case in Cisgiordania - Taranto 21 agosto ore 18.30 piazza Immacolata

Taranto solidale con il popolo palestinese si rivolge alla comunità nazionale e internazionale

Fermare il genocidio, l'annessione, la deportazione l'assedio che toglie l'acqua e luce

Non abbiamo bisogno di riunioni, dobbiamo scendere in piazza qui e ora 

Slai cobas Taranto

#iostoconlapalestina Taranto 

13/08/26

Free Jülide Yazıcı Immediately! - ageb - Riceviamo e pubblichiamo, con tutta la nostra solidarietà


The fascist Turkish State continues its policies of repression, persecution, and attacks against political refugees who have been forced to leave the country, just as it does within its borders.

The Tayyip Erdoğan-AKP government, which continues its repression and attacks against revolutionaries, democrats, communists, and all opposition groups, and which maintains its power with the support of the MHP, is attempting to stay in power through increasingly severe repressive policies.

While, on one hand, policies aimed at encircling and eliminating the Kurdish national movement continue, on the other hand, the Turkish State continues its detention and arrest operations against opposition groups through the use of judicial and police forces. The Turkish State is also extending its repressive policies beyond its borders, pursuing political refugees living abroad through Interpol warrants and extradition requests.

Jülide Yazıcı, a writer and translator living as a political refugee in France, was detained on Tuesday, August 4, 2026, at Tirana Airport during a trip from France to Albania. She was detained during passport control on the grounds of an Interpol warrant and an extradition request from the Turkish State. Jülide Yazıcı was remanded in custody by the court on August 7, 2026.

Jülide Yazıcı has been living in France as a political refugee for over eight years due to a conviction against her in Turkey. Her detention and arrest in Albania is a continuation of the Turkish State’s policy of surveillance and repression against political exiles living abroad.

The Turkish State’s repression and persecution of exiles forced to leave their country for political reasons continue beyond its borders through Interpol warrants and extradition requests. The detention, arrest, and threat of extradition to Turkey of political refugees in third countries, constitute a serious violation of their rights to freedom, security, and life.

As the European Union of Migrant Workers (AGEB):

We call on the Albanian government to immediately release Jülide Yazıcı, who holds political refugee status in France, and to categorically reject any attempt to extradite her to the fascist Turkish State.

It is clear that if Jülide Yazıcı is extradited to Turkey, she will be arrested, her freedom will be restricted, and she will once again be subjected to repression and prosecution for political reasons. It is unacceptable for a person with political refugee status to be deprived of their freedom based on an extradition request from the country they were forced to flee.

For this reason, we call upon revolutionary and democratic institutions, human rights organizations, progressive forces, and the entire democratic public to take action against Jülide Yazıcı’s arrest and the threat of her extradition to Turkey; to strengthen solidarity and to build a strong public outcry.

Free Jülide Yazıcı Immediately!

End the repression and persecution of political refugees!

European Union of Migrant Workers (AGEB)

12/08/26

Una lotta che ci tocca

Eravamo in dubbio se pubblicare questo articolo su Vannacci, perchè non vogliamo contribuire a dargli pubblicità, come invece fanno le TV e giornali.
Ma siccome siamo qui, in questa situazione è necessario fare la lotta anche a questi mostriciattoli. Anche perchè...
Vannacci è espressione di politiche, concezioni, proposte legislative fasciste che vanno a radicalizzare in termini sempre più esplicitamente fascisti politiche, concezioni, proposte che sono anche patrimonio dell'attuale destra al governo e dei partiti che lo compongono. 
Vannacci, anche in funzione della competizione elettorale, dà organicità a queste indicazioni e piani; li pone interne ad un disegno unico, complessivo; lì dove sembrano dispersi, parzializzati.
Noi da tempo denunciamo e mettiamo in guardia che sottovalutare la marcia del moderno fascismo, la necessità di lottare contro e rovesciare l'attuale governo e compagine che hanno cominciato ad attuarlo, non si frena niente; e soprattutto non si frena con l'illusione di perseguire una strada di richieste di cambiamenti, di sollecitazione a una sinistra parlamentare, come minimo imbarazzante, impotente a bloccare anche un provvedimento esplicitamente anticostituzionale del governo. 
Occorre comprensione e lotta adeguata!
Ora c'è questa espressione sfacciata di Vannacci e Futuro nazionale.
Non è un caso che il bersaglio prima di tutto sono le donne, i femminicidi, ridotti a normale criminalità, il diritto d'aborto, il patriarcato "mediterraneo" (?) a cui rispondere con "uomini forti" (che conferma smaccatamente proprio la logica e una pratica patriarcalista), ecc. ecc.; quindi, vengono gli immigrati, le persone povere. Questo però mostra quello che noi diciamo da tempo, la centralità per questa società capitalista del ruolo e condizione di oppressione, doppio sfruttamento della maggioranza delle donne, ma nello stesso tempo dimostra la centralità della lotta/rivoluzione delle donne nel processo rivoluzionario proletario per una società socialista che trasformi la terra e il cielo.
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No al reato di femminicidio, sì al patriarcato mediterraneo: ecco il programma di Vannacci
(agf)
L’ex generale: “Queste le nostre linee rosse non negoziabili. "Futuro nazionale pubblica la prima parte del suo programma in vista delle prossime elezioni. 
I punti toccati da questa prima base programmatica:
No al reato di femminicidio, sì al patriarcato mediterraneo
Più in generale sottolinea lo "stop alla riformulazione gramsciana del diritto e alla retorica delle 'categorie'. Chi uccide una persona, maschio o femmina che sia, deve essere punito. Senza necessità di distinguere in 'viricidio' e 'femminicidio'".
"Il modello educativo della sinistra fondato sull'ideologia della costante 'lotta al patriarcato' è, evidentemente, fallimentare e dove scompare ogni traccia della 'società patriarcale' va diffondendosi un preoccupante aumento della violenza sulle donne. A riprova che dovremmo proteggere e non criminalizzare il nostro modello: quello del 'patriarcato mediterraneo', volto alla sottolineatura delle specificità e alla formazione di maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società. La questione delle violenze passionali deve dunque essere affrontata con pragmatismo, senza ideologia, non per calcolo elettorale ma per proteggere veramente le potenziali vittime. 
Una destra identitaria, pura e vitale, radicata nella Tradizione romana e cristiana, determinata a riportare l'Italia sulle proprie radici. Un Paese sovrano, sicuro, libero e prospero. Un'Italia che mette al centro gli italiani, la famiglia naturale, l'identità, la sicurezza, il merito e la tradizione, la vita dal concepimento alla morte naturale, la famiglia naturale, l'identità cristiana, la concezione romana del diritto. 
Risparmi per la remigrazione e lavori umili agli italiani
"A sostegno delle tesi immigrazioniste viene spesso citato il problema dei 'lavori che gli italiani non vogliono più fare'. Tale problema, effettivamente esistente, verrà affrontato con due nuove modalità".
Il partito di Roberto Vannacci propone, "insieme agli sgravi per l'assunzione di manodopera italiana nei settori a forte storico di impiego extracomunitario, l'utilizzo di parte delle risorse risparmiate grazie alle politiche di remigrazione di lungo termine (costi sociali diretti, costi carcerari, gestione dei richiedenti asili, costi sistemici dovuti alla criminalità e al degrado delle periferie, ecc.) per ridurre il cuneo fiscale e favorire, quindi, l'innalzamento dei salari senza ulteriore aggravio per i datori di lavoro". 
Inoltre Futuro nazionale ritiene necessario "il vincolo all'erogazione di sussidi legati allo stato di disoccupazione all'effettiva disponibilità ad accettare qualsivoglia lavoro compatibile con la propria condizione medica, anagrafica e logistica, in applicazione al 'principio di San Paolo' (chi non vuol lavorare neppure mangi)".