01/12/22

Continuano ad arrivare messaggi di solidarietà, di unità e lotta contro l'azione repressiva della polizia al corteo del 26 a Roma verso le compagne, lavoratrici del mfpr


Le compagne della Rete Campagne in lotta
Ciao, Abbiamo letto quanto accaduto durante il corteo del 26 novembre e volevamo mandarvi tutta la nostra solidarietà e rabbia. Un grande abbraccio.

Flavia Bergamo
Grazie per quello che avete fatto

Layla Bologna
Grazie compagne. moltiplicheremo lo slogan! e forte solidarietà

Da Lorenzo operaio ex Ilva

È grave ma non sono affatto stupito, la censura e le minacce sono il modus operandi dei fascisti ed ora che sono al governo la repressione non può che essere il loro pane quotidiano. Ma il tempo è galantuomo. Mi vengono in mente un paio di versi di Rigurgito Antifascista dei 99 Posse in cui definiscono i fascisti prima "servi dei servi del potere" e poi "servi dei servi dei servi". Per quanto riguarda la definizione delle forze dell'ordine basta aggiungere un ulteriore "servi" ad entrambe le precedenti.
Le compagne dell'MFPR valgono tanto oro quanto pesano, impossibile anche solo pensare di fare a meno di loro.

Docente precaria
Quest'oggi attacco alla democrazia e alla libertà di pensiero da parte della Digos e delle forze di repressione al corteo delle donne a Roma! A quanto pare non è possibile criticare e dire la propria sul nuovo governo Meloni. Viva la lotta delle donne!

Giusi Bologna

esprimo la mia solidarietà per i fatti gravi accorsi nella manifestazione del 26. Penso che la repressione messa in atto e la distanza di NUDM che dichiara "non vogliamo bandiere nelle manifestazioni", non sia nulla di nuovo. D'altronde il revisionismo è la mentalità borghese anche in questo caso esprime tutta la sua natura. Avanti con la lotta

Anna Taranto asili Usb:
Grazie per tutto questo ed altro ancora, siete fantastiche, sono mortificata di non essere con voi… alla prossima!

Operaia interinale
Portate su quella piazza la voce delle operaie, compagne, non delle borghesi col privilegio... non fatele parlare al nostro posto

Ninarella precaria
Noi donne difenderemo i nostri diritti sempre non c è governo che ci fermi

Simonetta Si.Cobas Milano
Voglio esprimere tutta la mia solidarietà alle compagne e alle lavoratrici che hanno subito una forte repressione a Roma da parte della Digos. Per me è inaccettabile che nessuno vi abbia aiutato e difeso in quel momento. Esprimo rabbia e disprezzo anche verso il movimento che ha organizzato la manifestazione e che, all' assemblea e nei comunicati ai giornalisti ha preso le distanze dalla vostra organizzazione. Vergogna!

Antonio PCL Palermo
Solidarietà alle compagne e compagni. Toccano una toccano tutte!

Sergio Riggio Cobas Palermo
Solidarietà alle compagne

Maurizio Galici Cobas Lavoro privato Palermo
Sempre presenti e determinate grazie buona lotta

29/11/22

Riceviamo e pubblichiamo a sostegno della lotta del popolo palestinese


 
Let's further isolate apartheid
 
Dear Margherita Calderazzi del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario,

Dalla manifestazione del 26 novembre all'assemblea del 27, il ruolo del mfpr.


Il 26 novembre delle donne ha mostrato di essere una importante trincea d’avanguardia per il tipo di governo che abbiamo, clerico-fascista, sessista e revanscista contro diritti e conquiste delle donne, in primis il diritto d’aborto.

Che ci volesse una donna di matrice fascista a incarnare questo attacco, una persona che usa continuamente il fatto di essere donna come una "patacca" per autoesaltarsi a modello, è la dimostrazione che la borghesia almeno come “classe politica” è alla frutta.

Quella del 26 novembre è stata una manifestazione necessaria che volevamo larga e combattiva e che raccogliesse tutte le istanze e tutte le lotte, i fermenti delle donne contro una classe, uno Stato e un governo che in nome di “Dio, patria e famiglia” e figli coniugano la legge fondamentale nel sistema capitalista: il profitto. “Dio, patria, famiglia” e figli sono “bandiere” che accompagnano sempre la doppia oppressione e il recupero del moderno medioevo e che sono compagne di miseria e guerra, di femminicidio di massa.

E’ in questo che il movimento attuale delle donne può essere una trincea che può diventare prima linea di un movimento esteso e continuo delle donne e di tutte le lotte delle masse, purché si liberi dell'influenza e attuale egemonia delle attuali dirigenti del femminismo medio borghese e piccolo borghese.

In questo è stata importante l'azione  e la presenza coraggiosa, determinata e visibile del movimento femminista proletario rivoluzionario che è voce delle proletarie, delle operaie sfruttate, vessate, discriminate e uccise sul posto di lavoro. L'Mfpr è la voce politica più radicale e un contingente che esprime la contraddizione di classe come madre di tutte le contraddizioni.

Questo è il dato, non ancora di quantità ma di qualità, per indirizzare la lotta delle donne, per farne un riferimento del livello generale della lotta necessaria e possibile nella prospettiva di una rivoluzione proletaria che abbia al suo interno una rivoluzione nella rivoluzione, perché tutta la vita deve cambiare.

E questo è stato anche il senso della nostra presenza, dei nostri banchetti, del nostro intervento all'assemblea del 27, che ha visto anche in quella sede la presenza intimidatoria di poliziotti in borghese, quando già tutte le compagne del mfpr erano state fermate, pedinate ed identificate prima, durante e dopo il corteo del 26 a Roma per lo striscione contro Meloni.

Fare un fronte unito contro la repressione è quindi un ulteriore passo da fare, perché, come ha scritto una lavoratrice, "con il governo Meloni l'unica garanzia è la repressione".

Di seguito l'intervento della compagna di Palermo all'assemblea del 27

28/11/22

Lo Stato borghese e la stampa al suo servizio attacca la denuncia e lotta delle donne proletarie e rivoluzionarie contro il governo fascista Meloni

VIDEO | Al corteo di ‘Non una di meno’ attacchi a Giorgia Meloni: “Fascista, sei la prima della lista”. Interviene la Digos

A Roma il corteo organizzato da 'Non una di meno' per dire 'no alla violenza sulle donne in occasione della giornata del 25 novembre


meloni fascista_non una di meno

ROMA – C’è un grande striscione rosso a chiudere il corteo di Roma contro la violenza sulle donne. “Meloni vattene!“, si legge. I ragazzi e le ragazze che sfilano per la manifestazione ‘Non una di meno’ dietro a questo striscione intonano slogan contro la premier: “Meloni fascista, sei la prima della lista“.

Slogan contro Meloni 'fascista', attiviste 'Non una di meno': "La Digos ci ha identificate" from Agenzia DIRE on Vimeo.

ATTIVISTE FERMATE DALLA DIGOS

Fermate e identificate dalla Digos per uno striscione con su scritto “Fascista Meloni noi donne ti farem la guerra“. Lo racconta all’agenzia Dire Donatella, 57enne di Palermo arrivata a Roma con altre amiche per la manifestazione ‘Non una di meno’ contro la violenza sulle donne.

Sullo striscione che portano nella coda del corteo partito da piazza della Repubblica c’è anche una foto della presidente del Consiglio immortalata mentre grida e la scritta: “Ti mangiamo il cuore“. La frase “è una citazione“, assicurano: un film appena uscito con protagonista Elodie, “Ti mangio il cuore”. Donatella racconta: “Manifestiamo contro il governo Meloni che ci fa violenza perché ci vuole attaccare in ogni aspetto. Siamo state circondate dalla Digos per il nostro striscione, ce lo volevano togliere e strappare, minacciando di portarci in questura. Alcune di noi sono state anche identificate. Lo striscione, però, l’abbiamo difeso”.

Poi, continua: “Rivendichiamo quello che abbiamo scritto. Questo governo Meloni rappresenta un governo che ci attacca, non dà nulla per il lavoro, vuole togliere il reddito di cittadinanza e fa passare un messaggio che siamo donne utili solo a fare figli per le fabbriche e per la guerra. Noi non ci stiamo e lo rivendichiamo, perché c’è anche libertà di pensiero. Fino a oggi”.

A Roma il 26 novembre la polizia a difesa della fascista Meloni contro lo striscione del Movimento femminista proletario rivoluzionario

Roma inaccettabile pressione della digos in piazza a Roma 
per far togliere un nostro striscione 
contro la Meloni in piazza con pretesa di identificarci 
facciamo  resistenza! 
poi nel corteo  lo  striscione riappare... 
e nuovo intervento della polizia ma nessuno 
ci può fermare la furia delle donne 
si deve scatenare
 
questo lo striscione che non si può portare 

 


 




Anche quest'anno alla grande manifestazione delle donne a Roma del 26 novembre - in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne ci saranno le rappresantanti delle donne lavoratrici aderenti al Movimento Femminista proletario rivoluzionario
,,,,a roma contro la violenza sessuale e i femmicidi che dilagano, ma anche contro la violenza sociale e sistemica rappresentata dallo sfruttamento, dalla precarietà, dalla disoccupazione, dal carovita, caroscuola, carosanità che ricadono sempre più sulle donne, a fianco delle sorelle immigrate che arrivano sui barconi e in tante perdono la vita e poi vengo sfruttate e spesso inserite nella tratta delle schiave e della prostituzione, dove pagano anche qui con la vita, come le nostre sorelle cinesi uccise a roma e quelle che lavorano lo fanno in condizione di disparità e precarietà

,,,,a roma per dire che le donne non sono tutte uguali e sono distinte dal genere e dalla classe - sono donne la presidente del consiglio Meloni,la Morselli damministratrice delegata dell'Arcelor Mittal,  ma certo fanno parte di una classe sociale e politica che non opera a favore delle donne, vedi l'annunciato attacco all'aborto e la visione delle donne, conservatrice e reazionariaall'insegna della triade di stampo fascista Dio patria e famiglia

...a roma per affermare che la nostra lotta è internazionale e siamo a fianco delle coraggiose donne iraniane che hanno innescato a partire dalla loro odiosa oppressione una vera rivoluzione popolare, così come siamo a fianco delle donne che pagano un alto costo di vita e condizione alle guerre imperialiste e reazionarie che insanguinano il mondo dall'Ucraina a Kobane alla Palestina

a roma per i nostri diritti, a roma per la nostra emancipazione per la nostra liberazione perchè tutta la vita deve cambiare!



parole d'ordini

contro la vostra violenza e oppressione scateniamo la nostra ribellione
la sacra famiglia ci uccide per la vita con questa società facciamola finita
Il diritto d’aborto non si tocca lo difenderemo con la lotta
Non siamo macchine per la riproduzione ma donne in lotta per la rivoluzione
Figli per la Patria, Dio e Capitale Questo governo finisce male
moderno medioevo doppia oppressione donne in lotta per la rivoluzione
la furia delle donne vogliamo scatenare questo sistema vogliamo rovesciare
donne licenziate, donne violentate siamo sempre più incazzate
dentro le case non ci torneremo sempre più furiose in piazza scenderemo
ci ammazzano, ci opprimono, ci negano il lavoro, maschi, padroni, vi faremo
fuori
oppressione, stupri e lutti pagherete caro pagherete tutti
Padroni fascisti polizia tutti insieme vi spazzeremo via
Per ogni donna, uccisa, stuprata e offesa siamo tutte parte lesa
maschi criminali, maschi perbenisti chi uccide le donne è sempre fascista
maschilisti, fascisti, poliziotti giù le vostre mani dai nostri corpi
contro discriminazioni e oppressione sciopero sciopero delle donne
violenza sul lavoro, violenza familiare questo sistema vogliamo rovesciare
per ogni donna uccisa non basta il lutto pagherete caro pagherete tutto!
La lotta delle donne non si reprime andremo avanti fino alla fine
giudici che assolvono i maschi violenti sono tutti conniventi
fascismo, razzismo, sessismo questa la storia del capitalismo
ma quale difesa della vita la vostra cultura è morte garantita
Dall’India all’Iran le donne sono in campo, Stati fascisti non avete scampo
la lotta delle donne non si può fermare tutta la vita deve cambiare
licenziamenti, miseria carovita con questo governo facciamola finita -