30/10/17

DA PISA A PALERMO, la solidarietà del collettivo Mala Servanen Jin Occupata - Casa delle Donne che combattono alla precarie assistenti e madri denunciate a Palermo

"Solidarietà alle madri in lotta e precarie assistenti di Palermo! La Mala Servanen Jin è accanto a voi nella lotta per il lavoro e la dignità! Se toccano una toccano tutte!"

La solidarietà delle compagne, lavoratrici, precarie... in lotta a Pisa del Collettivo Mala Servanen Jin Occupata - Casa delle donne che combattono, che abbiamo avuto la  gioia di conoscere all'assemblea nazionale delle donne di NUDM, è per noi una doppia arma per andare avanti nella lotta che stiamo facendo a Palermo in difesa del lavoro e della nostra dignità di vita, contro la violenza dei padroncini, del governo, di questo sistema... NON SARANNO DENUNCE E REPRESSIONE A FERMARCI!


RICAMBIAMO LA SOLIDARIETA' VERSO LE LOTTE CHE ANCHE A PISA STATE FACENDO... VERSO IL 25 NOVEMBRE A ROMA, SE TOCCANO UNA TOCCANO TUTTE!

PRECARIE ASSISTENTI STUDENTI DISABILI COOP SOCIALI E MADRI IN LOTTA SLAI COBAS S.C. PALERMO

29/10/17

27 ottobre sciopero generale Lavoratrici e precarie Slai Cobas s.c. in prima fila in piazza a Palermo contro tutti gli attacchi del governo

27 ottobre sciopero generale

Lavoratrici e precarie Slai Cobas s.c. in prima fila in piazza a Palermo della 
Scuola, sanità, pubblico impiego, servizi assistenziali, giovani disoccupate






VERSO LA PREFETTURA




SERVIZIO DI MEDIANEWS


PIAZZA VERDI 

25/10/17

Dobbiamo far paura - Intervento di una compagna del mfpr all'assemblea nazionale di NUDM a Pisa

Pisa 15 ottobre - La rappresentante del MFPR di Milano, Giovanna, è intervenuta sulla manifestazione del 25 novembre prossimo: "che si faccia il 25 una manifestazione a Roma, che sia combattiva e che esprima tutta la forza e la potenza che lo sciopero delle donne ha permesso di mettere in campo e di rendere evidente. Dobbiamo far paura, questo deve essere lo spirito che deve permettere la costruzione della manifestazione del 25 novembre". Non vogliamo una manifestazione convenzionale, vogliamo che attraversi dei luoghi simbolo, le istituzioni che agiscono la violenza contro le donne, ed è lì che dobbiamo mostrare la capacità di fare paura. Quella capacità che le giovani, le donne hanno espresso all’interno delle mobilitazioni contro il G20 e il G7, che sono luoghi in cui si decidono i nostri destini in termini di più oppressione, repressione e violenza, mostrando una forza, una ribellione irriducibili.
Per collegare le lotte la compagna ha proposto una marcia delle donne a partire dai luoghi di lavoro in cui lo sciopero delle donne è stato praticato e dove le donne sono state represse, anche per dare loro più forza.

All'Assemblea nazionale delle donne di Pisa l'intervento della rappresentante delle precarie Coop Sociali di Palermo: "Arriviamo a Pisa direttamente dalla lotta"

Pisa 14 ottobre - L'intervento al Tavolo lavoro di Giorgia, la rappresentante delle precarie Coop Sociali, organizzate nello Slai Cobas per il s.c.di Palermo, che ha raccontato la lotta che le precarie portano avanti da anni sia come lavoratrici che come donne: "la nostra è lotta di classe intrecciata alla lotta di genere" perchè si combatte in difesa del posto di lavoro ma nello stesso tempo si prende coscienza della necessità di lottare contro la violenza dei padroncini, la violenza del governo, della polizia, di questo Stato, la violenza di questo sistema marcio contro cui "SIAMO INCAZZATE NERE!"


Il senso dello sciopero delle donne. Da una compagna del MFPR al tavolo lavoro dell'assemblea nazionale di NUDM a Pisa

La compagna del Mfpr di Palermo, Donatella, ha ripreso il significato "storico" dello sciopero delle donne, che ha unito tante donne di diverse città, posti di lavoro, realtà: esso è un'arma di fase per porre con forza la questione della condizione di sfruttamento e oppressione delle donne a 360° e va valorizzato, anche in prospettiva.
Le donne, le lavoratrici non lottano un solo giorno, ma lottano sempre e l’arma dello sciopero delle donne deve estendersi, crescere. Unire tante altre realtà in un nuovo sciopero è il problema che molte si sono poste. La compagna ha proposto di organizzare una "marcia delle donne" che tocchi luoghi in cui c'è stato lo sciopero delle donne dell'8 marzo scorso e luoghi emblematici della condizione di sfruttamento e oppressione delle donne - portando su questo l'esperienza nuova fatta dal Mfpr nel sud.


Il “G7 delle pari opportunità" di Taormina - un documento proposta





 
Il 15-16 Novembre a Taormina (Me) si terrà il G7 Pari Opportunità, l’ennesimo banchetto dei 7 Grandi, questa volta in salsa rosa, per decidere per noi e su di noi, all’interno delle solite logiche liberiste maschili e patriarcali. La ministra Maria Elena Boschi parlerà della violenza di genere nel nostro paese come fosse una nuova emergenza, scoppiata questa estate, assieme alle tante altre delle quali hanno bisogno i nostri politici per legittimarsi, con tutti i casi di stupri e femminicidi che hanno riempito la cronaca italiana. Parlerà di una crescita occupazionale femminile, ‘sensibile’, ‘confortante’ nel nostro paese. Parlerà di diritti delle donne e ci dirà che c’è ancora tanto da fare ma che loro, i G7, si stanno muovendo nella giusta direzione. Al suo fianco ci sarà anche Ivanka Trump, visto che nemmeno la Women’s March l’ha convinta che la sua presenza a questo tavolo delle Pari Opportunità è quanto meno grottesca.
Ecco in una immagine quello che sarà il tavolo del “G7 Pari Opportunità”: un summit che vorrebbe essere rassicurante ed invece non può che risultare grottesco ed omertoso sulle discriminazioni che nei cosiddetti grandi sette (paesi) le donne ancora oggi subiscono.
Quello che non dirà a quel tavolo, LO DIREMO NOI, che saremo a Taormina per contestare questo G7 e per autorappresentarci, dal basso, come facciamo ogni giorno. “NOI NON CI SENTIAMO RAPPRESENTATE DA VOI, NOI SIAMO OLTRE LE VOSTRE PARI OPPORTUNITA’”, QUESTO VOGLIAMO URLARE.

La violenza è l’obiezione.
Gli stessi Stati che come un “buoni patriarchi’’ ci raccontano di “pari opportunità” e “diritti delle donne” da elargire, contemporaneamente ci espropriano del diritto di scegliere su tutto quello che riguarda il nostro corpo.
L’obiezione di coscienza in Italia ha raggiunto una media nazionale del 70% e in alcune regioni, come la Sicilia, dove si terrà questo G7, tocca punte del 90%. La legge 194 viene disattesa su tutto il territorio nazionale, una vera e propria violenza di genere capillare e diffusa.
Lo vogliamo ribadire: violenza di genere e di Stato è l’obiezione di coscienza, è la proposta fascista del Piano di Fertilità della Lorenzin, è la permanenza di movimenti antiabortisti davanti ai consultori, è il taglio dei fondi ai centri antiviolenza.
Trattare la violenza di genere come un’emergenza, un’onda improvvisa che si è alzata negli ultimi mesi, così come i media ci raccontano da un’estate, è il limite di una società ancora patriarcale che non vuole fare i conti con se stessa. La violenza di genere è STRUTTURALE, permane nei valori interiorizzati nel privato e nei codici espressi nella dimensione pubblica, mediatica e istituzionale.
La violenza è la mancanza di una educazione all’affettività ed alla consapevolezza
La violenza, oggi, inizia con la diffusione di una cultura sessista sin dalle scuole primarie e dagli asili, e non basta la testimonianza contraria di numerose educatrici e docenti che provano a costruire una educazione all’affettività e alla sessualità, nonostante la panzana dell’educazione gender e la paura diffusa ad arte tra i genitori e nonostante la mancanza di una formazione adeguata delle insegnanti.
Nonostante decenni di politiche di austerità, che hanno massacrato e massacrano il nostro sistema di formazione a tutti i livelli. Bisogna lavorare sulla consapevolezza delle ragazze, servono materiali, contenuti disciplinari e di storia delle donne e del loro processo di liberazione. E’ necessario contrastare l’arretramento del rapporto tra ragazzi e ragazze, che ha le sue basi nelle condizioni di vita e di crisi sociale, ma anche in un immaginario collettivo delle relazioni inquinato dall’ideologia consumista. Con la consapevolezza che, attraverso l’educazione alle differenze, la formazione è probabilmente il più valido strumento di prevenzione e contrasto alla violenza di genere.
La violenza è la comunicazione, sono i processi mediatici, è la militarizzazione securitaria dei territori, è la devastazione ad opera delle grandi opere
In questo contesto i casi di stupro diventano sistematicamente processi mediatici alle donne, alla loro ‘condotta’ di vita, al modo di vestire, e lo stesso accade nei tribunali. Lo vogliamo ribadire: lo stupro non è sesso, è esplicitazione materiale (una delle tante) di un rapporto di potere diffuso nella società. Solo il 7% delle donne denuncia abusi e violenze. Affrontare la questione con piglio da emergenza si tradurrà in nuove politiche securitarie, militarizzazione dei territori, sorveglianza e controllo dei corpi; sempre i nostri

Lo sciopero del 27 ottobre nella sanità a Milano

Alle/i Lavoratrici/ri sia dipendenti che degli appalti -ristorazione, pulizie- dell’Istituto Tumori
Venerdì 27 ottobre Sciopero generale nazionale di tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata. Manifestazione a Milano ore 10 Largo Cairoli
Lo Slai Cobas sc aderisce e invita a partecipare

Scioperiamo tutti contro le politiche del governo Gentiloni/Lorenzin che attaccano le nostre condizioni di lavoro e di vita
Contro le politiche dei tagli che scaricano la Crisi sulle masse popolari, tagli dei posti di lavoro-aumento dei ritmi, al limite dello schiavismo-peggiora l’assistenza-incentiva la guerra tra poveri-aumento di patologie invalidanti
Contro la privatizzazione e degli appalti a perdere, che consegna nelle mani delle cooperative/multinazionali dei farmaci/malaffare la sanità e incentiva la divisione tra lavoratori
Contro il Jobs Act che rende precari tutti i lavoratori
Contro il blocco del contratto nazionale che ha portato i nostri salari a livello da fame, mentre aumentano le spese militari per fare le guerre ai popoli e ai migranti che fuggono dalla devastazione dei governi imperialisti
Contro il decreto Madia che criminalizza/lede la dignità dei lavoratori e lascia mano libera al dispotismo delle Aziende
Contro la “Commercializzazione della salute” della Regione, come le delibere n° 6164 e n° 6551, che cancella il diritto alla cura per i malati cronici; quando sempre più molti malati “rinunciano” alle cure per gli alti costi e i tagli del governo
Contro le continue riforme delle pensioni che costringono i lavoratori a lavorare sino a 67 anni e oltre, in condizioni fisiche e mentali più simili a condizioni da malati che da prestatori di assistenza
Contro i sindacati confederali collusi col governo e padroni
 
E’ ora di dire basta, lottare, organizzarsi
 
Per l’internalizzazione dei servizi
Per l’unità di tutti i lavoratori contro razzismo e guerra tra poveri
Per la Salute e Sicurezza
Per nuove assunzioni
Per un rinnovo del contratto che ci faccia recuperare quanto ci hanno rubato dal 2008 a oggi
Per costruire un coordinamento tra lavoratori, malati e loro familiari, e combattere la logica da fabbrica a cui hanno condotto la sanità
Per un sindacato di classe basato sui COBAS e in mano ai lavoratori

Slai Cobas “INT” per il sindacato di classe cobasint@tiscali.it;

cell. 338-7211377

Domani le mamme coraggio dei Tamburi-Taranto sotto palazzo di città - diciamo basta con gli "arresti domiciliari" di un'intera popolazione!


"Domani, le mamme coraggio dei Tamburi delle scuole Deledda e Vico si faranno sentire sotto al Palazzo del Sindaco er urlare la loro rabbia che il Win day è tutti i giorni. Chi vuole riunirsi non solo dei Tamburi ma tutta la città, E' ORA DI DIRE BASTA. Le mamme coraggio del quartiere Tamburi" (dal loro messaggio)

Lo Slai cobas appoggia la protesta delle "mamme coraggio" e il 27 - giorno di mobilitazione/sciopero nazionale - nel presidio che terrà sempre sotto Palazzo di città con vari settori di lavoratori, precari, donne di Paolo VI, i lavoratori cimiteriali che da mesi lottano perchè dalle parole e piani sulla carta sulle bonifiche si passi ai fatti - continueremo questa battaglia.
I PARCHI MINERALI DEVONO ESSERE SUBITO COPERTI!
Come dicono le mamme dei Tamburi, tutta la città si deve mobilitare.

Solo la lotta forte autorganizzata, l'unità nella lotta tra operai Ilva e masse popolari di Taranto, una lotta prolungata che non si deve fermare a incontri, ma pretendere risultati concreti, è ciò che può cambiare una situazione di attacco alla salute (e al lavoro) sempre più grave!
A Paolo VI, per rispondere e respingere le sceneggiate offensive di Presidenti, si sta cominciando a organizzare un Comitato popolare di lotta, fuori da sindacati confederali e da partiti istituzionali, facciamolo anche ai Tamburi.
*****

Un intero quartiere, i Tamburi, semplicemente non deve vivere (ma anche gli altri quartieri non stanno bene).

22/10/17

DENUNCIATE le precarie Coop Sociali, che di ritorno dall'assemblea nazionale delle donne di PISA (Nudm), hanno ricominciato a lottare a Palermo. NON CI FERMATE!!!

Nessuna criminalizzazione! GLI ILLEGALI SONO DENTRO I PALAZZI!


Le precarie Coop Sociali, di cui una delegazione ha partecipato all'assemblea nazionale delle donne di PISA (Nudm), di nuovo in lotta a Palermo sono denunciate dalla polizia, NON CI FERMATE!!! 

LA LOTTA IN DIFESA DEL LAVORO E DELLA NOSTRA DIGNTA' DI VITA CONTINUA!

Comunicato stampa

Rigettiamo con sdegno gli sporchi tentativi delle istituzioni, in primis la Città Metropolitana di Palermo di criminalizzare le precarie  Assistenti ai disabili e le madri, di nuovo denunciate, questa volta per interruzione di pubblico servizio, che stanno lottando più che legittimamente contro l'attacco pesante ai diritti degli studenti disabili e dei lavoratrici,  sferrato dal palazzo con la svendita del servizi di assistenza.

Tutti i dirigenti della Città Metropolitana sono pienamente responsabili della gravissima interruzione di pubblico servizio da gennaio dell'anno scorso. e per questo precari e e madri  li hanno anche denunciati in questura, pertanto non hanno nessuna legittimità a lanciare accuse contro le precarie  che in una gara pubblica, e ribadiamo pubblica, avevano ieri tutto il diritto di assistere e esprimere il loro dissenso, visto che la gara è assolutamente illegale con l'introduzione dei collaboratori scolastici, fregandosene delle indicazioni ufficiali dell'USR Sicilia che ha dato parere favorevole sul reclutamento dell'intero bacino delle/i Assistenti specializzati. 

Le accuse del Dirigente Currao contro le precarie di questa O.S., lette sui giornali in questi giorni, sono solo vergognose e le rimandiamo al mittente.

Che hanno invece da dire dai palazzi. artefici di licenziamenti illegali e di attacchi alle famiglie, in merito alle precarie assistenti spintonate malamente ieri dai Vigili del Comune di Palermo, di cui una è svenuta a terra??? 

Noi continuiamo a lottare e saremo di nuovo in piazza perchè la difesa del diritto al lavoro e della nostra dignità vita  è necessaria non rinviabile.
DA LUNEDI' SI RICOMINICA E COME ABBIAMO DETTO A PISA ALLE ALTRE DONNE PARTECIPANDO AL TAVOLO LAVORO E RACCONTANDO LA NOSTRA ESPERIENZA DI LAVORATRICI E DI DONNE IN LOTTA  " SIAMO INCAZZATE NERE E NON CI FERMATE!" 

Precarie Assistenti Coop Sociali e Madri in lotta
Slai Cobas per il sindacato di classe

Chi lotta non è mai sola - No al 41 bis per Nadia Lioce!

Dal 7 luglio ad oggi, l’appello per la difesa delle condizioni di vita delle prigioniere politiche - “No al 41 bis per Nadia Lioce” è arrivato a oltre 1890 firme.
Il 24 novembre a L’Aquila, alle ore 10:30, davanti al Tribunale in Via XX Settembre 68, saremo in PRESIDIO per dire “Basta alla violenza di Stato contro le donne - No al 41 bis per Nadia Lioce - Difendiamo le condizioni di vita delle prigioniere rivoluzionarie
E non saremo sole, ci accompagneranno le voci, ma anche i corpi, di quanti hanno sostenuto, ognuno con le sue forme, questa campagna.
L’appuntamento al presidio del 24 novembre a L’Aquila e la campagna stessa, sono stati presentati come mozione all’Assemblea plenaria nazionale di Non Una Di Meno, che si è tenuta a Pisa il 15 ottobre, con circa 500 partecipanti, in massima parte donne. La mozione è stata accolta dall’assemblea con un caloroso applauso e una cinquantina di firme sono state raccolte quel giorno. Molte e molti hanno preso il volantino con l’appello e hanno firmato successivamente su Change.org

Contiamo, per il 24 novembre, di arrivare a oltre 2500 firme, da consegnare a Nadia e alle istituzioni coinvolte, che continuano a nicchiare con vecchi e nuovi “decaloghi” di tortura, convinte di allontanare la paura di cambiare.

Dall'inizio della campagna abbiamo ricevuto centinaia di messaggi di solidarietà. Ma oggi, in vista della giornata globale contro la violenza sulle donne, è proprio a queste che vogliamo dare voce, riportandone alcuni messaggi e scusandoci se, per motivi di spazio, abbiamo dovuto sacrificarne molti:



  • L'art. 13 della Costituzione è tuttora in vigore! “E’ punita ogni violenza fisica e morale sulle  persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”... perché non consentire ad una detenuta di farsi compagnia neanche con i libri è un omicidio di Stato! (Loredana Mezzopane)
  • Firmo perché i compagni che vivono nelle carceri devono essere sostenuti e non dimenticati. Solidale con i prigionieri politici (Rosaria Cordone)
  • Vergognoso. Tortura bella e buona (Catia Tebaldi)
  • 41bis=tortura Il proletariato non si é pentito (lisa seracini)
  • Non è ammissibile che in un paese "Democratico" esistano condizioni di detenzione di questo genere. (Laura Grasso)
  • Perché è giusto.Anche perché sono indignata che ancora nel 2017 l'umanità non abbia progredito, sia fermato l'evoluzione evolutivo lasciando tutto lo spazio alla guerra e alle sue macchine perfette per uccidere! (Gemma Vecchio)
  • NADIA LIOCE  ha  combattuto, e  combatte  per una  società,  che  sia  giusta:  è  una  barbarie,  averla  arrestata, e  tenerla  incarcerata.  Si  provveda  a restituirla,  con  la  massima  immediatezza,  alla  sua  casa e alla  sua  famiglia. (Maria Felicia Crapisi)
  • Dopo 12 anni non basta? Quanto accanimento ancora? Cerchiamo di conservare un briciolo di un'umanità anche per i detenuti politici di casa nostra. (Luigia Bruno)
  • firmo perchè ogni essere umano ha diritto al rispetto  come essere umano (Giovanna Bozzini)
  • Ho fatto anch'io il carcere e ti trattano veramente molto male, le carceri italiane  sono disumane!!! (Marilena Passaro)
  • Non devono più essere I detenuti x la politica in un paese che si dichiara di essere lo stato democratico. (Agnessa Dymsha)
  • Per la regressione anzi per il non sviluppo nei confronti delle donne. Dopo tanti anni ci ritroviamo ancora a dover sentire parlare di donne trattate come "animali" anche se gli animali fanno vita migliore che lo strazio che sta subendo questa donna. Mondo di maschilisti! Che il movimento femminista si faccia valere!!! Disprezzo per le leggi italiane, disprezzo per chi viola i diritti umani (Francesca Bilotta)
  • Il carcere non è mai la soluzione.....ma il problema. (Donatella portas)
  • E' vergognoso, intollerabile il regime carcerario al quale viene sottoposta questa donna (Francesca Montanari)
  • C'e chi ha fatto molto di peggio, e sta nella sua villa in Costa Smeralda. La nostra giustizia fa veramente schifo. (Marcella Fusco)
  • Nn ritengo che sia giusto trattare disumanamente questa donna. (Ada Ronzulli)
  • Perché ha come unico scopo quello  di punire una donna che continua a ribellarsi.(Rosanna Agresta)
  • Pedimos a defesa das condições de vida de Nadia Lioce, a única prisioneira política feminina que sofreu um regime severo de 41-bis por cerca de 12 anos. (Gisela Francisco)
  • per la difesa delle condizioni di vita delle prigioniere politiche (Paola Ferretti)
  • Libertà per tutti i prigionieri rinchiusi nelle carceri imperialiste, al posto suo chi fa femminicidio (laura pellegrinuzzi)
  • il carcere è già privazione della libertà, l'isolamento permanente è tortura. la tortura è un crimine. (lucia bitoun widia)
  • Perché é pura tortura (Eugenia federigi)
  • Firmo perché odio questo sistema (Giovanna Carnevale)
  • Restiamo umani (Teresina Pognant Airassa)
  • perkè il 41 bis è tortura (Daniela Piazza)
  • Concordo per la difesa delle condizioni di vita di Nadia Lioce non è giusto è disumano l'accanimento nei confronti di questa donna (nicoletta frabboni)
  • Non è  giusto giudicare e torturare in certe misure soprattutto se è per il colore politico (marina rissotto)
  • firmo perchè parlarne il più possibile può servire (Italia Deiana)
  • Leggete "Fine pena ora" del Giudice Elvio Fassone. Una sola parola: ILLUMINANTE. No all'ergastolo ostativo, per lei e per chiunque. (Lucia Turin)
  • Perché credo sia giusto! (giusepina ronchi)
  • non condivido il suo modi e idee, ma il trattamento è disumano vergognoso (sandra setti)
  • È ingiusto il trattamento riservato a Nadia Lioce (Cinzia Freguglia)
  • Solidarietà con Nadia e tutti i prigionieri politici! (Nella Nota)
  • No alla tortura del 41 bis (Luisella Consumi)
  • Il 41bis è una aberrazione. (Simona Biffignandi)
  • Tutto ciò é inaccettabile (Carmela Morrone)
  • In nessun Paese che si definisca minimamente civile, puo' essere consentito un trattamento cosi' disumano! (Trincas Gisella)
  • Perché é incredibile  ingiusto (mirna colecchia)
  • She has been punished long enough. She is ready to come home. (Stephanie Cocchia)
  • Perché i detenuti sono persone e hanno diritti (Anna Lisa Pecoriello)
  • Non sopporto che vengano ignorati i diritti primari delle persone.Leggere, studiare, informarsi, a chi può nuocere? Privare le PERSONE di questo diritto é un sopruso, una prevaricazione fine a se stessa. Se la finalità é la rieducazione, il metodo é  ridicolo e sbagliato.Mi dispiace molto per Nadia, penso che ormai ha scontato abbastanza.Ora basta con questo regime carcerario che é solamente vendicativo. (giulia zanasi)
  • Perché siano rispettati i diritti umani (antonella bagni)
  • Qualunque sia il delitto, lo Stato non può comminare pene contrarie al senso di umanità e dignità. Questo regime carcerario è tortura. (Donatella De Grande)
  • Sto firmando perchè dico NO al 41bis per Nadia Lioce. (valeria rizzo)
  • Dopo anni di carcere e isolamento non si può vivere con dignità (Giuseppina Turigliatto)
  • Non condivido il suo percorso ma trovo il trattamento inaccettabile e disumano . (Marina Del vecchio)
  • liberi dall'ergastolo (michela noberasco)
  • Perché non trovo nessun costrutto nell'eccesso di repressione mi sembra un inutile accanimento che in questo caso si esercita su una donna. Sembra una forma di vendetta e la giustizia dovrebbe essere qualcos'altro. (Patricia Tough)
  • No al 41 bis per i prigionieri politici (Pina Di Orazio)
  • Per nadia libera (stefania favoino)

Di seguito la mozione presentata all’Assemblea nazionale di Non Una Di Meno e il video dell’intervento.

Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario AQ

 




MOZIONE ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DI NUDM A PISA (15.10.2017)

Dal 7 luglio 2017 stiamo portando avanti una campagna per la difesa delle condizioni di vita delle prigioniere politiche e per la fine del 41 bis per Nadia Lioce.

Il nostro appello è arrivato sinora a circa 1800 sostenitori. In molti hanno firmato anche dall’estero e tantissime donne hanno risposto all’appello, anche all’interno del movimento NUDM.

Chiediamo a questa assemblea di sostenere questa campagna, di farla propria e di portarla nelle prossime mobilitazioni.

Noi il 25 novembre saremo presenti alla manifestazione contro la violenza sulle donne con uno striscione, per dire anche “basta alla violenza di Stato contro le donne, No al 41 bis per Nadia Lioce”.

Il 24 novembre Nadia sarà di nuovo sotto processo per aver turbato la quiete di un carcere che l’ha sepolta viva, condannandola al silenzio, a una condizione di isolamento totale e perenne, all’inaccettabile sacrificio della dignità umana.

“Disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone e oltraggio a pubblico ufficiale” sono i reati che le si contestano per essersi ribellata, con battiture di protesta, al duro regime di 41 bis, ulteriormente inasprito dal 2011 con le circolari ministeriali che hanno imposto il divieto di ricevere libri e riviste dall’esterno (divieto tuttora in vigore con l’ennesima circolare del Ministro Orlando, altrimenti detta “decalogo per il trattamento dei detenuti in 41 bis”).

Dall’interpellanza parlamentare del Senatore Luigi Manconi, circa l’accanimento repressivo su Nadia Lioce, emerge che in 10 anni il materiale cartaceo conservabile nelle celle della sezione femminile del 41 bis del carcere di L’Aquila, è passato da 30 a 3 riviste, da 20 a 3 quaderni, agli atti giudiziari dell’ultimo anno e a un solo dizionario.

Contro queste limitazioni Nadia si è ribellata e per questo le sono state inflitte ulteriori restrizioni, con isolamento perpetuo, perquisizioni e sottrazioni di ogni oggetto che potesse aiutarla a sopravvivere a questo annichilimento. In soli 3 mesi ha ricevuto una settantina di sanzioni disciplinari, che equivalgono a 2 anni di isolamento.

Tutto questo è tortura bianca, è violenza di Stato contro una donna che continua a resistere alla barbarie di questo sistema, che di “umano” ormai ha solo i DIRITTI VIOLATI.

IL 24 NOVEMBRE A L’AQUILA, ALLE ORE 10:30, ci sarà una nuova udienza e rivolgiamo a TUTTE l’appello di venire al presidio davanti al Tribunale, o a fare iniziative in contemporanea nelle varie città.

ALLA VIGILIA DELLA GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, DIREMO BASTA ANCHE ALLA VIOLENZA DI STATO CONTRO LE DONNE, NO ALLA TORTURA “DEMOCRATICA”, NO AL 41 BIS PER NADIA LIOCE!

Luigia, MFPR-AQ

21/10/17

Sciopero generale del 27 ottobre, il volantino delle lavoratrici Slai Cobas s.c. del Policlinico di Palermo


Noi stiamo con le attrici...

LA STUPIDA - E COMPLICE - CANEA CONTRO LE DONNE CHE HANNO DENUNCIATO IL VIOLENTATORE WEINSTEIN

Le voci, dichiarazioni anche di presunte "femministe" che stanno attaccando le attrici, donne che dopo anni stanno denunciando il porco e potente produttore Harvey Weinstein sono da un lato stupide, non capiscono o non vogliono capire in questo cosa è principale e cosa è ultrasecondario e irrilevante:

e' principale che venga fuori con forza la denuncia, l'attacco a questo produttore che ha usato il suo potere per imporre prestazioni sessuali, per ricattare; che vengano alla luce queste punte di iceberg che sono di tutto un sistema marcio fino in fondo, strutturale nell'imperialismo, che oggi viene simbolicamente (e non tanto simbolicamente) rappresentato, incarnato dal fascio imperialista-razzista-sessista Trump,  e che contribuiscono a mostrare come questo sistema non può essere riformato ma solo rovesciato;

è secondario e irrilevante per la lotta rivoluzionaria delle masse che il coperchio venga scoperchiato in ritardo o da esponenti della stessa classe borghese. Veronica Lario disse parole definitive contro l'"imperatore Berlusconi" nella fase del suo massimo potere, con la denuncia del "ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere", parole che fino ad allora nessuna "seria critica politica", anche di donne della "sinistra" aveva detto e tratto conseguenze. E noi all'epoca raccogliemmo e ci schierammo con la denuncia di Veronica Lario.

Queste voci di presa di distanza, quindi, sono di fatto un aiuto ai porci potenti e nessuna giustificazione può nascondere questo!

Dall'altro lato queste voci "critiche-critiche" verso chi sta denunciando Weinstein (e la denuncia si allarga a macchia d'olio) non solo coprono il sistema che produce questi stupratori seriali, ma fanno l'apologia del potere borghese, della sua ineluttabilità.

Dire che "è sempre stato così", che un "Weinstein era come tanti altri", "che cosa si aspettavano le attrici, se hanno accettato di andare nella sua stanza...", e stupidaggini del genere, (ma le stesse squallide argomentazioni queste signore/signori potrebbero applicarle a tante altre donne che vengono stuprate, uccise: "di che si lamentano...?": che ti aspetti se vai a sballarti in una discoteca? che ti aspetti se chiedi un passaggio in auto, ecc. ecc.), vuol dire lanciare di fatto un messaggio di inevitabilità, eternità di questo sistema imperialista, della sua intoccabilità, proprio nel momento in cui la crisi, che non è solo economica e politica ma anche sovrastrutturale, ne mostra tutto il suo putridume, e la maturità di una rivoluzione proletaria che spazzi via questo sistema e i suoi rappresentanti.

E le donne, i proletari, le proletarie, le masse popolari, i democratici coerenti, rivoluzionari non dovrebbero approfittare del marcio che viene fuori per mostrare l'unica strada necessaria e possibile?

MFPR

Solidarietà a Gina De Angeli, chi lotta non è mai sola!

La solidarietà non si arresta, giù le mani dalla compagna Gina, sempre in prima linea per la difesa dei diritti degli oppressi. Chi lotta non è mai sola e tu non ti sei mai stancata di lottare. Massima solidarietà dalle compagne del MFPR e dello Slai Cobas s. c. AQ.

Il reato di solidarietà punito dalla Giustizia ingiusta.
 
Ogni giorno vengono emanate ordinanze contro chi dà da mangiare ai migranti o si dispensano i Daspo urbano per colpire la marginalità sociale, tutti provvedimenti di immagine che non intaccano le cause del disagio e del cosiddetto degrado, non vanno oltre la intimidazione e la criminalizzazione, anzi sono strumenti repressivi messaggeri di paura verso chi dissente e disobbedisce. E’ ormai sempre più diffuso un reato che non trova traccia nel codice penale, quello della solidarietà verso gli ultimi.
Gina De Angeli, infermiera di Massa-Carrara, è sotto processo a Massa con l’accusa di avere guidato un corteo non autorizzato delle lavoratrici Dussman che alcuni
anni fa lottavano in difesa dei loro posti di lavoro. Sulle lavoratrici, in appalto all’ospedale di Carrara, come sulle colleghe di altri ospedali toscani, stava per cadere la mannaia della spending review con tagli all’appalto e riduzione dei posti di lavoro.
Gina, è stata condannata ad un mese di arresto e multa di € 250

Il reato di solidarietà verso gli ultimi, verso chi subisce soprusi, licenziamenti e ingiustizie è ormai parte integrante di un codice penale non scritto ma alimentato dalle ordinanze dei sindacati e dalla Legge Minniti. Lo abbiamo verificato nel caso dei migranti e dei daspo urbani, lo si vede con estrema chiarezza attraverso i licenziamenti arbitrari che colpiscono i lavoratori scomodi e i codici disciplinari che colpiscono delegati scomodi. Una grande repressione in silenzio si fa strada contro i lavoratori e le lavoratrici, contro chi non intende piu’ subire ingiustizie e disuguaglianze. La nostra solidarietà a Gina De Angelis la cui unica colpa è stata la sensibilità umana e politica verso le lavoratrici in lotta per la tutela dei loro posti

SINDACATO GENERALE DI BASE TOSCANA


Il commento di Gina De Angeli alla sentenza di condanna
Stamattina si è tenuta l'ultima udienza del mio processo, i fatti li conoscete tutti ... la sentenza è stata una condanna a un mese di carcere, 250 euri di multa e il pagamento delle spese processuali. Aspetteremo ora la deposizione della sentenza per leggerla con attenzione, e chiaro che verrà avviato tutto l'iter per il ricorso ... un dato è certo che con questa sentenza si vuole dare un segnale: diffondere paura, rassegnazione, divisione, isolamento e sopratutto abiuria. Sappiamo anche che con le lotte possiamo strappare dei risultati, ma per le lotte si pagano anche dei prezzi. Si tratta perciò di continuare a mantenere sempre alto il livello della mobilitazione, della denuncia del sostegno e della solidarietà, per rendere piu difficili, e dove è possibile, neutralizzare i loro progetti. Non possiamo e non dobbiamo stare fermi di fronte a queste sentenze, continuando ad affermare che non siamo disposti ad abbassare la guardia, a chinare la testa, ma vogliamo continuare con la nostra lotta. Il presidio che si è tenuto stamattina davanti al tribunale è il segno di una mobilitazione che va avanti in questa direzione, e prendo l'occasione per ringraziare compagni e compagne, lavoratori e lavoratrici per la loro solidarietà e sostegno (anche economico), durante le varie udienze che si sono tenute. Per la prossima settimana e in programma un'assemblea (comunicheremo poi giorno, ora e luogo), per discutere insieme come contrastare questa e ogni altra forma di attacco, avendo ben chiaro che la resistenza al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro non è nè accettabile, nè sopportabile dalle controparti.
In questi giorni a seguito di un diverbio con un dirigente mi è stato dato della "bolscevica", credo sia un onore essere paragonato a chi ha, per la prima volta nel mondo, ha sconfitto ogni forma di soppraffazione, di abuso, di violanza, di coercizione e di crimine, indicando al proletariato di tutto il mondo qualè la strada da percorrere. Abbiamo scritto e affermato in passato "che la salute e la sicurezza non si delegano, non si monetizzano e non si subordinano ad alcuna norma, al alcun contratto e ad alcuna legge....", questo per me si traduce nel fatto che non farò mai un passo indietro consapevole che aver difeso i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e la salute sia un mio dovere e un mio compito. Chiudo con una frase di Bertol Brecht "Non dimentichiamo mai: ora non è il momento adatto per vincere, ma per combattere le sconfitte". Un invito a rimboccarsi le maniche ...


19/10/17

Il MFPR risponde all'inchesta del movimento delle donne curde


Il movimento delle donne curde ha lanciato una piccola inchiesta, per poter - dice la rappresentanza internazionale del movimento delle donne curde (IRKWM – International Rapresentation Kurdish Women Movement) - rendere più forti e arricchire le alleanze e la solidarietà con le donne del mondo. Per questo abbiamo formulato alcune domande a cui potete rispondere per portare il vostro contributo a questo lavoro.


Quelle che seguono sono le domande e le risposte del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario

  1. Quali sono gli effetti sulla politica del vostro Paese delle guerre che imperversano oltre i confini del tuo Paese (ad esempio la guerra in Siria, Iraq, eccetera)? Questa situazione ha influenza nella politica interna nel tuo Paese? Se sì, come?
Il nostro paese è sempre più in prima fila, al fianco degli Usa, e insieme agli altri paesi imperialisti europei, nelle guerre in corso. Il ruolo dell'Italia è pertanto fondamentale nella lotta dell'imperialismo contro i popoli.
L'Italia partecipa alle missioni belliche con una politica spinta neocoloniale per difendere e allargare il suoi interessi imperialistici economici, politici, strategici, a tutela dei profitti delle multinazionali italiane in Libia, in Egitto, nord Africa, ecc. con un ruolo di punta dell'ENI.
Questa politica è un danno per la lotta di liberazione dei popoli e per la lotta di autodeterminazione del popolo curdo, perchè l'Italia per i suoi interessi appoggia i regimi più dittatoriali, e tra questi il più “amico” è il regime fascista di Erdogan; pertanto l'intervento dell'imperialismo italiano non potrà mai essere di aiuto alla lotta del popolo curdo, che non può trovare neanche momentaneamente in esso un alleato, perchè l'azione dell'Italia, come dell'imperialismo Usa e degli altri paesi europei, rafforza anche sulla scena internazionale la politica di quei regimi che i popoli combattono.
Questo, d'altra parte, rende impotenti gli imperialisti a combattere l'Isis (prima loro creatura, foraggiata), i suoi attentati terroristici, la “guerra che inevitabilmente torna a casa”.
Per questo noi consideriamo che la solidarietà più utile che possiamo dare alla lotta dei popoli, alla
lotta del popolo curdo, è quella di combattere il nostro imperialismo.

17/10/17

17 ottobre, ore 18 la rivoluzione delle donne kurde a L'Aquila

Da Fuori Genere:

LA RIVOLUZIONE DELLE DONNE CURDE

Hanno imbracciato le armi per difendersi da sole contro l'avanzata dello Stato Islamico e i riflettori si sono accesi su di loro.

Ma le donne del movimento curdo esistono da molto prima della guerra e da anni lottano per la liberazione della donna, elemento imprescindibile per la liberazione della società.

Casematte, martedì 17 alle ore 18 ne parliamo insieme a Silvia, militante della solidarietà con il movimento delle donne curde.

A seguire aperitivo

16/10/17

REPORT DALL'ASSEMBLEA NAZ DELLE DONNE - ultimo giorno


DALLA DELEGAZIONE DEL MFPR 


Ieri assemblea plenaria, con le conclusioni dei Tavoli, le decisioni finali per il 25 novembre e ancora tanti e tanti interventi.

Durante l'assemblea una rappresentante delle donne kurde ha portato il sostegno all'assemblea e alla lotta delle donne in Italia, dicendo: abbiamo lo stesso obiettivo.

Verso le conclusioni, è stata presentata dalla compagna del Mfpr de L'Aquila, Luigia, promotrice della campagna per le prigioniere politiche, per Nadia Lioce, l'appello/mozione a difesa delle condizioni di vita e No al 41bis per Nadia Lioce. 
L'appello è stato accolto con un grosso applauso, come pure l'invito al presidio che si terrà a L'Aquila il 24 novembre in occasione dell'udienza del processo contro Nadia Lioce.
L'appello poi è stato sottoscritto da tante donne e altre invieranno le loro firme on line.


L'assemblea ha lanciato la manifestazione nazionale a Roma per il 25 novembre!
Ma questa volta - come è stato detto dalla gran parte degli interventi nei due giorni - sarà diversa dall'anno scorso, non sarà una passeggiata, un corteo "normale", ma sarà combattiva, esprimendo lo spirito di forza che dallo sciopero delle donne e dalle lotte che ci sono state in questi mesi e dall'assemblea è venuto fuori.
La manifestazione passerà e bloccherà alcuni dei luoghi Istituzionali simbolo della politica oppressiva e di attacco verso le donne, in particolare dal Ministero del Lavoro e dal Ministero degli Interni, del famigerato Minniti.


Unanime è stata la denuncia del carattere sistemico, strutturale della violenza sessuale, frutto di questo sistema capitalista. 
Certo, su come liberarsi di questo sistema capitalista, vi sono diverse posizioni, espressione anche della differente condizione di classe dentro il movimento delle donne, ma  la coscienza che questa violenza è strutturale a questa società, sgombera sempre più il campo da ogni illusione riformista che si possa mettere fine alla violenza sessuale lasciando in piedi il sistema sociale che la genera.

 
Lavoratrici delle coop. sociali di Palermo
e lavoratrici della Sodexo
 Il Tavolo sul lavoro insieme alla piattaforma, ha portato a tutta l'assemblea la proposta di un'inchiesta/autoinchiesta dei luoghi più simbolici dello sfruttamento e oppressione delle lavoratrici, finalizzata a costruire un collegamento, una rete delle realtà e lotte delle lavoratrici; insieme al fatto di andare nelle vertenze più importanti per "toccare con mano" la situazione e dare forza alle donne in lotta. E' quella "marcia delle donne", portata come indicazione dalle lavoratrici del Mfpr, che così comincia a concretizzarsi. 

Forte da vari Tavoli e interventi è venuta la denuncia delle politiche securitarie, le politiche repressive, come dell'azione razzista contro i migranti e le migranti di Minniti, con gli accordi criminali fatti in Libia.
Una proposta su questo che è uscita in assemblea è di fare il 4 novembre iniziative nelle varie città verso le caserme, contro la polizia, i carabinieri - i cui uomini stupratori, violentatori, non sono "mele marce" - ha detto una compagna di Torino - ma parte di un sistema organico fascista, sessista della polizia.
Così come è stata forte e unanime la denuncia dell'azione della Boldrini che proprio vicino al 25 novembre presenterà il piano del governo sulla violenza sessuale, che è di fatto un piano di controllo, di repressione della socialità.
Per questo è uscita dall'assemblea di ieri l'indicazione di una giornata di mobilitazione - intermedia al 25 novembre - contro questo piano del governo. Le compagne romane hanno proposto che questa giornata sia il 17 novembre dato che in questo giorno vi sarà la discussione Stato/regione su questo piano al Dipartimento delle pari opportunità. 
Ma soprattutto, come ha detto qualcuna e noi siamo d'accordo, per contrapporsi alla violenza dello Stato - che impone una sorta di "dittatura della violenza" - è giusta la violenza delle donne.
Una violenza rivoluzionaria, aggiungiamo noi, per rovesciare il sistema del capitale.

Come ha detto nel suo intervento la compagna del Mfpr di Milano, Giovanna, e le lavoratrici di Palermo, questa assemblea ha segnato un passo avanti; da questa assemblea usciamo più forti. E la manifestazione del 25 novembre deve essere espressione di questa forza, che ha trovato nello Sciopero delle donne una prima e grossa manifestazione.
La lotta delle donne deve far paura - come l'ha fatta la radicalità delle donne che sono state ai G7, al G20 dove i padroni del mondo decidono i nostri destini. Noi vogliamo esprimere lo spirito irriducibile delle donne. 
L'elemento che ha segnato la differenza in questa assemblea nazionale è stata la presenza, gli interventi, lo spirito portato direttamente dalle lavoratrici, dalle loro lotte, che uniscono parole e fatti.

Le posizioni si sono meglio espresse e anche delimitate. L'azione da "cappello", imbrigliante di nudm di Roma ha dovuto fare un passo indietro.

ORA ANDIAMO VERSO UN 25 NOVEMBRE FORTE E COMBATTIVO!

15/10/17

NUOVO REPORT DALL'ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE DONNE - da ieri pomeriggio

Dal Tavolo lavoro - il Tavolo più partecipato e più importante.
POMERIGGIO DEL 14 OTTOBRE
 
Vari altri interventi si sono succeduti. Molto buono e molto applaudito quello delle lavoratrici della Sodexo che, nel raccontare la loro lotta, la repressione subita dopo lo sciopero delle donne, hanno detto una questione chiave (ripresa anche da altri interventi):
non bisogna fare solo parole, dobbiamo fare i fatti! E questo anche per la manifestazione del 25 novembre, che non deve essere una "passeggiata", ma un corteo combattivo, "contro", proponendo una tappa al Ministero del Lavoro.
Nello stesso tempo queste compagne hanno posto un problema chiave, di lotta e critica anche nel movimento sindacale, nei sindacati di base: occorre - hanno detto - una nuova forma sindacale che metta in evidenza il protagonismo delle donne.
Questo è importante. Le lavoratrici del Mfpr è da anni che portano avanti questa battaglia; questo fa sì che lo Slai cobas per il sindacato di classe, in cui sindacalmente stiamo e che abbiamo contribuito ad organizzare, sia diverso dagli altri sindacati di base, perchè le donne, lavoratrici, disoccupate, precarie, ne sono il cuore e la forza organizzata, decisionale, determinante nelle posizioni, nelle lotte, nelle concezioni, su cui le lavoratrici fanno una battaglia critica quotidiana ideologica e pratica nell'insieme dei lavoratori, come a volte nel corso delle lotte.
Nella preparazione dei primi scioperi delle donne e in quello dell'8 marzo scorso questo problema è emerso ed è stato un terreno di lotta/critica verso alcuni sindacati di base, dal dirigente dello Slai cobas ufficiale di Pomigliano, all'Usb, al Si,cobas, trovandoci a volte a dover affrontare un'atteggiamento di sottovalutazione della questione anche da parte delle stesse lavoratrici iscritte a questi sindacati di base).


Tornando all'assemblea.

Anche da altri interventi di realtà di lavoratrici sta venendo fuori in questa assemblea nazionale un aspetto che è un passo avanti rispetto alla precedente assemblea nazionale di Roma: questa volta le lavoratrici non sono un "tema" ma sono un soggetto reale, che si prendono in mano il Tavolo sul lavoro.
C'è molto più forte la volontà e necessità di mettersi in collegamento, di fare "rete" tra le realtà in lotta delle lavoratrici.
Non, però, un collegamento virtuale, ma soprattutto reale, da qui le proposte: le femministe devono entrare nei posti di lavoro se le lavoratrici hanno dei problemi; la questione dell'inchiesta nei posti di lavoro delle donne; la proposta da noi portata della "marcia delle donne" - che è il modo concreto per poter fare inchiesta diretta parlando con le lavoratrici, per poter entrare nei luoghi di lavoro, e dare forza alle lavoratrici.

Vari interventi di donne di Torino hanno posto la necessità di una radicalizzazione delle lotte. E' stato detto: sulle varie tematiche, non chiamiamole "campagne" ma lotte.
E hanno raccontato le buone iniziative fatte a Torino, a partire da quella contro il giudice che aveva assolto uno stupratore perchè la donna "non aveva gridato durante la violenza sessuale".

Poi, facendo riferimento agli interventi delle lavoratrici delle cooperative sociali, hanno parlato della necessità di collegamento di queste realtà lavorative; della femminilizzazione del lavoro, riprendendo anche il discorso dell'inchiesta.
Un altro intervento di Torino ha posto con forza la necessità di alzare il tiro nella lotta contro i padroni, che non sono "pezzi di merda" solo perchè ti molestano, ma perchè sono padroni. 


Nel Tavolo e nell'assemblea stanno emergendo, più chiaramente per tutte, che vi è una differenza con le posizioni delle organizzatrici romane di Nudm e quindi che occorre fare una lotta di posizione per far andare avanti la mobilitazione che serve.
Questo si è visto in modo chiaro quando nel pomeriggio sono intervenute le compagne di Roma che nella precedente assemblea nazionale a Roma gestivano l'assemblea. Anche a Pisa, sia pur in una situazione non "in mano loro", hanno cercato di mettere un "cappello", di annacquare lo spirito combattivo che fino ad allora vi era stato nell'assemblea (qui significativa è la denuncia di una compagna di nudm di Pisa che ha detto incazzata che a Roma non si quaglia, si dichiarano obiettivi ma non si fanno le lotte), sia cercando di riportare il dibattito su un confronto freddo e inutile sulle piattaforme fatte a tavolino (reddito di autodeterminazione che dovrebbe "liberare" le donne dal lavoro salariato, dallo sfruttamento (sic!) - welfare state - gender gap, ecc.); sia proponendo una tappa intermedia al 25 novembre, con una campagna/giornata contro le molestie sessuali, che a Roma potrebbe farsi verso il Dipartimento delle pari opportunità, il Ministero del Lavoro, ma in una logica riformista e perdente di "interlocuzione", e col risultato di depotenziare il corteo del 25 novembre che invece tante vogliono che alzi il tiro dello scontro col governo e lo Stato. D'altra parte questa proposta di campagna contro le molestie sessuali porta una visione delle lavoratrici come "vittime".
A questo giustamente ha risposto una compagna di Bologna dicendo che le lavoratrici non sono vittime, ma piuttosto non trovano punti di riferimento, non sanno come uscirne.

Altri interventi sono tornati sullo sciopero delle donne per valorizzarlo e dire che ora non deve essere messo da parte, occorre rifarlo e inserire la questione dello sciopero delle donne in tutte le battaglie che facciamo.
Lo Sciopero delle donne ha messo in campo dei rapporti di forza, non legati solo alla questione lavoro ma a tutti gli aspetti dell'oppressione.
A parte i momenti assembleari molto utili sono i momenti di pausa, per parlare direttamente tra le varie realtà, scambiarsi esperienze di lotte, prendere contatti diretti.
 
(OGGI ASSEMBLEA PLENARIA)


da MFPR