30/09/22

Contro le discriminazioni sul lavoro e per il lavoro delle donne… contro governo e padroni i diritti si conquistano e difendono con la lotta!


Quando si parla di donne e dei loro diritti le parole si sprecano, ma rimangono solo parole mentre tutte le statistiche e le “indagini di mercato” confermano che i fatti dicono il contrario, in questo caso parliamo delle “discriminazioni” che le donne vivono sulla propria pelle nei posti di lavoro o quando cercano un lavoro, e soprattutto quando questo lavoro proprio non ce l’hanno… insomma si tratta di cifre e dati che non possono essere nascosti.

Su ItaliaOggi del 6 settembre, si parla, per esempio, di una indagine dalla quale vengono fuori i “pregiudizi” di chi deve assumere lavoratrici!

L’articolo parla di “confessioni” di chi è addetto alle assunzioni, dichiarando anche perché le donne vengono “scartate”: “Si fa presto a sollecitare la parità di genere nelle assunzioni. Ma il 75% di chi seleziona il personale ammette che sono gli uomini ad avere la precedenza, le donne non vengono prese in considerazione, o scartate, per tre motivi:

il periodo di maternità incide sui costi e sull’organizzazione aziendale,

la gestione della famiglia distrae rispetto agli obiettivi di lavoro, c’è spesso un diverso approccio al lavoro rispetto agli uomini, meno fideistico e meno totalizzante,

- le donne sono meno disposte ad accettare un eventuale trasferimento in un’altra località.”

E ancora: “Queste sono le confessioni raccolte da un sondaggio realizzato da Reverse, società di ricerca di personale, che ha intervistato 60 cacciatori di teste di aziende di varie dimensioni... Nel 40% dei casi le donne non sono previste neppure nella selezione.”

E il “cacciatore di teste” che di business se ne intende rimprovera a modo suo i padroni: “Una maggiore diversificazione delle risorse porta benefici in termini di produttività e raggiungimento degli obiettivi”, dice Alessandro Raguseo, Ceo di Reverse. “Il business ha bisogno di sfruttare tutte le risorse disponibiliescludere un’ampia fascia di donne dal proprio assetto aziendale significa privarsi di un’estesa fonte di ricchezza.

Serve perciò un “aiuto” che alla fine, però, viene sempre richiesto allo Stato che deve sborsare i soldi: “Il tema è ampio e le sfaccettature molteplici, ma un focus sulle agevolazioni messe a disposizione di entrambi i genitori per tutto il ciclo di vita dei figli potrebbe suggerire aiuti alle imprese più cospicui invece che sussidi spot”.

Anche sulla differenza dei salari arriva la conferma: “Solo il 10% degli intervistati dichiara che nella propria azienda non esiste differenza salariale tra uomini e donne. Gli altri [e cioè il 90%, ndr] ammettono che i compensi degli uomini sono più alti, soprattutto nelle posizioni apicali, nelle micro e piccole imprese, nei settori con prevalenza di forza lavoro maschile…”

Come risposta a queste “discriminazioni” che di certo si approfondiranno con il nuovo governo riportiamo parte dell’intervento delle compagne del Mfpr all’assemblea proletaria anticapitalista del 17 settembre al Metropoliz di Roma

“Se sarà una donna fascista come la Meloni alla presidenza del consiglio, sarà una opportunità, perché questo mostrerebbe in modo chiaro che le donne non sono tutte uguali, le donne al potere, le padrone, le ricche, le politicanti sono la faccia più concentrata e feroce del potere capitalista e imperialista.

“C’è un femminismo borghese, un femminismo piccolo borghese e un femminismo proletario, è la classe e non il genere che distingue o unisce le donne e ogni forma di femminismo che non sottolinei questo elemento è parte della dittatura borghese e patriarcale. Sarà la maniera concreta per mostrare che la contraddizione di classe è alla base e che la ribellione, la lotta delle donne proletarie deve essere il cuore e la forza nella lotta rivoluzionaria per un vero cambiamento sociale.

“Poiché l’oppressione delle donne è ‘oppressione senz'altro’, la lotta della maggioranza delle donne oppresse che si pone nella prospettiva di abolire “tutte le oppressioni”, di tutti, anche degli uomini, anche dei lavoratori, per una umanità nuova, è centrale per una nuova società, che chiamiamo socialismo, e deve essere compreso da tutti quanto sia centrale.”

https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/2022/09/la-meloni-capo-del-governo-mostrerebbe.html

29/09/22

28 settembre a Milano - SIAMO FURIOSƏ! Scateniamo la furia delle donne come forza poderosa della rivoluzione!








28 settembre a L'Aquila - Non siamo macchine per la riproduzione, ma donne in lotta per la rivoluzione!


Anche a L’Aquila il MFPR è intervenuto in piazza al sit-in organizzato dalle compagne di Fuori Genere in occasione della giornata mondiale per l'aborto sicuro, per portare la voce delle donne lavoratrici e la solidarietà alle donne iraniane in lotta. Una voce che è stata accolta con entusiasmo dalle ragazze e i ragazzi presenti al presidio, che si è svolto in una piazza centrale e molto frequentata della città.
E’ stato portato il saluto delle lavoratrici, delle donne che lottano in una fase in cui la condizione delle donne/lavoratrici è peggiorata tantissimo, prima con la crisi/pandemia, oggi con la guerra interimperialista. Ma entrambe non sono che lo sbocco inevitabile di questo sistema economico e sociale capitalista che deve essere abbattuto.


I costi di questa sporca guerra della borghesia al servizio del Capitale si ripercuotono doppiamente sulla vita delle donne proletarie, delle operaie, delle lavoratrici.
E non si tratta solo di un attacco economico, che già di per sé è ancora più pesante per le donne in termini di più licenziamenti, precarietà, disoccupazione, ma c'è anche un attacco politico, ideologico che avanza nella tendenza generale al moderno fascismo della borghesia al potere.
Già durante questa campagna elettorale i corpi delle donne sono stati strumentalizzati in modo osceno. Da un lato i democratici, con le loro promesse di diritti e libertà civili in cambio di politiche che continuano a peggiorare le nostre condizioni di vita, dall’altro la destra conservatrice, che esibisce e strumentalizza la violenza sulle donne per portare avanti politiche razziste e rafforzare il controllo sui nostri corpi e sulla nostra sessualità, imponendoci maternità e lavoro di cura in cambio di briciole, spingendoci a lavori ultraprecari, sottopagati, tagliando i servizi scolastici, sanitari, sociali e scaricando sempre più sulle nostre spalle il lavoro di cura e il carovita mentre promette a confindustria sgravi fiscali.
La guerra imperialista poi sta aggravando ulteriormente la condizione delle donne proletarie, sia di quelle dei paesi in guerra, sia di quelle di paesi sul cui territorio la guerra non c'è ancora: si acuisce l'oppressione derivata dal ruolo di "esercito di riserva"; le donne rischiano di diventare sempre più solo macchine per la riproduzione.
Tutto questo avviene all’interno di un'onda nera che si va espandendo, dagli Usa all'Europa, all'Italia.

Non abbiamo certo da aspettare che la Meloni "governi" per sapere che il primo bersaglio, il “nemico principale” del primo governo a guida di una donna al servizio dei padroni, delle classi dominanti e del sistema capitalista e imperialista siano proprio le donne e il diritto di aborto.
Sappiamo bene che le donne non sono tutte uguali, le donne al potere, le padrone, le ricche, le politicanti sono la faccia più concentrata e feroce del potere capitalista e imperialista.
In questa società è la contraddizione di classe che conta più del genere: c'è un femminismo borghese, un femminismo piccolo borghese e un femminismo proletario, è la classe e non il genere che distingue o unisce le donne e ogni forma di femminismo che non sottolinei questo elemento è parte della dittatura borghese e patriarcale.
La borghesia al potere odia il diritto d’aborto perché pone come centrale l’autodeterminazione delle donne, il fatto che una donna può e deve decidere liberamente, perché le donne devono essere incatenate a determinati ruoli funzionali alla conservazione, mantenimento e perpetuazione di questo sistema sociale capitalista. La lotta necessaria contro gli attacchi al diritto d'aborto è "pericolosa" per la borghesia dominante perché essa mette in discussione le basi ideologiche, politiche, materiali di questo sistema capitalista. E ciò vale anche per la questione femminicidi.
In Italia, nonostante la legge 194, molti sono gli ostacoli che si frappongono ad un concreto accesso ad un aborto sicuro, determinati principalmente dall'obiezione di coscienza da parte di medici e personale sanitario, a cui danno man forte le politiche delle amministrazioni di destra (Fdl, Lega), dalle Marche, all'Abruzzo, all'Umbria.
Noi questa legge, la vogliamo proprio cambiare soprattutto in quella norma ipocrita che concede ai medici la facoltà dell'obiezione di coscienza.
In Italia abbiamo una lunga esperienza delle politiche familistiche portate avanti sia dal cosiddetto centrosinistra che dal centrodestra che riaffermano fortemente il ruolo di angelo del focolare delle donne, soprattutto in anni di crisi, il ruolo centrale della famiglia, di puntello di questo sistema sociale.
D'altra parte è chiaro come il partito della Meloni intenda far passare a livello nazionale l'obbligo del seppellimento dei feti, negli anni già approvato in diverse regioni, campagne ideologiche sulla natalità per dare forza-lavoro fresca al capitale e, con un linguaggio che ricorda il nazismo, "per evitare la «sostituzione etnica» degli italiani" (capogruppo Fdi Carlo Ciccioli), quindi, sì bambini ma che siano bianchi..; campagne realizzate a macchia di leopardo per evitare un attacco frontale al diritto d'aborto che, sempre, in Italia ha scatenato una pronta e forte risposta delle donne.
D'altra parte la stessa Meloni in campagna elettorale ha  rivendicato che "Dio, patria, famiglia" non è contro la modernità.
Noi diciamo che questo è moderno fascismo e poichè l’oppressione delle donne è “oppressione senz'altro”, la lotta della maggioranza delle donne oppresse che si pone nella prospettiva di abolire “tutte le oppressioni”, di tutti, anche degli uomini, anche dei lavoratori, per una umanità nuova, è centrale per una nuova società, che chiamiamo socialismo, e per costruirla non esiste che una via , quella rivoluzionaria con le donne in prima fila.


Tutto l’intervento del MFPR è stato accolto con molto entusiasmo, soprattutto nel messaggio finale, dal presidio, che ha ripreso in maniera corale lo slogan finale “non siamo macchine per la riproduzione, ma donne in lotta per la rivoluzione”.

28 settembre - Da Palermo: giù le mani dal diritto di aborto!


Come lavoratrici/precarie in lotta Mfpr siamo intervenute oggi alla manifestazione promossa da Nudm Palermo e altre realtà politiche e sociali


La nostra libertà di scelta non si tocca!



Abbiamo diffuso il volantino in collegamento con le compagne/lavoratrici che scendevano oggi in piazza a Milano, preso e condiviso da diverse donne giovani e meno giovani.
Molto apprezzato è stato il cartello portato in solidarietà con le donne iraniane in lotta.



Un corteo combattivo e determinato che si è concluso dinnanzi al palazzo della Regione a tre giorni dalle elezioni nazionali e regionali ...
Una prima risposta  di lotta  che deve vedere noi donne in prima linea a combattere contro l'onda nera che dagli Usa, Polonia si vuole estendere anche in Italia con la destra fascio-sessista della Meloni/Fdi.


E non sono mancati momenti di contrasto con  alcune donne in merito allo striscione e  volantino " la Meloni è una donna e voi la attaccate?"  a cui le lavoratrici  hanno prontamente ribadito che non è il genere che ci può unire ma la classe di cui si è parte,  la Meloni/Fdi rappresenta la parte più nera della borghesia al potere che sfrutterà e opprimera' ancora di più lavoratori,proletari e in particolare la maggioranza delle donne
Non ci fermate! La nostra doppia lotta nn può che continuare ...

28/09/22

28 settembre - Giornata internazionale per l'aborto sicuro libero e gratuito

  Non una di meno
28 settembre 2022 – FURIOSƏ_RISALE LA MAREA Per l’aborto libero sicuro e gratuito

🔥Cortei e mobilitazioni in tutta Italia... RISALE LA MAREA FUCSIA!
SIAMO FURIOSƏ!



28 settembre | giornata internazionale per l'aborto sicuro:

#moltopiùdi194
🟣ABORTO LIBERO, SICURO E GRATUITO

ℹ Cerca la città più vicina a te!
(Elenco in aggiornamento)

📍 BOLOGNA: https://fb.me/e/DybPUCwGI
📍 BRESCIA: https://www.facebook.com/events/406550148221908/
📍 CAGLIARI: https://www.instagram.com/p/Ciz0vWBsseN/?igshid=MDJmNzVkMjY=
📍 CARPI: https://fb.me/e/2Ygg7utea
📍 CATANIA: https://www.facebook.com/.../a.40968.../1538547493241209/...
📍 CUNEO: https://www.facebook.com/events/610634573996263/
📍 FIRENZE: https://www.facebook.com/events/625874468915503/
📍 GENOVA: https://www.facebook.com/events/461852605907267/
📍 LA SPEZIA: 1 ottobre https://www.facebook.com/events/3513232295628365
📍 LIVORNO: https://www.facebook.com/events/488170059840959/
📍 LUCCA: https://fb.me/e/28mshb9IC
📍 MILANO: https://www.facebook.com/events/496072388617781/
📍 MODENA: convergenza su CARPI il 28 + iniziativa 2 ottobre: https://www.facebook.com/events/437129348517589?ref=newsfeed
 NAPOLI: https://www.facebook.com/events/645830313578023/
📍 PAVIA: https://www.facebook.com/nonunadimenopavia/posts/pfbid02sdu8DsRtGYPrsiE5WRgwHwV8jnRVuZ7PBVdegU1F1QRhTPNZhhjcEC4LTVFgQHjZl
📍 PISA: https://www.facebook.com/events/765362434914476/
📍 PADOVA: https://fb.me/e/25qikV68z
📍 PALERMO: https://www.facebook.com/events/483637360345198
📍 REGGIO CALABRIA: https://www.facebook.com/events/2255012854672011/
📍 REGGIO EMILIA: https://www.facebook.com/events/410233231184715/
📍 ROMA: https://www.facebook.com/events/1800604596938623/
📍 TORINO: Contestazione antiabortisti il 26: https://www.facebook.com/events/1258585134956548/ + Corteo il 28 > https://www.facebook.com/events/426356362897673/
📍 VERONA: Assemblea pubblica il 28 https://fb.me/e/2dyt5RuUn + corteo 01/10 https://fb.me/e/33F443KSW

💥 FURIOSƏ: RISALE LA MAREA
PER L'ABORTO LIBERO SICURO E GRATUITO 💥
📢 Il 28 settembre torniamo nelle piazze di tutta Italia per la giornata internazionale per l'aborto libero, sicuro e gratuito perché in questo scenario politico, tra guerre, crisi economica, climatica e campagna elettorale, i nostri corpi continuano ad essere un campo di battaglia.
‼ Lottare per la libertà di abortire significa per noi poter scegliere sui nostri corpi e sulle nostre vite, e contro tutte le condizioni che ce lo impediscono.
Gli attacchi e le restrizioni all'aborto sono attacchi diretti a donne, persone con capacità gestante, persone migranti e senza reddito. Lo sappiamo che la violenza è più brutale sui corpi di chi vive in una regione in cui il tasso di obiezione è altissimo e non ha un reddito per spostarsi, sui corpi di chi ha un'identità di genere non conforme e sui corpi di scappa dalla guerra.
📛 Siamo furiosə perché in tutto il mondo non è possibile abortire in sicurezza e ciò significa aborti non sicuri per 22 milioni di persone all'anno.
⛔ In Italia la legge 194, che disciplina l'accesso all'aborto, permette l'obiezione di coscienza del personale medico, che nel nostro paese arriva quasi al 70%. I consultori pubblici sono stati progressivamente ridotti, dagli anni 70 ad oggi: sono adesso molto meno di un consultorio ogni 20.000 abitanti. Non si investe sull'educazione sessuale e all'affettività e sulla contraccezione gratuita. Quando decidiamo di abortire, siamo stigmatizzatə e colpevolizzatə e il percorso per accedere all'IVG diventa più difficile. Rivendichiamo con forza che non ci pentiamo di aver abortito e che continueremo a farlo.
⚡ Siamo furiosə perché la nostra libertà di scelta è messa ancora più sotto attacco da venti reazionari che soffiano da Stati Uniti, Ungheria, Polonia, Malta. Anche in Italia assistiamo a un rilancio della triade "Dio, patria e famiglia", declinata nelle forme più sessiste, razziste, omolesbobitransfobiche e abiliste, che impone rigidi ruoli di genere e assegna alle donne il compito della riproduzione e della crescita della nazione bianca, patriarcale e eterossessuale.
⚡ Siamo furiosə perché l'attacco all'aborto si rafforza in un momento di crisi economica e sociale, estremizzata dalle conseguenze di una guerra
 che riduce i salari con l'inflazione, alimenta la crisi energetica, ci impoverisce e ci rende più ricattabili, inasprisce le condizioni della riproduzione sociale alimentando la divisione del lavoro e il suo sfruttamento in chiave sessista e razzista.
🔴 Scendiamo in piazza perché a questa crisi corrisponde un aumento incessante dei femminicidi, degli stupri, della violenza maschile contro le donne e della violenza omolesbobitransfobica, della violenza razzista.
Saremo in piazza tre giorni dopo le elezioni perché non vogliamo un patriarcato conservatore, e neppure un patriarcato democratico, il patriarcato vogliamo abbatterlo!
⚠ La destra conservatrice strumentalizza la violenza sulle donne per portare avanti politiche razziste e vuole rafforzare il controllo sui nostri corpi e sulla nostra sessualità. Ci impone la maternità e il lavoro di cura in cambio di briciole, mentre ci spinge a lavorare sottopagate, promettendo a confindustria sgravi fiscali. I democratici promettono diritti e libertà civili in cambio di politiche che continuano a peggiorare le nostre condizioni di vita.
❌ Vogliamo essere libere di scegliere, e perciò rifiutiamo queste alternative. Vogliamo lottare per mettere fine alla violenza patriarcale, razzista, coloniale, omolesbobitransfobica, abilista e classista che trova nella guerra e nelle sue conseguenze la massima espressione.
Noi ci vogliamo vivə e liberə.
🔻Ci vogliamo vivə e liberə, per questo non possiamo accettare la mancanza di uno stato di welfare
🔻 Ci vogliamo vivə e liberə, per questo vogliamo un reddito di autodeterminazione
🔻Ci vogliamo vivə e liberə, per questo non possiamo accettare la guerra e le sue conseguenze
🔻Ci vogliamo vivə e liberə, per questo vogliamo un permesso di soggiorno senza condizioni
🔻Ci vogliamo vivə e liberə, per questo vogliamo più finanziamenti ai consultori, ai centri antiviolenza, all'educazione sessuale nelle scuole e alla contraccezione gratuita
🔻Ci vogliamo vivə e liberə, per questo vogliamo un aborto libero, sicuro e gratuito
🔻Ci vogliamo vivə e liberə, per questo vogliamo molto di più della 194.
⚧ Vogliamo la libertà di decidere sul nostro corpo, vogliamo che l'attenzione alla vita sia attenzione all'autodeterminazione per tutte le persone.
🩺 Sosteniamo quel personale medico e infermieristico che con tenacia cerca di arginare le difficoltà causate dall’elevato tasso di obiezione. Sosteniamo tutte le persone e le organizzazioni che forniscono informazioni, accesso alle pillole abortive e servizi di assistenza all'aborto. Ci riuniamo in sorellanza da ogni angolo del mondo per imparare, sostenerci a vicenda e lavorare insieme per rivendicare il diritto all'aborto sicuro.
🔥 Per tutto questo è necessario scendere in piazza, perchè siamo furiosə, non ne possiamo più e vogliamo rilanciare un percorso che va verso e oltre il 28 settembre, per costruire insieme una lotta che sia davvero di tuttə e fare risalire insieme la marea.

AMORE E RABBIA
Non una di meno

Aborto - Oggi a Milano la prima risposta delle donne alla vittoria delle elezioni della Meloni e della destra antiabortista

In Italia, nonostante la legge 194, molti sono gli ostacoli che si frappongono ad un concreto accesso ad un aborto sicuro, determinati principalmente dall'obiezione di coscienza da parte di medici e personale sanitario. A cui danno man forte le politiche delle amministrazioni di destra (Fdl, Lega), dalle Marche, all'Abruzzo, all'Umbria.

E come non sentire il vento reazionario che sta avanzando dalla Polonia, Ungheria, Stati uniti, e pure noi, qui in Italia ci aspettiamo il peggio, dopo l'affermazione elettorale di Fratelli d'Italia e della Meloni.


La guerra imperialista poi sta aggravando ulteriormente la condizione delle donne proletarie, sia di quelle dei paesi in guerra, sia di quelle di paesi sul cui territorio la guerra non c'è ancora: si acuisce l'oppressione derivata dal ruolo di "esercito di riserva"; le donne rischiano di diventare sempre più solo macchine per la riproduzione.


Già dalle prime valutazioni dei risultati elettorali sentiamo da commentatori e soprattutto commentatrici che si tratta di una - svolta storica - la prima volta della presidenza del consiglio di una donna.

Noi abbiamo sempre avuto ben chiaro che non basta essere donna per rappresentare automaticamente gli interessi delle donne, anzi le donne al potere, in questa società rappresentano e difendono più strenuamente questo sistema sociale. 


Tra le donne non possono esserci interessi trasversali di classe perché, come sempre abbiamo affermato, in questa società la classe distingue più del genere: c'è un femminismo borghese, un femminismo piccolo borghese e un femminismo proletario, è la classe e non il genere che distingue o unisce le donne e ogni forma di femminismo che non sottolinei questo elemento è parte della dittatura borghese e patriarcale.


Non abbiamo certo da aspettare che la Meloni "governi" perché già in campagna elettorale si è chiaramente espressa sul tema dell'aborto - da sempre l'autodeterminazione delle donne è stata attaccata dalla società borghese, perché allude alla libera scelta delle donne in tutti gli ambiti della loro vita - "non cambierò la legge 194 voglio aiutare le donne a non abortire", facendo riferimento alla prevenzione, e ai soldi - elemosine - date alle donne, non per aiuto economico reale (basti pensare a come vengono trattate donne e bambini: prime ad essere licenziate, lavori ultraprecari, taglio dei servizi, costi di asili, scuole alle stesse, e ora carovita)  ma come ricatto, per non abortire.  


Noi invece la 194, la vogliamo proprio cambiare soprattutto in quella norma ipocrita che concede ai medici la facoltà dell'obiezione di coscienza. Un  punto fondamentale contenuto nella piattaforma per lo sciopero delle donne è proprio l'ABOLIZIONE DELL'OBIEZIONE DI COSCIENZA DEI MEDICI.


In Italia abbiamo una lunga esperienza delle politiche familistiche portate avanti sia dal cosiddetto centrosinistra che dal centrodestra che riaffermano fortemente il ruolo di angelo del focolare delle donne, soprattutto in anni di crisi, il ruolo centrale della famiglia, di puntello di questo sistema sociale.

D'altra parte è chiaro come il partito della Meloni intenda far passare a livello nazionale l'obbligo del seppellimento dei feti, negli anni già approvato in diverse regioni, campagne ideologiche sulla natalità per dare forza-lavoro fresca al capitale e, con un linguaggio che ricorda il nazismo, "per evitare la «sostituzione etnica» degli italiani" (capogruppo Fdi Carlo Ciccioli), quindi, sì bambini ma che siano bianchi..; campagne realizzate a macchia di leopardo per evitare un attacco frontale al diritto d'aborto che, sempre, in Italia ha scatenato una pronta e forte risposta delle donne.

D'altra parte la stessa Meloni in campagna elettorale ha  rivendicato che "Dio, patria, famiglia" non è contro la modernità.


Non abbiamo dubbi che per le donne si annunci un futuro di più povertà, più oppressione, più razzismo. 


Per questo parteciperemo al corteo indetto da NUDM mercoledì 28 settembre  h.18.30  piazza Duca D’Aosta

Nel percorso di lotta abbiamo programmato la presentazione dell'opuscolo: "Diritto d'aborto. Perhé sì"

Vi invitiamo giovedì 20 ottobre al punto libreria militante Metropolis c/o il Coa T28 in via dei Transiti, 28 alle 17.30

 

Contattateci alla mail  mfpr.mi1@gmail.com

26/09/22

Dai compagni iraniani - contro il regime iraniano contro l'imperialismo americano - per informazione solidale e dibattito - dal blog proletari comunisti

Estratti da un comunicato pervenuto da compagni iraniani

23 settembre 2022

L'hijab obbligatorio sta bruciando tra le fiamme della rabbia popolare in decine di città e villaggi, aprendo una via al rovesciamento della Repubblica islamica e alla sepoltura dell'"integrazione di religione e stato". Nel 1979, il decreto obbligatorio sull'hijab di Khomeini fu l'inizio dell'istituzione di un regime fondamentalista islamico onnicomprensivo.  La sepoltura dell'hijab obbligatorio accelera il processo di rovesciamento di questo regime religioso fascista a passi da gigante. L'hijab obbligatorio e la legge della Sharia (l'integrazione di religione e governo) hanno spianato la strada alla Repubblica islamica per calpestare i più ampi diritti fondamentali del popolo in tutti gli aspetti della vita: repressione del dissenso; libertà di pensiero, espressione e stampa; libertà di associazione e partigianeria; repressione delle nazionalità oppresse; repressione di lavoratori, studenti e insegnanti, ecc. L'hijab obbligatorio è il collante della Repubblica islamica, come hanno sottolineato i suoi leader, "mantenerlo è ancora più importante dell'antiamericanismo".

Non va mai dimenticato che il "contributo" degli imperialisti – specialmente degli imperialisti americani – in particolare al consolidamento e alla fortificazione del fondamentalismo islamico in Iran e in tutto il Medio Oriente è stato enorme. Nel 1979, gli Stati Uniti e altre potenze capitaliste imperialiste aprirono all'unanimità la strada ai fondamentalisti islamici per prendere il potere in Iran. A quel tempo, l'imperialismo americano governava la società americana e il mondo nel quadro della sua rivalità antisovietica e delle campagne anticomuniste, che rafforzavano le fondamenta del suo potere all'interno degli Stati Uniti contro gli effetti della rivolta rivoluzionaria degli anni ‘60 e ‘70 e rafforzavano la propria egemonia imperialista in Medio Oriente contro il suo rivale imperialista, l'Unione Sovietica, che indossava ancora la maschera del socialismo. All'interno dell'Iran, l'anticomunismo faceva parte del suo approccio politico contro il vero movimento comunista che stava

25/09/22

A Milano grande manifestazione della comunità iraniana, tante ragazze - presenti le compagne del Mfpr per portare la solidarietà




Presidio molto partecipato, tantissime le giovani​ ragazze della comunità iraniana a Milano in sostegno con le manifestazioni​ di protesta che si stanno tenendo da giorni in Iran dopo l'uccisione di Mahsa Amini/Jhina.
Molte le foto di Mahsa e di tutti i ragazzi che, durante le proteste, sono stati uccisi dalla polizia. Scanditi ininterrottamente slogan contro la dittatura in Iran, per la fine della repubblica islamica, contro​ Khameini​ l'assassino "Uccidiamo chi ha ucciso la nostra sorella".
Nelle foto, nei disegni ed in piazza  lo slogan predominante è stato: donna- vita -libertà.
Parecchi gli interventi in farsi e poi tradotti in italiano, un clima molto determinato e partecipe. 

Uno dei nostri​ "traduttore" ci ha detto che non si è mai verificato in Iran che, nonostante la fortissima repressione, la protesta non si fermi.
"Questo è l'anno del sangue" e la Repubblica islamica deve finire.​
Molte le immagini artistiche che rappresentano donne con lunghissimi capelli.
Non è mancata una performance artistica molto toccante e realistica che rappresentava la "caccia" da parte della "polizia morale" alle donne che come Mahsa portano "male" il velo e che mostrano segni di insofferenza e di ribellione contro un regime particolarmente violento con le donne.

Bruciati dei veli nel corso del sit in e c'è stato anche il taglio di ciocche di capelli  da mandare all'ambasciata iraniana.
Spesso cantata una canzone iraniana che inneggia alla libertà (sinteticamente ci è stato detto)
Ringraziamenti per la nostra solidarietà e soprattutto il nostro tentativo di comprendere i messaggi lanciati dalla piazza.
La lotta contro ogni oppressione è di tutte e tutti.

Mfpr

Seguiranno i filmati ed altre foto

Iran - La rivolta delle donne - Al canto di "Bella ciao"! Migliaia di Masha sono cresciute in Iran

 
 
 
Il video di Bella Ciao con le immagini delle proteste in Iran
 
 
 01:06 01:06
 
 
 
 

https://agi-cdn.thron.com/delivery/public/video/agi/dbffc18d-a368-438d-9d88-5137e995e5b0/5UX4I6A/WEBHD/Il+video+di+Bella+Ciao+con+le

"O tutti insieme o anche da sola / bella ciao bella ciao / ci svegliamo al chiaro di luna / noi che resteremo svegli fino all'indomani / alla fine le nostre mani romperanno / in tutto il mondo la catena dell'oppressione" 

Hai ucciso una Masha, migliaia di Masha sono cresciute in Iran. 

Dal Kurdistan a tutto il mondo siamo tutti Masha

combatti per combattere

Qualunque sia l’ascia che mi hai lanciato 

non era una ferita era un germoglio

Ucciderò, ucciderò colui che ha ucciso mia sorella...