Il 9 marzo a Taranto è cominciato bene. Qui non si parla solo di "sciopero delle donne", si fa, e sono le lavoratrici degli asili - simbolo concreto della condizione di precarietà permanente, di discriminazione, di sfruttamento, di bassi salari, di attacco alla salute, ma anche di ingiustizie, attacco alla dignità delle lavoratrici - che sono con orgoglio in sciopero e in piazza, insieme a loro le lavoratrici delle pulizie delle scuole, le compagne del Mfpr.
Hanno scelto la lotta, perchè l'8 marzo è una giornata nazionale e internazionale di lotta delle donne sempre più sfruttate e oppresse in ogni aspetto della vita; non i balli (scelti da alcune femministe), perchè non c'è niente da festeggiare.
Abbiamo
fatto un presidio in piazza Castello di fronte a quel Comune che parla
delle donne ma nega i diritti più elementari delle donne/lavoratrici nei
propri appalti.
Il presidio è iniziato cacciando le macchine della polizia, dei carabinieri, e quindi gli uomini di queste forze armate: la piazza oggi è nostra, voi dovete andare via!
Poi gli interventi: la nostra storia dell'8 marzo,
che è una data storica delle operaie, delle masse femminili più povere;
una data internazionale che pone la necessità della rivoluzione e del
ruolo in prima fila delle donne, delle lavoratrici in essa, perchè tutta
la vita deve cambiare, e perchè hanno portato all'inizio nell'Unione
sovietica e poi in tutto il mondo con forza il carattere di classe,
rivoluzionario dell'8 marzo ; quindi interventi di denuncia del governo Meloni, delle sue leggi che
vengono presentate a favore delle donne, ma o sono dei grossi bluff
(l'aumento dell'occupazione delle donne, i miseri bonus, invece
soldi/incentivi ai padroni perchè assumano le donne - come se facessero
un favore...); o sono fatte con una logica soltanto repressiva, o di
offesa, doppia violenza verso le donne (come l'ultimo Ddl Bongiorno, per
cui sono le vittime di stupro che devono dimostrare di aver detto No).(senti l'audio)
Quindi l'importanza dell'8 marzo come giornata internazionale, oggi più che mai:
siamo tutte palestinesi! Siamo con le combattenti indiane in lotta
contro l'altro genocidio, contro la popolazione adivasi, siamo con le
donne in Iran massacrate dalle bombe di Trump/Netanyahu, ci sentiamo
fortemente unite con tutte le donne nel mondo che trasformano il loro
immenso dolore, la loro violenta oppressione in lotta rivoluzionaria.
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