Questi sono gli scioperi veri, le iniziative alle fabbriche che servono, che danno il segno di classe alla giornata di lotta delle donne e che dicono che l'8 marzo deve essere soprattutto proletario e... rivoluzionario.
Alla fabbrica Beretta di Trezzo
La riuscita dello sciopero delle donne, alla fine fatto con lo spirito giusto dalle operaie iscritte allo Slai Cobas, è rimasta in forse fino all’ultimo minuto. Ma via via che si discuteva, perchè i dubbi di alcune lo avevano bloccato, per il costo o per l’utilità di scioperare in poche, si sono trasformati nella convinzione a farlo di quasi tutte e nella partecipazione al presidio davanti alla fabbrica.
Il presidio, organizzato a volo, ha valorizzato lo sciopero per le stesse lavoratrici che hanno scioperato e restituito a tutta la fabbrica il carattere ampio dell’8 marzo, della lotta delle donne di cui sentirsi parte, verso cui fare la propria parte anche se minoranza nello stabilimento, e ha detto che la paura dello sciopero per le minacce dei capi, si vince scioperando. Significativa la raccolta di immagini dalle manifestazioni delle donne del mondo condivisa e attaccate sul portone della fabbrica, a segnare che nello sciopero le donne si uniscono e che quindi seppur in poche, non erano sole a portare il giusto messaggio di ribellione. Anche con un ingrandimento della locandina mfpr, diffuso il foglio e l'appello denuncia per la multa CGS.
Lo sciopero è stato portato a tutta la fabbrica e la sua preparazione è diventata nuova occasione per avere altri elementi sulla condizione delle lavoratrici, ferme restando le mille difficoltà a parlare alla portineria.
Le operaie precarie, in maggioranza giovani e immigrate, manifestano apertamente contro il ricatto del posto di lavoro, ma questo ricatto finisce per far accettare tante discriminazioni e maltrattamenti anche da chiunque in fabbrica si senta ‘superiore’ all’operaia dell’agenzia, a partire da certe colleghe più anziane fino a capi capetti e direzione.
Nelle parole delle operaie in sciopero è emersa la condizione di doppia oppressione per le donne che faticano a trovare il lavoro, lavoro che è condizione di autonomia, ‘io sono sola, con i figli se perdo il lavoro come faccio…", "hanno chiuso l’altra fabbrica... io non vorrei... ma se parlo non mi rinnovano il contratto", fino alle molestie di certi capi, baci, carezze, abbracci… di cui qualcuna ha trovato il coraggio di parlare.
Dopo il primo sciopero nella storia di questa fabbrica, quello delle donne del’8 marzo 2022, il 9 marzo 2026 le operaie per la prima volta hanno lottato unite tra fisse e appalto, con Slai Cobas, rompendo la divisione imposta dal padrone e coltivata da Cgli e Cisl.
Alla Montello di Bergamo
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| corteo delle operaie Montello di qualche anno fa |
Qui, quest'anno non c'è stato lo sciopero, ma alle portinerie, è stato diffuso il volantino, il foglio nazionale del Mfpr e portato lo sciopero del 9.
E' stato comunque importante perché abbiamo parlato con un gruppo delle operaie iscritte allo Slai cobas sc e delegate a partire dal significato dello sciopero delle donne proprio per le operaie della Montello, che negli altri anni sono state l'avanguardia di questo sciopero, da cui ripartire per riprendere la lotta sulle condizioni in fabbrica. Vi sarà un incontro specifico per approfondire i contenuti e ripartire con l'azione in fabbrica per unire le operaie, ad esempio sulla questione parità salariale ma anche sul problema degli attacchi razzisti e fascisti del governo.
Questa strada trova gli ostacoli dei sindacati confederali. Ma questo sta insegnando di diffidare di chi usa i lavoratori come pacchetti di tessere; questi sindacalisti sono veramente dannosi alla forza delle operaie, sempre pronti a buttare fango sullo Slai Cobas per propri interessi individuali.
La nostra strada è un'altra e lo abbiamo dimostrato nelle varie battaglie in cui le operaie hanno avuto fiducia, hanno lottato e hanno conquistato dei risultati, come tempo fa il rientro in fabbrica di 17 lavoratrici licenziate.
Per questo, anche se questa volta le operaie della Montello non hanno scioperato, lo "sciopero delle donne" è servito a porre le basi per una nuova ripresa della lotta che ci sarà.


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