Esprimiamo piena solidarietà alle lavoratrici dello Slai Cobas per il sindacato di classe, colpite da una sanzione ingiusta da parte della Commissione di Garanzia sugli Scioperi per aver difeso il diritto costituzionale di sciopero in uno dei momenti più difficili degli ultimi anni, quello della pandemia.
Nel 2020 la Commissione impose un divieto generale di sciopero in occasione dell'8 marzo. Mentre alle lavoratrici era consentito recarsi quotidianamente nei luoghi di lavoro – spesso fianco a fianco e senza adeguate tutele – veniva loro negato il diritto di scioperare, anche in assenza di manifestazioni pubbliche.
La sanzione oggi richiesta – 3.200 euro – può sembrare non enorme , ma pesa in modo significativo sul lavoro e le battaglie una realtà sindacale “piccola”. E soprattutto non colpisce solo una sigla: rappresenta uno dei tanti episodi di restringimento concreto del diritto di sciopero. Sempre più spesso lo strumento delle sanzioni viene utilizzato per intimidire e scoraggiare chi prova ad alzare la testa nei luoghi di lavoro, come dimostrano anche le sanzioni rivolte agli scioperi del 2025 contro il genocidio a Gaza.
Per questo questa vicenda riguarda tutte e tutti noi: difendere chi viene sanzionato per aver scioperato significa difendere il diritto di sciopero di tutte.
Per questo è importante - proprio mentre ci prepariamo allo sciopero transfemminista del prossimo 9 marzo - anche un piccolo contributo per rispondere alla sanzione della “Commissione anti-scioperi”.
Intestato a: SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE
IBAN: IT49W0200815807000011056357
Causale: contributo per sanzione sciopero della CGS

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