08/03/26

Denunciate per aver attaccato nomi di partigiane. Attiviste di ER: “Assurdo il nuovo decreto sicurezza” - Massima solidarietà

Cinque militanti di Extinction Rebellion denunciano di essere state trattenute tre ore dalla polizia per aver incollato dei fogli A3 con acqua e farina. «Ci hanno chiesto persino i numeri di telefono»

«La polizia ci ha fermato per tre ore, identificato e denunciato per aver attaccato dei fogli A3 con acqua e farina. Ci hanno insistentemente chiesto il numero di telefono sostenendo che fosse la procedura»
Le strade della città, le strade di tutti e tutte noi, come veicolo di un messaggio, come mezzo per fare sentire la propria voce. È questo lo spirito che ci ha portato a un gesto simbolico, per richiamare l’attenzione sul ruolo spesso dimenticato delle donne partigiane, per raccontare la storia dei diritti e delle battaglie che hanno costruito la nostra democrazia, in questo momento storico in cui i processi democratici e il coinvolgimento della popolazione diventano essenziali per affrontare le più grandi crisi del nostro tempo, da quella climatica a quella sociale.
Per questo, a tre giorni dall’8 marzo, giornata internazionale dei diritti delle donne, ieri sera in cinque abbiamo attaccato con acqua e farina i nomi di alcune partigiane su cartelli stradali della città di Torino, sostituendo quelli di figure legate a storie di violenza e repressione, come nel quartiere Crocetta, dove via Pietro Toselli è intitolata a un comandante militare impegnato nelle campagne coloniali italiane in Africa Orientale. Un modo semplice per ricordare alcune delle donne che, in Piemonte e a Torino, hanno combattuto per la libertà, la giustizia e la democrazia, per ricordare il loro coraggio e il loro sacrificio. Come quello di Libera e Vera Arduino, quindici e diciannove anni, staffette partigiane, prelevate da casa insieme al padre e fucilate dalla Brigate Nere il 12 marzo del 1945. O l'impegno per l’emancipazione della donna affiancato alla lotta contro il fascismo, come fu per Ada Gobetti e Bianca Guidetti Serra.
Ada Gobetti era infatti comandante partigiana. Con il nome di battaglia “Ulisse”, nei venti mesi di guerra civile partecipò all’organizzazione delle brigate partigiane in Val Germanasca e Val di Susa e fondò i Gruppi di Difesa della Donna. L’impegno sociale e la lotta contro il regime furono anche il filo conduttore dell’impegno di Bianca Guidetti Serra, combattente per la libertà con il nome di battaglia “Nerina”, membro del Partito Comunista Italiano clandestino, e del Cln.
I nomi della partigiane al posto di quelli delle vie: denunciate 5 attiviste di Extinction Rebellion
Rulli da imbianchino, un secchio, acqua e farina e i nomi di queste donne coraggiose stampati su fogli A3 per dare visibilità a un messaggio, hanno però provocato la reazione sproporzionata delle forze di polizia. Attorno alle 23 siamo infatti state fermate per essere identificate. Pur consegnando immediatamente i nostri documenti agli agenti, siamo state trattenute in strada, perquisite e infine rilasciate dopo circa tre ore con una denuncia per “imbrattamento”, nonostante si trattasse di una semplice affissione di fogli di carta con acqua e farina. A una di noi è stata inoltre contestata l’assurda denuncia per “possesso abusivo di armi” semplicemente perché aveva nello zaino un coltellino svizzero da campeggio. Gli agenti inoltre ci hanno chiesto insistentemente il numero di telefono personale che abbiamo rifiutato di dare subendo la minaccia di essere trasferite in Questura. Quella che polizia e Digos definiscono normale prassi è infatti una violazione delle procedure di identificazione stabilite dall’art. 349 del codice di procedura penale.
Quello che abbiamo vissuto ieri è la gestione surreale di un’azione simbolica che voleva affermare che anche oggi serve quello stesso coraggio per difendere il futuro della democrazia. Un’azione terminata con un grave atto di repressione che conferma proprio ciò che volevamo denunciare. Quello che è successo ieri sera è l’ennesima evidenza dello stato del diritto in Italia: ore di fermo illegittimo, perquisizioni e denunce pretestuose per aver ricordato chi ha lottato per la libertà e per la democrazia.
Chiara di Extinction Rebellion

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