17/03/26

Perchè dobbiamo votare NO al referendum - Da una compagna del Mfpr di Milano

Sono lavoratrice della scuola, impegnata nella solidarietà internazionalista, compagna del mfpr. 

Mi esprimo nettamente per il NO e invito a votare NO a questo referendum. Questa decisione parte proprio dall’essere donna: questo governo ha usato continuamente il tema delle donne e delle sue politiche verso le donne per affermare in netto contrasto con la realtà che mai come ora si è ridotta la disoccupazione delle donne, è migliorata in generale la loro condizione. Non ha mai smesso di intervenire da un punto di vista legislativo per affermare che si occupa di tutto ciò che riguarda le donne, interviene in loro difesa, mentre, a partire dal reato di femminicidio come reato autonomo, le leggi che fa hanno come effetto solo più repressione, più oppressione, più controllo, per finire col ddl Bongiorno per cui si cancella il concetto di consenso libero per sostituirlo con quello di dissenso, è la donna che deve dimostrare di aver resistito abbastanza.

Tutte queste leggi promosse da questo governo apparentemente a favore delle donne, sempre a ridosso di date simbolicamente e praticamente importanti quali 25 novembre e l’8 marzo, in realtà servono per far passare, rafforzare nella società una concezione reazionaria, fascista verso le donne, di cui continuamente viene ribaltata la loro narrazione, il loro significato dalla Meloni e dai ministri del suo governo.

Lo si è dimostrato con la repressione in piazza delle donne che dimostravano la loro contrarietà a questi provvedimenti – vedi le mobilitazioni a Roma contro il ddl Bongiorno, ma vedi anche la repressione dell’azione delle giovani di Extincion Rebellion di Torino che intorno all’8 marzo hanno attacchinato i nomi delle partigiane sulle targhe dedicate invece a militari che parteciparono a campagne coloniali.

L’affermazione di Dio-Patria-Famiglia passa anche attraverso la campagna contro la denatalità per chiedere alle donne di fare figli. Le donne sono buone solo per riprodurre la forza lavoro da sfruttare, da mandare alla guerra imperialista e non importa se le donne hanno lavori precari, part time, gap stipendiali importanti, e che in tante sono costrette a licenziarsi per l’assoluta mancanza di asili nido, peggioramento delle condizioni di vita relative alla maternità, al congedo parentale, ecc, e peggioramento delle normative relative al pensionamento. L’emergenza abitativa incide immediatamente sulla possibilità di farli i figli, come per le donne rende difficile potersi rendere autonome quando vogliono rompere una relazione.

I giovani, i migranti, invece che migliorarne le condizioni in termini di lavori decenti, lotta alla povertà, vengono discriminati e criminalizzati e vedono continuamente peggiorare la loro condizione.

Questo attivismo e ribaltamento della verità lo vediamo in ogni ambito dell’azione di governo: nella scuola sia sul versante educazione all’affettività per cui l’assenso alla partecipazione degli studenti deve passare attraverso le decisioni dei genitori, sia sulla revisione dell’ordinamento degli istituti tecnici “con l’obiettivo di aggiornare i curricoli in relazione alla domanda di competenze proveniente dal sistema produttivo nazionale”, cioè rafforzare il disciplinamento della gioventù, educarla ad essere in funzione della forza-lavoro richiesta dal capitale.

La Meloni, il suo governo, affermano che questa Riforma costituzionale risolverà i problemi della giustizia, ma in realtà, è al servizio del rafforzamento di questo governo verso un moderno fascismo, verso un controllo totalizzante su tutti i gangli dello Stato e per avere le mani libere.

In una delle iniziative dei comitati per il NO è stato esposto un cartello con le foto delle 21 donne elette nel 1946 all’Assemblea Costituente italiana, protagoniste della stesura della Costituzione: quell’immagine rappresenta simbolicamente quanto le donne in questo paese hanno dovuto lottare, in primis contro la dittatura fascista.  Ecco oggi occorre dire un netto NO per non permettere che questo governo metta decisamente le mani sulla Costituzione. 

Come parte della necessaria lotta e contrasto al suo agire, andiamo in massa a votare NO ma soprattutto continuiamo a stare nelle strade, nelle piazza come il movimento delle donne ha fatto in questi anni per rispondere a tutti gli attacchi che ci vengono mossi, per contrastare la marcia verso un Moderno fascismo che per le donne porta a un moderno medioevo. Utilizziamo anche il referendum!

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