(dati da Sole 24 Ore e dall'Osservatorio "Rita Levi-Montalcini Svimez-W20")
In Italia il 53,9% delle donne lavora contro il 71,3% degli uomini - ma siamo ad una media nazionale, nel sud questa percentuale arriva alla metà;
43% (4 donne su dieci) non lavora, e non cerca più lavoro; dati del 2024 ci dicono che tra le donne tra i 25 e 34 anni le ragioni familiari rappresentano la prima causa di non lavoro: il 38,4% al sud e il 49,3% al centro-nord; per gli uomini invece i motivi familiari per la non ricerca di lavoro rappresentano solo il 2,5% al sud e il 4,1% al centro-nord. Più chiaro di così su chi pesa la quasi totalità del carico familiare...!
Da quando c'è il governo Meloni le donne che non lavorano per motivi familiari sono cresciute di 270mila, superando i 3 milioni.
Chi lavora è occupata soprattutto in contratti ultraprecari, a termini o a part time - dei 4.238 milioni di contratti part time presenti in Italia, il 74,2% è occupato da donne; nei settori del turismo e della ristorazione il 45,6% sono a contratto part time - fermo restando che spesso questi contratti non corrispondono alle ore effettive di lavoro.
Le donne guadagnano in media circa il 27,7% in meno degli uomini, Nel centro-nord gli uomini percepiscono in media 120 euro al giorno, le donne 88 euro, al sud e isole gli uomini 90 euro le donne 65. E spesso questo divario, oltre che per situazioni, sempre legate alla condizione generale delle donne: assenze per servizi di cura familiare, maternità, ecc., è frutto di aperte discriminazioni da parte di padroni e capi.
Questa differenza salariale incide poi sulle pensioni, le donne percepiscono una pensione che è del 44% più bassa di quella degli uomini - le donne ricevono mediamente 1000 euro al mese contro i 1486 euro degli uomini (dato Inps).
In più sulle pensioni delle donne, la Meloni ha cancellato l'Opzione donna che permetteva alle lavoratrici di lasciare il lavoro anticipatamente, benchè questa anticipazione se la pagavano sempre le lavoratrici con un minor assegno; quando l'abbassamento dell'età pensionabile con pensione al 100% dovrebbe essere normale come riconoscimento del doppio lavoro delle donne.
Andare a trovare il perchè di questa disuguaglianza è come scoprire "l'acqua calda": il 71% del lavoro di cura, non retribuito, è svolto dalle donne. Oltre il 70% delle dimissioni "volontarie" per motivi familiari riguardano le lavoratrici. Nel 2024 quasi 61 mila genitori con figli fino a tre anni hanno lasciato il lavoro: sette su dieci sono donne.
Questa disparità è ancora più inaccettabile anche a fronte del fatto che le donne sono più istruite degli uomini (sono circa il 60% dei laureati), e quindi la loro collocazione in attività lavorative più basse trova le sue motivazioni solo e soltanto nella condizione generale di subordinazione/discriminazione delle donne in questo sistema sociale. La loro istruzione è sprecata, tarpata; viene consumata tra le quattro pareti della casa...
E mentre, a pochi giorni dall'8 marzo la maggioranza parlamentare ha detto NO al congedo paritario, alla proposta di stop dal lavoro di 5 mesi per i padri in occasione della nascita dei figli, che vuol dire chiaramente che dei figli se ne devono occupare sempre e solo le donne; la Meloni, dal suo scranno di donna borghese, arrivata lì per demeriti di politica e azioni fasciste, la Meloni per la cui figlia ha schiere di baby sitter e vario personale che se ne occupa, l'8 marzo, se n'è uscita dicendo che per le pari opportunità "alle donne non servono quote", ma... "devono guadagnarsi sul campo la propria posizione"; la donna deve dimostrare "il suo valore o la sua capacità, la sua competenza... Non aspettate che vi sia concesso... Siate libere".
Ma che fa la Meloni? Sfotte!? Sta dicendo che se le donne sono in condizione inferiore agli uomini come 50/70 anni fa la responsabilità è loro che non si danno da fare...?
Misera donna! Le donne devono eccome darsi da fare... ma per farti la guerra. E te la faranno!

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