06/04/19

Un grande contributo di PAP - Lo sciopero delle donne non si tocca!

UN GROSSISSIMO CONTRIBUTO DELLA CASSA DI RESISTENZA PER I LAVORATORI DI POTERE AL POPOLO ALLO SLAI COBAS SC PER LA SANZIONE DELLA CGS contro l'attacco allo Sciopero delle donne 

Potere al Popolo

PRIMA AZIONE DELLA CASSA DI RESISTENZA PER I LAVORATORI DI POTERE AL POPOLO! ?
Come sapete non abbiamo fondi né grandi possibilità, ma siamo felici di aver scelto di dare il nostro primo contributo alla battaglia di Margherita, che ha ricevuto una multa di 2500 euro per aver indetto lo sciopero dell'8 marzo 2018.

QUI LA SUA STORIA ➡️https://bit.ly/2Vs6UzP
IL TAVOLO LAVORO ➡️https://bit.ly/2FQbvoN

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Alle Compagne e compagni di Pap - dalle lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe

La solidarietà è un'arma che nessuna repressione può spuntare...
Ieri abbiamo ricevuto il vostro grande contributo per la maledetta sanzione fattaci dalla Commissione Garanzia Scioperi per lo sciopero delle donne dell'8 marzo 2018.
E' un enorme boccata di ossigeno.
Abbiamo cercato di fare ricorso al provvedimento ma era inutile, anzi avrebbe aggravato i costi, aggiungendo anche le spese legali, con risultato alla fine sicuramente negativo.
Sappiamo che anche per voi non è certo facile di questi tempi avere soldi, l'attività autofinanziata vuol dire sempre più spesso che le lavoratrici, le compagne devono mettere di "tasca propria". Questo rende ancora più importante e prezioso il vostro sforzo e testimonia che veramente la solidarietà di lotta, di classe è una nostra arma indissolubile, che proprio nei momenti di difficoltà, repressione si vede - diciamo alla borghesia, allo Stato: voi ci volete "tagliare le gambe" ma noi siamo, insieme, più forti!
Questa solidarietà poi vale di più perchè incoraggia la lotta delle donne, in particolare delle lavoratrici, delle proletarie che non hanno certo soldi, ma che nessuna sanzione potrà fermare, e che stanno rispondendo "colpo su colpo".
GRAZIE ANCORA, care compagne e compagni. Sempre a pugno chiuso!

x Le lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe
Margherita Calderazzi  

Di seguito brevemente ricordiamo i fatti.
Ma vogliamo sottolineare come, e non è la prima volta, le compagne e i compagni di Potere al Popolo sono stati i primi a mandare subito comunicati di solidarietà e tra i primi a trasformare questa solidarietà in azione concreta - altri compagni addirittura due dall'estero ci hanno mandato il loro contributo finanziario per cui li ringraziamo ancora tantissimo.

Facciamo appello, in particolare, a tutte le lavoratrici, alle donne, al movimento nudm, alle associazioni di donne, come a tutti i sindacati di base a dare un loro contributo finanziario (anche piccolo) per pagare questa ingiusta sanzione - sarà anche questo un nostro atto politico, di unità, di solidarietà.
Per info su come e dove inviare il contributo, scrivete a slaicobasta@gmail.com
I FATTI
Agli inizi di marzo scorso la  Commissione di Garanzia Scioperi ha notificato  alla coordinatrice dello Slai cobas per il sindacato di classe la sanzione di 2.500 euro per lo sciopero delle donne dell'8 marzo 2018.
Questo provvedimento è scaturito perchè lo Slai cobas per il sindacato di classe non aveva accettato le limitazioni imposte dalla CGS - per cui non essendo passati 5 giorni ma solo 4!! dalle elezioni del 4 marzo, in alcuni settori tutte le lavoratrici non potevano scioperare - perchè quel divieto avrebbe attuato una discriminazione tra le lavoratrici, perchè il diritto di sciopero non può essere soppresso per le elezioni di chi ci sfrutta e ci opprime - e questa volta avevamo più che ragione visto il governo fascio-razzista-sessista che ne è scaturito.
Lo Slai cobas per il sindacato di classe aveva praticato una "disobbedienza civile", ma questa è giustissima quando, e ora sempre di più, si contrappongono gli interessi di partiti borghesi, di una casta che vuole governare contro e attaccare i proletari, le donne, i diritti democratici, agli interessi e alle lotte delle donne.
La CGS nell'audizione di luglio scorso, nel giustificare il provvedimento, parlò di "regole di civiltà”, “rispetto dei cittadini”. Ma quale civiltà c’è in una società e nelle istituzioni che mettono all’ultimo posto la condizione quotidiana delle donne, la violenza sessuale che uccide una donna ogni tre giorni, e in cui le donne sono “cittadini” di serie B?
Di quale “civiltà e leggi” parliamo, quando abbiamo oggi (grazie proprio a quelle elezioni del 4 marzo) un governo fascista/razzista/sessista che mette sotto i piedi gli stessi principi costituzionali, che manda a morte le nostre sorelle migranti, che vuole riprendere l’attacco al diritto d’aborto, al divorzio, ricacciando le donne in un moderno medioevo.

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