22/04/19

CIRCUMVESUVIA-NAPOLI - LA PROCURA RICONOSCE LA VIOLENZA SESSUALE - MA...



Siamo contente che ci sia questa svolta, dopo la vergognose conclusioni del Tribunale del Riesame di Napoli che aveva affermato che la ragazza aveva mentito, che non vi era stata alcuna violenza. 
Noi pensiamo che siano state importanti le mobilitazioni delle donne fatte a Napoli nelle settimane scorse, seguite alla denuncia e appello del Mfpr; senza di esse, l'ennesimo stupro, come succede per tanti altri, sarebbe stato dimenticato e "archiviato". 
Nello stesso tempo anche questa decisione della Procura non può soddisfarci: se non ci fosse stato il "morso", allora non vi era violenza sessuale? Se le donne reagiscono agli stupri "bloccandosi", allora non c'è stupro? E' sempre la donna che si trova sul banco degli inquisiti e che deve portare le "prove" secondo i presunti canoni di reazione della giustizia borghese.
Per questa (in)giustizia la stessa "vulnerabilità" di una donna invece di essere elemento aggravante, diventa elemento di "consenso".
E ancora una volta le donne rischiano di essere violentate due volte.

ORA, OCCORRE CONTINUARE LA MOBILITAZIONE A NAPOLI E LA SOLIDARIETA' NAZIONALE. GLI STUPRATORI DEVONO ESSERE CONDANNATI!

MFPR

NAPOLI: La Procura ricorre in Cassazione contro la scarcerazione dei ventenni accusati

Circumvesuviana: “Ci fu violenza sessuale. La ragazza reagì mordendo uno dei tre"
di Vincenzo Iurillo | 17 Aprile 2019      

"Ci fu violenza sessuale. E i tre presunti stupratori della 24enne di Portici nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano devono tornare in carcere. Lo sostiene la Procura di Napoli nel ricorso in Cassazione. Il ricorso contesta le conclusioni del tribunale del Riesame di Napoli, secondo cui le dichiarazioni della ragazza sono state considerate non attendibili...
La Procura valuta diversamente dal Riesame i video del sistema di videosorveglianza della stazione della Circumvesuviana.Per i pm si vedrebbe uno degli indagati tenere stretta la spalla della ragazza e spingerla nell'ascensore. Non erano segnali di affetto e consensualità, ma di coercizione. Per sottometterla. E usare poi violenza nei suoi confronti".

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