14/01/26

Iran - Come prima: dalla parte della rivolta proletaria e popolare, contro massacri e repressione del regime reazionario iraniano - E le donne sempre in prima fila!

Come tre anni fa, sempre dalla parte della rivolta. 


(da una dichiarazione del Tkp/ml)


(Da ORE 12 Controinformazione rossoperaia) 

La rivolta proletaria e popolare che si sviluppa in Iran non è diretta dalle centrali straniere dell'imperialismo e del sionismo.

Le centrali straniere dell'imperialismo e del sionismo agiscono in Iran, e sicuramente alcune componenti di questa rivolta sono ad esse legate, ma la rivolta proletaria e popolare nasce sulla base di condizioni economiche sempre più difficili, in primis il carovita che colpisce pesantemente le masse iraniane, innanzitutto le masse proletarie e le masse più povere, e le rivendicazioni di democrazia e libertà che la grande massa delle donne e dei giovani e in parte dei settori proletari e popolari richiedono di fronte a un regime reazionario, dittatoriale che sicuramente non è amico del popolo né rappresentante del popolo.

Sosteniamo la rivolta proletaria e popolare, vogliamo che essa raggiunga l'obiettivo del rovesciamento della dittatura reazionaria degli Ayatollah.

Nello stesso tempo siamo ben consapevoli che l'Iran è uno dei paesi messi sotto tiro dall'aggressione sionista già in corso e già sviluppatasi nei mesi passati e in particolare dall'imperialismo americano che non esita a pensare di ripetere in Iran un'operazione di stampo golpista ed interventista come è stata quella al Venezuela. Una parte della sua maggioranza e del suo elettorato reazionario spinge in questa direzione e come in Venezuela ancora più in Iran al centro della questione vi sono l'appropriazione del petrolio e delle risorse energetiche.

Quindi in questo contesto in Iran ci sono proletari e masse che si ribellano al regime ma in una situazione internazionale in cui l'imperialismo americano e il sionismo israeliano puntano a colpire un paese considerato ostile ai loro interessi nell'area mondiale.

In questa contraddizione il punto resta uno: la natura reazionaria del regime iraniano che spara sul suo stesso popolo che protesta non impedisce che l'Iran sia un baluardo antimperialista sia lo strumento necessario alle masse popolari iraniane per respingere l'aggressione imperialista e sionista nei confronti dell'Iran. Ma solo un governo liberato dalla repressione dello Stato reazionario in Iran e unito alle masse proletarie e popolari è l'unica alternativa per rispondere adeguatamente all'aggressione imperialista e sionista.

Quindi in questo senso noi non condividiamo la posizione di tutti coloro che guardando all'azione esterna che svolgono l'imperialismo USA e il sionismo, non si schierano a fianco della rivolta proletaria e popolare in corso in Iran. La nostra posizione è diversa da questa.

Siamo contro ogni intervento dell'imperialismo e del sionismo contro l'Iran.

Siamo perché nelle file proletarie e popolari in cui si sviluppa la rivolta venga realizzata una distinzione tra le forze che combattono il regime iraniano per un Iran democratico e popolare, che secondo noi consiste in uno Stato di nuova democrazia, e le forze reazionarie che al servizio delle potenze imperialiste e del sionismo vogliono rovesciare l'Iran per riportare al potere addirittura il figlio dello Scià, vale a dire la componente più reazionaria e controrivoluzionaria che vi può essere in un paese come l'Iran.

Occorre su questo fare fede sui contenuti e i fatti della mobilitazione operaia e popolare.

Occorre non avere esitazioni nel denunciare i massacri che il regime iraniano sta perpetrando verso gli oppositori, al di là del fatto che sicuramente l'imperialismo amplifica l'azione repressiva del regime - e anche il numero delle vittime può essere gonfiato dalla propaganda imperialista e sionista -, non è assolutamente in discussione che il pugno duro usato dal regime nei confronti degli oppositori colpisce innanzitutto le componenti proletarie e democratiche, le donne, che tutto possono essere considerate ma non certo pedine interne all'Iran dell'imperialismo e del sionismo.

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