Ddl Stupro.
Siamo arrabbiate.
Scateniamo la nostra ribellione !!
Sì, è successo davvero: negli ultimi giorni il Senato ha modificato il disegno di legge sulla violenza sessuale sostituendo il concetto di “consenso libero e attuale” con quello di “dissenso” o “volontà contraria”. È un cambiamento politico e giuridico enorme.
Noi, oggi, non possiamo stare calmi
perché quello che è successo non è un dettaglio, non è un tecnicismo, non è una virgola.
HANNO CANCELLATO IL CONSENSO.
Hanno tolto dal codice penale la parola che protegge la nostra libertà più intima.
E l’hanno fatto con una naturalezza che fa paura, perche' era gia' tutto previsto: quando avevano approvato il consenso sapevano gia' che avrebbero fatto questo passo indietro.
Perché questa scelta non cade dal cielo: è il punto d’arrivo di tre anni in cui questo governo ha costruito un modello di società basato su ordine, disciplina, gerarchia.
Un modello in cui la sicurezza non è la nostra sicurezza, ma la sicurezza dell’autorità.
Un modello in cui la violenza non è un fenomeno strutturale, ma una devianza da punire quando conviene e solo se conviene a loro.
Un modello in cui la libertà delle donne è sempre negoziabile, sempre condizionata, sempre secondaria.
Si sono divertiti a prenderci in giro.
Alla Camera, per un attimo, si era aperta una breccia: il consenso libero, ma ora si dimostra, ancora una volta l'illusorietà del lavoro "comune" governo-opposizione proposto dalla Schlein, che oggi si trova spiazzata e surclassata dal governo
Una frase semplice, limpida, civile.
Una frase che diceva: il tuo corpo è tuo, e senza un sì non si tocca niente.
Una frase che finalmente ci avvicinava all’Europa, al mondo, al presente.
Ma quella breccia è stata subito murata.
Al Senato hanno riscritto tutto.
Hanno sostituito il CONSENSO con il DISSENSO.
Una parola che sembra innocua, ma che è un terremoto.
Perché il consenso mette al centro la libertà.
Il dissenso mette al centro la vittima.
Il consenso chiede all’autore di accertarsi del sì.
Il dissenso chiede alla vittima di dimostrare il no.
Il consenso riconosce la paralisi, la paura, lo shock.
Il dissenso pretende reazioni, resistenze, performance.
È un voler rafforzare il vecchio.
È un voler riaffermare che i giudici nei tribunali analizzino i silenzi, i vestiti, le gambe.
È un ritorno alla concezione che ti chiede di dimostrare che hai sofferto nel modo giusto.
È un ritorno alla logica per cui, se non urli, se non ti divincoli, se non scappi, allora “forse volevi”.
NON SI PUO' ACCETTARE
La violenza non è un film,
la violenza è un corpo che si spegne, che si immobilizza per sopravvivere.
La violenza è gelo, è silenzio.
E cancellare il consenso significa ignorare tutto questo.
Diciamolo chiaramente:
cancellare il consenso è un atto di violenza istituzionale.
È lo Stato che ti dice: la tua libertà non è un diritto, è un’ipotesi.
È lo Stato che ti dice: se vuoi essere creduta, devi dimostrare che hai resistito abbastanza.
È lo Stato che ti dice: la responsabilità non è di chi ti ha fatto del male, ma di come tu hai reagito.
Mi aspetto che scoppi un uragano che abbatta questo governo maledetto che continua a violentare, ad uccidere le donne, si proprio cosi, non parlateci piu' di educazione, di minuti di silenzio per il prossimo femminicidio, per la prossima violenza,
Dobbiamo unirci e gridare e lottare perche' non e' accettabile, non e' possibile subire queste politiche repressive e la loro politica di guerra.
"Se mi violenti lo devo dimostrare che mi sono difesa.
Se mi uccidi mi sbattono sui giornali per vedere se sono stata una "brava ragazza".
Se abortisco mi perseguiti coi pro-life perche' vuoi i miei figli per le tue guerre".
Non c'è piu' tempo, dobbiamo unirci e lottare per cacciarlo questo governo.
MFPR Milano
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