AURORA.....
Il 29 dicembre 2025 Aurora Livoli, 19 anni, è stata trovata morta nel cortile di un palazzo di Milano.
Un uomo con vari precedenti per violenza sessuale è indagato.
Nel frattempo, però, una parte del sistema mediatico ha scelto un’altra strada: raccontare soprattutto Aurora, ma non ciò che le è stato fatto.
C’è un riflesso condizionato in questo Paese: quando una ragazza muore in circostanze violente, la prima cosa che si fa è frugare nella sua vita, non per capirla, ma per un ansia di costruire un alibi culturale.
Aurora non fa eccezione.
Invece di parlare dell’uomo si parla di lei: della sua presunta fragilità, delle sue frasi sui social, del fatto che fosse adottata, dei sui malesseri che l'hanno allontana da casa.
È la solita operazione: trasformare la vittima in un caso clinico, così la violenza sembra meno violenza e più destino.
Così l’aggressore diventa un dettaglio, e la ragazza diventa il problema.
Ma questa non è informazione: è un schifo! E' la solita storia: spostare la colpa, e' un modo per dire, senza dirlo: “Qualcosa in lei non funzionava”.
È un modo per attenuare la responsabilità maschile e amplificare quella femminile, anche da morte.
Aurora non era fragile per obbligo narrativo.
Non era tormentata per comodità editoriale.
Non era un personaggio da romanzo nero.
Era una ragazza normale con i tormenti della sua giovane eta', una giovane donna alla ricerca della sua strada.
Era una cittadina di questo Paese, e lo Stato aveva il dovere di proteggerla da chi aveva già dimostrato di essere pericoloso.
Il punto politico è qui: quando un uomo con precedenti per violenza sessuale è libero di circolare, la "fragilità" - o meglio, la complicità nei femminicidi - non è della vittima. È del sistema.
E quando i media preferiscono analizzare la vita della ragazza invece che la storia giudiziaria dell’indagato, non stanno informando: stanno contribuendo a normalizzare la violenza sulle donne e questo sistema che la alimenta.
Aurora non è morta perché era fragile.
Aurora è morta perché qualcuno l’ha incontrata quella notte.
E tutto ciò che devia da questo è "complicità narrativa" .
Il governo Meloni ha intrapreso politiche che si inseriscono in un sistema sempre più impregnato di patriarcalismo, che rinchiude le donne nello schema Dio/Patria/Famiglia, con conseguenze devastanti sulla nostra vita.
Le politiche di famiglia e di sicurezza hanno limitato la libertà e i diritti delle donne, rafforzando gli stereotipi di genere e riducendo le opportunità di emancipazione.
E' un sistema che perpetua la violenza e la discriminazione contro le donne, anziché proteggerle.
Se vogliamo cambiare qualcosa, dobbiamo smettere di sezionare la vita delle ragazze e iniziare a sezionare le responsabilità delle istituzioni, dei tribunali, delle politiche migratorie, delle misure di sicurezza, dei controlli, delle omissioni, denunciare le bugie e racconti tossici della stampa di regime.
L' unica strada è quella di lottare insieme unite per promuovere un reale e vero cambiamento.
- Intanto sono arrivate le dichiarazioni di ammissione dello stupro e dell’omicidio dello stupratore e assassino di Aurora. Quella dichiarazione, ripresa anche dal suo avvocato, “Ho vegliato su di lei” sembra evocare capacità di pietà umana… -
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