21/01/26

23 coltellate!

Federica è stata uccisa con ventitré coltellate dal marito che non accettava la separazione, che poi con violenza inaudita ha continuato ad infierire sul suo corpo bruciandole il volto, amputandole la gamba sinistra. 

Non è stato un eccesso, non è stato un raptus, ventitré colpi inferti sul corpo di una donna  sono l'ennesima violenza e odio maschile scatenato su una donna, una violenza messa in atto fino al  massacro totale di quella donna quando il controllo sulla sua vita e sul suo corpo  viene messo in discussione.

Federica è stata uccisa perché donna, perché voleva essere libera, perché stava tentando di esserlo, e questo non è tollerato dagli uomini che odiano le donne, ogni coltellata rappresenta una volontà precisa, quella di annientare e di punire le donne che vogliono recidere legami familiari. 

I media continuano a porre la narrazione come l'ennesima tragedia familiare,  parlano di  gelosia del marito disperato ecc., una becera narrazione complice che perpetua la violenza e giustifica di fatto i femminicidi!  

23 coltellate, un altro femminicidio di una catena che non si spezza all'interno di questa società capitalista in cui viviamo, fondata sulla doppia oppressione delle donne, ma nella fase attuale in cui avanza in ogni ambito il moderno fascismo  che influenza inevitabilmente a livello di massa, esso provoca un moderno patriarcalismo con l'odio di uomini che reagiscono quando le donne non vogliono essere sottomesse, quando vogliono rompere i legami.

Scrivevamo in un opuscolo che abbiamo prodotto alcuni anni fa dal titolo 360° ...c’è nel femminicidio contemporaneo e nelle violenze contro le donne qualcosa di nuovo, perché nuova è la libertà che le donne rivendicano, e a cui gli uomini devono abituarsi, e rallegrarsene se ne sono capaci, o rassegnarsi se non altro – e troppo spesso non si abituano né si rassegnano, e se ne vendicano. Non sono uomini all’antica: sono modernissimi uomini antichi, mortificati dalla libertà delle donne, che sentono come il furto della loro libertà...”

E non può bastare l’inasprimento delle pene, di cui il governo Meloni si è vantato con l'introduzione del reato di femminicidio mentre continua dall'alto ogni giorno a spargere un humus maschilista contro la maggioranza delle donne, che si diffonde  in ogni ambito  ideologicamente in primis e poi nelle azioni conseguenti. 

E' sempre più necessario comprendere innanzitutto la fase che  stiamo vivendo, contro la violenza sulle donne, contro i femminicidi significa oggi collegare la lotta contro il moderno patriarcalismo alla lotta contro il moderno fascismo. 



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