Federica è stata uccisa con ventitré coltellate dal marito che non accettava la separazione, che poi con violenza inaudita ha continuato ad infierire sul suo corpo bruciandole il volto, amputandole la gamba sinistra.
Non è stato un eccesso, non è stato un raptus, ventitré colpi inferti sul corpo di una donna sono l'ennesima violenza e odio maschile scatenato su una donna, una violenza messa in atto fino al massacro totale di quella donna quando il controllo sulla sua vita e sul suo corpo viene messo in discussione.
Federica è stata uccisa perché donna, perché voleva essere libera, perché stava tentando di esserlo, e questo non è tollerato dagli uomini che odiano le donne, ogni coltellata rappresenta una volontà precisa, quella di annientare e di punire le donne che vogliono recidere legami familiari.
I media continuano a porre la narrazione come l'ennesima tragedia familiare, parlano di gelosia del marito disperato ecc., una becera narrazione complice che perpetua la violenza e giustifica di fatto i femminicidi!
23 coltellate, un altro femminicidio di una catena che non si spezza all'interno di questa società capitalista in cui viviamo, fondata sulla doppia oppressione delle donne, ma nella fase attuale in cui avanza in ogni ambito il moderno fascismo che influenza inevitabilmente a livello di massa, esso provoca un moderno patriarcalismo con l'odio di uomini che reagiscono quando le donne non vogliono essere sottomesse, quando vogliono rompere i legami.

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