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25/01/09

Appello e saluto di Naukri Saida, all'assemblea del tavolo4 del 24 gennaio

Il messaggio che Saida, una donna originaria del Marocco che vive a Palermo, ha voluto inviare alle donne partecipanti sabato 24 gennaio a Roma all'assemblea del tavolo 4 "lavoro/precarietà/reddito"

Alle lavoratrici, alle precarie, alle immigrate, a tutte le donne riunite il 24 gennaio a Roma

Da ogni donna del mondo, sosteniamo il popolo palestinese e denunciamo l’immane massacro che da Israele terrorista è stato ripetuto per tante volte, il massacro di Sabra, Chatillah, Jenin, Jafa, Haifa e altri villaggi sin dalla I guerra mondiale fino all’ultimo villaggio di Gaza, uno tra i più grandi massacri che l’umanità ha visto in questi mesi.

Cadaveri di madri accanto ai loro bimbi che vegliano inermi, donne ferite, torturate, violentate, spogliate di tutto ma che con coraggio continuano a lottare come parte importante nella resistenza palestinese contro il regime dello Stato israeliano sostenuto dagli Usa e dagli alleati europei che ora dicono di volere mandare le forze dell’ordine, vedi il governo italiano, che ora dicono di bloccare con ogni mezzo il passaggio delle armi, in realtà vogliono ancora bloccare e stringere sempre più in una morsa la popolazione di Gaza per soffocarla.

Faccio a voi questo appello per una causa giusta, la vostra solidarietà ma anche la vostra lotta in Italia contro il governo Berlusconi aumenta il sostegno alla lotta delle donne palestinesi del mondo contro l’imperialismo.

Naukri Saida

21/01/09

24 GENNAIO ROMA - DALLE ORE 9,30 ASSEMBLEA DEL TAVOLO 4 "lavoro/precarietà/reddito"

'Noi la crisi non la paghiamo le doppie catene unite spezziamo'
'tutta la nostra vita deve cambiare'

24 GENNAIO ROMA - DALLE ORE 9,30
ASSEMBLEA DEL TAVOLO 4 "lavoro/precarietà/reddito"

c/o la casa occupata "Lucha y Siesta" v. Lucio Sestio, 10 (per arrivare prendere da Termini la MM linea A e scendere alla fermata Lucio Sestio, sulla tuscolana, la casa occupata si trova sopra la fermata).

Finora hanno confermato la loro presenza collettivi e compagne da Bologna, Trieste, Milano, Roma, Perugia, Palermo, Taranto

Chiediamo a tutte, sia che hanno partecipato nei precedenti incontri/iniziative del Tavolo 4, sia che sono interessate, a partecipare, facciamo un caldo invito alle lavoratrici, delegate che in questi mesi hanno lottato sui posti di lavoro, nelle piazze, ad essere presenti e rivolgiamo un appello particolare alle studentesse universitarie che lottano anche contro una futura vita precaria.

nell'assemblea proponiamo di:

  • fare insieme una valutazione delle iniziative già fatte come Tavolo 4 (intervento nello sciopero del 17 ottobre, nella manifestazione del 22, e in parte nella manifestazione nazionale sulla sicurezza, più altre iniziative fatte a livello locale);
  • cominciare a costruire un manifesto/programma (utilizzando anche le inchieste fatte) da cui venga chiara un'analisi e forte la denuncia complessiva della condizione delle donne, lavoratrici, precarie, attuali e future, ma nello stesso tempo l'affermazione del punto di vista e della necessità della doppia lotta generale delle donne; e da cui possiamo già trarre i punti, le realtà più esemplari e importanti su cui sviluppare iniziative;
  • costruire una mobilitazione autonoma delle donne, lavoratrici, precarie, studentesse, disoccupate, ecc. contro gli attacchi di padroni, governo, ed ultimo Ratzinger;
all'insegna di "tutta la vita deve cambiare"
fino ad uno sciopero al 'femminile'.

Le compagne sono invitate a portare dei contributi scritti e a integrare, ove lo ritengano necessario, l'o.d.g. di cui sopra, ma prima del 24.

Fateci sapere al più presto chi viene (per comunicazioni scrivere a: tavolo4flat@inventati.org )

Un forte saluto e arrivederci al 24

Femminismo, lavoro e crisi globale

Contributo di Giovanna (Emergenza Femminista)
Femminismo Lavoro e Crisi Globale

20/01/09

VIOLENZA E POVERTA' - appello per il 24 gennaio


Cinzia ha 19 anni e un bimbo di 7 mesi
Cinzia è nigeriana e vive a Perugia con suo fratello, che non ce la fa a pagare l’affitto

Cinzia è povera e non ha un lavoro. Per comprare i pannolini al suo bambino “ruba” 10 euro dai soldi che il fratello metteva da parte per le bollette.
Sento le sue grida di aiuto una sera
Lancinanti, sopra la mia finestra
sopra a un bar notoriamente frequentato da fascisti e borghesi benpensanti
tutti bianchi
Per un attimo le loro risate di scherno, i loro commenti xenofobi hanno distolto la mia attenzione da lei
Grida ancora, corro sù
la serratura è rotta, la porta aperta, il bimbo piange nell’altra stanza
lei è stesa per terra e piange
la aiuto a rialzarsi. Suo fratello si giustifica con me, mi dice che lei gli ruba i soldi e lui non riesce a pagare neanche le bollette.
Cinzia va in camera per prendere il bambino e le sue cose. Mi chiede di chiamare la polizia. Esito. Preferisco aspettarla e portarla via di là: il fratello è fuori di sé, prende in mano una scopa e con una furia bestiale ci travolge entrambe e inizia a picchiare selvaggiamente. Mentre cerco di uscire dal mucchio grido fortissimo. Aiuto aiuto. Mi libero, scendo giù, chiamo la polizia…….

Cinzia è ancora viva
mi chiede se posso aiutarla a trovare un lavoro
sono disoccupata
si vergogna di essere povera e molto timidamente mi chiede qualche euro per dar da mangiare al suo bambino perché ha finito il latte
ho solo 25 euro, gliene dò 10
Alla caritas non vuole andare, le darebbero solo un pacco di pasta, non i pannolini o il latte per il suo bambino e poi potrebbero portarglielo via
Dall’assistente sociale non vuole andare, non si fida, teme possano portargli via il bambino
Che fare?
Qui non c’è un centro antiviolenza
Qui non c’è la casa occupata Lucha y Siesta
Qui tutti, dalla polizia alle pari opportunità hanno scaricato le sorti di Cinzia e del suo bambino alla sottoscritta e a qualche altra sfigata amica sua
Cinzia mi ha detto: sono venuta qui per non far crescere mio figlio nella miseria e nella fame, ma se devo star qui a mendicare o a rubare preferisco tornare in Nigeria
Cinzia è sparita con il suo bambino, qualche giorno prima è andato via anche suo fratello

Alla sottoscritta e a qualche altra sfigata amica sua è rimasto solo un gran senso di impotenza
Speriamo di perdere anche quello il 24 gennaio
Speriamo di incontrare tante donne solidali, proletarie immigrate e non con cui poterci confrontare
Da un seme può nascere qualcosa, ma è necessario che tutte diano il loro contributo perché la pianta non avvizzisca
Superiamo pregiudizi e imbarazzanti settarismi e diamole dell’acqua!
Lei ci dà l’aria, lei ci dà la vita
Si chiama lotta e unità

13/01/09

Lettera di Genisardo a sommosse

Care Sommosse
ieri un morto all'Italsider di Trieste ( ex ILVA)
oggi il processo a Margheritta Calderazzi "mandante"delle scritte "Riva assassino"
nell'esprimere tutta la mia affettuosa solidarietà e delle sommosse di TS a Margherità allego l'odg approvato dalla NCDL CGIL di TS .
Alle Sommosse tutte chiedo di fare, nonostante il momento di mobilitazione contro il massacro dei palestinesi, uno sforzo per mantenere la data del 24 gennaio per il tav 4 .
Le condizioni delle lavoratrici, precarie e immigrate peggiorano, la crisi che abbiamo di fronte sarà durissima per tutte Troviamo un momento comune per attrezzarci come sommosse e trovare una voce comune per parlare a tutte le donne
un caldo abbraccio

Geni


ORDINE DEL GIORNO
SU SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO
PRESENTATO IN COMITATO DIRETTIVO
DEL 22 DICEMBRE 2008

Nell'indicare la priorità nella lotta per la sicurezza sui luoghi di lavoro, il Comitato Direttivo provinciale della NCCdl CGIL di Trieste si impegna a contrastare la condotta delle imprese che, di fronte ad infortuni mortali con arroganza e prepotenza limitano o quanto peggio cancellano la libertà di denuncia e di espressione dei lavoratori, tesa ad individuare le gravissime responsabilità delle stesse.
Per queste ragioni il Comitato Direttivo della NCCdL CGIL di Trieste esprime la propria solidarietà alla compagna Margherita Calderazzi, coordinatrice dello SLAI COBAS di Taranto, denunciata dal padrone dell'ILVA di Taranto come “mandante”per una scritta “RIVA ASSASSINO” apparsa sui muri della fabbrica nell'agosto 2006.
La morte di 45 operai, durante la gestione Riva, è inaccettabile.

VOTATO ALL'UNANIMITA'

27/12/08

VERSO L'ASSEMBLEA NAZIONALE DEL TAVOLO 4 DEL 24 GENNAIO

Per rilanciare l'autonomia e il protagonismo organizzativo delle donne nelle lotte.
“Chissà quanto è pesata la paura del futuro e dell’ignoto nelle scelte estreme di B.B. […] e di F. P. una sua collega genovese. Entrambe si sono suicidate nel giro di una decina di giorni. Nessuno osa collegare direttamente i loro gesti con la crisi della compagnia, ma …”
Questo è scritto su repubblica del 12 dicembre 2008, a proposito del “suicidio” delle 2 lavoratrici dell’Alitalia. Un fatto gravissimo, immediatamente silenziato con accuse ai loro colleghi di strumentalizzazione, “antipatriottismo”, disfattismo: “erano psicologicamente istabili, avevano problemi personali” si è detto…

I vostri sporchi affari, le vostre banche, le vostre ristrutturazioni e speculazioni banditesche le hanno uccise! E l’isolamento.

E lo diciamo con convinzione scientifica, perché il personale non è avulso dal politico e vivere è la tendenza naturale di ogni essere vivente. Ciò che spinge una donna o un uomo a togliersi la vita è la percezione di non avere vie di uscita, dell’impossibilità di vivere nel rispetto della propria personalità, senza sogni, senza desideri, senza libertà, senza speranza. Il suicidio in sé non esiste, esiste solo l’omicidio.
“La ragione per cui nella società ci sono persone che vogliono suicidarsi, è che la società si impadronisce delle loro speranze e le distrugge totalmente, con il risultato che esse vengono lasciate completamente senza speranza” (Mao Tse-tung)
  • Questo è quanto è successo all’Alitalia: migliaia di donne e uomini che governo, opposizione e sindacati hanno lasciati soli nella giusta battaglia per il lavoro e per la vita, additandoli come “terroristi “ e “privilegiati”, isolandoli dagli altri lavoratori con ipocriti appelli al “senso di responsabilità” e al “patriottismo”, umiliandoli alla stregua di delinquenti alla consegna delle lettere di cassa integrazione e tutto per favorire un’avventura banditesco – speculativa con la svendita definitiva della ex compagnia di bandiera. Donne e uomini a cui è stato tolto tutto, esseri umani a cui questa società ha distrutto la dignità e di fatto la speranza di vivere, in un contesto in cui l’intero paese è piombato nella crisi economico-finanziaria globale, che si traduce con il caro-vita, con la perdita di valore di acquisto dei salari e con licenziamenti e contratti sempre più precari.
  • Questo è quanto si apprestano a fare governo, opposizione, confindustria e sindacati nel nuovo, pesantissimo attacco alle donne, aumentando l’età pensionabile a 65 anni con il pretesto di applicare una sentenza della Corte di Giustizia Europea riguardante la parità di trattamento tra lavoratori di sesso diverso. Nessuno però si è mai pronunciato su una precedente sentenza della stessa Corte riguardante il riconoscimento dell’anzianità di servizio per le lavoratrici precarie! Questa volta lor signori e signore fanno appello alla “parità” e si beffano spudoratamente della nostra intelligenza. Chissà cosa ne pensano di questa bella trovata le loro “tate” o le loro colf, costrette a lavorare a vita presso questi signori in attesa di riscattarsi con una misera pensione per poter pagare una rata del proprio funerale, o magari di quello di un proprio congiunto che hanno assistito per tutta una vita! Anche qui il ricatto morale (salvare lo Stato sulla pelle delle donne) e la desolidarizzazione per obbligare le lavoratrici a mandar giù il veleno senza troppo obbiettare: la ministra ombra delle pari opportunità Vittoria Franco, propone un’astratta legge di scambio per il lavoro femminile. Quale lavoro potrà mai trovarci la Vittoria Franco aumentando l’età pensionabile delle donne a 65 anni? Forse quello delle becchine nei confronti delle compagne che, come noi, non arriveranno mai all’età pensionabile perché precarie a vita o per il doppio lavoro? Oggi le donne, o per lavori precari o perché vengono per prime licenziate non arrivano neanche ai 60 anni, figurasi ai 65!
  • Questo è quanto sta avvenendo ovunque, nel mondo della scuola e dell’università, della sanità, dei servizi sociali e previdenziali: smantellamento del welfare, privatizzazione dei servizi e dei profitti e socializzazione delle perdite. La funzione di ammortizzatore sociale si abbatte sulla maggioranza delle donne e in maniera ancor più drammatica sulle donne migranti e se ci fosse bisogno di un capro espiatorio da mettere alla gogna per la crisi provocata dai padroni, saranno proprio loro, le donne e le lavoratrici immigrate a pagare per prime e il prezzo più alto. Poco importa sapere che il 50% delle ricchezze in questo paese è controllato dal 10% degli italiani, che la condizione femminile in Italia è la peggiore d’Europa per disoccupazione, salario, iter di carriera, anni di lavoro, pensioni ecc. Si sciacquano la bocca di “parità”, dicono di voler eliminare le “discriminazioni”, ma si guardano bene dall’eliminare la fonte di tutte le discriminazioni, il lavoro domestico, il peso tutto sulle donne della famiglia, del lavoro riproduttivo, dei servizi sociali. Si nasconde miseramente che le donne da sempre lavorano di più, arrivando a fare come minimo 60/65 ore settimanali tra attività sui posti di lavoro e lavoro di cura non pagato.
  • Questo è quanto suggerisce la chiesa e l’intero sistema sociale oscurantista e patriarcale che essa benedice e fomenta, fagocitando le nostre speranze di un futuro migliore, di libertà ed autodeterminazione in una vita terrena, sostituendole con quelle di un paradiso inaccessibile se non a costo della schiavitù. Questo il ricatto e l’ipocrisia dell’appello di questi padroni (anch’essi come gli altri, secolari e temporali) che rimanda al “rispetto per la vita”, che ci vuole “angeli del focolare” al servizio della famiglia tradizionale funzionale al capitale. Una famiglia che ci uccide a tutti i livelli: col doppio lavoro, col suicidio, con il femminicidio in senso stretto.
Basta, siamo stufe dei danni e delle beffe!

Siamo stufe degli imbonitori e di tutti quelli che vorrebbero rappresentarci, senza avere, tra l’altro, alcun titolo per farlo:
siamo sempre più irrapresentabili e insindacalizzabili!

Nel basso ci avete relegate e dal basso ci riorganizziamo: ci difenderemo con la lotta e l’autorganizzazione!

Non ci accontenteremo di 2 carote, vogliamo tutto: questa società è marcia e non può essere riformata, va rovesciata.

A tutti questi signori che vorrebbero mandarci in paradiso e costringerci all’obbedienza con il ricatto e l’ipocrisia rispondiamo che unite vinceremo l’isolamento, venderemo cara la nostra pelle e saranno loro a doversi suicidare, perché noi moriremo in battaglia. Se le bambine buone vanno in paradiso noi saremo cattivissime e andremo dappertutto. Combatteremo su tutti i fronti la nostra doppia rivoluzione, perché la nostra rivoluzione è la marcia di tutti i liberi del mondo!


Invitiamo tutte le donne lavoratrici, precarie, disoccupate, studentesse, migranti, pensionate, casalinghe, all’assemblea nazionale del 24 gennaio 2009 sul Tavolo "Lavoro/precarietà/reddito" della Rete "sommosse", per rilanciare l’autonomia e il protagonismo organizzativo delle donne nelle lotte concrete che già le vedono impegnate a 360° e dare a queste lotte la forza e il vigore della solidarietà di genere e di classe!

Luigia - Perugia sommosprol@gmail.com

Verso il 24 gennaio

Proponiamo che la proposta contenuta in questo appello da parte di delegate dei sindacati di base sia discussa nella assemblea nazionale del 24 gennaio del Tavolo 4 Lavoro-precarietà-reddito, tenendo conto:
  • che l'attacco che parte ora essenzialmente contro le lavoratrici del Pubblico Impiego si estenderebbe a tutte le lavoratrici;
  • che gli attacchi alle condizioni, diritti delle donne negli altri posti di lavoro, nelle fabbriche da parte di padroni, governo, il più delle volte con accordi delle direzioni dei sindacati confederali sono già in atto ed sono pesantissimi, ma in più vengono tenuti nascosti e non hanno neanche la visibilità della stampa;
  • che la risposta da costruire non è solo rivendicativa, ma vogliamo che sia parte della battaglia generale che portiamo avanti: "tutta la vita deve cambiare", e quindi pone la necessità della lotta a 360° gradi e che ogni singola lotta rafforzi la battaglia femminista proletaria rivoluzionaria, su tutta la nostra vita.
Questa lotta vede oggi chiaramente nelle lavoratrici, nelle operaie, nelle ragazze non solo le donne più colpite, ma nello stesso tempo le donne che già in questi mesi stanno scendendo in tantissime in piazza - questo da un lato conferma la necessità dell'assemblea del 24 gennaio del Tavolo, dall'altro richiede che il Tavolo 'lavoro-precarietà-reddito' si riferisca e si leghi a questa realtà della maggioranza delle donne.
Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario

22/12/08

Appello delle delegate CUB, COBAS, SDL intercategoriale

APPELLO PER LA COSTRUZIONE DI UNA MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO IL DILAGANTE ATTACCO AI DIRITTI DELLE DONNE

E' di questi giorni un nuovo pesantissimo attacco contro le donne, in particolare alle lavoratrici del pubblico impiego, da parte di questo governo ben rappresentato dal ministro Brunetta. Con il pretesto di dare corso ad una sentenza della Corte di Giustizia Europea riguardante la parità di trattamento economico tra lavoratori di sesso diverso, il Governo intende aumentare di nuovo l'età pensionabile portandola a 65 anni per le lavoratrici della Pubblica Amministrazione con il coinvolgimento immediato delle lavoratrici di tutto il mondo del lavoro;
Né questo né i Governi precedenti , si sono preoccupati di applicare un'altra sentenza della Corte riguardante i riconoscimento dell'anzianità di servizio per le lavoratrici precarie.
Tutto è utilizzato per tentare di cancellare i diritti, cominciando da uno dei settori più deboli di questa società: le lavoratrici che ormai suppliscono completamente alle funzioni di uno stato sociale cancellato dalle forze politiche di ambedue gli schieramenti, divenute, di volta in volta, maggioranze di Governo.
Sono infatti le donne che pagano il prezzo più alto in termini di salario, di disoccupazione, di precariato e di qualità della vita, fra tagli di servizi indispensabili (scuola e sanità), aumenti di carichi di lavoro dentro e fuori le mura domestiche ed il dilagare della violenza sul proprio corpo, scelte e libertà.
E' tempo che le lavoratrici riprendano nelle proprie mani l'iniziativa contro questo nuovo e gravissimo attacco alle condizioni di lavoro e di vita delle donne, per una battaglia che metta al centro la riconquista di tutti i diritti e non permetta di barattare, con l'aumento dell'età pensionabile di altre donne, la mancanza di servizi sociali (vedi l'aberrante proposta dei radicali).
NOI DELEGATE, ELETTE RSU E MILITANTI DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DI BASE,FACCIAMO APPELLO A TUTTE LE DONNE, AI COLLETTIVI FEMMINISTI, AI MOVIMENTI, PERCHÈ SI AVVII LA COSTRUZIONE DI UNA MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO QUESTO ULTERIORE ATTACCO CHE IMPORRÀ ALLE DONNE DI PAGARE PER PRIME IL PREZZO PIÙ ALTO DELLA CRISI ECONOMICA CHE INVESTE TUTTO IL MONDO DEL LAVORO E LA SOCIETÀ NELLA SUA COMPLESSITÀ.
Le donne delle organizzazioni di base: Paola Palmieri - CUB,Anna Grazia Stammati - COBAS, Elena Casagrande - SDL intercategoriale

20/12/08

24 GENNAIO: ASSEMBLEA DEL TAVOLO "LAVORO/PRECARIETA'/REDDITO"


Alle delegate, lavoratrici della Fiom


Care compagne, ci siamo viste ultimamente a Roma alla manifestazione del 22
novembre e già allora accennai che il 24 gennaio avremmo tenuto una nuova assemblea del Tavolo "Lavoro/precarietà/reddito" della Rete "sommosse", a cui sarebbe importante una vostra partecipazione.

Abbiamo letto e apprezzato il lavoro fatto dalla Fiom di inchiesta tra le operaie - anche noi a Taranto, Melfi, Palermo, e altri collettivi, in particolare a Roma, abbiamo realizzato delle inchieste locali sulla condizione delle operaie Fiat, delle ditte di pulizie, dei servizi, delle lavoratrici precarie.

Noi vorremmo proporre e discutere con voi il 24 gennaio la possibilità di realizzare un convegno pubblico in cui prendendo a base la vostra inchiesta, venga con chiarezza e forza posta la vera condizione delle lavoratrici che tocca le condizioni di lavoro ma anche l'intera vita delle donne; a partire da questo potremo discutere, decidere forme di mobilitazione specifica.
Pensiamo ad un convegno costruito dal basso, in ogni città e posto di lavoro in cui siamo o possiamo arrivare, in cui protagoniste nella sua preparazione e realizzazione, siano prima di tutto le lavoratrici, le delegate, le ragazze future precarie.
Pensiamo che questa iniziativa sia anche una giusta risposta ai piani di peggioramento in corso da parte del governo, come l'ultima grave uscita di Brunetta sull'aumento delle pensioni alle donne, che nasconde il doppio sfruttamento delle donne, con tutto quello che comporta anche in termini di salute, invecchiamento.

L'assemblea del 24 gennaio dovrebbe durare dal mattino ore 9,30 fino alla 17 massimo 18, per il luogo presto ve lo comunicheremo, se Napoli (come era stato deciso a settembre) o Roma - se è meglio per le realtà delle partecipanti.

Aspettando una vostra risposta al più presto, vi mandiamo un caloroso saluto

Margherita Calderazzi Taranto
per il Tavolo 4 "lavoro/precarietà/reddito"

per contattarci: mfpr@fastwebnet.it - sommosprol@gmail.com