Noi donne del MFPR ieri siamo state tutto il giorno in presidio al
Tribunale, scontrandoci anche con l'avvocato di uno degli stupratori
Carnevale e attaccando pubblicamente lo stesso stupratore che si è
dovuto far difendere da poliziotti e carabinieri.
E' vergognosa
l'assoluzione di uno degli imputati, Massimo Carnevale, proprio
quello che aveva tentato di far spostare il processo e
recentemente il suo legale ha denunciato le esponenti del MFPR per
le loro iniziative sotto il tribunale (per cui è tuttora in corso
un'inchiesta).
Rispetto alle
sentenze di condanne, per gli altri due stupratori, pur valutando
positivamente che il giudice abbia dato più anni di quelli chiesti
dal PM, come sempre anche queste condanne risultano assolutamente
inadeguate, sproporzionate, gridano "ingiustizia!" rispetto alla
distruzione di una vita che lo stupro provoca e ha provocato nel
caso di Carmela fino alla morte.
La
Magistratura in tutti questi lunghi anni ha mostrato ampiamente la
sua funzione di rotella della società borghese, maschilista, di
classe, basata su un'ingiustizia sistemica, in particolare quando
si tratta di stupri, violenze, uccisioni contro le donne; una
magistratura che fa essa stessa violenza, che fa passare le donne,
ragazzine da vittime a "provocatrici di stupro", che anche quando
cerca di fare un processo normale, tratta questi gravi reati
contro le donne, che "uccidono" sia fisicamente che moralmente, al
pari di un processo per lesioni...
Nello stesso
tempo, le responsabilità del suicidio di Carmela sono da ricercare
anche nelle Istituzioni (forze dell'ordine, tribunale dei minori,
servizi sociali, comunità); come abbiamo denunciato fin
dall'inizio: "Carmela, stuprata dagli uomini, uccisa dallo Stato".
Queste Istituzioni invece di aiutarla l'hanno colpevolizzata,
strappata alla famiglia e rinchiusa in una casa famiglia dove
veniva imbottita di psicofarmaci. In questo senso questa vicenda
resta esemplare e la necessaria lotta contro le Istituzioni,
contro questo Stato, non si può "archiviare" con la fine di un
processo.
Resta il fatto
bello, positivo la battaglia fatta per Carmela, resta e va avanti
la nostra lotta per intrecciare la battaglia contro stupri e
femminicidi alla lotta contro l'insieme delle oppressioni, doppio
sfruttamento, discriminazioni, condizioni di vita che le donne a
Taranto e dovunque subiscono.
Senza questa
battaglia, portata avanti ininterrottamente - purtroppo nel
silenzio, nell'indifferenza, al massimo nella "pietas" intorno -
Carmela sarebbe "scomparsa". E INVECE CONTINUA E CONTINUERA' A
VIVERE!
Movimento
femminista proletario rivoluzionario - Taranto
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