26/02/25

Ucraina - Contro tutti gli imperialismi, contro Zelensky, con la popolazione ucraina per la resistenza - L'intervento del Mfpr

Oggi, con le recenti azioni dell'imperialismo Usa, con la Presidenza Trump, e dell'imperialismo russo con Putin, che parlano di pace, fine della guerra in Ucraina, ma per preparare un'altra più grande guerra, si conferma la giustezza della nostra posizione presa dall'inizio della guerra in Ucraina: contro ogni imperialismo, contro il governo pieno di nazisti di Zelensky, per una resistenza popolare. Oggi più che mai necessaria.
Per questo riportiamo ampi pezzi dell'intervento fatto dal Mfpr in una assemblea nazionale "Donne/Lavoratrici".
Questo intervento, come altri, è contenuto nel Dossier che si può richiedere a mfpr.nazgmail.com
*****
"...Abbiamo visto subito, appena è scoppiata questa guerra con l’invasione da parte della Russia dell’Ucraina, che immediatamente si è posto il problema delle donne, in maniera volutamente strumentale...
Era necessario far sentire invece l’effettiva voce delle donne, dicendo subito che questa era una guerra che non ci apparteneva, che è una guerra in cui non possiamo e non vogliamo essere chiamate a schierarci con l’una o con l’altra delle parti in causa... Il discorso “non in nostro nome!” vale a maggior ragione proprio di fronte a una guerra che alla popolazione Ucraina, alle donne ucraine provoca morti, distruzioni, immani sacrifici, mentre produce profitti per chi la fa, da un lato la Russia con l’invasione, dall’altro gli Stati Uniti, la Nato, che hanno acceso la scintilla e i nostri governi europei che dando le armi alimentano questa guerra...
La prima questione che abbiamo detto è che questa è una guerra loro. E’ una guerra inter imperialista, che può dare avvio ad una guerra mondiale: in cui da un lato c’è la Russia, che è a tutti gli effetti un paese imperialista, purtroppo nei decenni passati, da più di 60 anni, è totalmente cambiata la situazione, la Russia da paese socialista con la restaurazione capitalista è stato trasformato in potenza imperialista, e Putin rappresenta una sorta di nuovo zarismo imperialista; quindi l’invasione da parte della Russia è un invasione da parte di un paese che vuole difendere il proprio potere/controllo a livello internazionale.
Dall’altra parte chi ha dato la scintilla a questa guerra e chi la sta alimentando, sono gli altri paesi imperialisti, in primis gli Stati Uniti con la Nato che ha usato anche la richiesta dell’Ucraina di entrare nella Nato per avvicinarsi in maniera di sfida ai confini della Russia. In questo è chiaro che la guerra non può finire, perché non c’è solo l’Ucraina, ci sono gli altri paesi confinanti che la Nato e gli Usa vogliono che entrino nel loro raggio d’azione.
La guerra è continuamente alimentata dalla GB e dai paesi imperialisti europei con l’invio delle armi, in cui, ma non è una meraviglia per noi, il governo Italiano è in prima fila...
Quindi la prima questione e che noi come buona parte del popolo ucraino, ma anche le masse proletarie russe, non abbiamo nessun interesse né è a stare da una parte né a stare dall’altra. Anzi, abbiamo interesse a fermare questa guerra inter imperialista; ma senza che fermare l’invasione russa debba voler dire “andare dalla padella alla brace”, cioè passare dall’imperialismo russo nelle braccia degli Stati Uniti, con tutto quello che sappiamo e sanno anche gli altri popoli della barbarie, atrocità dell’imperialismo Usa.
In questo senso noi abbiamo anche denunciato che lo stesso governo ucraino non può essere il governo che rappresenta gli interessi, i bisogni della popolazione ucraina, delle donne ucraine, ecc.
In particolare delle donne. Non ci dimentichiamo che il governo Zelensky aveva già imbarbarito la vita delle donne, prima di questo conflitto bellico. Da fonti ucraine emerge che le violenze sessuali, le violenze domestiche erano aumentate in questi ultimi anni per il facile accesso alle armi e per i traumi creati dai conflitti che già c’erano, in particolare in alcune regioni, come nel Donbass. Zelensky non aveva voluto firmare la convenzione di Istanbul, ecc.
Tanto per capire che politica porta avanti Zelensky rispetto alle donne. Donne che chiaramente, noi lo sappiamo bene, già prima erano costrette ad andare via dall’Ucraina per un’altra “guerra”, la guerra alle condizioni di vita che hanno portato tante di loro a venire a lavorare nei nostri paesi.
Quindi quando si dice, anche in alcune manifestazioni, “Noi siamo con la resistenza Ucraina”, noi dobbiamo dire, “Un momento, quale resistenza?”. Noi saremmo contente se le donne che sono fuggite per salvare la loro vita e quella dei figli, tornassero in massa in Ucraina, ma non per sostenere la resistenza che viene fatta dall’esercito ucraino, un esercito pienamente nazista, ma per un’altra resistenza. Cioè una resistenza che possa essere effettivamente in mano ai lavoratori, agli operai, che sono tanti in Ucraina, che possa essere in mano alle donne, in cui le donne non siano costrette solo a subire o solo a fuggire, ma siano, come in parte è stato nel momento alto della nostra Resistenza antifascista e antinazista in Italia, protagoniste di questa resistenza...
La "resistenza" in corso, l’invio di armi che viene fatto dai nostri governi, serve solo per alimentare questa guerra, per prolungarla, perché sono armi usate dal governo Zelensky, usate da un esercito che chiaramente difende gli interessi sia del governo ucraino che dell’imperialismo Usa e occidentale, che sono interessi di una nuova ripartizione del mondo, per impossessarsi delle fonti energetiche, per una nuova spartizione delle materie prime. Tutte cose che per loro significano profitti, per i lavoratori, per gli operai, per le donne ancor di più significano solo nuovi sacrifici, morte, sofferenze.
E allora noi diciamo: “Quale resistenza?”, “Per quale scopo?”. Se non è per una nuova società, per un’effettiva indipendenza dall’imperialismo, non è quella che serve, non è nell’interesse delle popolazioni dei proletari Ucraini, di una pace vera...
quando ci sono le guerre imperialiste, gli eserciti dei paesi imperialisti, dei governi al loro servizio, per la logica che portano avanti, che è una logica fascista, una logica di supremazia, portano con sé inevitabilmente l’orrenda realtà degli stupri, l’orrenda realtà di torture anche sessuali. Questo l’abbiamo visto in passato, in altre guerre. Le donne in questo senso subiscono in maniera veramente odiosa anche questi aspetti della guerra.
Ma per noi, lo abbiamo detto anche in altre occasioni, il problema è che dobbiamo asciugare le lacrime e usare la nostra rabbia, il nostro odio, per essere in prima fila nella lotta contro la loro guerra..."

La Mozione su cui abbiamo raccolto firme, sui luoghi di lavoro e nei quartieri

DONNE CONTRO LA GUERRA INTER IMPERIALISTA IN UCRAINA
Noi donne condanniamo questa guerra scatenata solo per difendere e allargare gli interessi imperialisti della Russia del neo zarista Putin da un lato e il dominio imperialista di Usa/Nato dall’altro. Siamo contro questa guerra per il profitto dei padroni del mondo, per l’accaparramento delle fonti energetiche, materie prime, controllo bellico dei territori.
Noi donne siamo al fianco delle donne, delle masse popolari ucraine sotto le bombe o in fuga con i loro figli, o che vedono i loro uomini andare a combattere e morire per invasori e predoni imperialisti.
Le guerre imperialiste per le donne significano sempre lutti, violenze fasciste, stupri degli eserciti, sciacallaggi, distruzione delle nostre vite.
Le donne Ucraine non possono dimenticare che il governo neonazista di Zelensky aveva già imbarbarito la loro vita. Le violenze sessuali e domestiche sono aumentate anche per il facile accesso alle armi e i traumi creati dal conflitto armato tra il governo ucraino sostenuto dagli Usa e le regioni separatiste appoggiate dalla Russia, nelle zone lungo la linea di contatto le donne continuano a subire violenza sessuale da parte dei militari. Zelensky non ha voluto firmare la convenzione di Istanbul; le donne sono iper discriminate sul lavoro, costrette ad emigrare per venire a lavorare nei paesi europei, tante in Italia, o a vendere i loro corpi al turismo di lusso.
Ogni arma, ogni soldato per questa guerra inter imperialista per le donne significa più violenza, più oppressione, non certo difesa e liberazione.
Noi siamo solidali con le donne, le masse che fuggono dalla guerra. Siamo per l’accoglienza e l’assistenza dei profughi, ma non ci stiamo ad un uso ipocrita delle sofferenze delle donne per la propaganda della guerra; nè alla logica di “due pesi e due misure” contro le altre immigrate/i.
Noi dobbiamo essere dure e feroci contro queste ipocrisie, accompagnate anche da razzismo! Né vogliamo sentire tutta questa ipocrisia sulla difesa della “libertà” delle donne, quando la libertà di vivere, di lavorare, la libertà di non essere uccise vengono ogni giorno negate, calpestate in Italia, come in ogni paese del mondo.
Per questo noi donne NON CI STIAMO!
Le guerre e i profitti sono loro, i morti, le distruzioni sono nostre.
Denunciamo le decisioni dei paesi imperialisti europei, del governo Draghi di mandare soldati, soldi, mezzi militari, armi al governo ucraino a sostegno degli interessi Usa/Nato e dei propri padroni italiani, chiedendo a noi “sacrifici”. Il miglior sostegno che possiamo dare alle donne e al popolo ucraino è lottare contro il nostro paese imperialista.
Noi donne non vogliamo essere “vittime” o oggetto di lamenti ipocriti da parte di governi, Stati imperialisti, che hanno calpestato prima le nostre vite per la pandemia e ora vogliono scaricare su di noi i costi e gli orrori della loro guerra.
Noi donne vogliamo essere in prima fila anche in questa lotta, portando il nostro grido:
Combattiamo, unite siamo una forza!

Nessun commento: