08/03/14

Dal collettivo anillo de fuego anche oggi in piazza a palermo


Da tempo, e soprattutto negli ultimi anni, assistiamo ad un attacco sempre più violento nei confronti dei diritti delle donne conquistati negli anni con la lotta; recentemente assistiamo però soprattutto ad un attacco frontale e malcelato alla libertà della donna di autodeterminarsi e di decidere del proprio corpo e della propria sessualità.

L'1 Febbraio siamo scese in piazza in solidarietà alle donne spagnole che da mesi lottano contro la proposta di legge del partito popolare conservatore di Rajoy che, oltre a riaffermare l’obiezione di coscienza per tutto il personale medico, introduce drastiche limitazioni alla possibilità di interrompere la gravidanza, riportando l’aborto a essere un reato.

Quel giorno però siamo scese in piazza con la consapevolezza che la situazione spagnola non è da noi molto distante: anche in Italia assistiamo ad un attacco (semplicemente mascherato) alla possibilità delle donne di decidere sui propri corpi e lo vediamo con l'attacco costante alla legge 194, la legge che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza.
Se con la legge 194 gli aborti nel nostro paese erano calati dell’80%, grazie anche al lavoro di informazione effettuato all’interno dei consultori pubblici, la stessa percentuale, oggi, si registra tra gli obiettori di coscienza, medici, infermieri, anestesisti e farmacisti.

In Sicilia il tasso di obiezione dalla 194 è all’80,6%, nel Lazio si attesta intorno al 91% mentre a Napoli il servizio viene assicurato soltanto da un ospedale in tutta la città.
Sono sempre di più infatti, gli ospedali pubblici in cui non si effettuano IVG ( Interruzioni Volontarie di Gravidanza) costringendo le donne al ritorno agli aborti clandestini, spesso effettuati in studi medici privati con costi che si aggirano intorno ai 4.000 euro: è dunque tornato a fiorire sul corpo delle donne l’antico e ricco business che la 194 aveva quasi estirpato.
Solo nel 2011, sono circa 75.000 gli aborti “spontanei” secondo i dati Istat. In gran parte sono effettuati all’interno delle mura domestiche con farmaci di contrabbando reperibili su internet al costo di circa 100 euro e con gravissimi rischi per la salute delle donne. Si ricomincia a morire di aborto per setticemia e sempre più spesso le donne incorrono nel pericolo di diventare sterili.

La violenza sulle donne non si perpetua solo attraverso femminicidi e sopraffazione fisica e psicologica dell’uomo sulla donna: anche lo stato, nel momento in cui lede i diritti fondamentali di ogni donna, si rende complice della sua condizione di soggezione e subalternità. Il caso più emblematico in questo senso è rappresentato dalla violazione costante della legge 194, che formalmente consente alla donna di poter abortire “liberamente” in questo paese. Libertà di aborto conquistata grazie alle lotte portate avanti dalle donne a partire dagli anni ’60 e per tutti gli anni ’70. La legge infatti entra in vigore il 22 maggio del 1978.

Sarebbe ora di smetterla con le misere strategie politiche dei governi succedutisi negli ultimi anni , ultimo Renzi, che lasciano credere che la risposta per "le pari opportunità" e la sopraffazione di genere possa essere la figura a maggioranza femminile in parlamento:

NOI SCEGLIAMO DI SCENDERE IN PIAZZA PER RIBADIRE E RICONQUISTARE NELLA QUOTIDIANITA' IL NOSTRO DIRITTO AD AUTODETERMINARCI, AD ESSERE SOGGETTO NELLE NOSTRE VITE E A DECIDERE DEI NOSTRI CORPI!

CORTEO SABATO 8 MARZO - PIAZZA CASTELNUOVO ORE 16.00

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