10/11/10

25 novembre ovunque e insieme!

Per il 25 novembre, giornata internazionale di lotta contro la violenza sessuale delle donne, si stanno via via organizzando mobilitazioni in varie città.
Dobbiamo trasformare questo e la non realizzazione di un'unica manifestazione nazionale in un fatto positivo. Piuttosto che fare in maniera forzosa e "burocratica" (o su una linea molto sbagliata come la proposta per Milano) una manifestazione nazionale, è certamente più giusto accendere decine e decine di "fuochi", e rappresentare, dare visibilità, alle varie forme, fatti emblematici di violenze sessuali e soprattutto di uccisioni delle donne che quest'anno sempre di più stanno accadendo, e che, ognuna e nell'insieme, mostrano la realtà di una guerra di bassa intensità contro le donne, del femminicidio in atto, frutto di questo sistema capitalista da moderno medioevo, in cui è proprio il capo di governo Berlusconi che si fa primo "violentatore" della dignità delle donne.
Facciamo diventare queste decine di fuochi l'alimento di una più vasta, articolata organizzazione e lotta delle donne. Portiamo dovunque il messaggio:
RIBELLARCI E' GIUSTO!

Noi da Taranto avevamo fatto appello a una manifestazione nella nostra città che avesse una valenza nazionale, a cui partecipassero realtà di compagne, femministe, donne, da altre città. L'avevamo proposto proprio per fare un 25 novembre non solo come "scadenza" ma di lotta in una realtà in cui l'uccisione/violenza di una ragazza sta mostrando in maniera chiara la denuncia della condizione pratica, ideologica a cui questo sistema sociale costringe/restringe le ragazze, le donne, la denuncia del ruolo di morte della famiglia, dei valori maschilisti/di possesso dominanti e a volte influenzanti anche le donne, del fascismo mediatico oggi.

Ma visto che la decisione di realizzare mobilitazioni nei propri territori sta diventando quella prevalente, noi a questo punto proponiamo che queste decine, speriamo tante iniziative, non restino ognuna per sé. Coordiniamoci! Facciamo comunque diventare tante lotte un'unica lotta.

PROPONIAMO CHE LA MAILING LIST DEL TAVOLO 4 SVOLGA UN RUOLO UNIFICANTE DELLE VARIE INIZIATIVE
PROPONIAMO CHE OGNI REALTA' INVII IL PIANO DI MOBILITAZIONE PERCHE' VIA VIA SI POSSA STENDERE UN UNICO PROGRAMMA
PROPONIAMO CHE QUESTO PRAGRAMMA VENGA PORTATO, COME UN MANIFESTO DI TUTTE LE DONNE IN LOTTA, IN OGNI INIZIATIVA, IN OGNI CITTA' .

A TARANTO
faremo una articolata mobilitazione che avrà la sua giornata più importante il 26 novembre.
Il 26 novembre, saranno tre mesi dalla morte di SARAH, ma al mattino vi sarà anche il processo per un'altra morte e violenza: quella del 2007 ad un'altra ragazzina, CARMELA di 13 anni, che si buttò da un balcone, uccisa dagli uomini che l'avevano violentata e dallo Stato che invece di aiutarla la rinchiuse negli Istituti e ora le nega ancora giustizia.

Questa simbolica coincidenza mostra quello che dall'inizio diciamo: non si tratta di casi privati da isolare e poi scandagliare in maniera altrettanto violenta e da avvoltoi, ma della condizione generale di centinaia di ragazze, donne in questo sistema sociale.

IL 26 NOVEMBRE -
AL MATTINO PRESIDIO AL TRIBUNALE perché questa volta ci sia giustizia per Carmela.
LA SERA SIT IN ITINERANTE NELLE VIE CENTRALI E MANIFESTAZIONE/ASSEMBLEA PUBBLICA NELLA PIAZZA CENTRALE DI TARANTO, per Sarah e per tutte le ragazze, le donne uccise e violentate.
Per dire forte: MODERNO MEDIOEVO DOPPIA OPPRESSIONE - DONNE IN LOTTA PER LA RIVOLUZIONE!
Per il 25 novembre, giornata internazionale di lotta contro la violenza sessuale delle donne, si stanno via via organizzando mobilitazioni in varie città.
Dobbiamo trasformare questo e la non realizzazione di un'unica manifestazione nazionale in un fatto positivo. Piuttosto che fare in maniera forzosa e "burocratica" (o su una linea molto sbagliata come la proposta per Milano) una manifestazione nazionale, è certamente più giusto accendere decine e decine di "fuochi", e rappresentare, dare visibilità, alle varie forme, fatti emblematici di violenze sessuali e soprattutto di uccisioni delle donne che quest'anno sempre di più stanno accadendo, e che, ognuna e nell'insieme, mostrano la realtà di una guerra di bassa intensità contro le donne, del femminicidio in atto, frutto di questo sistema capitalista da moderno medioevo, in cui è proprio il capo di governo Berlusconi che si fa primo "violentatore" della dignità delle donne.
Facciamo diventare queste decine di fuochi l'alimento di una più vasta, articolata organizzazione e lotta delle donne. Portiamo dovunque il messaggio:
RIBELLARCI E' GIUSTO!

Noi da Taranto avevamo fatto appello a una manifestazione nella nostra città che avesse una valenza nazionale, a cui partecipassero realtà di compagne, femministe, donne, da altre città. L'avevamo proposto proprio per fare un 25 novembre non solo come "scadenza" ma di lotta in una realtà in cui l'uccisione/violenza di una ragazza sta mostrando in maniera chiara la denuncia della condizione pratica, ideologica a cui questo sistema sociale costringe/restringe le ragazze, le donne, la denuncia del ruolo di morte della famiglia, dei valori maschilisti/di possesso dominanti e a volte influenzanti anche le donne, del fascismo mediatico oggi.

Ma visto che la decisione di realizzare mobilitazioni nei propri territori sta diventando quella prevalente, noi a questo punto proponiamo che queste decine, speriamo tante iniziative, non restino ognuna per sè. Coordiniamoci! Facciamo comunque diventare tante lotte un'unica lotta.

PROPONIAMO CHE LA MAILING LIST DEL TAVOLO 4 SVOLGA UN RUOLO UNIFICANTE DELLE VARIE INIZIATIVE
PROPONIAMO CHE OGNI REALTA' INVII IL PIANO DI MOBILITAZIONE PERCHE' VIA VIA SI POSSA STENDERE UN UNICO PROGRAMMA
PROPONIAMO CHE QUESTO PRAGRAMMA VENGA PORTATO, COME UN MANIFESTO DI TUTTE LE DONNE IN LOTTA, IN OGNI INIZIATIVA, IN OGNI CITTA' .

A TARANTO
faremo una articolata mobilitazione che avrà la sua giornata più importante il 26 novembre.
Il 26 novembre, saranno tre mesi dalla morte di SARAH, ma al mattino vi sarà anche il processo per un'altra morte e violenza: quella del 2007 ad un'altra ragazzina, CARMELA di 13 anni, che si buttò da un balcone, uccisa dagli uomini che l'avevano violentata e dallo Stato che invece di aiutarla la rinchiuse negli Istituti e ora le nega ancora giustizia.

Questa simbolica coincidenza mostra quello che dall'inizio diciamo: non si tratta di casi privati da isolare e poi scandagliare in maniera altrettanto violenta e da avvoltoi, ma della condizione generale di centinaia di ragazze, donne in questo sistema sociale.

IL 26 NOVEMBRE -
AL MATTINO PRESIDIO AL TRIBUNALE perché questa volta ci sia giustizia per Carmela.
LA SERA SIT IN ITINERANTE NELLE VIE CENTRALI E MANIFESTAZIONE/ASSEMBLEA PUBBLICA NELLA PIAZZA CENTRALE DI TARANTO, per Sarah e per tutte le ragazze, le donne uccise e violentate.
Per dire forte: MODERNO MEDIOEVO DOPPIA OPPRESSIONE - DONNE IN LOTTA PER LA RIVOLUZIONE!

Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario

Forum famiglia: la famiglia scoppia

Di quale famiglia parlano?

La coppia scoppia: dagli ultimi dati statistici: crescono le coppie di fatto; in 35 anni i matrimoni si sono dimezzati. Crescono le separazioni (84.165 nel 2008) e i divorzi(54.351). Sempre nel 2008 il 20% delle nascite fuori dal matrimonio.

Sacconi dixit: aiuti solo alle coppie sposate che procreano. Alla luce dei dati è chiaro perchè ha dovuto fare dietrofront: “anche alle coppie di fatto”- i dati reali mostrano che la realtà concreta è lontana anni luce dalla “centralità” della famiglia, nucleo “naturale e fondamentale” della società; da soli, i dati, rischiano di smentire clamorosamente l'accanimento per rilanciare la famiglia tradizionale, con il necessario ruolo della donna “angelo del focolare, riproduttrice della forza lavoro. E mentre alla conferenza per la famiglia, che si tiene in questi giorni a milano, “si mettono al centro interventi a favore della famiglia” continuano licenziamenti-principalmente di donne-tagli a scuola, sanità, servizi alla persona, aumentano le tariffe.

La conferenza sulla famiglia spande a piene mani, da un lato concezioni oscurantiste e reazionarie, dà un'aurea di “politica dal basso” , di ascolto dell'associazionismo “popolare”, di questo governo moderno fascista, dall'altro fa, oggettivamente, da apripista alla politica populista governativa tra le masse popolari, contribuiscere ad offuscarle e corromperle ideologicamente, praticamente; politica governativa che, apparentemente, si occupa dei problemi quotidiani del “popolo” per meglio opprimere, in primis, le donne. E disposti a svolgere il ruolo di stampelle, siamo certe, il moderno fascismo sulla sua strada ne sta trovando e ne troverà tanti , così come il vecchio fascismo.

La famiglia scoppia: sempre più dati confermano che la famiglia – che tutti i politici benedicono per il grande ruolo di ammortizzatore sociale in Italia, come caratteristica “peculiare” della famiglia italiana-non riesce più a far fronte, a sostenere il ruolo di ammortizzatore sociale: sempre più sono le famiglie povere, per cui una spesa imprevista di 600 euro non sarebbe sostenibile, ma neanche le spese correnti sono, spesso, in grado di sostenere: della serie è stata spemuta fino allo stremo!

Dal foglio mfpr del novembre 2005 riportiamo integralmente un articolo attuale ( della serie nulla è cambiato ma si dimostra come i governi di centrodestra e di cosidetta sinistra hanno strenuamente lavorato contro le donne-ndr)

IN MORTE DELLA “SACRA FAMIGLIA”

“In nome della famiglia, si attaccano le donne, si peggiorano le loro condizioni di vita, si aumenta la loro oppressione sociale, si negano diritti; in nome della famiglia, si nega il lavoro e si aumenta la precarietà e la discriminazione sul lavoro delle donne, fino a considerarle per legge (vedi Legge Biagi) “soggetti sfavoriti a forte esclusione sociale”; in nome della famiglia si danno elemosine/premi alla prolificità di mussoliniana memoria per fare figli, e si tagliano, però, i fondi della sanità e negli ospedali le donne ritornano a morire per un parto; in nome della famiglia, riparte l'attacco della chiesa di Ruini/ratzinger sul diritto d'aborto; in nome della famiglia si ammazzano le donne che osano decidere con la loro testa della propria vita.

La 'famiglia' per la chiesa che pesa in modo sempre più opprimente e sfacciato nella vita sociale e politica e sociale, per il governo, per lo Stato è diventata la “sacra famiglia”. Volutamente sempre più astratta, più neutra, non reale. La famiglia è una realtà concreta, in quelle proletarie non si arriva alla quarta ma anche alla terza settimana non si riesce a mandare i figli agli asili per le rette alte, in queste famiglie le donne consumano anni della loro vita ad assistere gli anziani, devono fare le serve in casa e fuori casa perchè è spesso il solo lavoro che si trova e quando hai uno straccio di lavoro più decente, per esempio in fabbrica, con i turni non riesci per giorni o settimane a stare insieme a tuo marito e ai tuoi figli, ecc.

Non c'è poi la “famiglia”, ci sono “le famiglie”, le famiglie dei borghesi, dei capitalisti, dei ricchi, in cui come diceva Marx il fondamento dei rapporti tra uomo e donna, tra genitori e figli è dato solo dal capitale dal capitale, dalla proprietà privata, in cui l'unico valore che si tramanda è quello della capacità di far soldi e spesso le donne sono delle ricche prostitute legalizzate o delle ligie/oscure segretarie delle oscure scalate dei mariti finanzieri, banchieri, padroni che siano. E ci sono le famiglie dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, in cui nel come tirare avanti, nel come arrangiarsi, nelle speranze deluse di una vita migliore, si consuma la vita e anche spesso i sentimenti, in cui le uniche “distrazioni” per le donne due volte sfruttate, due volte oppresse, devono essere i reality show delle tv di Berlusconi, in cui, però, si insinuano, abbrutiti e senza neanche la contropartita degli scintillanti miliardi dei borghesi, i valori della borghesia: la proprietà che può essere solo verso la donna e i figli, il ruolo del maschio che schiacciato sul lavoro, nella società si rivale sulla “propria” moglie, la misera ideologia maschilista e fascista verso le donne.

Ma la famiglia deve essere per forza astratta. Perchè essa e il ruolo della donna in essa devono essere il fondamento che salva l'ordine esistente-cioè che salva il loro sistema capitalista- che agisca da “ammortizzatore sociale” del peggioramento delle condizioni di vita della maggiorparte delle masse popolari, in cui le donne devono, come scrive Ratzinger, “lenire le ferite, far zittire chi vuole urlare e lottare...”, per impedire che le contraddizioni di classe, sociali escano fuori ed esplodano in ribellione, rivolta, rivoluzione.

Ma hanno fatto male i loro conti. Le donne, proprio dalla loro condizione di più oppresse e sfruttate traggono una ragione in più per scatenare la loro ribellione. Le donne proletarie e delle masse popolari non hanno altra via, per rompere le loro doppie catene, per avere una vita in cui possano decidere, in cui i rapporti siano effettivamente liberi, che fare la rivoluzione per rovesciare questo sistema sociale e tutta la sua sporca ideologia.”

mfpr- milano
milano, 9 novembre

Lo Stato dei magnaccia torna all'Aquila per lavarsi la faccia

L’Aquila 9 novembre 2010



Una settantina di persone hanno manifestato nei pressi della scuola della guardia di finanza (dove si è svolto il G8), contro l’arrivo di Berlusconi e Bertolaso e per rilanciare la manifestazione nazionale all’Aquila - “macerie di democrazia”- indetta dai comitati cittadini per il 20 novembre.
Uno sproporzionato schieramento di carabinieri e polizia in assetto antisommossa ha respinto per 2 volte consecutive il tentativo dei manifestanti di forzare il blocco e di recarsi fin sotto il cuore della cittadella blindata (che ovviamente non era aperta al pubblico). “Corruzione, polizia è questa la loro democrazia” è stato urlato più volte in risposta alle cariche e poi ancora “fuori gli sciacalli dalla città”.
Ancora una volta Berlusconi e Bertolaso hanno evitato di avvicinarsi ai cittadini che protestavano e sono arrivati alla caserma attraverso altre vie, ma la nostra contestazione è arrivata comunque a destinazione.
Schierati con cartelli e striscioni siamo rimasti a presidiare la rotonda prima del blocco con le carriole piene di macerie e urlando alla passerella di militari, funzionari, protezione civile, croce rossa, vigili del fuoco, forestale ecc. diretta alla cerimonia, tutta la nostra rabbia.
“Paramilitari in polo blu, L’Aquila non sarà la vostra Salò”, recitava uno striscione strappatoci durante la prima carica. “Macerie di democrazia, 20 novembre L’Aquila chiama Italia” ricordava invece lo striscione strappato durante la seconda.
Un ombrello con scritto “Vattene” ricordava al presidente, nel caso fosse arrivato in elicottero, il suo dovere nei confronti dei terremotati aquilani e di tutta l’Italia.
Donne con cartelli con su scritto: “tu bunga bunga, noi macerie macerie” oppure “…noi tasse tasse” “…noi map map”. “Fatti, non escort”, “Berlusconi + Bertolaso = monnezza + macerie”.
Sul cartello del movimento femminista proletario rivoluzionario era scritto –milioni per “massaggi” e bunga bunga, Beffe e Botte per chi da vendere ha solo la rabbia, LO STATO DEI MAGNACCIA TORNA ALL’AQUILA A LAVARSI LA FACCIA–
Durante il presidio è stato riconosciuto, a bordo della sua Audi con autista, l’attuale vicecommissario alla ricostruzione Antonio Cicchetti, un altro gentiluomo di sua Santità, coinvolto nell’ennesima “parentopoli” e condannato dalla Corte dei Conti per malagestione della Perdonanza.
Il neo vice commissario è stato bloccato dai manifestanti. Davanti la sua auto spiccava lo striscione con su scritto “basta commissari e cricche d’affari” e da dietro i vetri gli hanno urlato “condannato, è lui, sono i corrotti che dovete arrestare, non noi!” e gli sono stati lanciati coriandoli.
La sua auto è stata quindi vigorosamente presa d’assalto con i corpi, gli striscioni arrotolati, calci e ombrellate e un manifestante vi ha attaccato addosso il cartello che portava con sé: “da noi macerie e topi, nei vostri palazzi mascalzoni e zoccole”.
Il presidio si è concluso con una pioggia battente e con un ingenuo consiglio agli sbirri e un impegno per tutti, da parte di un manifestante che protestava perché ci avevano circondato dentro la rotonda.
Rivolto alle guardie ha urlato: “sono i criminali che dovete reprimere non noi e i criminali sono lì, dietro di voi; quelli come Gheddafi e i suoi amici vanno fucilati, se non lo farete voi lo faremo noi!”
Naturalmente è stato messo a tacere dai buonisti del presidio e da una funzionaria della digos.

Altre foto e video:

repubblica foto
repubblica video
rai3
Il centro
MediaCrewCasematte

"UNITE ALLE DONNE MIGRANTI CONTRO IL RAZZISMO, IL SESSISMO E LA VIOLENZA"

Sabato 13 novembre ci sarà a Bologna la prima manifestazione regionale dei migranti dell’Emilia Romagna. Concentramento Piazza XX Settembre, ore 14.30.

Saremo presenti alla manifestazione in solidarietà con le donne migranti perchè in quanto donne e lesbiche antisessiste e antirazziste, lottiamo da sempre contro l'oppressione del patriarcato, che ci accumuna tutte, al di là della cultura e del paese in cui nasciamo, proprio in quanto donne.

Invitiamo quindi tutte le donne e lesbiche a partecipare.

Saremo dietro lo striscione:

"UNITE ALLE DONNE MIGRANTI CONTRO IL RAZZISMO, IL SESSISMO E LA VIOLENZA"


"Quellechenoncistanno"

Forum famiglie: attacco al diritto d'aborto

Contro la sacra famiglia che uccide e che opprime
contro il moderno medioevo per le donne

Si è aperto oggi a milano la conferenza per la famiglia: un'iniziativa, un'impegno del governo – ha dichiarato Giovanardi in un dibattito televisivo- per la stesura di un piano nazionale di politiche familiari.

E, allora, che cosa si propone questa conferenza in cui relatore è Giovanardi che ha già annunciato che da questa conferenza molto verrà del futuro di questo paese?

Un articolato attacco alle donne, dalla culla alla tomba.

Una ripresa, in maniera organica, degli attacchi ideologici, politici, pratici in ogni ambito della vita delle donne per meglio opprimerle che in questi anni non sono mancati da parte dei governi nazionali e locali che si sono succeduti, della Chiesa, dei paladini della vita: con questa conferenza si intende chiudere il cerchio.

Un attacco esplicito, in primis, all'autodeterminazione delle donne , l'affermazione della concezione della donna come incubatrice, serva in famiglia, in una famiglia ammortizzatore sociale e su cui scaricare il lavoro di cura dei figli, dei malati, dei disabili, dei vecchi. Esplicitamente viene affermato come bisogna passare dal welfare state(sempre più ridotto) a una “welfare society”.

Si interviene su temi di rilevanza sociale, quali il lavoro, la scuola, servizi, in una prospettiva di un ruolo sempre maggiore del privato sociale, delle scuole private.

Si afferma la centralità della famiglia, “naturale”, si fa strame delle dure lotte e delle conquiste delle donne, su di loro si scarica la crisi, per mantenere questa società, si usa strumentalmete e ipocritamente il sostegno alle famiglie, ma il cuore degli “interventi” a favore delle famiglie è l'attacco al diritto di scelta delle donne.

Già nell'introduzione, ma anche una parte significativa del documento dedicato all' “accoglienza della vita”, si ripropone “la tutela della vita sin dal concepimento”, il ruolo delle associazioni per “aiuto/assistenza alla vita” nei consultori, per meglio colpevolizzare le donne che scelgono di abortire, complicare ulteriormente l'iter già difficile, illudere con aiuti e assistenza ; si legittima e rafforza ulteriormente l'obiezione di coscienza, si riafferma l'obbligatorietà, per disincentivarne l'uso, del ricovero in caso di ricorso all' RU 486; il mantenimento della L.40, che considera le donne meno di un embrione, con l'aberrazione di divieto di diagnosi pre-impianto, vieta la fecondazione eterologa.

Riportiamo stralci dal foglio mfpr del maggio 2007, quanto mai attuali

”.. Un attacco che va a fondo, che vuole toccare il cuore della vita delle donne perchè il diritto d'aborto, conquistato dopo anni di dura lotta, rappresenta non solo l'affermazione del diritto di scelta delle donne in tema di maternità ma anche il diritto di scegliere liberamente in tutti gli ambiti della propria vita. Uno spettro minaccioso che si vuole in ogni modo cancellare........avanza dunque la marcia oscurantista verso il moderno medioevo usato contro le donne come base ideologica e politica determinante per lo sviluppo di un moderno fascismo necessario a mantenere il potere economico e politico della borghesia....”

mfpr-milano
milano-8 novembre

Quarantacinque giorni

Quarantacinque giorni fa,il 23 settembre,veniva uccisa in un penitenziario della Virginia (USA) Teresa Lewis.
La donna, di 41 anni, è stata condannata a morte perchè ha aperto la porta del camper,dove viveva, all'amante e a un complice che hanno ucciso il marito.
Gli esecutori materiali del delitto sono stati condannati all'ergastolo.
Dopo sette anni trascorsi in carcere è stata eseguita la pena di morte.
Questa è la nuda cronaca.
L'avvocato difensore ha detto che,sulla condanna a morte della sua assistita, ha inciso il fatto che avesse un amante e che questo fosse più giovane di lei.
Sempre nella stessa occasione, l'avvocato ha fatto notare che,in presenza di imputati grassi o/e brutti, c'è un'impennata delle condanne a morte.
E ha ricordato che Teresa Lewis presentava un forte deficit mentale.
E anche se alcune/i hanno ritenuto una barbarie giuridica condannare a morte una ritardata mentale,il nostro rifiuto alla pena capitale vale per tutte/i e non facciamo distinzioni tra alte e basse,magre e grasse, belle e brutte.
Le compagne di detenzione la ricordano solo nei suoi spostamenti nel corridoio,con una morsa di acciaio che le bloccava i piedi e le caviglie,intravista dallo spioncino,dato che le celle venivano chiuse al suo passaggio.
E l'impressione che ne avevano tratto era di una persona completamente assente.
Il cappellano del carcere,ricordando Teresa dopo l'uccisione,dice di averla potuta vedere, nella sua cella d'isolamento di 2 metri per 1 e 80, solo dallo spioncino,perchè di più non gli è stato permesso.
E anche lui ricorda una persona abulica.
Questa storia ricorda ,molto da vicino,quella di Sakineh: l'età delle due donne ,gli anni trascorsi in carcere in attesa dell'esecuzione, il fatto che avessero un amante e che,si dice,abbiano fatto ucidere il marito.
L'unica differenza è che il volto di Teresa non lo conosciamo.
Però,mentre per Sakineh cè stato ,giustamente,un fiorire di iniziative,per Teresa tutto si è svolto nel silenzio più totale.
Perchè la vita di una cittadina statunitense vale meno di quella di un'iraniana? Noi siamo femministe,siamo sempre contro la pena di morte e non ci mobilitiamo a seconda delle convenienze o delle letture di parte.
Voglio citare,in questa occasione, le dichiarazioni di una coppia statunitense a cui un uomo ha ucciso l'unica figlia diciannovenne ,Laura: ".

Mentre proseguivamo il nostro viaggio di genitori in lutto e partecipavamo al procedimento civile e penale, abbiamo provato una vasta gamma di emozioni, ma non abbiamo mai esitato a condannare la pena di morte.
Anzi ,i nostri sentimenti contro di essa si sono rafforzati.

Era incomprensibile come una persona buona e innocente come la nostra cara Laura,fosse stata uccisa con un atto violento.
Commenti del tipo-ci vuole la sedia elettrica per quel bastardo- o -spero che riceva quello che merita-venivano espressi in modo convinto nella nostra comunità,ma non ci facevano stare meglio.

Abbiamo perso nostra figlia e la vita per come la intendevamo,non abbiamo intenzione di perdere anche i nostri valori.
" Di tutte le parole commoventi di Amanda e Nick Wilcox ,perchè così si chiamano i genitori di Laura ,il passo che più mi ha colpito è quello in cui dicono che auspicare la pena di morte per l'assassino della figlia sarebbe stato tradire i propri ideali.
Perciò,tanto siamo affettuosamente vicine ad Amanda e Nick, tanto siamo lontane da chi è favorevole alla pena di morte e da che si dice contraria/o ,ma di questo principio fa un utilizzo politico a seconda di interessi economici o aree di appartenenza.
Sempre contro la pena di morte senza distinguo.

Elisabetta

Joy

Ancora a fianco di Joy: per Joy, per le donne immigrate, per tutte le donne di questo paese: 2 dicembre alle 12 udienza preliminare del processo contro Vittorio Addesso!

Ci sono voluti mesi – dopo l'incidente probatorio dell'8 giugno- perchè il giudice si esprimesse, prima per accogliere la denuncia di Joy di molestie sessuali subite all'interno del Cie di via Corelli a Milano da parte dell' ispettore-capo del Cie Vittorio Addesso e dare il via al processo e, poi, per fissare, finalmente, l'udienza preliminare che si terrà il 2 dicembre prossimo , sempre a Milano.

Pochi giorni dopo l'incidente probatorio Joy ha ottenuto l'art. 18.

Tante piccole vittorie, ma significative ed importanti per Joy, per le immigrate. Piccoli passi avanti, in questa battaglia, frutto della lotta di Joy e delle altre migranti che si sono ribellate e di una campagna articolata e prolungata promossa dalle femministe, da realtà antirazziste, antifasciste che ha permesso di far conoscere da vicino il coraggio e la determinazione di Joy, la condizione degli immigrati che il pacchetto sicurezza rende sempre più disumana, la realtà “dall'interno” dell'inferno Cie che per le donne vuol dire anche molestie ed abusi sessuali.

Ora occorre moltiplicare la solidarietà e sostegno attivo che Joy ha già ricevuto da tante parti perchè Addesso venga condannato, perchè non si tratta solo di solidarietà e denuncia generica, ma di un concreto passo in avanti, un altro tassello che si aggiunge all’insieme della lotta generale e complessiva contro uno Stato, un governo da stato di polizia sempre più pressante contro tutti, lavoratori, operai, giovani, masse popolari, ma che contro le donne usa anche la violenza sessuale e in più razzista se si tratta di donne immigrate.

Il 2 dicembre saremo davanti al Tribunale di Milano per continuare questa emblematica battaglia, per portare solidarietà e sostegno a Joy perchè sappiamo bene che già per le donne italiane è difficile fare una denuncia per molestie, per stupro, quanta riprovazione, isolamento sociale ricevono a meno che gli stupratori non siano immigrati: immaginiamo cosa possa significare per Joy sostenere una denuncia per tentato stupro di un ispettore, subito all'interno di un Cie.

per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa!

Contro fascismo razzismo sessismo!

Mfpr-milano
5 novembre 2010