Bologna, via indipendenza, 25 novembre, ore 18: un po' alla volta siamo arrivate con le nostre tuniche, gli striscioni, i palloncini, le lattine legate fra di loro, il sound sistem, il generatore, i tamburi, tanti piccoli strumenti percussivi e il microfono. Ci abbiamo messo un po' di tempo per capire come posizionarci rispetto al traffico di autobus e motorini sfreccianti, poi abbiamo iniziato a far rumore con la musica. Appena si è avvicinato un po' di pubblico abbiamo preso posizione, eravamo tutte molto concentrate. Una compagna ha iniziato a leggere il testo e le/i passanti si fermavano. Allo scoppio del primo palloncino una compagna si è messa in posizione chinata, e così di seguito tutte quante mentre continuava la lettura delle diverse situazioni di femminicidio. Subito dopo aver letto l’ultima frase “ i panni sporchi non si lavano in casa, soprattutto se sono sporchi di sangue” partono le compagne con lo striscione “ stop femminicidio” urlando diversi slogan: “ guai guai a chi ci tocca, ci difenderemo con la lotta”, “la notte ci piace vogliamo uscire in pace, ci piace pure il giorno levatevi di torno”, “per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa e facciamo tutte autodifesa”, ”l’integralismo non è lontano, in italia abbiamo il vaticano”. Poi le donne chinate, inseme alle altre, si uniscono al piccolo corteo che attraversa via indipendenza, irrompe fra i banchetti di natale in piazza Nettuno, fa il giro completo di piazza Maggiore e ritorna al punto di partenza dove rifacciamo la performance una seconda volta. Non sappiamo valutare quanto nel vissuto quotidiano questo presidio performativo potrà incidere realmente, ma sappiamo che sicuramente per almeno due ore a Bologna abbiamo spezzato il silenzio sul femminicidio in tutte le sue forme e sappiamo che bisogna continuare a gridare, urlare forte e denunciare la violenza maschile.
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06/12/10
Report 25 novembre a Bologna
Bologna, via indipendenza, 25 novembre, ore 18: un po' alla volta siamo arrivate con le nostre tuniche, gli striscioni, i palloncini, le lattine legate fra di loro, il sound sistem, il generatore, i tamburi, tanti piccoli strumenti percussivi e il microfono. Ci abbiamo messo un po' di tempo per capire come posizionarci rispetto al traffico di autobus e motorini sfreccianti, poi abbiamo iniziato a far rumore con la musica. Appena si è avvicinato un po' di pubblico abbiamo preso posizione, eravamo tutte molto concentrate. Una compagna ha iniziato a leggere il testo e le/i passanti si fermavano. Allo scoppio del primo palloncino una compagna si è messa in posizione chinata, e così di seguito tutte quante mentre continuava la lettura delle diverse situazioni di femminicidio. Subito dopo aver letto l’ultima frase “ i panni sporchi non si lavano in casa, soprattutto se sono sporchi di sangue” partono le compagne con lo striscione “ stop femminicidio” urlando diversi slogan: “ guai guai a chi ci tocca, ci difenderemo con la lotta”, “la notte ci piace vogliamo uscire in pace, ci piace pure il giorno levatevi di torno”, “per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa e facciamo tutte autodifesa”, ”l’integralismo non è lontano, in italia abbiamo il vaticano”. Poi le donne chinate, inseme alle altre, si uniscono al piccolo corteo che attraversa via indipendenza, irrompe fra i banchetti di natale in piazza Nettuno, fa il giro completo di piazza Maggiore e ritorna al punto di partenza dove rifacciamo la performance una seconda volta. Non sappiamo valutare quanto nel vissuto quotidiano questo presidio performativo potrà incidere realmente, ma sappiamo che sicuramente per almeno due ore a Bologna abbiamo spezzato il silenzio sul femminicidio in tutte le sue forme e sappiamo che bisogna continuare a gridare, urlare forte e denunciare la violenza maschile.Da una lavoratrice mfpr di Taranto
Il 26 novembre a taranto l 'iniziativa del mfpr contro la violenza sulle donne è stata bella, con momenti di commozione quando l' attrice teatrale che ha partecipato ha letto un brano tratto dal libro scritto dal padre di Carmela, la ragazzina di 13 anni che fu stuprata e che si è suicidata .
Ci sono stati gli interventi del padre di carmela e la testimonianza di una lavoratrice dell 'ilva che ha denunciato per molestie il suo capo, margherita ha parlato di sarah scazzi e del vergognoso circo mediatico che si è creato.
C'erano le disoccupate organizzate e le lavoratrici precarie, purtroppo il freddo pungente ha scoraggiato un pò la partecipazione della gente ma è stata comunque molto sentita. al mattino abbiamo fatto un presidio al tribunale dove era in corso il processo agli stupratori di carmela.
Fiorella
Ci sono stati gli interventi del padre di carmela e la testimonianza di una lavoratrice dell 'ilva che ha denunciato per molestie il suo capo, margherita ha parlato di sarah scazzi e del vergognoso circo mediatico che si è creato.
C'erano le disoccupate organizzate e le lavoratrici precarie, purtroppo il freddo pungente ha scoraggiato un pò la partecipazione della gente ma è stata comunque molto sentita. al mattino abbiamo fatto un presidio al tribunale dove era in corso il processo agli stupratori di carmela.
Fiorella
30/11/10
Donne di Gaza manifestano il 25 novembre
Il 25 novembre le donne in tutto il mondo hanno fatto iniziative in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.
Questa giornata è stata particolarmente significativa per le donne palestinesi di Gaza, che in grande numero sono uscite in strada a marciare in solidarietà con tutte quelle donne, giovani o vecchie, che hanno subito e anzi continuano a soffrire sotto la brutale occupazione israeliana.
Le donne palestinesi vengono continuamente messe in difficoltà e subiscono ingiustizie quotidiane a causa dell’occupazione. Mentre alcune donne e le loro famiglie hanno sfilato per le strade della Striscia di Gaza, altri seduti davanti alla sede dell'Onu a Gaza, chiedendo giustizia per coloro che sono imprigionati nelle carceri israeliane e hanno chiesto la fine della violenza e degli abusi contro le donne di Palestina. Una mostra fotografica è stato inoltre allestita che raffigura le donne nei loro diversi ruoli nella lotta contro i loro occupanti e l'assedio illegale...
Questa giornata è stata particolarmente significativa per le donne palestinesi di Gaza, che in grande numero sono uscite in strada a marciare in solidarietà con tutte quelle donne, giovani o vecchie, che hanno subito e anzi continuano a soffrire sotto la brutale occupazione israeliana.
Le donne palestinesi vengono continuamente messe in difficoltà e subiscono ingiustizie quotidiane a causa dell’occupazione. Mentre alcune donne e le loro famiglie hanno sfilato per le strade della Striscia di Gaza, altri seduti davanti alla sede dell'Onu a Gaza, chiedendo giustizia per coloro che sono imprigionati nelle carceri israeliane e hanno chiesto la fine della violenza e degli abusi contro le donne di Palestina. Una mostra fotografica è stato inoltre allestita che raffigura le donne nei loro diversi ruoli nella lotta contro i loro occupanti e l'assedio illegale...
26 novembre a Taranto contro violenza e uccisioni delle donne
Taranto: 26 novembre iniziativa delle compagne, lavoratrici precarie e disoccupate del movimento femminista proletario rivoluzionario Per Sarah, per Carmela, per tutte basta uccisioni/violenza RIBELLIAMOCI TUTTE
Giustizia per Carmela violentata dagli uomini - uccisa dallo Stato!
_____________________________________________
27/11/2010 7.23.24 Attualità da www.Manduriaoggi.it
TARANTO - Iniziato dopo tre anni il processo ai tre presunti stupratori della tredicenne Carmela Cirella, che poi si suicidò, lanciandosi dal settimo piano
I due genitori della bambina: «E’ stata costretta ad uccidersi perché nessuna istituzione l’ha capita»
Si è tenuto ieri mattina, presso il Tribunale di Taranto, dopo 4 anni di silenzio da parte delle istituzioni, la seconda udienza del processo del caso di CARMELA CIRELLA, 13 anni, che il 15 settembre 2007 si tolse la vita buttandosi dal settimo piano di una palazzina del quartiere Paolo VI dopo aver subito diversi abusi. Superata la minaccia di un eventuale ed ennesimo rinvio il processo è iniziato.
Sono stati interrogati dal Pm e dalla difesa i genitori di Carmela e la sua insegnante, che hanno confermato che i traumi della violenza subita sono conseguenza del suo suicidio.
In aula era presente solo uno dei tre stupratori. La prossima udienza è fissata per il 18 marzo.
Ad un anno dalla sua morte, il 15 aprile 2008, i genitori di Carmela, fondano l’associazione “Iosocarmela”.
«Questo progetto è nato per tutelare le famiglie che si sono trovate ad affrontare una situazione simile alla nostra», ci dice Alfonso Frassanito, spiegando che «le istituzioni non ci hanno aiutato, non funzionano e sono deleterie per la cittadinanza».
L’associazione ha enormi difficoltà ad andare avanti perchè non gode di finanziamenti pubblici ma si appoggia al sostegno economico dei soci che aderiscono l’iniziativa .
«Questo non ci ferma. Vogliamo combattere la pedofilia e salvaguardare la tutela delle famiglie. Non ci importa ottenere o meno giustizia, ormai nostra figlia non tornerà più indietro e la nostra vita resterà sempre segnata. L’unico scopo di questa lotta è far si che la sua morte non sia stata inutile ma che serva a salvare altre ragazze indifese» ribadisce il padre.
L'impegno della famiglia di Carmela è forte. Dal prossimo gennaio infatti sarà operativo uno sportello sociale ed un numero verde al quale potranno rivolgersi quanti avranno l’esigenza di rivolgersi all'associazione, che si pone ora l’obiettivo di intervenire presso il Parlamento Europeo con una petizione a livello nazionale al fine di sollecitare una rivisitazione della normativa sulla legge che tutela i diritti sociali e dei minori.
E’ dunque una vera e propria lotta contro lo «Stato totalmente assente e le istituzioni sorde ed insensibili».
Frassanito, manda un messaggio alla cittadinanza per farla riflettere sulle cause per cui ancora una volta teatro di violenza sui minori sia il nostro territorio.
«Non c’è abbastanza tutela. E’ necessario aprire gli occhi prima ancora di arrivare a questi eventi drammatici».
Lancia infine una critica ai media che non danno importanza alle vittime e all’orribile tragedia che le vede protagoniste, ma mirano piuttosto a colpire l’interesse del pubblico trasformandosi in un “circo mediatico”.
In serata Alfonso e Luisa hanno partecipato ad una manifestazione pubblica in p.zza M. Immacolata, organizzata dal movimento femminista proletario rivoluzionario, in occasione della giornata internazionale della lotta contro la violenza sessuale delle donne. E’ stata Margherita Calderazzi a ricordare Carmela “costretta ad uccidersi perché dopo le violenze ricevute non è stata capita e protetta dalle istituzioni ma al contrario è stata rinchiusa in diversi istituti ed imbottita di psicofarmaci”.
Rabbia, dolore e ingiustizia sono le motivazioni che spingono a mobilitarsi contro un mondo in cui predomina odio e violenza.
Giustizia per Carmela violentata dagli uomini - uccisa dallo Stato!
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27/11/2010 7.23.24 Attualità da www.Manduriaoggi.it
TARANTO - Iniziato dopo tre anni il processo ai tre presunti stupratori della tredicenne Carmela Cirella, che poi si suicidò, lanciandosi dal settimo piano
I due genitori della bambina: «E’ stata costretta ad uccidersi perché nessuna istituzione l’ha capita»
Si è tenuto ieri mattina, presso il Tribunale di Taranto, dopo 4 anni di silenzio da parte delle istituzioni, la seconda udienza del processo del caso di CARMELA CIRELLA, 13 anni, che il 15 settembre 2007 si tolse la vita buttandosi dal settimo piano di una palazzina del quartiere Paolo VI dopo aver subito diversi abusi. Superata la minaccia di un eventuale ed ennesimo rinvio il processo è iniziato.
Sono stati interrogati dal Pm e dalla difesa i genitori di Carmela e la sua insegnante, che hanno confermato che i traumi della violenza subita sono conseguenza del suo suicidio.
In aula era presente solo uno dei tre stupratori. La prossima udienza è fissata per il 18 marzo.
Ad un anno dalla sua morte, il 15 aprile 2008, i genitori di Carmela, fondano l’associazione “Iosocarmela”.
«Questo progetto è nato per tutelare le famiglie che si sono trovate ad affrontare una situazione simile alla nostra», ci dice Alfonso Frassanito, spiegando che «le istituzioni non ci hanno aiutato, non funzionano e sono deleterie per la cittadinanza».
L’associazione ha enormi difficoltà ad andare avanti perchè non gode di finanziamenti pubblici ma si appoggia al sostegno economico dei soci che aderiscono l’iniziativa .
«Questo non ci ferma. Vogliamo combattere la pedofilia e salvaguardare la tutela delle famiglie. Non ci importa ottenere o meno giustizia, ormai nostra figlia non tornerà più indietro e la nostra vita resterà sempre segnata. L’unico scopo di questa lotta è far si che la sua morte non sia stata inutile ma che serva a salvare altre ragazze indifese» ribadisce il padre.
L'impegno della famiglia di Carmela è forte. Dal prossimo gennaio infatti sarà operativo uno sportello sociale ed un numero verde al quale potranno rivolgersi quanti avranno l’esigenza di rivolgersi all'associazione, che si pone ora l’obiettivo di intervenire presso il Parlamento Europeo con una petizione a livello nazionale al fine di sollecitare una rivisitazione della normativa sulla legge che tutela i diritti sociali e dei minori.
E’ dunque una vera e propria lotta contro lo «Stato totalmente assente e le istituzioni sorde ed insensibili».
Frassanito, manda un messaggio alla cittadinanza per farla riflettere sulle cause per cui ancora una volta teatro di violenza sui minori sia il nostro territorio.
«Non c’è abbastanza tutela. E’ necessario aprire gli occhi prima ancora di arrivare a questi eventi drammatici».
Lancia infine una critica ai media che non danno importanza alle vittime e all’orribile tragedia che le vede protagoniste, ma mirano piuttosto a colpire l’interesse del pubblico trasformandosi in un “circo mediatico”.
In serata Alfonso e Luisa hanno partecipato ad una manifestazione pubblica in p.zza M. Immacolata, organizzata dal movimento femminista proletario rivoluzionario, in occasione della giornata internazionale della lotta contro la violenza sessuale delle donne. E’ stata Margherita Calderazzi a ricordare Carmela “costretta ad uccidersi perché dopo le violenze ricevute non è stata capita e protetta dalle istituzioni ma al contrario è stata rinchiusa in diversi istituti ed imbottita di psicofarmaci”.
Rabbia, dolore e ingiustizia sono le motivazioni che spingono a mobilitarsi contro un mondo in cui predomina odio e violenza.
28/11/10
Report del 25 novembre a piazza Trilussa
Pioveva. Ma la pioggia non ci ha fermate.
Abbiamo raccontato in piazza alle donne,compagne,femministe ,lesbiche che erano con noi il nostro percorso di lotta contro la violenza nei Cie e la violenza di genere nei Cie e le ragioni per cui abbiamo deciso di essere in piazza nella giornata contro la violenza sulle donne:
perchè non ci possono essere donne violentate e offese per cui ci si mobilita e altre no ;
perchè non ci possono essere distinguo nei riguardi di chi agisce violenza sulle donne, sia privato o istituzioni, per interessi partitici,economici,di aree di appartenenza,di finanziamenti....
perchè siamo con tutte le donne che si ribellano quotidianamente nel privato,in famiglia ,nei posti di lavoro,nei Cie...
perchè i Cie sono la rappresentazione compiuta della nostra società
perchè è necessario spezzare l'intreccio delle oppressioni genere/razza/classe.
Abbiamo letto dei brani che alcune di noi avevano preparato di bell hooks in "Elogio del margine".
Abbiamo sentito le testimonianze di donne dall'interno dei Cie e,particolarmente toccante, è stata quella della compagna di cella di Nabruka che si è impiccata nel Cie di Ponte Galeria.
Alessandra"Attrice contro" ci ha raccontato sotto la pioggia battente la storia di Joy e di Hellen,ma eravamo tutte intorno a lei con gli ombrelli e con la nostra partecipazione.
E' venuta una compagna di Milano ,che l'anno scorso ha preso le manganellate il 25 novembre a piazzale Cadorna, a portarci la sua solidarietà,a testimonianza che il filo non si spezza e che nulla ci spaventa.
Ha suscitato grande interesse la mostra delle compagne di Milano.
Alcune compagne hanno preso lo striscione che abbiamo portato alla manifestazione di Modena "Contro l'oppressione di genere,razza ,classe CHIUDERE TUTTI I CIE" e si sono messe sul lungotevere a fermare il traffico a singhiozzo.
E' stato un bel momento comunicativo.
Ma questo è soltanto l'inizio di una settimana di mobilitazione e ci rivedremo il 2 dicembre a Milano o qui a Roma o in qualsiasi altra città organizzerà iniziative contro i Cie e in appoggio e in sostegno di Joy,una donna che si è ribellata e che ha avuto il coraggio di farsi carico di una lotta che appartiene a tutte le donne.
E CONTINUEREMO SEMPRE A RIBELLARCI ANCHE NOI.
Donne-femministe-lesbiche contro i Cie
Abbiamo raccontato in piazza alle donne,compagne,femministe ,lesbiche che erano con noi il nostro percorso di lotta contro la violenza nei Cie e la violenza di genere nei Cie e le ragioni per cui abbiamo deciso di essere in piazza nella giornata contro la violenza sulle donne:
perchè non ci possono essere donne violentate e offese per cui ci si mobilita e altre no ;
perchè non ci possono essere distinguo nei riguardi di chi agisce violenza sulle donne, sia privato o istituzioni, per interessi partitici,economici,di aree di appartenenza,di finanziamenti....
perchè siamo con tutte le donne che si ribellano quotidianamente nel privato,in famiglia ,nei posti di lavoro,nei Cie...
perchè i Cie sono la rappresentazione compiuta della nostra società
perchè è necessario spezzare l'intreccio delle oppressioni genere/razza/classe.
Abbiamo letto dei brani che alcune di noi avevano preparato di bell hooks in "Elogio del margine".
Abbiamo sentito le testimonianze di donne dall'interno dei Cie e,particolarmente toccante, è stata quella della compagna di cella di Nabruka che si è impiccata nel Cie di Ponte Galeria.
Alessandra"Attrice contro" ci ha raccontato sotto la pioggia battente la storia di Joy e di Hellen,ma eravamo tutte intorno a lei con gli ombrelli e con la nostra partecipazione.
E' venuta una compagna di Milano ,che l'anno scorso ha preso le manganellate il 25 novembre a piazzale Cadorna, a portarci la sua solidarietà,a testimonianza che il filo non si spezza e che nulla ci spaventa.
Ha suscitato grande interesse la mostra delle compagne di Milano.
Alcune compagne hanno preso lo striscione che abbiamo portato alla manifestazione di Modena "Contro l'oppressione di genere,razza ,classe CHIUDERE TUTTI I CIE" e si sono messe sul lungotevere a fermare il traffico a singhiozzo.
E' stato un bel momento comunicativo.
Ma questo è soltanto l'inizio di una settimana di mobilitazione e ci rivedremo il 2 dicembre a Milano o qui a Roma o in qualsiasi altra città organizzerà iniziative contro i Cie e in appoggio e in sostegno di Joy,una donna che si è ribellata e che ha avuto il coraggio di farsi carico di una lotta che appartiene a tutte le donne.
E CONTINUEREMO SEMPRE A RIBELLARCI ANCHE NOI.
Donne-femministe-lesbiche contro i Cie
Un lungo 25 novembre a Milano
dal 25 novembre a Milano volantinaggi, attacchinaggi... verso il 2 dicembre al fianco di Joy...
abbiamo iniziato con l'affissione del manifesto: Noi odiamo gli uomini che odiano le donne, locandine delle iniziative nelle altre città e del 25 novembre/2 dicembre a Milano. proseguiremo nei prossimi giorni
Ogni giorno a Milano e hinterland si verifica un’aggressione o una violenza, fino ad arrivare all’uccisione dove la vittima è una donna, ma se ciò non bastasse, si aggiunge l’uso strumentale che lo Stato e il comune di Milano fanno di alcuni episodi per scatenare campagne razziste, creare allarme, aumentare il clima di paura, cercando di distogliere l’attenzione dal fatto che la maggior parte delle violenze avvengono da parte di mariti, ex mariti, fidanzati, padri.
In questo 25 novembre vogliamo essere ancora a fianco di Joy -appena un anno fa le violente cariche in piazzale cadorna contro le donne che denunciavano le violenze nei Cie.
Ci sono voluti mesi – dopo l'incidente probatorio dell'8 giugno- perchè il giudice si esprimesse, prima di accogliere la denuncia di Joy per molestie sessuali subite all'interno del Cie di via Corelli a Milano da parte dell' ispettore-capo del Cie Vittorio Addesso e dare il via al processo e, poi, fissare, finalmente, l'udienza preliminare.
Pochi giorni dopo l'incidente probatorio Joy ha ottenuto l'art. 18.
Tante piccole vittorie, ma significative ed importanti per Joy, per le immigrate. Piccoli passi avanti, in questa battaglia, frutto della lotta di Joy e delle altre migranti che si sono ribellate e di una campagna articolata e prolungata promossa dalle femministe, da realtà antirazziste, antifasciste che hanno permesso di far conoscere da vicino il coraggio e la determinazione di Joy, e la condizione disumana nella realtà “all'interno” dell'inferno Cie che per le donne vuol dire anche molestie ed abusi sessuali.
Ora occorre moltiplicare LA SOLIDARIETA’ PER JOY, UNITE PERCHE’ CHI ABUSA DI NOI DONNE PAGHI
Il 2 dicembre saremo davanti al Tribunale di Milano per continuare questa emblematica battaglia, per portare solidarietà e sostegno a Joy perchè sappiamo bene che già per le donne italiane è difficile fare una denuncia per molestie, per stupro, quanta riprovazione, isolamento sociale ricevono a meno che gli stupratori non siano immigrati: immaginiamo cosa possa significare per Joy sostenere una denuncia per tentato stupro di un ispettore, subito all'interno di un Cie.
A Milano daremo vita a una lunga mobilitazione a partire dal 25 novembre con pannelli, volantinaggi, informazione sulle iniziative organizzate nelle altre città, anche in “gemellaggio” con la mobilitazione delle compagne e donne lavoratrici del Mfpr di Taranto per “Carmela, Sarah e tutte le giovani e donne violentate e uccise”
abbiamo iniziato con l'affissione del manifesto: Noi odiamo gli uomini che odiano le donne, locandine delle iniziative nelle altre città e del 25 novembre/2 dicembre a Milano. proseguiremo nei prossimi giorni
25 Novembre
giornata internazionale contro la violenza sulle donne
giornata internazionale contro la violenza sulle donne
Ogni giorno a Milano e hinterland si verifica un’aggressione o una violenza, fino ad arrivare all’uccisione dove la vittima è una donna, ma se ciò non bastasse, si aggiunge l’uso strumentale che lo Stato e il comune di Milano fanno di alcuni episodi per scatenare campagne razziste, creare allarme, aumentare il clima di paura, cercando di distogliere l’attenzione dal fatto che la maggior parte delle violenze avvengono da parte di mariti, ex mariti, fidanzati, padri.
In questo 25 novembre vogliamo essere ancora a fianco di Joy -appena un anno fa le violente cariche in piazzale cadorna contro le donne che denunciavano le violenze nei Cie.
2 dicembre alle 12 udienza preliminare del processo contro Vittorio Addesso!
Ci sono voluti mesi – dopo l'incidente probatorio dell'8 giugno- perchè il giudice si esprimesse, prima di accogliere la denuncia di Joy per molestie sessuali subite all'interno del Cie di via Corelli a Milano da parte dell' ispettore-capo del Cie Vittorio Addesso e dare il via al processo e, poi, fissare, finalmente, l'udienza preliminare.
Pochi giorni dopo l'incidente probatorio Joy ha ottenuto l'art. 18.
Tante piccole vittorie, ma significative ed importanti per Joy, per le immigrate. Piccoli passi avanti, in questa battaglia, frutto della lotta di Joy e delle altre migranti che si sono ribellate e di una campagna articolata e prolungata promossa dalle femministe, da realtà antirazziste, antifasciste che hanno permesso di far conoscere da vicino il coraggio e la determinazione di Joy, e la condizione disumana nella realtà “all'interno” dell'inferno Cie che per le donne vuol dire anche molestie ed abusi sessuali.
Ora occorre moltiplicare LA SOLIDARIETA’ PER JOY, UNITE PERCHE’ CHI ABUSA DI NOI DONNE PAGHI
Il 2 dicembre saremo davanti al Tribunale di Milano per continuare questa emblematica battaglia, per portare solidarietà e sostegno a Joy perchè sappiamo bene che già per le donne italiane è difficile fare una denuncia per molestie, per stupro, quanta riprovazione, isolamento sociale ricevono a meno che gli stupratori non siano immigrati: immaginiamo cosa possa significare per Joy sostenere una denuncia per tentato stupro di un ispettore, subito all'interno di un Cie.
A Milano daremo vita a una lunga mobilitazione a partire dal 25 novembre con pannelli, volantinaggi, informazione sulle iniziative organizzate nelle altre città, anche in “gemellaggio” con la mobilitazione delle compagne e donne lavoratrici del Mfpr di Taranto per “Carmela, Sarah e tutte le giovani e donne violentate e uccise”
Per ogni donna uccisa, stuprata e offesa siamo tutte parte lesa!
Contro fascismo razzismo sessismo!
Contro fascismo razzismo sessismo!
Movimento femminista proletario rivoluzionario-milano - contatti:mfprmi@gmail.com cell:333/9415168
Contro la violenza e le uccisioni delle donne a Palermo
Donne, lavoratrici, precarie, disoccupate hanno animato oggi pomeriggio a Palermo un presidio mobile da Piazza Politeama fino alla sede di “La Repubblica”, passando per le vie del centro. Due striscioni con su scritto “25 novembre: contro violenze, stupri e uccisioni delle donne, non 1 solo giorno ma tutti i giorni la nostra ribellione e lotta”e “lavoratrici, precarie e disoccupate… la nostra lotta continua” Diversi cartelli - la denuncia sul costante aumento dei casi di violenza e uccisioni di donne nel nostro paese di cui tanti all’interno della famiglia, la “sacra famiglia” così osannata da governo e chiesa che vogliamo cancellare - Sarah, Carmela, Teresa, Giovanna…. un elenco ogni giorno sempre più esteso, per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa - la risposta di lotta che le donne in prima linea hanno messo in campo in questi anni contro violenza e uccisioni, dalla grande manifestazione a Roma del 2007 all’iniziativa a Montalto di Castro dell’anno scorso - al fianco delle donne immigrate contro oppressione e violenza - le diverse iniziative di mobilitazione di questi giorni nella altre città da Palermo, a Taranto, a Bologna, a Roma, a Milano…. Maxi locandine “Noi odiamo gli uomini che odiano le donne” cacciamo via il governo degli “utilizzatori” che legittimano dall’alto la violenza sulle donne In piazza e lungo le strade volantinaggio e spikeraggio, capannelli di donne che si sono formati spontaneamente a sostegno
dell’iniziativa, alcune hanno applaudito dicendo “bene siamo con voi, bisogna fare più cose di questo genere”, giovani studentesse che hanno apprezzato in particolare la locandina di denuncia e controinformazione sull’uccisione di Sarah e la drammatica storia di Carmela suicidatasi dopo aver subito violenza, prodotta dalle compagne di Taranto. Arrivate alla sede di “La repubblica” forte denuncia su come i mass media trattano la questione della violenza contro le donne, meri fatti di cronaca o vergognosi circhi mediatici, mentre non si dà voce alle donne che dicono NO! BASTA! ribellandosi, autorganizzandosi senza delegare la lotta a chi “dice di rappresentarle”, governo, falsi partiti di opposizione… (a Palermo gli unici servizi mandati in onda dalle televisioni locali sono stati dedicati ad un convegno sulla violenza sessuale nel chiuso dei palazzi delle rappresentanti dei sindacati Cisl, Uil e Cgil, quelli che ogni giorno che passa sono sempre più complici degli attacchi sferrati alle condizioni di lavoro e di vita donne)Intervista e foto al presidio dei giornalisti. Vedi foto in galleria
Movimento femminista proletario rivoluzionario Palermo
24/11/10
25 novembre 2010: un saggio dell'mfpr su "uccisioni delle donne, oggi"
Pubblichiamo un lungo saggio su "Uccisioni delle donne, oggi".
E' un contributo che l'MFPR vuole portare facendo uscire per la giornata internazionale delle donne questo documento che è il frutto di un lavoro collettivo del seminario di quest'estate (31 luglio/1° agosto) che abbiamo tenuto a Taranto, con la partecipazione soprattutto di lavoratrici, precarie, disoccupate impegnate nelle lotte.
Nell'ultima versione di questo saggio, scaricabile come opuscolo in pdf da qui, si è accentuata in particolare l'analisi della famiglia, nella fase di moderno medioevo di oggi.
MFPR
E' un contributo che l'MFPR vuole portare facendo uscire per la giornata internazionale delle donne questo documento che è il frutto di un lavoro collettivo del seminario di quest'estate (31 luglio/1° agosto) che abbiamo tenuto a Taranto, con la partecipazione soprattutto di lavoratrici, precarie, disoccupate impegnate nelle lotte.
Nell'ultima versione di questo saggio, scaricabile come opuscolo in pdf da qui, si è accentuata in particolare l'analisi della famiglia, nella fase di moderno medioevo di oggi.
MFPR
Le donne e Berlusconi: LO SCUORNO
Riceviamo e pubblichiamo, dalla Camera delle Donne
Perchè il 25 Novembre, giornata internazionale contro la violena sulle donne, chiediamo le dimissioni di Berlusconi
In questo paese ci sono tanti imbrogli, il peggiore è quello di nascondere vergogne dietro altre vergogne.
Il premier ha detto ripetutamente, anzi esposto, che il proprio divertimento è fare lo “sciupa femmine.
Ma cos’è uno sciupa femmine? È uno che, secondo il maschilismo italico, prende le donne e le usa per il suo piacere. Le sciupa. E molti se ne fanno vanto, in un paese dove a “donna sciupata” è niente, meno del furto di un orologio.
Lo sciupa femmine Silvio, si fa “portare” delle prostitute a casa. Le chiama escort, per diluire la realtà del passaggio di soldi, sfruttamento della prostituzione .
Per il nostro sistema mediatico questo sarebbe “gossip”. Un reato contro la persona, sarebbe gossip.
Perché il gossip è una stupidaggine, se è davvero gossip, in confronto agli affari sporchi del premier.
Ma siamo sicuri che sia così? I reati contro la persona sono davvero meno del furto? Della corruzione e di tutto quello che si può dire sulla gestione piratesca della cosa pubblica?
Se davvero pensiamo questo il premier ci ha davvero corrotti.
Se siamo capaci di sopportare la tratta, il commercio di esseri umani, solo perché le chiamiamo escort, e sopportare che siano minorenni, davvero saremo capaci di sopportare furti e corruzione, molto più facilmente.
Pensiamoci: le mafie, le camorre, “le famiglie”, hanno sempre nascosto dietro la prostituzione “coatta” fatta anche soppressioni e di sfiguramenti con sfregio e acido, il traffico di droga, di armi e lo spionaggio industriale! Tutte cose che scandalizzano,pare, di più delle bambine importate per il trastullo del Premier.
Se quel commercio di donne lo prendiamo sotto gamba, pur sapendo che distrugge delle vite, questo paese ha ben poche speranze.
Berlusconi se ne deve andare per tante cose, ma principalmente, e subito, perché è un simbolo della perdita di valore della vita umana!!!!!
Rosa Schiavo
Napoli 24/11/2010
Perchè il 25 Novembre, giornata internazionale contro la violena sulle donne, chiediamo le dimissioni di Berlusconi
Le donne e Berlusconi: LO SCUORNO
In questo paese ci sono tanti imbrogli, il peggiore è quello di nascondere vergogne dietro altre vergogne.
Il premier ha detto ripetutamente, anzi esposto, che il proprio divertimento è fare lo “sciupa femmine.
Ma cos’è uno sciupa femmine? È uno che, secondo il maschilismo italico, prende le donne e le usa per il suo piacere. Le sciupa. E molti se ne fanno vanto, in un paese dove a “donna sciupata” è niente, meno del furto di un orologio.
Lo sciupa femmine Silvio, si fa “portare” delle prostitute a casa. Le chiama escort, per diluire la realtà del passaggio di soldi, sfruttamento della prostituzione .
Per il nostro sistema mediatico questo sarebbe “gossip”. Un reato contro la persona, sarebbe gossip.
Perché il gossip è una stupidaggine, se è davvero gossip, in confronto agli affari sporchi del premier.
Ma siamo sicuri che sia così? I reati contro la persona sono davvero meno del furto? Della corruzione e di tutto quello che si può dire sulla gestione piratesca della cosa pubblica?
Se davvero pensiamo questo il premier ci ha davvero corrotti.
Se siamo capaci di sopportare la tratta, il commercio di esseri umani, solo perché le chiamiamo escort, e sopportare che siano minorenni, davvero saremo capaci di sopportare furti e corruzione, molto più facilmente.
Pensiamoci: le mafie, le camorre, “le famiglie”, hanno sempre nascosto dietro la prostituzione “coatta” fatta anche soppressioni e di sfiguramenti con sfregio e acido, il traffico di droga, di armi e lo spionaggio industriale! Tutte cose che scandalizzano,pare, di più delle bambine importate per il trastullo del Premier.
Se quel commercio di donne lo prendiamo sotto gamba, pur sapendo che distrugge delle vite, questo paese ha ben poche speranze.
Berlusconi se ne deve andare per tante cose, ma principalmente, e subito, perché è un simbolo della perdita di valore della vita umana!!!!!
Rosa Schiavo
Napoli 24/11/2010
Luigi Faccetti è tornato per uccidere Eliana
A volte tornano ad uccidere, a volte tornano per uccidere.
Luigi Faccetti è tornato per uccidere Eliana
Uomini che uccidono donne e sono liberi, uomini liberi dopo aver tentato di uccidere le vittime, mai sottoposti ad alcuna forma di vigilanza.
In questo paese è così: il medico che stupra torna a fare il medico, il violento torna a fare il violento, l’assassino torna a finire il lavoro.
Perché? Tutte ci diamo risposte, e tutte sono vere. Ma ce n’è una verità, che dura da millenni, lo Stato non sa essere uguale sul diritto alla vita delle donne “di”: le “sue” donne.
Le donne in questo paese, per lessico corrente e politicamente confermato, sarebbero di proprietà, nella disponibilità di chi le possiede, le trasporta, le consegna ed infine le difende dalle “grinfie del nemico”, quello di fuori, non quello uguale per consacrazione etnica, che non è considerato nemico “perché legittimo signore”.
Lo diciamo da tanto che finchè lo Stato minimizzerà la propria responsabilità di incuria e tolleranza verso i gesti assassini “dell’amore criminale”, non cambierà mai la disuguaglianza tra donne e uomini.
Tante virgolette, per dire che non è amore quello che uccide, per dire che la difesa non c’è né in famiglia né fuori, nè sui posti di lavoro.
La certezza della pena, tanto auspicata per altri reati non è mai nominata per il femminicidio quotidiano.
Confondere la pietà per l’assenza della tutela dei diritti in carcere con le scarcerazioni facili e le mancate riabilitazioni, su questi reati, è una forma di connivenza insopportabile. Da Izzo fino a Luigi Faccetti, che ha ucciso la “sua” Eliana Femiano, le mani assassine sono armate dall’ infingardia di un sistema di pene irrilevanti per gli assassini di donne.
Le vittime che non costano: questo sono le donne. Costano meno del valore di qualsiasi refurtiva.
Noi pensiamo che Ali Agca abbia ben capito che la vita di Papa vale qualcosa, per il paese nel quale ha tentato di ucciderlo, per ciò che ha sentito, per ciò che ha scontato. Alì si trovò davanti un uomo e la forza del consenso che sentiva sul suo gesto, non deve essere stata molto differente dalla forza di quel consenso bimillenario che ha fatto abbattere ben trenta volte il coltello nel corpo di Eliana. Gesti umanamente simili, conducono a destini diversi gli esecutori, per via dell'identità sessuale della vittima. Per via dell'irrisorio valore dato alla vita di una donna, che simbolicamente è meno persona, non solo di un Papa
Scarcerati, denunciati, non allontanati, condannati senza pagare neanche la pena che sconta un ladro di polli.
Lo Stato è simbolicamente orgoglioso di un arresto di mafia. Lo stato è simbolicamente appena burbero con gli assassini Italiani di donne. Forse per i patti tra gli stati, ognuno ha la sua forma di lapidazione.
Sia delle lapidate che delle uccise all’Italiana non abbiamo statistiche certe. Anche questo è simbolico.
Se le donne di Terracina ci sentono accendano una fiaccola per noi, che dagli Spalti del Maschio Angioino saremo a denunciare il 25 Novembre alle 16 l’istigazione e l’offesa nelle parole dei potenti. I potenti le cui parole irrobustiscono le braccia dei proprietari della vita delle donne.
Saremo lì anche per Eliana
Stefania Cantatore
Napoli, 23/11/10
Luigi Faccetti è tornato per uccidere Eliana
Uomini che uccidono donne e sono liberi, uomini liberi dopo aver tentato di uccidere le vittime, mai sottoposti ad alcuna forma di vigilanza.
In questo paese è così: il medico che stupra torna a fare il medico, il violento torna a fare il violento, l’assassino torna a finire il lavoro.
Perché? Tutte ci diamo risposte, e tutte sono vere. Ma ce n’è una verità, che dura da millenni, lo Stato non sa essere uguale sul diritto alla vita delle donne “di”: le “sue” donne.
Le donne in questo paese, per lessico corrente e politicamente confermato, sarebbero di proprietà, nella disponibilità di chi le possiede, le trasporta, le consegna ed infine le difende dalle “grinfie del nemico”, quello di fuori, non quello uguale per consacrazione etnica, che non è considerato nemico “perché legittimo signore”.
Lo diciamo da tanto che finchè lo Stato minimizzerà la propria responsabilità di incuria e tolleranza verso i gesti assassini “dell’amore criminale”, non cambierà mai la disuguaglianza tra donne e uomini.
Tante virgolette, per dire che non è amore quello che uccide, per dire che la difesa non c’è né in famiglia né fuori, nè sui posti di lavoro.
La certezza della pena, tanto auspicata per altri reati non è mai nominata per il femminicidio quotidiano.
Confondere la pietà per l’assenza della tutela dei diritti in carcere con le scarcerazioni facili e le mancate riabilitazioni, su questi reati, è una forma di connivenza insopportabile. Da Izzo fino a Luigi Faccetti, che ha ucciso la “sua” Eliana Femiano, le mani assassine sono armate dall’ infingardia di un sistema di pene irrilevanti per gli assassini di donne.
Le vittime che non costano: questo sono le donne. Costano meno del valore di qualsiasi refurtiva.
Noi pensiamo che Ali Agca abbia ben capito che la vita di Papa vale qualcosa, per il paese nel quale ha tentato di ucciderlo, per ciò che ha sentito, per ciò che ha scontato. Alì si trovò davanti un uomo e la forza del consenso che sentiva sul suo gesto, non deve essere stata molto differente dalla forza di quel consenso bimillenario che ha fatto abbattere ben trenta volte il coltello nel corpo di Eliana. Gesti umanamente simili, conducono a destini diversi gli esecutori, per via dell'identità sessuale della vittima. Per via dell'irrisorio valore dato alla vita di una donna, che simbolicamente è meno persona, non solo di un Papa
Scarcerati, denunciati, non allontanati, condannati senza pagare neanche la pena che sconta un ladro di polli.
Lo Stato è simbolicamente orgoglioso di un arresto di mafia. Lo stato è simbolicamente appena burbero con gli assassini Italiani di donne. Forse per i patti tra gli stati, ognuno ha la sua forma di lapidazione.
Sia delle lapidate che delle uccise all’Italiana non abbiamo statistiche certe. Anche questo è simbolico.
Se le donne di Terracina ci sentono accendano una fiaccola per noi, che dagli Spalti del Maschio Angioino saremo a denunciare il 25 Novembre alle 16 l’istigazione e l’offesa nelle parole dei potenti. I potenti le cui parole irrobustiscono le braccia dei proprietari della vita delle donne.
Saremo lì anche per Eliana
Stefania Cantatore
Napoli, 23/11/10
25 novembre contro la violenza sulle donne: presidio a Palermo
In vista dell’approssimarsi del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, come donne lavoratrici, precarie, disoccupate ci siamo incontrate in questi giorni per discutere e organizzarci.
Siamo partite dalla nostra esperienza diretta che ci vede impegnate quotidianamente innanzi tutto nella lotta in difesa del lavoro, contro la precarietà, la disoccupazione in una fase in cui governo e padroni ci attaccano pesantemente. Siamo una goccia di un vasto mare che vede tantissime donne colpite sul piano economico/lavorativo, ma ogni giorno che passa è sempre più chiaro ed evidente come l’attacco alle nostre condizioni di vita sia ben più ampio: governo, padroni, Stato, ben affiancati dalla chiesa, sono parte integrante di un sistema sociale che vuole noi donne sempre più deboli e subordinate.
Vogliono farci tornare indietro, ricacciarci a casa, rinchiuderci in famiglia per scaricare su di noi tutto il peso del lavoro di cura a fronte del continuo smantellamento dei servizi sociali pubblici, ma non solo! la famiglia deve servire anche per controllare la nostra vita, soffocando ogni esigenza e volontà di autodeterminazione delle donne. Questa famiglia che così tanto si esalta e si sacralizza è quella in cui invece tante donne subiscono oppressione e violenza fino ad essere uccise da parte di chi nei cosiddetti romanzi rosa si chiamerebbe "il loro uomo", “il loro compagno di vita”, “ il loro partner”…
Ogni giorno sentiamo, leggiamo, ancora un’altra violenza, ancora un'altra uccisione! Non possiamo non sentirci tutte violentate, tutte offese!
E basta con la storia “dei singoli casi di raptus” o delle “mele marce da estirpare da una società sana”! La violenza sessuale è il frutto più marcio della società capitalista in cui viviamo che crea un clima da moderno medioevo contro le donne attaccandole nelle condizioni generali della loro vita
e forte è la rabbia nel vedere come venga trattata dai mass media, semplici fatti di cronaca quasi che sia normale che succedano! o addirittura l’altra orrenda faccia della medaglia con i vergognosi show mediatici con cui si vuole speculare e guadagnare a più non posso come sta accadendo in questi giorni intorno alla drammatica vicenda dell'uccisione della giovane Sarah Scazzi a Taranto
e ancora più forte è la rabbia contro l’ipocrisia del governo moderno fascista Berlusconi che si guarda bene dal fare riferimento alle violenze che avvengono quasi ogni giorno contro le donne dentro tante famiglie italiane ma che non ha perso tempo a scagliarsi su alcuni casi di violenza commessi da immigrati per gridare all’emergenza e imporre politiche razziste, xenofobe, di più repressione che doppiamente ricadono sulle donne immigrate; un governo che dall’
alto invece legittima la violenza sulle donne abusando vergognosamente del potere politico per abusare del corpo delle donne, primo nella lista in questo Berlusconi, diffondendo a livello di massa concezioni maschiliste e sessiste contro le donne.
Contro tutto questo la nostra rabbia deve trasformarsi in ribellione e lotta!
Giovedì 25 novembre saremo in presidio itinerante da Piazza Politema alla sede del giornale “La Repubblica” dalle ore 16,00
Mostra, volantinaggio, spikeraggio, informazione sulle iniziative organizzate nelle altre città, a partire dalla mobilitazione delle compagne e donne lavoratrici e disoccupate del Mfpr di Taranto per “Carmela, Sarah e tutte le giovani e donne violentate e uccise”
Mfpr Palermo
Siamo partite dalla nostra esperienza diretta che ci vede impegnate quotidianamente innanzi tutto nella lotta in difesa del lavoro, contro la precarietà, la disoccupazione in una fase in cui governo e padroni ci attaccano pesantemente. Siamo una goccia di un vasto mare che vede tantissime donne colpite sul piano economico/lavorativo, ma ogni giorno che passa è sempre più chiaro ed evidente come l’attacco alle nostre condizioni di vita sia ben più ampio: governo, padroni, Stato, ben affiancati dalla chiesa, sono parte integrante di un sistema sociale che vuole noi donne sempre più deboli e subordinate.
Vogliono farci tornare indietro, ricacciarci a casa, rinchiuderci in famiglia per scaricare su di noi tutto il peso del lavoro di cura a fronte del continuo smantellamento dei servizi sociali pubblici, ma non solo! la famiglia deve servire anche per controllare la nostra vita, soffocando ogni esigenza e volontà di autodeterminazione delle donne. Questa famiglia che così tanto si esalta e si sacralizza è quella in cui invece tante donne subiscono oppressione e violenza fino ad essere uccise da parte di chi nei cosiddetti romanzi rosa si chiamerebbe "il loro uomo", “il loro compagno di vita”, “ il loro partner”…
Ogni giorno sentiamo, leggiamo, ancora un’altra violenza, ancora un'altra uccisione! Non possiamo non sentirci tutte violentate, tutte offese!
E basta con la storia “dei singoli casi di raptus” o delle “mele marce da estirpare da una società sana”! La violenza sessuale è il frutto più marcio della società capitalista in cui viviamo che crea un clima da moderno medioevo contro le donne attaccandole nelle condizioni generali della loro vita
e forte è la rabbia nel vedere come venga trattata dai mass media, semplici fatti di cronaca quasi che sia normale che succedano! o addirittura l’altra orrenda faccia della medaglia con i vergognosi show mediatici con cui si vuole speculare e guadagnare a più non posso come sta accadendo in questi giorni intorno alla drammatica vicenda dell'uccisione della giovane Sarah Scazzi a Taranto
e ancora più forte è la rabbia contro l’ipocrisia del governo moderno fascista Berlusconi che si guarda bene dal fare riferimento alle violenze che avvengono quasi ogni giorno contro le donne dentro tante famiglie italiane ma che non ha perso tempo a scagliarsi su alcuni casi di violenza commessi da immigrati per gridare all’emergenza e imporre politiche razziste, xenofobe, di più repressione che doppiamente ricadono sulle donne immigrate; un governo che dall’
alto invece legittima la violenza sulle donne abusando vergognosamente del potere politico per abusare del corpo delle donne, primo nella lista in questo Berlusconi, diffondendo a livello di massa concezioni maschiliste e sessiste contro le donne.
Contro tutto questo la nostra rabbia deve trasformarsi in ribellione e lotta!
Giovedì 25 novembre saremo in presidio itinerante da Piazza Politema alla sede del giornale “La Repubblica” dalle ore 16,00
Mostra, volantinaggio, spikeraggio, informazione sulle iniziative organizzate nelle altre città, a partire dalla mobilitazione delle compagne e donne lavoratrici e disoccupate del Mfpr di Taranto per “Carmela, Sarah e tutte le giovani e donne violentate e uccise”
Mfpr Palermo
26 novembre 2010, Appello dal padre di Carmela
IL PROSSIMO 26 NOVEMBRE SARANNO 3 MESI ESATTI DALLA MORTE DELLA PICCOLA SARAH
PER UNA SIMBOLICA COINCIDENZA SI CELEBRA ANCHE IL PROCESSO CONTRO 3 DEGLI STUPRATORI DI CARMELA, ALTRA VITTIMA DELLA BARBARIE DEGLI UOMINI E DELLA "COLPEVOLE INADEGUATEZZA" DELLE ISTITUZIONI.
A TARANTO SI STANNO ORGANIZZANDO DEI PRESIDI DAVANTI AL TRIBUNALE, DEI CORTEI PER LE VIE DELLA CITTA' E UNA ASSEMBLEA IN PIAZZA IMMACOLATA, PER RIBELLARSI A QUESTE INGIUSTIZIE.
IO PERSONALMENTE ADERISCO ATTIVAMENTE SIA COME PADRE DI CARMELA SIA COME PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE NATA IN SUO ONORE E MEMORIA, PER MANIFESTARE TUTTO IL NOSTRO RAMMARICO SU COME PER ENTRAMBI QUESTI PICCOLI ANGELI SI STIA CONTINUANDO A MANCARE DI RISPETTO, E SI STIANO CALPESTANDO I LORO PIU' ELEMENTARI DIRITTI UMANI E VICILI.
NEI CONFRONTI DI SARAH, TROVO VERGOGNOSO TUTTO QUESTO ACCANIMENTO MEDIATICO, DA PARTE DI TUTTI, MIRATO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE A SFRUTTARE LA MORBOSA CURIOSITA' DEL "PUBBLICO" DIMENTICANDOSI TOTALMENTE DELLA ORRIBILE FINE DI QUESTA BAMBINA E DEL SUO DOLORE E SOPRATTUTTO DEL FATTO CHE NON SIA PIU' TRA NOI.
NEI CONFRONTI DI CARMELA, TROVO ALTRETTANTO VERGOGNOSA LA QUASI TOTALE INDIFFERENZA (DIMOSTRANDO INTERESSE SOLO PER GLI ASPETTI MORBOSI DELLA TRISTE VICENDA DI CARMELA) DA PARTE DI TUTTI (MEDIA E ISTITUZIONI IN PRIMA LINEA) NEI CONFRONTI DELLA NOSTRA INSISTENTE RICHIESTA DI GIUSTIZIA, IL 26 NOVEMBRE COMINCERA' FINALMENTE IL PROCESSO CONTRO 3 DEGLI STUPRATORI DI CARMELA, MA ANCORA LA GIUSTIZIA NON RIESCE O NON VUOLE FAR DECOLLARE I PROCESSI MIRATI A FAR EMERGERE LE RESPONSABILITA' DELLE ISTITUZIONI CHE HANNO "GESTITO" IL SUO CASO E CHE DI FATTO L'HANNO SPINTA DAL QUEL SETTIMO PIANO.
A QUESTO RAMMARICO AGGIUNGO IL MIO PERSONALE DISGUSTO NEI CONFRONTI DELL'OPERATO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA RIMASTO SORDO E CIECO DAVANTI ALLE NOSTRE RICHIESTE DI INTERVENTO.
PERSONALMENTE E A NOME DELL'ASSOCIAZIONE "IoSòCarmela" CHE IO PRESIEDO, MI AUGURO CHE QUESTE INIZIATIVE CONTRIBUISCANO A FAR SPEGNERE I RIFLETTORI DELLA MORBOSA CURIOSITA' E DEL VERGOGNOSO LUCRARE SUL DOLORE E SULLE TRAGEDIE, E FACCIANO AL CONTRARIO RIACCENDERE GLI UNICI RIFLETTORI CHE UN PAESE CHE SI CONSIDERA CIVILE DOVREBBE ATTIVARE ALLA MASSIMA POTENZA, QUELLI DEL RISPETTO DEI DIRITTI DEI MINORI E DELLE LORO FAMIGLIE, DELLA LOTTA ALLA VIOLENZA SU DONNE E BAMBINI .... E SOPRATTUTTO QUELLI DELLA GIUSTIZIA .... QUELLA VERA DI CUI SI PUO' ESSERE ORGOGLIOSI ... NON QUELLA BUROCRATICA REGOLAMENTATA DA CAVILLI E POSTILLE CHE TANTO SOMIGLIA AD UN CONTRATTO TRUFFALDINO!
CONCLUDO PRENDENDO LE DISTANZE DA QUALSIASI EVENTUALE STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA DI QUESTE INIZIATIVE DA CHIUNQUE ESSA POTESSE PROVENIRE, RIBADENDO UN CONCETTO FONDAMENTALE PER LA NOSTRA ASSOCIAZIONE ... CHE LA GIUSTIZIA ED I DIRITTI UMANI E CIVILI DI BAMBINI E FAMIGLIE NON HANNO COLORE POLITICO ...
HANNO SOLO IL COLORE DELLA DIGNITA' E DEL BUONSENSO
ALFONSO FRASSANITO - PRESIDENTE ASSOCIAZIONE "IOSO'CARMELA" E PADRE DI CARMELA.
PER UNA SIMBOLICA COINCIDENZA SI CELEBRA ANCHE IL PROCESSO CONTRO 3 DEGLI STUPRATORI DI CARMELA, ALTRA VITTIMA DELLA BARBARIE DEGLI UOMINI E DELLA "COLPEVOLE INADEGUATEZZA" DELLE ISTITUZIONI.
A TARANTO SI STANNO ORGANIZZANDO DEI PRESIDI DAVANTI AL TRIBUNALE, DEI CORTEI PER LE VIE DELLA CITTA' E UNA ASSEMBLEA IN PIAZZA IMMACOLATA, PER RIBELLARSI A QUESTE INGIUSTIZIE.
IO PERSONALMENTE ADERISCO ATTIVAMENTE SIA COME PADRE DI CARMELA SIA COME PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE NATA IN SUO ONORE E MEMORIA, PER MANIFESTARE TUTTO IL NOSTRO RAMMARICO SU COME PER ENTRAMBI QUESTI PICCOLI ANGELI SI STIA CONTINUANDO A MANCARE DI RISPETTO, E SI STIANO CALPESTANDO I LORO PIU' ELEMENTARI DIRITTI UMANI E VICILI.
NEI CONFRONTI DI SARAH, TROVO VERGOGNOSO TUTTO QUESTO ACCANIMENTO MEDIATICO, DA PARTE DI TUTTI, MIRATO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE A SFRUTTARE LA MORBOSA CURIOSITA' DEL "PUBBLICO" DIMENTICANDOSI TOTALMENTE DELLA ORRIBILE FINE DI QUESTA BAMBINA E DEL SUO DOLORE E SOPRATTUTTO DEL FATTO CHE NON SIA PIU' TRA NOI.
NEI CONFRONTI DI CARMELA, TROVO ALTRETTANTO VERGOGNOSA LA QUASI TOTALE INDIFFERENZA (DIMOSTRANDO INTERESSE SOLO PER GLI ASPETTI MORBOSI DELLA TRISTE VICENDA DI CARMELA) DA PARTE DI TUTTI (MEDIA E ISTITUZIONI IN PRIMA LINEA) NEI CONFRONTI DELLA NOSTRA INSISTENTE RICHIESTA DI GIUSTIZIA, IL 26 NOVEMBRE COMINCERA' FINALMENTE IL PROCESSO CONTRO 3 DEGLI STUPRATORI DI CARMELA, MA ANCORA LA GIUSTIZIA NON RIESCE O NON VUOLE FAR DECOLLARE I PROCESSI MIRATI A FAR EMERGERE LE RESPONSABILITA' DELLE ISTITUZIONI CHE HANNO "GESTITO" IL SUO CASO E CHE DI FATTO L'HANNO SPINTA DAL QUEL SETTIMO PIANO.
A QUESTO RAMMARICO AGGIUNGO IL MIO PERSONALE DISGUSTO NEI CONFRONTI DELL'OPERATO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA RIMASTO SORDO E CIECO DAVANTI ALLE NOSTRE RICHIESTE DI INTERVENTO.
PERSONALMENTE E A NOME DELL'ASSOCIAZIONE "IoSòCarmela" CHE IO PRESIEDO, MI AUGURO CHE QUESTE INIZIATIVE CONTRIBUISCANO A FAR SPEGNERE I RIFLETTORI DELLA MORBOSA CURIOSITA' E DEL VERGOGNOSO LUCRARE SUL DOLORE E SULLE TRAGEDIE, E FACCIANO AL CONTRARIO RIACCENDERE GLI UNICI RIFLETTORI CHE UN PAESE CHE SI CONSIDERA CIVILE DOVREBBE ATTIVARE ALLA MASSIMA POTENZA, QUELLI DEL RISPETTO DEI DIRITTI DEI MINORI E DELLE LORO FAMIGLIE, DELLA LOTTA ALLA VIOLENZA SU DONNE E BAMBINI .... E SOPRATTUTTO QUELLI DELLA GIUSTIZIA .... QUELLA VERA DI CUI SI PUO' ESSERE ORGOGLIOSI ... NON QUELLA BUROCRATICA REGOLAMENTATA DA CAVILLI E POSTILLE CHE TANTO SOMIGLIA AD UN CONTRATTO TRUFFALDINO!
CONCLUDO PRENDENDO LE DISTANZE DA QUALSIASI EVENTUALE STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA DI QUESTE INIZIATIVE DA CHIUNQUE ESSA POTESSE PROVENIRE, RIBADENDO UN CONCETTO FONDAMENTALE PER LA NOSTRA ASSOCIAZIONE ... CHE LA GIUSTIZIA ED I DIRITTI UMANI E CIVILI DI BAMBINI E FAMIGLIE NON HANNO COLORE POLITICO ...
HANNO SOLO IL COLORE DELLA DIGNITA' E DEL BUONSENSO
ALFONSO FRASSANITO - PRESIDENTE ASSOCIAZIONE "IOSO'CARMELA" E PADRE DI CARMELA.
25 novembre: silenzi e rumori sul femminicidio- presidio performativo a Bologna
25 novembre , giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne
Saremo in via Indipendenza, davanti alla chiesa S. Pietro e in via Clavature ,dalle ore 18, con le nostre voci e i nostri corpi per denunciare e spezzare il silenzio contro il femminicidio.
Unisciti alla lotta , vedrai che la tua vita potrà cambiare rotta !
Rifiutiamo la logica della paura, riprendiamoci le nostre vite…
in seguito il testo che interpreteremo e distribuiremo durante il presidio.
___________________________________________________
Maschile gliel’abbiamo dovuto aggiungere noi donne e lesbiche
La società patriarcale nella quale viviamo è così: si basa sulla violenza, sullo stupro, sullo sfruttamento, ma si è premunita di sistemi efficaci affinché questo non si veda chiaramente
La violenza che colpisce le donne è sempre agita da mano maschile, ma meglio non dire.
Meglio non dire che circa 150 donne muoiono ogni anno di morte violenta e che ad ucciderle sono uomini, meglio non dire che miete più morti questa guerra non dichiarata tra i generi che la criminalità organizzata.
25 novembre
giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne
Lo dobbiamo gridare noi, che questi maschi che uccidono non sono sconosciuti ma uomini di famiglia, padri, zii, mariti ed ex, fidanzati ed ex, amanti, vicini.
Lo dobbiamo gridare noi che la famiglia uccide le donne
Si preferisce parlare di aggressori stranieri che minacciano le donne italiane e fare leggi razziste sulla sicurezza, che accontentano chi si accontenta di credere al governo, ai partiti, ai giornali
La stampa ci parla di omicidi straordinari ed inspiegabili, compiuti da uomini depressi, fragili, troppo innamorati, in crisi, che sparano perchè colpiti da raptus di follia, tutti bravi lavoratori, tutti bravi ragazzi se italiani.
Omicidi straordinari che succedono un giorno si e uno no, omicidi che non siamo disposte a concepire come sfortune individuali, svincolati l’uno dall’altro, ma che sappiamo bene essere tutti conseguenza di una mentalità maschilista diffusa e condivisa
25 novembre
giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne, violenza che avviene soprattutto in famiglia
Che avviene nel silenzio, perché nessuno sente rumore se un marito picchia la moglie, perché tutti distolgono lo sguardo se un uomo e una donna discutono per strada, perché al posto di polizia ti ascoltano solo per consigliarti di pensare “al bene della famiglia” perché nessuna istituzione elargisce fondi ai centri antiviolenza dove invece qualcuna potrebbe sentire, ascoltare , denunciare.
25 novembre giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne , le lesbiche , le trans che avviene fin da piccole nella sacra famiglia in cui cresciamo, perché siamo “lesbiche di merda” se tuo padre o fratello ti trova in casa con una ragazza, perché i maschi pensano di guarirti con uno stupro, perché rischiamo di essere menate se ci baciamo per strada, perché siamo solo prostitute – oggetto quando la polizia ci porta in questura, se siamo trans.
25 novembre giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne che avviene soprattutto in famiglia e che vede la complicità dello stato affinché ci sia silenzio sul fatto che gli uomini uccidono le donne
succede così, (colpo)
una ogni due giorni se va bene (colpo)
solo lei se va bene (colpo)
davanti agli occhi dei suoi figli che ricorderanno per tutta la vita (colpo)
e voci che giustificheranno i loro assassini, le uccideranno un’altra volta (colpo)
e ancora colpi che non fanno rumore (colpo)
quando la polizia interroga le vittime, come se fosse loro la colpa (colpo)
quando il magistrato infligge pene ridicole a stupratori e a assassini (colpo)
o quando non di rado li assolve (colpo)
25 novembre
giornata mondiale contro la violenza maschile
basterà una giornata di denuncia rumorosa contro 364 giorni di silenzio e connivenza?
no di certo se faremo rumore solo noi, ma se tutte insieme unite faremo molto rumore , ma molto molto rumore e non una sola giornata, la violenza finirà
dobbiamo urlare denunciare isolare gli stupratori e gli assassini
dobbiamo fare e non solo il 25 novembre molto rumore perché la violenza maschile sulle donne finisca
I panni sporchi non si lavano in famiglia, sopratutto quando sono sporchi di sangue
Quellechenoncistanno
Saremo in via Indipendenza, davanti alla chiesa S. Pietro e in via Clavature ,dalle ore 18, con le nostre voci e i nostri corpi per denunciare e spezzare il silenzio contro il femminicidio.
Unisciti alla lotta , vedrai che la tua vita potrà cambiare rotta !
Rifiutiamo la logica della paura, riprendiamoci le nostre vite…
in seguito il testo che interpreteremo e distribuiremo durante il presidio.
___________________________________________________
Maschile gliel’abbiamo dovuto aggiungere noi donne e lesbiche
La società patriarcale nella quale viviamo è così: si basa sulla violenza, sullo stupro, sullo sfruttamento, ma si è premunita di sistemi efficaci affinché questo non si veda chiaramente
La violenza che colpisce le donne è sempre agita da mano maschile, ma meglio non dire.
Meglio non dire che circa 150 donne muoiono ogni anno di morte violenta e che ad ucciderle sono uomini, meglio non dire che miete più morti questa guerra non dichiarata tra i generi che la criminalità organizzata.
25 novembre
giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne
Lo dobbiamo gridare noi, che questi maschi che uccidono non sono sconosciuti ma uomini di famiglia, padri, zii, mariti ed ex, fidanzati ed ex, amanti, vicini.
Lo dobbiamo gridare noi che la famiglia uccide le donne
Si preferisce parlare di aggressori stranieri che minacciano le donne italiane e fare leggi razziste sulla sicurezza, che accontentano chi si accontenta di credere al governo, ai partiti, ai giornali
La stampa ci parla di omicidi straordinari ed inspiegabili, compiuti da uomini depressi, fragili, troppo innamorati, in crisi, che sparano perchè colpiti da raptus di follia, tutti bravi lavoratori, tutti bravi ragazzi se italiani.
Omicidi straordinari che succedono un giorno si e uno no, omicidi che non siamo disposte a concepire come sfortune individuali, svincolati l’uno dall’altro, ma che sappiamo bene essere tutti conseguenza di una mentalità maschilista diffusa e condivisa
25 novembre
giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne, violenza che avviene soprattutto in famiglia
Che avviene nel silenzio, perché nessuno sente rumore se un marito picchia la moglie, perché tutti distolgono lo sguardo se un uomo e una donna discutono per strada, perché al posto di polizia ti ascoltano solo per consigliarti di pensare “al bene della famiglia” perché nessuna istituzione elargisce fondi ai centri antiviolenza dove invece qualcuna potrebbe sentire, ascoltare , denunciare.
25 novembre giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne , le lesbiche , le trans che avviene fin da piccole nella sacra famiglia in cui cresciamo, perché siamo “lesbiche di merda” se tuo padre o fratello ti trova in casa con una ragazza, perché i maschi pensano di guarirti con uno stupro, perché rischiamo di essere menate se ci baciamo per strada, perché siamo solo prostitute – oggetto quando la polizia ci porta in questura, se siamo trans.
25 novembre giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne che avviene soprattutto in famiglia e che vede la complicità dello stato affinché ci sia silenzio sul fatto che gli uomini uccidono le donne
succede così, (colpo)
una ogni due giorni se va bene (colpo)
solo lei se va bene (colpo)
davanti agli occhi dei suoi figli che ricorderanno per tutta la vita (colpo)
e voci che giustificheranno i loro assassini, le uccideranno un’altra volta (colpo)
e ancora colpi che non fanno rumore (colpo)
quando la polizia interroga le vittime, come se fosse loro la colpa (colpo)
quando il magistrato infligge pene ridicole a stupratori e a assassini (colpo)
o quando non di rado li assolve (colpo)
25 novembre
giornata mondiale contro la violenza maschile
basterà una giornata di denuncia rumorosa contro 364 giorni di silenzio e connivenza?
no di certo se faremo rumore solo noi, ma se tutte insieme unite faremo molto rumore , ma molto molto rumore e non una sola giornata, la violenza finirà
dobbiamo urlare denunciare isolare gli stupratori e gli assassini
dobbiamo fare e non solo il 25 novembre molto rumore perché la violenza maschile sulle donne finisca
I panni sporchi non si lavano in famiglia, sopratutto quando sono sporchi di sangue
Quellechenoncistanno
10/11/10
25 novembre ovunque e insieme!
Per il 25 novembre, giornata internazionale di lotta contro la violenza sessuale delle donne, si stanno via via organizzando mobilitazioni in varie città.
Dobbiamo trasformare questo e la non realizzazione di un'unica manifestazione nazionale in un fatto positivo. Piuttosto che fare in maniera forzosa e "burocratica" (o su una linea molto sbagliata come la proposta per Milano) una manifestazione nazionale, è certamente più giusto accendere decine e decine di "fuochi", e rappresentare, dare visibilità, alle varie forme, fatti emblematici di violenze sessuali e soprattutto di uccisioni delle donne che quest'anno sempre di più stanno accadendo, e che, ognuna e nell'insieme, mostrano la realtà di una guerra di bassa intensità contro le donne, del femminicidio in atto, frutto di questo sistema capitalista da moderno medioevo, in cui è proprio il capo di governo Berlusconi che si fa primo "violentatore" della dignità delle donne.
Facciamo diventare queste decine di fuochi l'alimento di una più vasta, articolata organizzazione e lotta delle donne. Portiamo dovunque il messaggio:
RIBELLARCI E' GIUSTO!
Noi da Taranto avevamo fatto appello a una manifestazione nella nostra città che avesse una valenza nazionale, a cui partecipassero realtà di compagne, femministe, donne, da altre città. L'avevamo proposto proprio per fare un 25 novembre non solo come "scadenza" ma di lotta in una realtà in cui l'uccisione/violenza di una ragazza sta mostrando in maniera chiara la denuncia della condizione pratica, ideologica a cui questo sistema sociale costringe/restringe le ragazze, le donne, la denuncia del ruolo di morte della famiglia, dei valori maschilisti/di possesso dominanti e a volte influenzanti anche le donne, del fascismo mediatico oggi.
Ma visto che la decisione di realizzare mobilitazioni nei propri territori sta diventando quella prevalente, noi a questo punto proponiamo che queste decine, speriamo tante iniziative, non restino ognuna per sé. Coordiniamoci! Facciamo comunque diventare tante lotte un'unica lotta.
PROPONIAMO CHE LA MAILING LIST DEL TAVOLO 4 SVOLGA UN RUOLO UNIFICANTE DELLE VARIE INIZIATIVE
PROPONIAMO CHE OGNI REALTA' INVII IL PIANO DI MOBILITAZIONE PERCHE' VIA VIA SI POSSA STENDERE UN UNICO PROGRAMMA
PROPONIAMO CHE QUESTO PRAGRAMMA VENGA PORTATO, COME UN MANIFESTO DI TUTTE LE DONNE IN LOTTA, IN OGNI INIZIATIVA, IN OGNI CITTA' .
A TARANTO
faremo una articolata mobilitazione che avrà la sua giornata più importante il 26 novembre.
Il 26 novembre, saranno tre mesi dalla morte di SARAH, ma al mattino vi sarà anche il processo per un'altra morte e violenza: quella del 2007 ad un'altra ragazzina, CARMELA di 13 anni, che si buttò da un balcone, uccisa dagli uomini che l'avevano violentata e dallo Stato che invece di aiutarla la rinchiuse negli Istituti e ora le nega ancora giustizia.
Questa simbolica coincidenza mostra quello che dall'inizio diciamo: non si tratta di casi privati da isolare e poi scandagliare in maniera altrettanto violenta e da avvoltoi, ma della condizione generale di centinaia di ragazze, donne in questo sistema sociale.
IL 26 NOVEMBRE -
AL MATTINO PRESIDIO AL TRIBUNALE perché questa volta ci sia giustizia per Carmela.
LA SERA SIT IN ITINERANTE NELLE VIE CENTRALI E MANIFESTAZIONE/ASSEMBLEA PUBBLICA NELLA PIAZZA CENTRALE DI TARANTO, per Sarah e per tutte le ragazze, le donne uccise e violentate.
Per dire forte: MODERNO MEDIOEVO DOPPIA OPPRESSIONE - DONNE IN LOTTA PER LA RIVOLUZIONE!
Per il 25 novembre, giornata internazionale di lotta contro la violenza sessuale delle donne, si stanno via via organizzando mobilitazioni in varie città.
Dobbiamo trasformare questo e la non realizzazione di un'unica manifestazione nazionale in un fatto positivo. Piuttosto che fare in maniera forzosa e "burocratica" (o su una linea molto sbagliata come la proposta per Milano) una manifestazione nazionale, è certamente più giusto accendere decine e decine di "fuochi", e rappresentare, dare visibilità, alle varie forme, fatti emblematici di violenze sessuali e soprattutto di uccisioni delle donne che quest'anno sempre di più stanno accadendo, e che, ognuna e nell'insieme, mostrano la realtà di una guerra di bassa intensità contro le donne, del femminicidio in atto, frutto di questo sistema capitalista da moderno medioevo, in cui è proprio il capo di governo Berlusconi che si fa primo "violentatore" della dignità delle donne.
Facciamo diventare queste decine di fuochi l'alimento di una più vasta, articolata organizzazione e lotta delle donne. Portiamo dovunque il messaggio:
RIBELLARCI E' GIUSTO!
Noi da Taranto avevamo fatto appello a una manifestazione nella nostra città che avesse una valenza nazionale, a cui partecipassero realtà di compagne, femministe, donne, da altre città. L'avevamo proposto proprio per fare un 25 novembre non solo come "scadenza" ma di lotta in una realtà in cui l'uccisione/violenza di una ragazza sta mostrando in maniera chiara la denuncia della condizione pratica, ideologica a cui questo sistema sociale costringe/restringe le ragazze, le donne, la denuncia del ruolo di morte della famiglia, dei valori maschilisti/di possesso dominanti e a volte influenzanti anche le donne, del fascismo mediatico oggi.
Ma visto che la decisione di realizzare mobilitazioni nei propri territori sta diventando quella prevalente, noi a questo punto proponiamo che queste decine, speriamo tante iniziative, non restino ognuna per sè. Coordiniamoci! Facciamo comunque diventare tante lotte un'unica lotta.
PROPONIAMO CHE LA MAILING LIST DEL TAVOLO 4 SVOLGA UN RUOLO UNIFICANTE DELLE VARIE INIZIATIVE
PROPONIAMO CHE OGNI REALTA' INVII IL PIANO DI MOBILITAZIONE PERCHE' VIA VIA SI POSSA STENDERE UN UNICO PROGRAMMA
PROPONIAMO CHE QUESTO PRAGRAMMA VENGA PORTATO, COME UN MANIFESTO DI TUTTE LE DONNE IN LOTTA, IN OGNI INIZIATIVA, IN OGNI CITTA' .
A TARANTO
faremo una articolata mobilitazione che avrà la sua giornata più importante il 26 novembre.
Il 26 novembre, saranno tre mesi dalla morte di SARAH, ma al mattino vi sarà anche il processo per un'altra morte e violenza: quella del 2007 ad un'altra ragazzina, CARMELA di 13 anni, che si buttò da un balcone, uccisa dagli uomini che l'avevano violentata e dallo Stato che invece di aiutarla la rinchiuse negli Istituti e ora le nega ancora giustizia.
Questa simbolica coincidenza mostra quello che dall'inizio diciamo: non si tratta di casi privati da isolare e poi scandagliare in maniera altrettanto violenta e da avvoltoi, ma della condizione generale di centinaia di ragazze, donne in questo sistema sociale.
IL 26 NOVEMBRE -
AL MATTINO PRESIDIO AL TRIBUNALE perché questa volta ci sia giustizia per Carmela.
LA SERA SIT IN ITINERANTE NELLE VIE CENTRALI E MANIFESTAZIONE/ASSEMBLEA PUBBLICA NELLA PIAZZA CENTRALE DI TARANTO, per Sarah e per tutte le ragazze, le donne uccise e violentate.
Per dire forte: MODERNO MEDIOEVO DOPPIA OPPRESSIONE - DONNE IN LOTTA PER LA RIVOLUZIONE!
Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
Dobbiamo trasformare questo e la non realizzazione di un'unica manifestazione nazionale in un fatto positivo. Piuttosto che fare in maniera forzosa e "burocratica" (o su una linea molto sbagliata come la proposta per Milano) una manifestazione nazionale, è certamente più giusto accendere decine e decine di "fuochi", e rappresentare, dare visibilità, alle varie forme, fatti emblematici di violenze sessuali e soprattutto di uccisioni delle donne che quest'anno sempre di più stanno accadendo, e che, ognuna e nell'insieme, mostrano la realtà di una guerra di bassa intensità contro le donne, del femminicidio in atto, frutto di questo sistema capitalista da moderno medioevo, in cui è proprio il capo di governo Berlusconi che si fa primo "violentatore" della dignità delle donne.
Facciamo diventare queste decine di fuochi l'alimento di una più vasta, articolata organizzazione e lotta delle donne. Portiamo dovunque il messaggio:
RIBELLARCI E' GIUSTO!
Noi da Taranto avevamo fatto appello a una manifestazione nella nostra città che avesse una valenza nazionale, a cui partecipassero realtà di compagne, femministe, donne, da altre città. L'avevamo proposto proprio per fare un 25 novembre non solo come "scadenza" ma di lotta in una realtà in cui l'uccisione/violenza di una ragazza sta mostrando in maniera chiara la denuncia della condizione pratica, ideologica a cui questo sistema sociale costringe/restringe le ragazze, le donne, la denuncia del ruolo di morte della famiglia, dei valori maschilisti/di possesso dominanti e a volte influenzanti anche le donne, del fascismo mediatico oggi.
Ma visto che la decisione di realizzare mobilitazioni nei propri territori sta diventando quella prevalente, noi a questo punto proponiamo che queste decine, speriamo tante iniziative, non restino ognuna per sé. Coordiniamoci! Facciamo comunque diventare tante lotte un'unica lotta.
PROPONIAMO CHE LA MAILING LIST DEL TAVOLO 4 SVOLGA UN RUOLO UNIFICANTE DELLE VARIE INIZIATIVE
PROPONIAMO CHE OGNI REALTA' INVII IL PIANO DI MOBILITAZIONE PERCHE' VIA VIA SI POSSA STENDERE UN UNICO PROGRAMMA
PROPONIAMO CHE QUESTO PRAGRAMMA VENGA PORTATO, COME UN MANIFESTO DI TUTTE LE DONNE IN LOTTA, IN OGNI INIZIATIVA, IN OGNI CITTA' .
A TARANTO
faremo una articolata mobilitazione che avrà la sua giornata più importante il 26 novembre.
Il 26 novembre, saranno tre mesi dalla morte di SARAH, ma al mattino vi sarà anche il processo per un'altra morte e violenza: quella del 2007 ad un'altra ragazzina, CARMELA di 13 anni, che si buttò da un balcone, uccisa dagli uomini che l'avevano violentata e dallo Stato che invece di aiutarla la rinchiuse negli Istituti e ora le nega ancora giustizia.
Questa simbolica coincidenza mostra quello che dall'inizio diciamo: non si tratta di casi privati da isolare e poi scandagliare in maniera altrettanto violenta e da avvoltoi, ma della condizione generale di centinaia di ragazze, donne in questo sistema sociale.
IL 26 NOVEMBRE -
AL MATTINO PRESIDIO AL TRIBUNALE perché questa volta ci sia giustizia per Carmela.
LA SERA SIT IN ITINERANTE NELLE VIE CENTRALI E MANIFESTAZIONE/ASSEMBLEA PUBBLICA NELLA PIAZZA CENTRALE DI TARANTO, per Sarah e per tutte le ragazze, le donne uccise e violentate.
Per dire forte: MODERNO MEDIOEVO DOPPIA OPPRESSIONE - DONNE IN LOTTA PER LA RIVOLUZIONE!
Per il 25 novembre, giornata internazionale di lotta contro la violenza sessuale delle donne, si stanno via via organizzando mobilitazioni in varie città.
Dobbiamo trasformare questo e la non realizzazione di un'unica manifestazione nazionale in un fatto positivo. Piuttosto che fare in maniera forzosa e "burocratica" (o su una linea molto sbagliata come la proposta per Milano) una manifestazione nazionale, è certamente più giusto accendere decine e decine di "fuochi", e rappresentare, dare visibilità, alle varie forme, fatti emblematici di violenze sessuali e soprattutto di uccisioni delle donne che quest'anno sempre di più stanno accadendo, e che, ognuna e nell'insieme, mostrano la realtà di una guerra di bassa intensità contro le donne, del femminicidio in atto, frutto di questo sistema capitalista da moderno medioevo, in cui è proprio il capo di governo Berlusconi che si fa primo "violentatore" della dignità delle donne.
Facciamo diventare queste decine di fuochi l'alimento di una più vasta, articolata organizzazione e lotta delle donne. Portiamo dovunque il messaggio:
RIBELLARCI E' GIUSTO!
Noi da Taranto avevamo fatto appello a una manifestazione nella nostra città che avesse una valenza nazionale, a cui partecipassero realtà di compagne, femministe, donne, da altre città. L'avevamo proposto proprio per fare un 25 novembre non solo come "scadenza" ma di lotta in una realtà in cui l'uccisione/violenza di una ragazza sta mostrando in maniera chiara la denuncia della condizione pratica, ideologica a cui questo sistema sociale costringe/restringe le ragazze, le donne, la denuncia del ruolo di morte della famiglia, dei valori maschilisti/di possesso dominanti e a volte influenzanti anche le donne, del fascismo mediatico oggi.
Ma visto che la decisione di realizzare mobilitazioni nei propri territori sta diventando quella prevalente, noi a questo punto proponiamo che queste decine, speriamo tante iniziative, non restino ognuna per sè. Coordiniamoci! Facciamo comunque diventare tante lotte un'unica lotta.
PROPONIAMO CHE LA MAILING LIST DEL TAVOLO 4 SVOLGA UN RUOLO UNIFICANTE DELLE VARIE INIZIATIVE
PROPONIAMO CHE OGNI REALTA' INVII IL PIANO DI MOBILITAZIONE PERCHE' VIA VIA SI POSSA STENDERE UN UNICO PROGRAMMA
PROPONIAMO CHE QUESTO PRAGRAMMA VENGA PORTATO, COME UN MANIFESTO DI TUTTE LE DONNE IN LOTTA, IN OGNI INIZIATIVA, IN OGNI CITTA' .
A TARANTO
faremo una articolata mobilitazione che avrà la sua giornata più importante il 26 novembre.
Il 26 novembre, saranno tre mesi dalla morte di SARAH, ma al mattino vi sarà anche il processo per un'altra morte e violenza: quella del 2007 ad un'altra ragazzina, CARMELA di 13 anni, che si buttò da un balcone, uccisa dagli uomini che l'avevano violentata e dallo Stato che invece di aiutarla la rinchiuse negli Istituti e ora le nega ancora giustizia.
Questa simbolica coincidenza mostra quello che dall'inizio diciamo: non si tratta di casi privati da isolare e poi scandagliare in maniera altrettanto violenta e da avvoltoi, ma della condizione generale di centinaia di ragazze, donne in questo sistema sociale.
IL 26 NOVEMBRE -
AL MATTINO PRESIDIO AL TRIBUNALE perché questa volta ci sia giustizia per Carmela.
LA SERA SIT IN ITINERANTE NELLE VIE CENTRALI E MANIFESTAZIONE/ASSEMBLEA PUBBLICA NELLA PIAZZA CENTRALE DI TARANTO, per Sarah e per tutte le ragazze, le donne uccise e violentate.
Per dire forte: MODERNO MEDIOEVO DOPPIA OPPRESSIONE - DONNE IN LOTTA PER LA RIVOLUZIONE!
Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
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