08/12/10

Camusso, WE WANT ALL!

NON PERMETTIAMO CHE LA CAMUSSO USI LE DONNE PER LA SUA POLITICA DI DESTRA!

L'ultima uscita in questo senso della nuova dirigente della Cgil è stata recentemente in occasione dell'uscita del film inglese “We want sex” sulla lotta delle operaie in Inghilterra per la parità salariale; la Camusso coglie al volo una delle battute del film in cui un'operaia di Dagenham dice ad un giornalista:”non è abitudine delle donne scioperare senza un motivo!”, per dire che questa frase sintetizzerebbe lo “specifico femminile della lotta sindacale: che non prevede scioperi a perdere, inutili, di bandiera” (CdS).
A cosa si riferisce oggi la Camusso con: “scioperi inutili, di bandiera”? Non ci vuole la zingara per capirlo: è lo sciopero generale richiesto dal 16 ottobre e in tutti gli altri scioperi e manifestazioni dai lavoratori e, in contrasto con i desideri della segr. Cgil, anche da tante lavoratrici, sciopero che la Camusso non solo continua a rimandare sine die, ma contro cui sta facendo pressioni verso la Fiom perchè si convinca che ora non serve, e si segua, invece, la strada della trattativa (alla manifestazione del 27 novembre, giorno della sua investitura a segretaria “La Camusso ha invitato le tute blu della Cgil a non far cadere in nessun momento la trattativa. “Bisogna lavorare sulle proposte”. La sua ora vuole essere una linea di dialogo con tutti: governo e Confindustria, Cisl e Uil, perfino Marchionne”- CdS 28/11).

La Camusso per far passare questa sua concezione, in realtà torce, strumentalizza lo stesso significato di quello sciopero inglese del 1968, in cui 187 operaie della Ford di Dagenham per arrivare ad ottenere la parità salariale dovettero fare uno sciopero ad oltranza in cui la battaglia evidentemente non era solo il risultato economico ma si caricava dell'insieme della condizione di discriminazione delle lavoratrici e di disparità sociale delle donne.
La Camusso, per far passare la sua concezione in realtà stravolge il peso che le donne portano anche in una lotta sindacale, che è proprio opposto a quello che dice la segr. Cgil, le donne portano tutto il peso della loro condizione, basta vedere qualsiasi lotta! Ma la Camusso invece usa lo “specifico femminile”, da un lato contro le stesse lotte delle lavoratrici, evidenziando quello che banalmente viene detto sulle donne, che sarebbero concrete e quindi vogliono solo risultati concreti, per soffocarne le spinte di affettivo cambiamento su tutta la loro condizione generale di doppio sfruttamento e oppressione ; dall'altro usa “lo specifico femminile” contro le lotte della classe in generale.
La Camusso, poi, usa il cosiddetto “concretismo” delle donne per opporre alla linea necessaria delle lotte, dello sciopero generale la linea dell'attesa di un governo “amico”: “Ci vorrebbe un ministro del lavoro diverso da Maurizio Sacconi “magari come nel film, una Barbara Castle”, il segretario di Stato per il lavoro del governo Wilson... che prende in mano la situazione e decreta la vittoria delle ragazze di Dagenham” - CdS; “...un nuovo esecutivo “amico” o perlomeno un po' meno indigeribile dell'attuale...” - Il Manifesto.

Questo uso delle donne per una politica di destra lo sta facendo dall'inizio, già dalla sua candidatura a segretaria della Cgil, dove alla domanda di un giornalista: “lei sarà la prima donna alla guida della Cgil, esiste uno specifico punto di vista femminile sull'economia del lavoro?”, la Camusso aveva risposto: “Tutte le donne hanno due caratteristiche comuni. L'abitudine ad occuparsi di economia di base, a tenere insieme i conti della spesa, spesa e risparmio, e questa è una delle grandi forze del nostro paese. La seconda è la capacità di trovare comunque le soluzioni”.
Ma cosa si intende per “occuparsi di economia di base” se non occuparsi di “economia domestica”? in cui il ruolo di “amministratrici” delle donne è tanto utile al sistema capitalista. La Camusso, che si spaccia per femminista, delle donne, guarda caso, prende proprio il lato che ne fa per la borghesia un pilastro del suo sistema per eternizzare il ruolo di sfruttamento con bassi salari degli operai, l'uso del lavoro domestico e del lavoro di riproduzione per tagliare i salari, e i costi sociali, e, in questo, per eternizzare il doppio lavoro e la doppia oppressione delle donne.
Cosa si intende per “capacità di trovare comunque soluzioni” se non volere solo qualche riforma, lasciando intatto il potere economico e politico padronale?

Con la Camusso abbiamo l'abbraccio organico tra riformismo e femminismo borghese, l'uso del femminismo borghese per esaltare una politica ultrariformista della Cgil - che oggi nella fase di moderno fascismo padronale è, questa sì, quanto di più “perdente”, “inutile”, e serve solo a “sventolare false bandiere” già criticate in passato dal movimento di lotta delle donne, per lasciare la maggioranza delle donne, delle lavoratrici, precarie, disoccupate, in condizioni sempre peggiori e per portare avanti una linea e una pratica di destra.

Quindi, nessuna illusione tra le delegate e le iscritte alla Cgil!
Diciamo alla Camusso: “Non in nostro nome!”.

Le lavoratrici vogliono lo sciopero generale! Ma vogliono anche di più
VOGLIONO LO SCIOPERO TOTALE DELLE DONNE!

E come le nostre compagne operaie inglesi del 1968, lo faremo!

mfpr

Yara: sbatti il mostro in prima pagina

Caso Yara; sbatti il mostro in prima pagina

parlando con un operaio della dalmine, emigrato da napoli per lavorare e da un po di anni a bergamo, viene fuori che: "questa vicenda mette in risalto quanto sia bigotta e razzista bergamo......programmi televisivi su tv locali dove si dice liberamente che: bisogna ammazzare tutti i marocchini.....che non sia possibile che questi fatti avvengano nella quieta padania......che il male viene da fuori...che il male viene dal nemico, ossia gli immigrati, oltre all'allarme sociale creato dai media e alla morbosità dei media; più la donna è giovane e più interessa ai media.

Slai cobas Dalmine

un commento di Gennaro Carotenuto, martedì 7 dicembre 2010, 09:51

Di fronte all'orrore per una bambina scomparsa e probabilmente rapita, con quel che ne consegue in questi casi, abbiamo assistito all'ennesima caccia all'immigrato. Dicono che sia stata una trascrizione mal fatta, ma la verità è che tutti, magistrati, media, popolo padano, cercavano il mostro nordafricano da sbattere in prima pagina. Come assassino di una Yara Gambirasio, la nuova Milena Sutter della quale per fortuna non si conosce ancora la sorte, fin dall'inizio, non si è cercato un "biondino dalla spider rossa" ma un nordafricano con i calli alle mani. E' dunque come se quella trascrizione mal fatta fosse stata una sorta di "profezia che si autoavvera" per milioni di razzisti padani ed italiani che, ogni volta che viene commesso un crimine, spera ardentemente e si autoconvince che questo sia stato commesso dalla rappresentazione dei loro pregiudizi, un perfido immigrato, un corpo estraneo impiantato in una società sana e che può pertanto essere espiantato facilmente.


Sono milioni di razzisti che, ogni volta che commettono un crimine, da Erika e Omar a Olindo e Rosa, sviano consapevolmente le indagini sugli immigrati sapendo di trovare un terreno fertile, media conniventi, compaesani pronti a scommettere sulla loro innocenza e puntare il dito sul diverso, politici che capitalizzano organizzando fiaccolate. Sono milioni di razzisti fomentati nei loro istinti dai media commerciali che costruiscono criminalmente con la paura consenso politico attraverso una costruzione selettiva e tendenziosa della realtà. E' stato dimostrato in innumerevoli studi, come quelli del CENSIS. I media, nella percezione stessa degli italiani, fomentano la paura il doppio dei media francesi e il triplo di quelli britannici, statunitensi o brasiliani a volte inventando di sana pianta leggende metropolitane, come quella sulla "zingara rapitrice".

Ma non ci si inganni sull'idea di media tendenziosi che da soli corrompono un'opinione pubblica sana. Soprattutto al Nord, ma non solo, almeno un ventennio di costruzione della retorica da piccola patria ha trovato nell'opinione pubblica un terreno fertilissimo. Il vaneggiamento di una nostra comunità sana assediata da nemici che vengono da fuori, gli immigrati o Roma ladrona, è oramai patrimonio condiviso quanto indimostrabile sul quale si è costruito tutto il consenso delle destre e della Lega in particolare. Lo ha dimostrato durante le recenti alluvioni in Veneto il governatore di quella regione Luca Zaia pronto a dare in escandescenza contro chiunque sostenesse che almeno parte dei danni fossero stati causati dal dissesto idrogeologico, dallo sfruttamento dissennato del territorio e dall'abusivismo edilizio.

Quella che ha sbattuto il ragazzo marocchino Fikri in prima pagina è dunque una trascrizione mal fatta che ha messo a nudo una volta di più gli istinti sempre più bassi di una parte del paese. Quella stessa parte che, solo poche settimane fa a Roma, si è schierata a difesa di Alessio Burtone che aveva aggredito e ucciso un'infermiera rumena, con la quale aveva banalmente discusso. "Alessio sei tutti noi" sono arrivati a scrivere. E' un delirio collettivo che preannuncia, se non questa volta la prossima, il pogrom. Un pogrom invocato in queste ore da decine di benpensanti del paesello di Brembate di Sopra che, in decine di luride interviste di strada in tutti i TG, hanno dimostrato di desiderarlo ardentemente, per fortuna, almeno pubblicamente, non lusingati dal sindaco leghista.

I pensieri, i commenti che svelano, che denunciano, tale perversione sociale della quale il paese è ammalato possono essere solo fatti a mezza bocca, condivisi tra intimi, come quelli che nella giornata di domenica e di ieri si son trovati a sperare che Fikri fosse innocente per non aggiungere all'irrisolto dramma di Yara quello di una nuova ondata razzista. Ma non c'è la forza per gridare. Non c'è la forza per additare al pubblico ludibrio chi fomenta l'odio, colpirlo, delegittimarlo nelle sue sicurezze e smantellare i suoi pregiudizi. Non c'è la forza per mettere a tacere quegli stessi giornalisti che anche la prossima volta preferiranno il modo indicativo al condizionale.

Ci vorrebbe la forza di una nuova narrazione popolare, questa volta positiva. Per rappresentare e denunciare questa Italia e pensarne una nuova ci vorrebbe un nuovo "sbatti il mostro in prima pagina", il capolavoro di Marco Bellocchio con Gian Maria Volonté, che raccontava come nel 1972, per l'Italia benpensante, il mostro ideale fosse il militante della sinistra extraparlamentare, esattamente come oggi il mostro ideale è sempre l'immigrato. E ci vorrebbe un nuovo "borghese piccolo piccolo", l'opera di Mario Monicelli con un nuovo Alberto Sordi che interpreti magistralmente le malefiche pulsioni sociali verso il deviante, vero o presunto, per raccontare il sordo odio con il quale questa società non vuole riconoscere il mostro tra noi.

Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

7 dicembre: altri 2 femminicidi e la scomparsa di Yara

Due femminicidi che trovano lo spazio di un trafiletto di repubblica del 7 dicembre. 2 femminicidi che faranno molto meno audience del femminicidio di Sarah Scazzi e della scomparsa di Yara. Eppure anche questi sono stati concepiti in "famiglia", ex conviventi e fidanzati. In uno di essi, riportato solo nella cronaca locale, la donna uccisa era un'immigrata, così come lo sono i capri espiatori prediletti dai leghisti, dai razzisti del nord, dai carabinieri di Brembate, che prima denunciano "sobriamente" un testimone per "procurato allarme" e poi mettono in bocca a un'immigrato un altro allarme, questa volta sì procurato, ma da loro. C'è da chiedersi come e tra chi si siano procurati gli interpreti che hanno incastrato Mohamed Fikri e con quali soldi li abbiano pagati. Ma non è difficile capirlo, guardando quei cartelli, ascoltando quei commenti razzisti pronunciati ben prima della clamorosa "scoperta" dell'arma di Bergamo. Quella che hanno chiamato "sobrietà" si è tradotta nel tentativo di depistare le indagini, nell'ennesima caccia all'immigrato, nella contaminazione via etere degli italioti con la febbre razzista, nell'alimentare quell'humus razzista, securitario, maschilista, di moderno fascismo, che legittima di fatto le uccisioni delle donne, sistematizzandone la condizione di insicurezza e precarietà, togliendo alle giovani il futuro. Quella che chiamano "sobrietà" per distinguere il "sobrio" nord, che ha il triste primato dei femminicidi, dal chiassoso sud, dove una ragazza di 15 anni è stata 2 volte violentata e uccisa, dalla famiglia e dai media, non ha rispetto neanche di Yara: non l'ha sottratta prima ai giudizi e pregiudizi sulla personalità da parte della gente di Brembate -"è una ragazza senza grilli per la testa, tutta scuola e casa"- , le ha trovato un falso assassino e ora fa anche i conti senza gli osti sui talk show.
E c'è da credere che presto si apriranno le totoscommesse sull'assassino di Yara.
Mentre continuano ad ucciderci
Yara, Sarah, Carmela, Cala, Rosa... e tante altre non sono faccende private nè stuzzicanti copioni per tv spazzatura!

GiustificaBasta uccisioni di donne
Basta strumentalizzazioni sui nostri corpi
RIBELLIAMOCI DONNE!!!

CI STUPRANO CI UCCIDONO CI DANNO POLIZIA
SOVVERTIAMO QUESTA DEMOKRAZIA!


gli articoli:

da firenze.repubblica.it

Sparatoria in strada a Lucca
sette proiettili contro la fidanzata
Sparatoria in strada ragazza uccisa con 7 colpi
BAGNI DI LUCCA (Lucca) - Un uomo ha sparato almeno 7 colpi d'arma da fuoco contro una ragazza di nazionalità cubana, uccidendola. E' avvenuto intorno alle 14 in una strada vicina alla piazza principale di Bagni di Lucca. La giovane, subito soccorsa, è arrivata ancora viva all'ospedale di Lucca, dove è morta poco dopo. L'uomo che ha sparato si è allontanato di corsa. I carabinieri stanno cercando di rintracciare l'uomo nel territorio della Valle del Serchio.
La vittima, 27 anni si chiamava Cala Perez Kalianyns e aveva un figlio di 13 anni. L'omicidio avrebbe un movente passionale. Si sopetta di un giovane albanese con cui la donna aveva una relazione da alcuni mesi, Leonard Grifsha, di 24 anni. L'immigrata sarebbe stata uccisa mentre andava dal medico per fare una visita insieme alla cugina. L'assassino le ha prima sparato al petto due colpi. Altri cinque sono stati esplosi quando la donna era già a terra.

da repubblica.it

Uccide a coltellate l'ex convivente
L'uomo aveva già tentato l'omicidio
Il delitto sotto casa della vittima, Rosa Fontana. L'assassino si chiama Giuseppe Chieco, è stato catturato grazie al racconto di un testimone. Alcuni anni fa aveva aggredito la donna ferendola. Arrestato, era tornato in libertà
MATERA - Un uomo di circa 40 anni, Giuseppe Chieco, ha ucciso in serata a Matera in una strada di periferia la ex convivente, Rosa Fontana, colpendola più volte con un coltello. Subito dopo il delitto Chieco si è allontanato ma la polizia, grazie alle indicazioni di un testimone, lo ha rintracciato e arrestato. L'omicidio è avvenuto davanti alla casa della vittima. Alcuni anni fa Chieco aveva già tentato di uccidere la donna, che però fu soltanto ferita: l'uomo fu arrestato ma era tornato in libertà.

06/12/10

2 dicembre a Milano: report del presidio per Joy. Fissata nuova udienza per il 2 febbraio

L'udienza è stata breve, poco più di un'ora. Si è tenuta a porte chiuse. La difesa di addesso ha presentato nuova documentazione. Si capirà nei prossimi giorni di cosa si tratta. E' stato richiesto il rito abbreviato. Nell'udienza del 2 febbraio non saranno ascoltati nuovamente i testimoni nè nuovi testimoni, nè Joy, ma saranno utilizzate le testimonianze dell'incidente probatorio, al massimo l'ispettore potrebbe fare una dichiarazione spontanea.
L'impressione che abbiamo ricavato dal resoconto degli avvocati è positiva.Fuori dal Tribunale presidio di femministe, antirazzisti. In tante/i si sono fermati a chiedere il volantino.
Noi abbiamo portato lo striscione: a fianco di Joy per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa.
Abbiamo visto Joy serena e determinata
nei prossimi giorni una più precisa valutazione e foto del presidio
La lotta paga! E, ora, che Addesso venga condannato!

mfpr

Report 25 novembre a Bologna

Bologna, via indipendenza, 25 novembre, ore 18: un po' alla volta siamo arrivate con le nostre tuniche, gli striscioni, i palloncini, le lattine legate fra di loro, il sound sistem, il generatore, i tamburi, tanti piccoli strumenti percussivi e il microfono. Ci abbiamo messo un po' di tempo per capire come posizionarci rispetto al traffico di autobus e motorini sfreccianti, poi abbiamo iniziato a far rumore con la musica. Appena si è avvicinato un po' di pubblico abbiamo preso posizione, eravamo tutte molto concentrate. Una compagna ha iniziato a leggere il testo e le/i passanti si fermavano. Allo scoppio del primo palloncino una compagna si è messa in posizione chinata, e così di seguito tutte quante mentre continuava la lettura delle diverse situazioni di femminicidio. Subito dopo aver letto l’ultima frase “ i panni sporchi non si lavano in casa, soprattutto se sono sporchi di sangue” partono le compagne con lo striscione “ stop femminicidio” urlando diversi slogan: “ guai guai a chi ci tocca, ci difenderemo con la lotta”, “la notte ci piace vogliamo uscire in pace, ci piace pure il giorno levatevi di torno”, “per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa e facciamo tutte autodifesa”, ”l’integralismo non è lontano, in italia abbiamo il vaticano”. Poi le donne chinate, inseme alle altre, si uniscono al piccolo corteo che attraversa via indipendenza, irrompe fra i banchetti di natale in piazza Nettuno, fa il giro completo di piazza Maggiore e ritorna al punto di partenza dove rifacciamo la performance una seconda volta. Non sappiamo valutare quanto nel vissuto quotidiano questo presidio performativo potrà incidere realmente, ma sappiamo che sicuramente per almeno due ore a Bologna abbiamo spezzato il silenzio sul femminicidio in tutte le sue forme e sappiamo che bisogna continuare a gridare, urlare forte e denunciare la violenza maschile.

Qui alcune foto


Quellechenoncistanno

Sosteniamo le studentesse e gli studenti in lotta contro la riforma Gelmini e il governo

da www.ateneiinrivolta.org

Studenti in rivolta in tutta Italia nel giorno in cui la Camera dei Deputati vota sul ddl di riforma dell'Universita'. Montecitorio fin da questa mattina e' presidiata da un ingente numero di forze dell'ordine che chiude tutti i varchi di accesso per impedire che gli eventuali cortei possano fare irruzione davanti al portone della Camera. Anche via del Plebiscito, davanti alla abitazione privata di Silvio Berlusconi, e' presidiata. Fuori dal Palazzo, infatti, la capitale si prepara a vivere un'ennesima giornata calda per la manifestazione degli studenti che sta per iniziare e che sfilera' per la strade della citta', gia' paralizzata dalla pioggia.
Milano 18:18 Lungo inseguimento tra un gruppo di una trentina di studenti e le forze dell'ordine per le vie del centro. Gli studenti in protesta contro il ddl Gelmini sono usciti dalla stazione metropolitana di Missori e le forze dell'ordine si sono messe al loro inseguimento fino al distaccamento dell'università Statale di via Santa Sofia, nelle cui aule gli studenti si sono riparati

Trento, sociologia 18:30 un'assemblea di piu' di 400 studenti ha appena deciso di occupare la facoltà

Roma: gli studenti della sapienza stanno ora tornando in ittà universitaria dove si terranno questa sera assemblee in tutte le facoltà, in attesa del voto alla Camera e per preparare le mobilitazioni dei prossimi giorni.


Pisa 18:00 OTTOMILA STUDENTI BLOCCANO L'AUTOSTRADA stanno sfilando in corteo lungo la bretella che collega l' Aurelia al casello di Pisa centro. Il lungo serpentone di giovani ha letteralmente paralizzato il traffico in uscita a sud della città e si sta ora dirigendo verso il casello autostradale Pisa centro della A12. Gli studenti hanno iniziato a sfilare per le vie del centro nel pomeriggio, dopo l'occupazione dei binari della stazione ferroviaria durata quasi cinque ore, dirigendosi verso l'Aurelia prima e poi verso l'autostrada
ROMA 17:28 IN QUESTO MOMENTO QUALCHE MIGLIAIO DI STUDENTI CHE ERANO IN CORTEO STANNO OCCUPANDO I BINARI DELLA STAZIONE TERMINI. DOPO UNA TATTICA DIVERSIVA, FINGENDO DI TORNARE ALLA SAPIENZA, HANNO DEVIATO PER TERMINI. Gli studenti correndo verso l'ingresso della stazione Termini Al grido «università pubblica» sono entrati da via Marsala sono scattati sulla fascia e hanno occupato i binari. gli studenti in corteo gridano "Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo l'eurostar", hanno acceso fumogeni e torce da stadio, mettendosi seduti sui binari - dall'1 al 6 - e bloccato il transito ferroviario

Roma,- Applausi al passaggio del corteo da parte di molti automobilisti incolonnati su Muro Torto in direzione piazzale Flaminio. Chi dall'interno dell'auto, chi addirittura uscendo dal veicolo nonostante la pioggia, diverse persone hanno voluto esprimere la propria solidarietà con un lungo applauso al quale il corteo ha risposto con cori come «Università libera».
Pisa: 17.05 dopo l'occupazione della ferrovia gli studenti si stanno dirigendo verso la super strada

Venezia: 16:42 I binari della stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia sono stati bloccati dagli studenti universitari che stanno protestando contro il ddl Gelmini. La circolazione dei treni nel nodo di Venezia, hanno confermato le Ferrovie, è al momento paralizzata
Roma 16:40 STUDENTI BLOCCANO MURO TORTO: ACCESI FUMOGENI Il corteo degli studenti sta sfilando ora al Muro Torto, in direzione via Veneto. Gli studenti occupano l'intera carreggiata, bloccando così il traffico.
Roma 16:28 gli studenti hanno riformato il corteo e stanno ora percorrendo il muro torto per tornare in città universitaria

Roma 16:20: la polizia sta cercando di disperdere il corteo con cariche e lacrimogeni. pare ci sia uno studente fermato e qualche contuso. il corteo ora si sta dirigendo verso la stazione metro

LECCE 16:02 Almeno duemila studenti medi e universitari hanno partecipato a Lecce a una manifestazione per le vie cittadine che si è conclusa con l'occupazione dell'Anfiteatro romano, nel pieno centro cittadino. Il corteo ha bloccato per l'intera mattinata le vie del centro da viale dell'Universit… fino alla Prefettura e ha invaso infine piazza Sant'Oronzo, dove si trova l'anfiteatro.
Firenze 16:00 Traffico paralizzato, da ore, sui viali di circonvallazione a Firenze per il corteo degli studenti contro la riforma Galmini. Dopo aver invaso viale Guidoni i manifestanti hanno sfilato lungo i viali e si sono diretti verso la sede della facoltà di lettere. Alcuni momenti di tensione si sono registrati quando il corteo stava procedendo verso l'imbocco dell' autostrada e l'aeroporto ed è stato bloccato da un cordone delle forze dell'ordine. Dopo una consultazione tra gli studenti e il lancio di piccoli petardi e di uova verso la polizia e alcuni giornalisti, i manifestanti hanno deviato e sono tornati indietro

Roma 15:40 Gli studenti in corteo stanno tentando di superare i blindati che sbarrano via del Corso bloccando l'accesso a Piazza Montecitorio. Contro i blindati vengono lanciati fumogeni, petardi, verdura, uova. Dopo il tentativo degli studenti di sfondare il cordone della polizia del corteo, all'altezza di via della Vite, la polizia ha lanciato dei lacrimogeni verso la folla allontanando i dimostranti. Dopo essere indietreggiato il corteo si sta dirigendo nuovamente verso la polizia POLIZIA CARICA STUDENTI A VIA DEL CORSO Scontri tra studenti e forze dell'ordine in via del Corso, a Roma. Poliziotti e carabinieri hanno caricato gli studenti che avevano assaltato due blindati. Gli studenti hanno lanciato pietre e bottiglie contro le forze dell'ordine che hanno risposto con manganelli e lacrimogeni. il corteo sta indietreggiando su via del Corso in direzione piazza del popolo

Bologna 15:30 La chiusura degli accessi della stazione di Bologna per evitare l'occupazione dei binari da parte degli studenti e i successivi scontri hanno di fatto impedito l'entrata e l'uscita dei viaggiatori, con rallentamenti e interruzioni del traffico ferroviario in tutta l'Emilia per effetto anche delle concomitanti occupazioni studentesche delle stazioni di Padova e Parma
Roma 15:30 LANCIO DI LACRIMOGENI VERSO IL CORTEO CHE DA VIA DEL CORSO CHIEDEVA DI SFILARE INTORNO A MONTECITORIO

Trento 15:30 corteo non autorizzato e spontaneo per le vie del centro e azione comunicativa a Lettere in piazza Venezia bloccato il traffico

Trento 15:20 continua la protesta in Ateneo partita da Sociologia alle quali si sono affiancate Lettere Giurisprudenza ed Economia. gli studenti hanno dato vita a cortei interni ed ora sono riuniti aspettando l'esito del voto. gia' in programma un'assemblea a Sociologia stasera alle 18.00 per decidere nuove forme di mobilitazione per i prossimi giorni.

Roma 15:10 dopo aver bloccato il lungotevere il corteo sta deviando per via del corso. tutta la zona è completamente blindata, polizia, carabinieri e finanza hanno reso inaccessibile montecitorio. le camionette formano una barriera a protezione di possibili obiettivi da parte degli studenti
PERUGIA 15:02 Diverse decine di studenti hanno occupato i binari ferroviari alla stazione di Perugia-Fontivegge, nell'ambito delle numerose iniziative di protesta contro il ddl Gelmini in atto in tutta Italia. La circolazione dei treni, hanno riferito le Fs, è ferma dalle 14.30, sia in direzione Terontola, sia in direzione Foligno

BOLOGNA 15:00 Tafferugli tra studenti, polizia a carabinieri davanti alla stazione, dove il corteo di manifestanti che aveva invaso l'A14 si era diretto dopo avere liberato l'autostrada, facendo un nuovo tentativo di ingresso nello scalo dopo quello, impedito con cariche delle forze dell'ordine, fallito durante la manifestazione del 25 novembre. Gli ingressi e le uscite della stazione sono stati chiusi per ragioni di sicurezza

Firenze 14:58 il corteo si dirige verso l'Arno per bloccare ponte alla Vittoria

Roma 14:50 Il corteo degli studenti, dopo aver lasciato Montecitorio e aver attraverso corso Vittorio Emanuele, ha bloccato il lungotevere all'altezza di Ponte Sant'Angelo. I manifestanti, nonostante la pioggia al grido di 'bloccheremo questa riformà, stanno attraversando Lungotevere Tor di Nona
Torino 14:40 La tangenziale di Torino è stata bloccata, poco dopo le 14:30, da circa 200 studenti che sono protagonisti di un sit-in su entrambe le carreggiate. I manifestanti stanno ponendo simbolicamente sigilli agli ingressi dell'arteria stradale. Il corteo di protesta ha raggiunto la tangenziale dopo avere percorso una decina di chilometri a piedi. Un altro nutrito gruppo di studenti ha bloccato l'incrocio tra corso Re Umberto e corso Vittorio Emanuele II, a pochi isolati dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova e dalla sede regionale del Pdl.

Reggio Calabria 14:30continua l'occupazione dell'aula Magna quistelli, che è appena stata raggiunta da centinaia di studenti medi in corteo

Roma 14:30 Gli studenti, dopo essersi dispersi in vari cordoni, si sono ricongiunti su Corso Vittorio e si stanno dirigendo verso Lungotevere. La strada è stata chiusa al traffico.
Firenze 14:28 Un corteo di diverse centinaia di studenti universitari sta percorrendo da stamani i viali di Firenze, creando notevoli disagi al traffico. I manifestanti, che protestano contro il ddl Gelmini, sono partiti dal Polo di scienze sociali a Novoli e hanno imboccato viale Guidoni dirigendosi verso l'area dell'aeroporto e del casello autostradale. I manifestanti volevano bloccare l'autostrada, ma sono stati fermati e respinti da un cordone di polizia in assetto antisommossa. Gli studenti hanno chiesto di passare il blocco, e al rifiuto degli agenti, alcuni di loro si sono sdraiati in terra. Quindi, il corteo è tornato al Polo di Scienze sociali percorrendo via di Novoli, e adesso i manifestanti sono ripartiti lungo i viali, per dirigersi in centro. Oggi all'Università di Firenze le lezioni sono sospese

PADOVA 14:27 Sono circa 2mila gli studenti che a Padova hanno letteralmente bloccato la stazione ferroviaria per protestare contro il Ddl Gelmini. Contro la riforma dell'Univesrità ci sono ricercatori, precari e studenti delle scuole medie superiori con fumogeni rosa e striscioni - su uno si legge «respingiamo questa riforma» - che vengono controllati a distanza da polizia e carabinieri in tenuta anti sommossa. Ora gli studenti si stanno dirigendo verso il Bo, sede centrale dell'università

roma 14:25 gli studenti si stanno dirigendo verso il lungotevere per bloccarlo

roma 14:08 Momenti di tensioni a pochi metri dall'ingresso principale della Camera dei deputati. Il corteo di studenti che protesta contro la riforma Gelmini è arrivato vicino piazza Montecitorio 'blindatà dalle forze dell'ordine, mentre in Aula, alla Camera, è stata sospesa la seduta. I manifestanti si sono visti la strada sbarrata dai mezzi di Carabinieri e Polizia e alcuni di loro hanno reagito con un lancio di vari oggetti che hanno colpito il palazzo dove si trova il negozio Caleffi.Se non sarà la Camera, se non raggiungeremo Montecitorio allora colpiremo altri palazzi del potere». Lo dicono gli studenti che hanno deciso di ritirarsi da via in Aquiro, nei pressi di Montecitorio, sbarrata da due blindati per rendere la piazza inaccessibile. Prima di ritirarsi gli studenti hanno lanciato fumogeni e bottiglie contro i blindati.Gli studenti universitari e delle scuole romane hanno deciso di lasciare l'area antistante Montecitorio per dirigersi verso largo Argentina. Il corteo sta attraversando adesso via dei Cestari. Dopo il lancio di uova, ortaggi e bottiglie contro la polizia, non ci sono stati scontri con le forze dell'ordine.
Torino 14:05Uno dei cortei di studenti universitari e scuole medie che da questa mattina sta sfilando per le vie del centro di Torino, ha raggiunto poco fa l'imbocco della Tangenziale nord bloccando la circolazione. Il traffico in uscita dal capoluogo piemontese viene pertanto dirottato verso il quartiere delle Vallette. Un altro corteo, dopo aver presidiato piazza Statuto e Porta Susa sta ora dirigendosi verso la stazione di Porta Nuova

roma 14:00 Lancio di uova, ortaggi, carta igienica e bottiglie contro la Polizia dagli studenti a Montecitorio. Ai manifestanti è impedito di accedere alla parte frontale della piazza davanti l'ingresso e al momento il corteo occupa interamente anche piazza Capranica. Diversi negozianti stanno decidendo di abbassare le serrande per motivi di sicurezza

Da una lavoratrice mfpr di Taranto

Il 26 novembre a taranto l 'iniziativa del mfpr contro la violenza sulle donne è stata bella, con momenti di commozione quando l' attrice teatrale che ha partecipato ha letto un brano tratto dal libro scritto dal padre di Carmela, la ragazzina di 13 anni che fu stuprata e che si è suicidata .

Ci sono stati gli interventi del padre di carmela e la testimonianza di una lavoratrice dell 'ilva che ha denunciato per molestie il suo capo, margherita ha parlato di sarah scazzi e del vergognoso circo mediatico che si è creato.

C'erano le disoccupate organizzate e le lavoratrici precarie, purtroppo il freddo pungente ha scoraggiato un pò la partecipazione della gente ma è stata comunque molto sentita. al mattino abbiamo fatto un presidio al tribunale dove era in corso il processo agli stupratori di carmela.

Fiorella