Visualizzazione post con etichetta 8 marzo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 8 marzo. Mostra tutti i post

09/03/16

Dall'8 marzo dello sciopero delle donne alla manifestazione nazionale delle donne!


Quest’8 marzo, questa volta tante lavoratrici e precarie hanno scioperato!
Contro lo sfruttamento nei posti di lavoro, le condizioni di lavoro disumane e schiavizzanti in molti settori della produzione capitalistica, ma anche contro l’intero sistema dominante, fatto di violenza e femminicidi, sia in famiglia che da parte delle istituzioni totali dello Stato.

Uno “sciopero delle donne” che ha fatto riprendere nelle mani di tante donne proletarie, lavoratrici, più sfruttate e oppresse la bandiera dell'8 marzo, infangata dalla borghesia, dai loro mass media.
Uno “sciopero delle donne” in cui si è sentita importante l'unità delle donne dei vari posti di lavoro e città, la potenziale forza dirompente di questa unità delle lavoratrici e disoccupate, se si estende in tutti i posti di lavoro, nelle fabbriche più importanti, in tutte le realtà.
Uno “sciopero delle donne” che ieri ha rinnovato il “ponte” internazionale con le donne schiavizzate, doppiamente sfruttate, oppresse, stuprate, torturate, uccise, da Stati, governi, eserciti, uomini fascisti e patriarcali, ma soprattutto con le donne rivoluzionarie combattenti, dall'India, impegnate nella guerra popolare e la “rivoluzione nella rivoluzione”, al Kurdistan, alla Turchia, ecc.

Lo “sciopero delle donne' comincia a diventare un'arma pratica, per tradurre nei fatti il protagonismo delle proletarie, operaie, lavoratrici, disoccupate, immigrate, per unire le loro lotte e resistenze singole e far diventare egemone e un punto di vista generale le doppie ragioni delle donne, l'intreccio tra le ragioni di classe e di genere e perchè prendano nella loro mani la lotta per il loro destino e una vera liberazione, per essere un riferimento di tutte le donne oppresse, assumendone tutti i bi/sogni.

Questo sciopero ha contrastato e di fatto strappato dalle mani del femminismo borghese e del riformismo, politico e sindacale, il loro uso ipocrita dell'8 marzo volto ad impedire l'8 marzo delle donne proletarie, per mantenere incatenata la questione della maggioranza delle donne in un illusorio miglioramento di questo marcio sistema capitalista.
Il femminismo borghese quest'anno o ha taciuto, o si è rinchiuso in grigi conciliaboli, autosoddisfacenti. Il riformismo ha visto nella sua espressione più pura e organizzata, il sindacato della Cgil, della Camusso, usare anche l'8 marzo per propagandare la sua “carta dei diritti”, mentre ogni giorno questo sindacato porta avanti una linea, un'azione, che permette gli attacchi ai diritti, con pesanti conseguenze soprattutto per le lavoratrici, le precarie, le senza lavoro.

PER NOI INVECE ORA E SEMPRE LA NOSTRA BATTAGLIA E':
“SCATENARE LA RIBELLIONE DELLE DONNE COME FORZA PODEROSA DELLA RIVOLUZIONE!”

Questo “Sciopero delle donne” ha cominciato anche ad egemonizzare, a far spostare settori lavorativi e non, delle donne della piccola borghesia, anch'essi colpiti pesantemente dal governo e dal sistema padronale, dalla parte, ad unirsi alle donne più sfruttate e oppresse, a riconoscere il loro ruolo d'avanguardia che esse possono svolgere nel portare insieme le ragioni di classe e le ragioni di genere (spesso nella lotta sono proprio le proletarie le più “femministe”), e noi lavoriamo perchè si esprima e si visibilizzi la marcia in più nella lotta che portano le donne proletarie.

*****
L'8 marzo ha visto a livello nazionale, scendere in sciopero soprattutto le lavoratrici precarie, delle pulizie, degli asili, dei servizi, delle tante cooperative sociali. E' l'immenso mondo del precariato, dal nord al sud - che col governo Renzi, con il suo job act, si è esteso e peggiorato, che vive il rischio di continuo di licenziamenti, con bassi salari, ricatti, discriminazioni - che è stata l'immagine più ampia dello “sciopero delle donne” di ieri.
A queste lavoratrici si sono unite tante lavoratrici della scuola già nei mesi passati in lotta – si può dire che non c'è stata una città in cui in grandi o piccoli numeri non abbiano scioperato, e chi non l'ha potuto fare ha trasformato una mattinata di lezione normale in una occasione per parlare del'8 marzo e della piattaforma dello sciopero delle donne.
Vi sono state soprattutto al sud contingenti di donne disoccupate che hanno portato nelle iniziative la loro carica di forte ribellione.
Al centro Italia, hanno scioperato - chiamate anche da diverse organizzazioni sindacali di base - le lavoratrici del commercio, dei grandi supermercati, tartassate con orari, turni, ma che devono essere sempre disponibili, sorridenti, e sempre a rischio licenziamenti per maternità.
Lo “sciopero delle donne” ha dato anche voce e ampiezza a scioperi già in corso delle immigrate, delle operaie dello Yook, alle lavoratrici schiavizzate del Veneto, alle immigrate in lotta per la casa di Milano.

Ci vogliono un pò di giorni per raccogliere tutte le capillari e frammentarie notizie e dati da dove si è scioperato o almeno si aderito in diverse forme allo “sciopero delle donne” - come era già stato in occasione del primo sciopero delle donne del 25 novembre 2013.
Questa volta siamo state come MFPR un pò sole ne lanciarlo. L'area del femminismo medio e piccolo borghese organizzato, intellettuale, una parte dell' area della Cgil che nel 2013 parlò dello “sciopero delle donne” (spesso solo per snaturarlo, farlo diventare unicamente virtuale, da internet, o di “massimo mezz'ora”), questa volta è scomparso. Ma ciò non ne ha impedito la sua riuscita ed estensione

*****
Nello stesso tempo dobbiamo dire che dobbiamo e c'è per tutte ancora da fare molto lavoro soprattutto perchè lo “sciopero delle donne” veda realmente e numericamente in campo le operaie e i settori delle lavoratrici più sfruttate e oppresse. Il carattere di “lunga marcia” di questo secondo sciopero deve servirci, darci tempo per far maturare sempre più le condizioni a livello di massa.

Ad esempio alla Fca Sata Melfi – una fabbrica simbolo di una realtà in cui il sistema più avanzato del capitale provoca una condizione soprattutto per le operaie da moderno medioevo – per l'8 marzo abbiamo portato una piattaforma specifica, espressione delle denunce e iniziative delle operaie, ma all'interno della fabbrica nessuna realtà sindacale ha preso alcuna iniziativa. C'è un vuoto sindacale a cui proprio in questi giorni si unisce una inqualificabile iniziativa del vertice Fiom di espulsione dei delegati e operai più attivi, tra cui alcune operaie attive sulla contestazione alle 'tute bianche'.
Ma in questa fabbrica, la FCA di Marchionne non si ferma nell'attacco e, prima o poi, la situazione può e deve esplodere, e come abbiamo detto, le donne operaie possono essere il “tallone d'achille” del sistema Marchionne.
Anche in tante altre fabbriche la situazione sta diventando inaccettabile per le donne, sfruttate, penalizzate e poi le prime ad essere licenziate, discriminate, ecc.
La lotta delle donne in queste fabbriche interessa tutte le lavoratrici, perchè se le donne vincono qui vincono dovunque, se perdono perdono d'ovunque.

Nel mondo schiavizzato delle braccianti, abbiamo appena cominciato, dopo una estate in cui vi sono state braccianti morte, e qui più che altrove si uniscono in maniera brutale e schifosa condizioni disumane di lavoro e ricatti e violenze sessuali.
E' una condizione simile a quella delle immigrate, anche se tra le immigrate soprattutto in alcune realtà del nord le lotte sindacali ci sono, ma è lo “sciopero delle donne” che le può unire e farle diventare un'arma dirompente.

Ora riprende e va avanti la lunga marcia.
Ora il suo obiettivo è una MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLE LAVORATRICI, PRECARIE, DISOCCUPATE, DI TUTTE LE DONNE SFRUTTATE E OPPRESSE, A ROMA IN AUTUNNO
preceduta da un'assemblea nazionale in estate.

VIVA L'8 MARZO!
VIVA LO SCIOPERO DELLE DONNE!
LE DONNE HANNO UNA MARCIA IN PIU' E LA DOBBIAMO USARE!
SIAMO S/CATENATE!


9 marzo 2016

03/03/14

Dalla scintilla dello sciopero delle donne a un 8 marzo di lotta

Dalla scintilla dello sciopero delle donne, lavoratrici, precarie, disoccupate, giovani, studentesse, a un 8 marzo di lotta.

Dopo lo “sciopero delle donne”,  non possiamo permettere che ci infanghino ancora l'8 marzo!

SIT-IN - CORTEO A PALERMO
SABATO 8 MARZO ORE 16,00 DA PIAZZA POLITEAMA

Diffusione in questi giorni con volantinaggi e attacchinaggi tra le lavoratrici, precarie, disoccupate, giovani...  a Palermo

Vogliamo e dobbiamo far sì che quest'anno l'8 marzo sia tutt'altra cosa, SIA NOSTRO E DI LOTTA!
Un 8 marzo che colpisca anche con azioni di protesta esemplare l'offesa consumistica di questa giornata di lotta della borghesia
Un 8 marzo che unisca tutte le battaglie delle donne, contro la guerra di bassa intensità che ci uccide, contro l'insieme della nostra condizione di vita. Nello sciopero delle donne abbiamo costruito una piattaforma unendo i bi/sogni espressi dalle donne in lotta (contro le uccisioni delle donne e la violenza, per la libertà di scelta in tema di maternità, per il lavoro e contro la mancanza di lavoro , per servizi sociali, sanitari pubblici e attivi, non vogliamo più essere le supplenti dello Stato! ammortizzatori sociali viventi, ) una piattaforma che si è arricchita e articolata via via e che quotidianamente  con la lotta contro governo, padroni, Stato deve divenatre viva e concreta.
Un 8 marzo che unisca in una stessa lotta le donne italiane e le immigrate.
Un 8 marzo che sia “ponte” verso le donne, operaie,  lavoratrici… che lottano negli altri paesi Cina, Bangladesh...verso le donne, compagne che  sono in prima linea nelle guerre popolari dall'India, alle Filippine, alla Turchia, ecc., Un 8 marzo che dica basta con il riformismo perché tutta la nostra vita DEVE DAVVERO CAMBIARE! vogliamo fare la rivoluzione! e per questo la nostra lotta deve essere indirizzata contro il sistema sociale in cui viviamo causa del doppio sfruttamento e doppia oppressione che deve essere rovesciato!
Un 8 marzo che, con il grido delle donne in lotta, respinga e affossi l'ipocrita campagna mass mediatica-istituzionale, delle rappresentanti della politica borghese che ancora una volta verrà fuori per soffocare la furia delle donne come forza poderosa della rivoluzione!

Le operaie, le lavoratrici, le precarie, le disoccupate, le casalinghe, le giovani, le studentesse prendano nelle loro mani questo 8 marzo, per ridare dignità storica, verità di classe, perchè l'8 marzo non è di tutte, non è interclassista, ma è delle donne più sfruttate e oppresse che sono la maggioranza, come delle ragazze che vogliono lottare per un altro futuro.


movimento femminista proletario rivoluzionario

__________________

le lavoratrici, precarie, disoccupate... Slai Cobas per il sindacato di classe Palermo aderiscono e partecipano

15/01/14

Dallo sciopero delle donne alla lotta su ogni aspetto dello sciopero, al nostro 8 Marzo di lotta

Con lo sciopero delle donne del 25 novembre “contro femminicidi, stupri, violenza e l'intera condizione di oppressione delle donne” abbiamo cominciato ad accendere tanti fuochi dal nord al sud. E' stato un fatto storico, nuovo, che ci riempie di forza e di orgoglio.
 
Con questo sentimento abbiamo chiuso un bruttissimo anno per le centinaia di femminicidi/stupri, per gli attacchi alle nostre condizioni di vita, di lavoro, per il clima di oppressione generale; e con questo sentimento e ancora più determinate apriamo il 2014 che è cominciato altrettanto male con nuovi femminicidi. Lo sciopero delle donne che ha dato vita a momenti di lotta, di gioia, di rabbia, di ribellione contro questa società che è la madre di tutte le violenze contro le donne, non è stato che "l'assaggio" e rappresenta una tappa di un percorso lungo, tortuoso, ma di lotta e forti azioni da parte delle donne per ciò che desideriamo e meritiamo... per spezzare le doppie catene che questa barbara società capitalista ci ha imposto!
 
Lo sciopero delle donne ha posto un punto di non ritorno: le donne non vogliono più solo denunciare, lamentarsi, ma si ribellano e lottano. E quindi diciamo: “mai più come prima!”, agli uomini che odiano le donne, ai padroni, al governo, allo Stato che odia le donne; “tutta la vita deve cambiare!” Lo sciopero delle donne ha posto una netta linea di demarcazione tra una lotta vera che vede protagoniste le donne più sfruttate, più oppresse, le ragazze ribelli, e il femminismo da ceto politico/parlamentare, paraistituzionale.
 
Sono state le operaie delle fabbriche, da Bologna a Bergamo, le lavoratrici, precarie di tantissimi posti di lavoro la realtà maggioritaria di questo sciopero delle donne, le lavoratrici si sono prese in mano lo "sciopero" trasformandolo da "parola d'ordine" in realtà, sia pure ancora iniziale, dando un segno preciso di classe alla battaglia generale di tutte le donne. A loro si sono unite le ragazze, le studentesse, che al contrario di come la società dipinge sono spesso consapevoli della doppia oppressione subita in quanto figlie femmine, in quanto donne… e in luce di ciò hanno portato nello sciopero, nei cortei tutto il vento fresco delle loro bella ribellione gridando “non ci avrete mai come volete voi!”. Lo sciopero delle donne appoggiato anche in mille modi da tante donne che non hanno materialmente scioperato, ha dato coraggio, ha mostrato che è possibile una "mistura", un intreccio tra la questione di classe e la questione di genere che ora deve estendersi, e da tanti piccoli fuochi deve diventare un grosso incendio. E ora in tante altre fabbriche posti di lavoro, fabbriche, scuole, quartieri, SI PUO' FARE! QUESTO E' IL NOSTRO PRIMO IMPEGNO IN QUESTO ANNO
  Nello sciopero delle donne abbiamo costruito una piattaforma unendo i bi/sogni espressi dalle donne in lotta, una piattaforma che si è arricchita e articolata via via. Ora vogliamo dare continuità a livello nazionale e in ogni città, in ogni realtà in cui c'è stato lo sciopero, a quella piattaforma, sviluppando su ogni punto di essa lotte concrete, campagne di organizzazione e di iniziative, aprire anche vertenze, conquistare risultati che aiutino la nostra lotta generale e ci mettano in posizione di maggior forza, e diano fiducia, che si può e si deve lottare e cambiare, alla maggioranza delle donne. Sviluppiamo lotte nelle città, nei quartieri per il lavoro alle donne, per un salario garantito alle donne che garantisca l'indipendenza economica, contro il lavoro ultraprecario, ma anche contro il doppio lavoro, ecc. Le delegate Rsu che hanno indetto, appoggiato lo sciopero del 25 novembre, ora rendano concreta anche nelle fabbriche, sui posti di lavoro il “mai più come prima!”, sviluppando la mobilitazione contro le discriminazioni, gli attacchi ai diritti delle lavoratrici, sulla maternità, per condizioni di lavoro e orari/turni che non penalizzino le donne, contro le provocazioni e molestie sessuali, ecc., contro il clima maschilista presente nei sindacati e anche tra i lavoratori, con piattaforme e iniziative nuove, rompendo gli schemi. Uniamo poi le varie battaglie per costruire insieme una mobilitazione nazionale prima dell'estate contro il governo, lo Stato dei padroni, con assedio ai Palazzi del potere padronale e istituzionale e alle donne del potere borghese.
 
Nelle scuole vogliamo aprire anche la lotta sul fronte culturale, ideologico, contro una cultura falsa, sessista, che viene usata per opprimere, per uccidere il sapere critico, che sin dal primo giorno di vita divide i ruoli tramite i giochi, la televisione, l'indottrinamento scolastico presentandoli come immutabili;contro una società che instilla alle giovani il culto dell'apparenza e del modello di donne/veline della tv, una società che dopo gli studi che ci riserva un futuro precario o addirittura un non futuro; Noi vogliamo invece non solo una vera conoscenza ma vogliamo anche Rivoluzione su tutto!
 
Dopo lo “sciopero delle donne” non possiamo permettere che ci infanghino ancora l'8 marzo! Vogliamo e dobbiamo far sì che quest'anno l'8 marzo sia tutt'altra cosa. SIA NOSTRO E ROSSO!
 
Noi proponiamo di costruire insieme una grande MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER L'8 MARZO 2014, che quest'anno cade anche di sabato. Una manifestazione che colpisca anche con azioni di protesta esemplare l'offesa consumistica della borghesia di questa giornata di lotta. Una manifestazione che unisca tutte le battaglie delle donne, contro la guerra di bassa intensità che ci uccide, contro l'insieme della nostra condizione di vita, contro tutte le oppressioni. Un 8 marzo che unisca in una stessa lotta le donne italiane e le immigrate. Un 8 marzo che sia “ponte” verso le donne, lavoratrici, compagne, rivoluzionarie che lottano negli altri paesi, che sono in prima linea nelle rivoluzioni popolari, dall'India al Bangladesh, alla Turchia, ecc.
Un 8 marzo che dica basta con il riformismo, vogliamo fare la rivoluzione!! Se vogliamo che tutta la nostra vita cambi, tutta la società deve essere rivoltata! Le operaie, le lavoratrici, le giovani prendano nelle loro mani la costruzione di questo 8 marzo, per ridare dignità storica, verità di classe, perchè l'8 marzo non è di tutte, non è interclassista, ma delle donne più sfruttate e oppresse che sono la maggioranza, come delle ragazze che vogliono lottare per un altro futuro.
 
FACCIAMO UN 8 MARZO, ROSSO, DI LOTTA! 
15.1.14

09/03/10

8 marzo a Palermo

8 marzo è … la nostra lotta contro sfruttamento, precarietà, licenziamenti, disoccupazione, discriminazioni, oppressione
Con questo grande striscione 50 tra lavoratrici della scuola, comunali, precarie ex Pip e delle cooperative sociali organizzate nello Slai cobas per il sindacato di classe hanno manifestato e protestato ieri pomeriggio alla Rai a Palermo.

Presenti anche un gruppo di lavoratori che hanno sostenuto con forza le ragioni delle lavoratrici e precarie.

“ Noi non siamo solo lavoratrici, precarie, ma anche donne che lottano” , “Governo, padroni, istituzioni ci attaccano ogni giorno doppiamente ma doppia è la nostra rabbia e lotta contro di loro e non ci fermeremo”,
“Basta discriminazioni, basta minacce di licenziamento, basta lettere di dimissioni in bianco…!”
“Anche la precarietà e la disoccupazione sono violenza!”
“Un governo che usa/abusa del potere contro le donne deve essere cacciato!”

Questi alcuni degli slogans che sono stati lanciati per tutta la durata del presidio che inizialmente le forze dell’ordine hanno tentato di limitare cercando di imporre alle donne di non stare sul marciapiede attiguo alla Rai ma di “sostare a debita distanza”. Non sono riusciti nell’intento perché le lavoratrici con prontezza e determinazione hanno imposto la loro presenza ai cancelli della Rai dove hanno iniziato anche a protestare contro l’atteggiamento dei giornalisti che chiamati dai vigilantes si sono dichiarati “non disponibili momentaneamente per un’intervista perché molto impegnati in altri servizi per l’8 marzo”

Quali altri servizi??? Forse quelli sui vari congressi, conferenze e false passerelle della tante assessore “alle pari opportunità” e “grandi signore istituzionali “così indaffarate a parlare e ragionare di donne” ma solo per un giorno! perché poi gli altri 364 giorni dell’anno si dimenticano delle donne quelle vere, quelle in carne e ossa che ogni giorno devono lottare, quelle che come dice la famosa canzone “non sono signore con tutte stelle nella vita, ma donne per cui la guerra non è mai finita…”

Lavoratrici e precarie non si sono date per vinte: armate di striscione, bandiere, megafono e volantini hanno iniziato ad attraversare molto lentamente la strada antistante la Rai abbastanza trafficata, bloccando per una buona mezz’ora il passaggio delle automobili, parlando con gli automobilisti, dando il volantino, spiegando il perché della protesta, invitando alla due giorni che ci sarà a Taranto il 13 e 14 marzo “ Bagagli per il viaggio delle donne in lotta” organizzato dalle compagne del mfpr, ma denunciando anche con forza i mass media al servizio del “regime Berlusconi” e minacciando di invadere i locali della Rai se passata la mezz’ora non si fosse fatto vivo nessuno.

A quel punto le lavoratrici e le precarie sono state avvisate dalla Digos che un giornalista e un cameramen erano improvvisamente “interessati” a fare un servizio.

Durante l’intervista che è seguita le lavoratrici e le precarie tutte a gran voce e applaudendo hanno espresso la solidarietà alle altre donne in lotta in questi mesi dal nord al sud, dalle operaie della Fiat e Italtel, alle lavoratrici dell’Omsa e Triumph, dalle precarie dell’Omnia e dei call center di Trapani alle lavoratrici delle pulizie e disoccupate di Taranto… “un filo rosso ci unisce, la lotta!”. Il servizio su ieri è stato mandato in onda oggi.

Forti saluti di lotta a tutte

Lavoratrici e precarie organizzate nello Slai cobas per il sindacato di classe
Palermo, 09/03/2010

"DONNE PERICOLOSE"


"DONNE PERICOLOSE"

Questa è stata la frase che ha caratterizzato questa mattina, 8 marzo, la mobilitazione di circa trenta Disoccupate Organizzate, lavoratrici precarie delle pulizie dello slai cobas e compagne del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario a Taranto.

Siamo scese in piazza dicendo "La lotta è dura, ma abbiamo deciso di alzare la testa!". E questo ha trovato subito conferma, quando davanti al Comune, anche oggi, abbiamo trovato schierati decine e decine di poliziotti, camionette e auto della polizia, a "protezione" del Comune, dalle "donne pericolose", quelle che da mesi chiedono lavoro e una vita dignitosa, che da mesi lottano, anche scontrandosi senza paura con la polizia.

A questo punto abbiamo detto: ebbene sì, siamo e vogliamo essere "donne pericolose", perchè tutta la vita deve cambiare!
E mettendo proprio davanti al Palazzo comunale lo striscione "tremate, tremate, le streghe son tornate", si è alzata una forte denuncia del Sindaco Stefano che oggi invece di aprire il Comune alle donne, come noi avevamo chiesto, ha deciso di fare del Comune una "casa chiusa".

Alle 11 le disoccupate e lavoratrici sono andate a p.zza della Vittoria, anche questa assurdamente presidiata da poliziotti e carabinieri, e si sono impossessate, salendovi tutte, del palco usato per i comizi elettorali. E dal palco le disoccupate hanno fatto vari interventi per denunciare e raccontare la loro vita sempre più di negazione di diritti, di peggioramento di condizioni di vita, di oppressione; ma nello stesso tempo hanno ribadito la loro determinazione a lottare fino in fondo. Le Disoccupate Organizzate, le lavoratrici, stanno lottando per tutte le donne a cui questo Stato, governo, i padroni negano lavoro, salari decenti, ma anche dignità, diritti; loro vogliono che noi restiamo a casa per scaricare su di noi tutto il peso della famiglia e dei servizi sociali sempre più tagliati e peggiorati. Mentre questo governo, questo sistema sempre più marcio ci offende e violenta, arrivando ad usare il corpo delle donne per il piacere del "re" Berlusconi o come tangenti per i loro sporchi affari.

Durante l'iniziativa abbiamo ricordato con affetto CARMELA, 13 anni morta nel 2007, violentata da un branco e suicidata da istituzioni che invece di aiutarla l'hanno rinchiusa e riempita di psicofarmaci - per questo continueremo a sostenere la battaglia dei genitori per una giustizia che ancora non arriva.
Abbiamo ricordato anche FILOMENA la donna che viveva alla stazione di Taranto, anche lei come Carmela non solo violentata e uccisa da un uomo ma anche dall'indifferenza dello Stato.
Per questo, pure invitate, non andremo oggi pomeriggio ad una iniziativa alla stazione di Taranto, organizzata da Comune, associazioni, rappresentanti di partiti, che ipocritamente dedicheranno poesie a Filomena e un "tour" di vergognoso sapore turistico/elettorale nei posti in cui si accampava Filomena, mentre nulla hanno fatto e fanno quando Filomena, Carmela e tante altre sono in vita.

Le disoccupate e le lavoratrici si sono date, quindi, appuntamento per il 13 e 14 marzo 2010, in cui vi sarà una Due giorni di discussione, riflessione, elaborazione, socializzazione, organizzata dal Movimento Femminista proletario Rivoluzionario, con la presenza di rappresentanti di donne da altre realtà nazionali di lotta: di immigrate, insegnanti precarie in lotta contro la Gelmini, le donne in lotta de L'Aquila, ecc.

Disoccupate e lavoratrici slai cobas per il sindacato di classe
compagne del MFPR - Taranto

da Lavoratrici e precarie Slai Cobas per il sindacato di classe - Palermo

8 MARZO è…
LA NOSTRA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SFRUTTAMENTO, PRECARIETA’, MINACCE DI LICENZIAMENTO, DISCRIMINAZIONI, OPPRESSIONE

Le lavoratrici della Scuola, le lavoratrici Comunali, le precarie delle Cooperative Sociali ed Ex Pip dello Slai Cobas per il Sindacato di classe manifestano

LUNEDI’ 8 marzo alle ore 16, 30 alla Rai di Viale Strasburgo a Palermo

e invitano le altre lavoratrici, precarie, disoccupate a partecipare portando la loro lotta e protesta

Lavoratrici e precarie
Slai Cobas per il sindacato di classe - Palermo

"SAPPIAMO CHE LA LOTTA E' DURA MA ABBIAMO DECISO DI ALZARE LA TESTA"

"SAPPIAMO CHE LA LOTTA E' DURA MA ABBIAMO DECISO DI ALZARE LA TESTA"

Con questo slogan l'8 marzo a Taranto le Disoccupate Organizzate che in questi mesi sono in prima fila nella lotta per il lavoro e le lavoratrici precarie delle pulizie organizzano una manifestazione:
Da P.zza Castello a p.zza Della Vittoria

e chiamano le altre lavoratrici, precarie, studentesse ad unirsi:

"Vogliamo il lavoro, il pane, ma...anche le ROSE!"
"Governo, stato, padroni TREMATE, le streghe son tornate!"

Disoccupate Organizzate e lavoratrici slai cobas per il sindacato di classe - TARANTO - cobasta@fastwebnet.it


DA TARANTO FACCIAMO UN APPELLO A LIVELLO NAZIONALE:
L'8 MARZO REALIZZIAMO UNA RETE DA NORD A SUD, UN COLLEGAMENTO TRA LE REALTA' DI LAVORATRICI, DISOCCUPATE, PRECARIE IN LOTTA, PER DARE VITA AD UNA RETE REALE E PERMANENTE E LAVORARE INSIEME PER UNO SCIOPERO DELLE DONNE

Per noi disoccupate, precarie, lavoratrici, operaie, da un lato in questi mesi sempre si unisce l'attacco di classe al lavoro, al salario, ai diritti da parte di padroni, governo, istituzioni, all'attacco all'insieme della
nostra condizione di donne: ad essere licenziate, messe in cassintegrazione, negato il lavoro, siamo soprattutto noi donne, che dobbiamo subire spesso anche forme di discriminazione sessista.
Ma dall'altro le lotte che stiamo facendo, dimostrano che siamo combattive e determinate a resistere, perchè non vogliamo "tornare a casa" e vogliamo ribellarci questo sistema fatto di doppio sfruttamento, doppia oppressione, doppie catene.

L'8 MARZO vogliamo unirci alle lavoratrici dell'Omnia di Milano, alle precarie della scuola di Milano e Palermo, alle lavoratrici delle pulizie, alle lavoratrici Omega, alle operaie dell'Omsa di Faenza e della Triumph di
Bergamo a rischio licenziamenti, alle lavoratrici del call center di Pistoia, ecc. ecc.

COSTRUIAMO UNA RETE (socializzando le iniziative, inviandoci messaggi, collegandoci telefonicamente o via e mail durante l'8 marzo) TRA LE REALTA' IN LOTTA.

UNA RETE CHE DALL'8 MARZO DIVENTI PERMANENTE, DANDOCI SOSTEGNO, SOLIDARIETÀ, FORZA, CHE CI UNISCA DAL NORD AL SUD. UNA RETE PER COSTRUIRE INSIEME UNO SCIOPERO DELLE DONNE.

Le lavoratrici, precarie, disoccupate del
Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
mfpr@fastwebnet.it

05/03/10

13 e 14 MARZO A TARANTO

13 e 14 MARZO A TARANTO

Le compagne del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario organizzano per il 13 e 14 marzo 2010 a Taranto una due giorni di discussione, riflessione, elaborazione, socializzazione, su:

- per un nuovo pensiero e nuova prassi del femminismo proletario rivoluzionario nel movimento delle donne e la sua centralità strategica nell'insieme del movimento rivoluzionario, comunista, per l'intreccio genere/classe e la rivoluzione nella rivoluzione;

- quale partecipazione alla conferenza mondiale del Venezuela del 2011, per portare l'esperienza del movimento femminista italiano e della lotta sociale autorganizzata delle donne, come ricchezza, forza, ma anche la contraddittorietà del movimento in Italia.

Invitiamo le compagne impegnate in particolare nelle lotte delle lavoratrici, precarie, disoccupate, donne immigrate e nella lotta contro il moderno clericofascismo, sessismo, razzismo.

Per informazione, partecipazione:

mfpr@fastwebnet.it
mfprpa@libero.it
3475301704 (margherita)
3408429376 (donatella)

Le compagne del MFPR

Due giorni 13 e 14 Marzo "Bagagli per un viaggio delle donne in lotta"

TARANTO via Rintone, 22 (dal piazzale della Stazione - sul lato destro - bus n. 3, scendere 2° fermata di via Dante Bar La Gioia - per contatti: 3475301704 Margherita)
_____________________________________________________________________

1° GIORNO


ore 10 - Introduzione

Buffet

ore 11
la condizione di doppie catene delle lavoratrici, precarie, disoccupate, immigrate;
le lotte di questi mesi, dalle precarie della scuola alle disoccupate, alle operaie licenziate: affermare il punto di vista generale delle donne
;
lo sciopero totale delle donne

video lavoratrici Taranto

ore 13,30 - pranzo autogestito

ore 15,30
contro il moderno medioevo/razzismo/sessismo:
violenze sessuali - in morte della sacra famiglia
Noi odiamo gli uomini che odiano le donne: 1° della lista Berlusconi

Montalto - con Joy e le immigrate

L'Aquila: la battaglia raccontata dalle donne - Bertolaso come emblematico del marciume del capitalismo verso le donne (prima 'donne oggetto', ora 'donne tangenti')

ore 19 - Blog femminismo rivoluzionario

ore 20 - cena collettiva

2° GIORNO

ore 9
video: il viaggio di lotta del femminismo proletario rivoluzionario

Il nuovo pensiero e nuova prassi del femminismo proletario rivoluzionario la sua centralità strategica nell'insieme del movimento proletario, rivoluzionario, comunista, per l'intreccio genere/classe e la rivoluzione nella rivoluzione;

Venezuela: la ricchezza del movimento delle donne in Italia dalle guerre popolari un nuovo ruolo dirigente delle donne vogliamo la rivoluzione non una socialdemocrazia ridipinta

ore 13 conclusioni