Il 3 gennaio a L’Aquila, verso la fine di un presidio improvvisato per contestare il passaggio della fiamma olimpica e gli sponsor del genocidio in Palestina, Luigia, una compagna del MFPR e soccorso rosso proletario, è stata presa per i seni e spinta in terra da un poliziotto, che ha cercato di strapparle dalle mani una bandiera palestinese con su scritto Free Anan.
In seguito alla caduta e probabilmente anche a causa della stretta dell’agente sul suo polso destro, Luigia ha riportato 3 mesi di prognosi per una frattura multipla che ha dovuto operare.
Nel denunciare gli agenti coinvolti - il poliziotto che l’ha aggredita e l’agente donna che si è rifiutata di fornirle il nome - Luigia ha dovuto sporgere querela contro ignoti, richiedendo inutilmente al Comune dell’Aquila le immagini di una videocamera di sorveglianza che avrebbero potuto meglio chiarire la dinamica dell’accaduto.
Il risultato di questa omertà e di questa giustizia borghese è stata l’immediata denuncia e l’imminente processo della compagna per “oltraggio a pubblico ufficiale”. Processo che inizierà il 2 ottobre, mentre la querela della compagna rischia di essere insabbiata così come hanno tentato di fare con l’altra denuncia di Luigia, nei confronti di vari politici sionisti e di un “giornalista” che l’hanno diffamata dopo il flash-mob al Carrefour del 25 aprile 2025. Anche per quell’azione, per quel corteo silenzioso che intendeva denunciare la complicità della multinazionale nel genocidio del popolo palestinese, la compagna è stata trascinata a processo nel giro di un anno, mentre per alcune delle sue querele è stata immediatamente chiesta l’archiviazione.
Il caso di Luigia però, non è semplicemente da ascrivere a un abuso di potere. Le querele sono state presentate non perché si avesse fiducia in questa giustizia borghese e israelianizzata, come il processo ad Anan Yaeesh ha dimostrato, ma al contrario, come atto politico di sfida, di insubordinazione ad essa, ed è per questo che la compagna viene perseguita.
In questo stato fascista e dei padroni, in questo sistema capitalista e imperialista sei buona solo come vittima silente, se non denunci le ingiustizie, se non reagisci quando ti attaccano, se accetti di farti massacrare senza opporre resistenza. Come fa Israele con i Palestinesi, così Trump e Meloni con gli antifascisti, gli anticapitalisti, gli antisionisti. Ma i veri criminali, i veri terroristi sono loro, non chi manifesta il proprio dissenso alle loro politiche genocidiarie.
È ora di rompere questo silenzio e difendere la nostra dignità, senza temere la repressione. Sono loro che devono continuare ad aver paura e sono le nostre lotte a fargli paura! Continuiamo a difendere e a tenere alta la bandiera della Palestina come quella di tutti i popoli oppressi, la storia e la resistenza ci daranno ragione.
Qui la solidarietà del collettivo Fuori Genere e di CM che saranno presenti in udienza.


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