E altrettanto chiaro che se fa questo decreto, vi saranno contestazioni (già si è espresso contro il presidente dell'associazione nazionale presidi e anche docenti), vi potranno essere azioni legali - perchè questo decreto sarebbe platealmente illegale, anticostituzionale; tanto per cominciare sarebbe in netto contrasto con l'obbligo della frequenza scolastica nella scuola più vicina per i bambini, adolescenti fino alla scuola dell'obbligo, come già stanno dicendo i presidi e altri; ma è illegale anche rispetto al divieto del velo - in Francia quando Macron lo tentò vi fu una giusta sollevazione - non si può imporre una religione, una "cultura", diventa una doppia oppressione per le donne.
Ma il problema è che al di là degli scopi propagandistici l'effetto grave - razzista, da apartheid - resta tra settori di masse, e non va sottovalutato.
E' una propaganda criminale, che punta a eccitare gli animi contro gli immigrati "attenzione, c'è una avanzata islamica nelle scuole..."; che vuole alimentare l'humus razzista tra settori di giovani, di masse, a legittimare gli attacchi, le violenze contro gli immigrati: se è il governo che dice questo, io posso cacciare uno studente dalla mia aula, posso perseguitarlo, fare azioni di bullismo, ecc. ecc.
Possono i giornali continuare a fare inchieste, reportage su ideologie fasciste, criminali presenti tra i giovani, sui comportamenti, ma è il governo che crea l'ambiente giusto, l'ideologia nera, che fa considerare naturale concezioni e pratiche fasciste, di violenza, contro gli immigrati, contro le donne, verso i disabili, a difesa della proprietà privata, ecc.. ecc. SIETE VOI I CRIMINALI CHE DOVETE ESSERE CACCIATI.
Il danno è fatto, prima che si realizzi in provvedimenti normativi ufficiali ci vorrà un pò di tempo - intanto vanno avanti circolari, disposizioni, questi si possono anche far cadere (non è che non ci avevano provato i governi precedenti, pensiamo al governo Berlusconi e alla circolare Gelmini sul tetto per gli alunni immigrati), ma il danno è maledetto e subito. L'humus fascista gridato nelle piazze, negli assembramenti, amplificato dalle televisioni e giornali, quello resta ed è il vero pericolo!
Questo razzismo, fascismo era già iniziato prima che la scuola cominciasse. Ci sono stati atti e proposte avanzate da diversi esponenti della destra, accomunati tutti da un unico desiderio: proteggere gli istituti italiani dal pericolo di un’ipotetica “avanzata islamica”. Su questo ci sono già stati in estate circolari, risoluzioni da parte di Valditara.
Vi è la risoluzione “anti-islamizzazione”, approvata lo scorso luglio dalla Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera (chiamarla Commissione "Cultura, Scienza, Istruzione" è veramente osceno) – per prevenire tutte le forme di indottrinamento negli ambienti scolastici e per garantire le norme di "sicurezza". Che c'entra la sicurezza!? Neanche tanto sottilmente, si vuole paragonare la cultura islamica al terrorismo; si vuole in realtà affermare l'ignoranza, la sotto cultura, per dichiarare come unica cultura, unica civiltà quella occidentale, concentrando lo studio della storia sulle origini della civiltà occidentale, sui fondamenti della storia nazionale e sulla relativa identità italiana. Tra questi fondamenti è stata da Valditara indicata la Bibbia. E' il "Dio, patria, famiglia" applicato all'insegnamento scolastico.
Valditara già pensava di inserire nel disegno di legge sulla sicurezza un emendamento che vieti alle ragazze di indossare il burqa in classe, con l’obiettivo, lui, di “riaffermare la dignità delle donne” - a parte che non può fornire neanche mezzo esempio di una studentessa con il burqa in classe, noi ricordiamo sempre quello che disse una giornalista attrice afghana; "Noi che odiamo così tanto il burqa non permetteremo che sia l'imperialismo occidentale a togliercelo, sarebbe come uno stupro!". Molte indossano il velo per affermare la propria identità, per mantenere un legame con la propria cultura d’origine. Impedire con la repressione questo, è una violenza verso le donne.
Nell'intervista di oggi al Corriere della sera, Valditara si fa paladino della libertà delle donne, della denuncia del patriarcato: "«è una questione di civiltà - dice - mi dispiace per chi fa polemiche, ma il burqa è il simbolo della mentalità patriarcale violenta che considera la donna una non persona e che noi come Lega abbiamo sempre avversato. I nostri valori dicono che la libertà della donna non è negoziabile». Proprio loro che ripropongono alla grande, soprattutto con la campagna sulla natalità, che il ruolo vero, centrale delle donne è fare figli, la famiglia, che una donna viene pesata, per avere miseri benefici di assunzione, bonus, da quanti figli ha, altrimenti te ne stai a casa; proprio loro che espandono l'humus fascista, sessista, militarista che alimenta, normalizza i femminicidi, gli stupri... e potremmo continuare.
Questo è già avvenuto in Sassonia, in Romania, dove l’estrema destra domina a Bucarest, in Gran Bretagna.
Chiaramente stendiamo un velo pietoso sulla ridicola, inutile "opposizione" del Pd e soci.

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