28/03/25

Beretta di Trezzo - la Cgil firma accordi bidoni sul salario contro le operaie - Disponibile il Dossier dell'assemblea delle operaie Beretta

ACCORDO ALLA BERETTA, QUANTO VALGONO LE OPERAIE PER LA CGIL
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Cgil firma un accordo senza e contro le operaie al Salumificio Beretta di Trezzo, 2.19 euro lordi al mese l’aumento di stipendio
Mpm e Cgil e le sue delegate hanno firmato a sorpresa e alle spalle delle operaie dell’appalto Beretta al Salumificio Beretta di Trezzo un accordo aziendale per 2,19 centesimi lordi di aumento dello stipendio al mese.


Un accordo visceralmente contro la ribellione delle operaie, che ne attacca la dignità e il diritto a decidere. Un accordo paternalisticamente spacciato come miglioramento del clima aziendale, da padroni e sindacato che odiano le operaie, insieme.
Un accordo che difende i profitti dei padroni, lo sfruttamento, l’intensificazione dello sfruttamento e legittima il contestatissimo appalto che taglia la paga, riduce i diritti precarizza il lavoro ed è elemento di divisione tra le operaie della fabbrica che pur hanno reparto, linee, lavoro uguali e la stessa direzione di fatto.
La firma di questo accordo dà un esempio pratico del fascismo padronale che nega alle operaie la libertà, di parola nelle decisioni dell’azienda come nella scelta della rappresentanza sindacale e lo mette in pratica attraverso un sindacato che firma un accordo arbitrariamente, espropriando da ogni processo decisionale le operaie che al pari dell’azienda, considera come nullità a cui lasciare solo la fatica, l’oppressione e lo sfruttamento.
Un accordo che mette cifre minime sui turni disagiati e straordinari che sono un misero indennizzo usato come incentivo per le operaie ad essere totalmente flessibili; un accordo ‘che annulla e sostituisce il precedente contratto e successive modifiche’, andando a cancellare così la garanzia del posto di lavoro al Salumificio Beretta di Trezzo per le operaie dell’appalto, inserita con la lotta nell’accordo aziendale del 2021 e sottoscritta tra Beretta e Slai Cobas per il sindacato di classe.
Una prima assemblea molto arrabbiata convocata da Slai Cobas si è tenuta in un clima unitario tra operaie e tra operaie e sindacato, ha condannato la Cgil, l'accordo aziendale e deciso di contrastarlo e metterlo in discussione in tutti i modi possibili, contestare le delegate e la loro autodifesa, puntando alla sua cancellazione, per una piattaforma operaia.
E nella giornata in cui tutta la stampa scrive che i salari sono diventati più poveri ‘meno 8.7% in 17 anni’ mangiati dall’aumento dei prezzi che i padroni applicano, che il potere d’acquisto dei salari va in fumo cioè ‘spesa sempre più cara e carrello sempre più vuoto’, ha fatto effetto ciò che la Cgil ha scritto sul suo sito nazionale (Collettiva) ‘serve una vera e propria vertenza sugli stipendi’.
Sicuramente ma contro gli accordi osceni come alla Beretta e con la lotta, gli scioperi delle operaie e degli operai, su di una Piattaforma Operaia autonoma.
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A fine 2022 l'Mfpr organizzò con le operaie della Beretta in lotta anche allora, una assemblea operaia a cui parteciparono operaie di altre fabbriche di Bergamo/Milano, prime tra tutte le operaie della Montello anch'esse in lotta. Gli interventi delle operaie, delle compagne del Mfpr andarono, come è normale per le donne lavoratrici, al di là della lotta sindacale in corso, mettendo sul tappeto l'intera condizione di doppio sfruttamento e oppressione delle donne e una indicazione di organizzazione e di lotta che si rivolge a tutte le donne lavoratrici. Il Dossier che raccolse questa ricca assemblea, oggi sempre più attuale, si può richiedere in pdf a mfpr.naz@gmail.com


























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