03/06/23

Violenza sessuale dello Stato: "Soldatesse non accorciate le divise...", se no poi non vi lamentate se vi stuprano...


“Soldatesse, non dovete accorciare le divise: se mostrate il sedere, qualcuno fraintende…” «Se mostrate il fondoschiena in un ambiente ad alta densità maschile potrebbe involontariamente indurre a un fraintendimento legato alla sfera sessuale»
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 Dichiarazione del Sottufficiale di Corpo del 232º Reggimento Trasmissioni di Avellino.

Questo lurido personaggio continua: "Soprattutto tra il personale femminile va di moda restringere e accorciare la giacca, portando il giro-vite più in alto, in modo da scoprire il fondoschiena; anche i pantaloni vengono sovente ristretti in modo da esaltarne le forme... questo può portare ad un fraintendimento... soprattutto se si è in un contesto operativo dove il personale è impiegato per lunghi periodi lontano da casa e dalla propria famiglia...".


Questo squallido discorso è stato fatto, anche da molti altri ufficiali, in particolare in occasione dell'ultimo raduno degli Alpini, dove per evitare gli episodi di molestie/violenze sessuali di Rimini, non si prende alcun provvedimento contro gli alpini (anzi, elogiati come non mai dalla fascista Meloni) ma contro le donne/soldatesse che "se la cercano". 

I maschi militari, nella più oscena concezione patriarcale/fascista, vengono invece giustificati e se ne chiede la comprensione..."stanno lontano da casa", e quindi devono sfogarsi...! 

Dopo Rimini nessun porco alpino è stato condannato!

Mentre quest'anno, si è adottata, a prevenzione, un'altra pratica: a conferma che la colpa non sarebbe dei maschi ma delle donne, sono attaccate le donne e i loro abiti; così se qualcosa fosse successo (e non sappiamo se è successa) sarebbero state condannate le donne. E per le soldatesse si sarebbe adottata una nuova divisa più simile al burqa?

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