02/11/20

SULLA REALTA' DELLE LAVORATRICI L'INPS DA' I "NUMERI" - MA NOI VOGLIAMO ORGANIZZARE LA LOTTA - 19 NOVEMBRE 2° ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE DONNE/LAVORATRICI


L'Inps e altre fonti istituzionali hanno recentemente "dato i numeri", aggiornato, soprattutto alla luce del lockdown, i rapporti sulla grave condizione delle donne lavoratrici. Questi dati forniscono una pallida immagine di ciò che nella realtà concreta significa per le donne il doppio lavoro, lo scarico su di loro dei lavori di assistenza, di servizi sociali, che hanno sempre l'altra faccia della doppia oppressione. Per il governo, lo Stato questi rapporti diventano solo statistiche innocue, freddi numeri, e ora, nella seconda fase dell'emergenza pandemica, il governo sta già nuovamente scaricando sulle donne i provvedimenti verso le scuole, le chiusure, con un ritorno del "chiuse in casa". Mentre i "provvedimenti" per le lavoratrici, una miseria in termini di aiuti, vanno solo e sempre nel segno della conciliazione lavoro/famiglia.

Questi rapporti servono a riempire di carte i cassetti.

La realtà invece, richiede lotta, organizzazione delle donne, delle lavoratrici!

Nella prima assemblea telematica del 17 settembre, le lavoratrici, le compagne hanno portato forti testimonianze della loro dura condizione di lavoro, di non lavoro, di vita, l'hanno analizzata, ne hanno indicato le ragioni di classe, hanno parlato di alcune lotte già in corso; 

ora è necessario definire una piattaforma/obiettivi comuni e decidere una mobilitazione comune   

Di questo parleremo e assumeremo decisioni nella 2° assemblea telematica delle donne/lavoratrici, che si terrà il 

19 NOVEMBRE DALLE ORE 16 


Rapporto annuale Inps. Donne e mamme lavoratrici
"...le donne con figli in media arrivano a guadagnare fino a 5.700 euro in meno all’anno rispetto alle donne con figli. Nella relazione annuale l’istituto spiega come su questo dato pesi il largo utilizzo del part time e percorsi di carriera che se prima della maternità erano sovrapponibili poi cambiano lasciando coloro che hanno avuto figli con percorsi più accidentati. «A quindici anni dalla maternità – scrive l’Inps – i salari lordi annuali delle madri sono di 5.700 euro inferiori a quelli delle donne senza figli rispetto al periodo antecedente la nascita». 

Tra il secondo trimestre del 2019 e lo stesso periodo del 2020, sono 470 mila le occupate in meno (-4,7%). Su 100 posti di lavoro, quelli femminili rappresentano il 55,9%.

Le donne, rispetto agli uomini, in questi mesi hanno gestito un sovraccarico di lavoro, familiare e professionale che non ha precedenti. Durante il lockdown, il 74% delle donne ha continuato a lavorare, mentre la percentuale maschile è stata minore (66%). Lo stress derivato per circa 3 milioni di mamme con un figlio a carico con meno di 15 anni è stato molto elevato. Nell’ultimo anno la tendenza a rinunciare al lavoro è cresciuto per l’8,5% con un incremento di 707 mila donne inattive. Il tasso di attività femminile è passato da 56,8 a 53%

La situazione attuale ha contribuito a scoraggiare l’offerta di lavoro. Questa tendenza si è particolarmente accentuata nelle donne con titoli di studio più bassi. Il nostro paese è anche quello con il più alto tasso di abbandono del lavoro per esigenze di cura familiare." 

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