25/01/22

Assemblea nazionale Non Una Di Meno: le lavoratrici che non hanno mai smesso di lottare

Da una compagna dell'assemblea donne/lavoratrici, per una nuova stagione di lotta, di tutti i giorni, a 360°.
Mi ricollego all'intervento che hanno fatto le lavoratrici Yoox, che salutiamo anche per la lotta che hanno fatto e i risultati che hanno ottenuto, sull'importanza naturalmente dello sciopero. E su questo vorrei partire anche da una delle parole d'ordini che è uscita fuori anche dalla grande manifestazione che c'è stata a Roma il 27 novembre: "non si lotta solo l'8 marzo, non si lotta solo il 25 novembre, ma tutti i giorni". Quindi l'8 marzo è sicuramente riaffermare, con forza, che non è una scadenza una tantum, una scadenza rituale, ma ha anche la doppia valenza diciamo dell'8 marzo; da un lato la prospettiva che deve avere, rivoluzionaria anche, questa giornata, questo sciopero, che deve mettere in discussione tutto, fino alle fondamenta di questo sistema, che deve essere appunto una rottura, una sfida, dare fare male ai padroni, al governo, a questo Stato che ci opprimono doppiamente; dall'altro una tappa che ci deve dare anche l'avvio, diciamo, di una nuova stagione di lotta, di tutti i giorni, a 360°.
In questo senso porto qui la parola delle diverse lavoratrici che con me si sono collegate in questo percorso di assemblea donne lavoratrici nazionale: lavoratrici precarie di Palermo dei servizi nella scuola, lavoratrici di Taranto degli asili nido, le operaie immigrate della Montello, le operaie della Tessitura di Mottola, le lavoratrici degli alberghi, le lavoratrici dell'hotel Gallia di Milano. Quindi, diversi settori di lavoratrici precarie, ma anche donne disoccupate, che in questi due anni di pandemia, che sicuramente ha amplificato tutta la nostra condizione di doppio attacco, comunque non siamo state ferme, abbiamo lottato, abbiamo messo in campo diverse lotte che non posso raccontare qui, perché il tempo è pochissimo, però abbiamo fatto un percorso che ora deve confluire in questo sciopero.
L'ultima cosa, il discorso dello sciopero dei sindacati. Lo slai cobas s.c. ha già indetto questo sciopero. Io sono una lavoratrice e faccio parte di questo sindacato e tengo a sottolineare che questo sindacato non ha indetto questo sciopero come mera cosa tecnica. E' un'indizione che facciamo già da tanti anni e che mettiamo al servizio della lotta più ampia delle donne e di questo sciopero, che non è solo produttivo ma deve essere anche riproduttivo e deve toccare tutti gli aspetti. E poi sul discorso dei sindacati che dormono, vorrei però ricordare che l'anno scorso lo sciopero dell'8 marzo è stato indetto da più sindacati di base, e tante lavoratrici sono scese in piazza. Solo a Palermo noi eravamo cento lavoratrici in carne e ossa che abbiamo fatto lo sciopero! Quindi su questo bisogna fare anche la differenza tra i sindacati.

Da una compagna del MFPR: "non una piattaforma a tavolino, ma elaborata dalle  lotte concrete delle lavoratrici"
Sulla questione che è stata posta oggi sul discorso dei punti di lotta e le rivendicazioni, anche riallacciandomi ad alcuni degli interventi che mi hanno preceduta come Rosalba di Livorno ad esempio, che poneva la questione della necessità della continuità, ma anche di ottenere dei risultati. Secondo me le lavoratrici della Yoox che ieri sono intervenute hanno posto tutte la questione delle rivendicazioni concrete che nelle lotte le lavoratrici stanno facendo, dalla salvaguardia del posto di lavoro al non essere rimandate a casa, sulla repressione e così via. Quindi ci sono le lotte concrete, che richiamano all'elaborazione di una sorta di piattaforma, come noi l'abbiamo proposta e formulata, proprio raccogliendo le istanze concrete che le lavoratrici, nel corso delle loro lotte, portano e naturalmente con gli strumenti necessari e utili affinché si giunga a risultati concreti. Perché una forza come il 27 novembre, che ha visto una partecipazione grandiosa, deve essere trasformata in forza materiale, e anche l'8 marzo, come si è sempre detto, non deve essere di routine, ma deve essere un fattore concreto di trasformazione della realtà che ci circonda. Ed è proprio a questo scopo che noi abbiamo promosso l'assemblea nazionale donne lavoratrici, per unire le lotte e dare forza, visibilità e anche incisività alle lotte. Mi viene in mente come in questo periodo sia molto forte il bisogno e le lotte anche di tanti settori di lavoratrici per l'internalizzazione nei servizi essenziali, perché sono state le prime, o a perdere lavoro o avere riduzione di ore e così via.
Noi abbiamo proprio raccolto tutti i punti, compresa l'eliminazione dell'obiezione di coscienza sulla legge sull'aborto, perché è un punto fondamentale secondo noi.
Non è una piattaforma che nasce a tavolino ma è il frutto di un'elaborazione concreta, portata direttamente dalle lavoratrici, e quindi noi siamo d'accordo con quante hanno accennato alla necessità di avere dei risultati concreti, questo ci sembra un punto assolutamente da valorizzare e da perseguire.

Assemblea nazionale Non Una Di Meno: che le parole delle vittoriose operaie della Yoox siano di incoraggiamento per tutte!


Liuba

Sono una di quelle lavoratrici Yoox che hanno lottato da un anno per non perdere il posto di lavoro. Il tema di oggi è lo sciopero. Lo sciopero che abbiamo avuto noi davanti ai cancelli di un'azienda così grande che discrimina le donne e i lavoratori in generale, ci ha aiutato. Solo unite insieme abbiamo mostrato che queste 15 donne hanno avuto forza maggiore. Credo che non basta solo lo sciopero dell'8 marzo o del 25 novembre che si fa in piazza ogni anno. Credo che gli scioperi servono ogni volta che toccano uno di noi, una di noi. Questo si è dimostrato bene nell'esperienza mia lavorativa e ogni volta che si lotta, non solo per le donne, ma per tutti quelli che vengono discriminati. 

Proprio per questo credo che prima che venga uccisa una donna, si dovrebbe intervenire con lo sciopero per aiutarla, perché solo così si potrà creare una legge. La nostra esperienza lavorativa, dove dicevano che le leggi non esistevano per difenderci come madri, come lavoratrici, per difendere i nostri figli dal non perdere il pane, la legge l'abbiamo fatta noi con lo sciopero. Nudm, l'assemblea donne immigrate di Bologna, il sindacato Si Cobas, ci siamo uniti tutti insieme e abbiamo fatto la nostra forza maggiore! 

Quindi lo sciopero è importante, al di là del sindacato a cui siamo iscritti, io credo che scioperi si possono fare per qualsiasi cosa succeda di brutto, anche solo a una di noi. Solo così potremo vincere il razzismo, il patriarcato, il maschilismo, altrimenti trionferanno per sempre, sia il razzismo che il maschilismo se non staremo unite e non ci sarà questa sorellanza tra di noi, come si è dimostrato nella nostra esperienza delle lavoratrici Yoox, che abbiamo vinto e abbiamo fatto vedere che anche senza una legge che non c'era per difenderci, l'abbiamo creata noi con i nostri scioperi e con la sorellanza. Per cui lo sciopero serve ragazze, e lo dobbiamo fare sempre. Grazie!

Marie

Io faccio parte dell'assemblea donne migranti. Noi ci siamo occupate da vicino della questione operaie Yoox insieme al nodo di Bologna di nudm. E' stata una lotta molto importante perché rappresentava tutto ciò che noi rappresentiamo come coordinamento migranti e come assemblea, perché era una lotta che era contro il patriarcato, contro il classismo, contro il razzismo. E appunto per questo motivo volevamo spingere verso la direzione che deve avere questo 8 marzo secondo noi, che deve essere una data di lotta, deve essere sciopero e deve essere femminista, deve essere intersezionale e deve rappresentarci tutt, deve essere una lotta comune, deve rappresentare tutte le nostre lotte, ma soprattutto deve essere un giorno in cui facciamo vedere che sono lotte che stiamo unificando, che abbiamo una rete tra di noi, e soprattutto rivendicare questa vittoria, perché è stata una vittoria per cui abbiamo lottato molto e sofferto molto, le nostre compagne l'hanno vissuto sulla loro pelle e hanno vinto perché era una vittoria giusta. E penso che abbia dato anche il là verso la direzione che dovremmo prendere…

Leila

Sono una lavoratrice Yoox e volevo solo dire grazie a tutti per il sostegno che ci avete dato. Non solo a Bologna, ma anche da Torino, Modena, da tutta Italia nudm ci ha dato il sostegno.

Lo sciopero è importante, perché senza lo sciopero non possiamo andare avanti, non andiamo da nessuna parte. Quando durante la pausa avete messo quella fotografia, con tante donne unite mi sono emozionata, quella foto per me era una cosa grandissima perché è grazie alla unità che possiamo andare avanti, e per me lo sciopero è una cosa importantissima, perché la donna ha sempre bisogno di lottare contro tutto, contro il razzismo, contro la violenza, contro tutto proprio. Ed è da quando ho iniziato a lavorare che sto sempre a lottare, fino a oggi, che stiamo ancora lottando contro il datore di lavoro, contro il governo, contro tutto, e l'8 marzo è una giornata proprio importante per tutte noi donne.

24/01/22

Assemblea nazionale Non Una Di Meno: le lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe hanno già indetto lo sciopero delle donne per l'8 marzo 2022

Dall'intervento della compagna del MFPR di Milano, sabato pomeriggio all'assemblea:

Questo momento di confronto è importante in vista dello sciopero dell'8 marzo, che già era stato indicato anche nel corso della grande manifestazione del 27 novembre a Roma. Comincio con l'informare l'assemblea che noi, come compagne dello Slai cobas per il sindacato di classe, abbiamo già indetto subito dopo l'8 marzo scorso lo sciopero per l'otto marzo di quest'anno. Questo perché era necessario contrastare l'azione della commissione di garanzia, che, quando si parla di sciopero delle donne in particolare, non perde occasione per intervenire, per contrastare lo sciopero.

Abbiamo visto lo scorso anno l'esclusione dallo sciopero del personale della scuola, come era stato anche indicato dalla compagna di Cattive Maestre. Teniamo presente che nella scuola la partecipazione allo sciopero delle donne è sempre stata significativa e quindi è chiaro che hanno voluto contrastarlo. Pretestuosamente tra l'altro, dimostrando tutta l'ipocrisia di cui sono capaci, perché parlano sempre di politiche a favore delle donne, poi quando le donne intendono scendere in campo direttamente non perdono occasione per contrastarle. Quindi questo pone il problema della lotta 360° che come donne abbiamo da fare, contro il governo, con tutte le forze.

Noi abbiamo promosso, durante la crisi pandemica, le assemblee delle donne lavoratrici, proprio per poter far conoscere, collegare e rafforzare le lotte ed estenderle, anche per incoraggiare settori di lavoratrici non in lotta, per dare delle indicazioni. E abbiamo utilizzato anche il sostegno, questa interrelazione, questa rete che stiamo creando per poter meglio fare delle inchieste, in particolare verso le lavoratrici dell'Alitalia, dell'Evoca, della Tessitura di Mottola, verso lavoratrici di Pelle e Cuoio, dell'Hote Gallia di Milano, ecc.

In particolare volevamo sottolineare un aspetto per quanto riguarda il riprendere la parola d'ordine che era emersa durante la manifestazione del 27 novembre, che è fondamentalmente "non bisogna lottare solo il 25 novembre o l'8 marzo, ma tutti i giorni". E quindi è importante questo aspetto.

Si parlava della lotta contro la violenza sulle donne. Noi a Milano, in risposta alle violenze che ci sono state a capodanno in Piazza Duomo, abbiamo organizzato un'iniziativa itinerante, andando a toccare proprio i quartieri che sono stati citati come origine dei ragazzi autori delle violenze, proprio perché era necessario contrastare la canea che si stava scatenando da parte di Salvini e di Meloni.


Assemblea nazionale on line di NUDM - La lotta rivoluzionaria delle donne indiane e l'importanza della solidarietà con le prigioniere politiche in Italia e nel mondo

Dall'intervento di una compagna del MFPR L'Aquila alla sessione mattutina di sabato 22 gennaio nell'assemblea nazionale di Non Una Di Meno:

Un aspetto importante della manifestazione del 27 è stato il suo carattere internazionale e internazionalista. Ci sono paesi, come l’India, in cui le donne subiscono una doppia, tripla, quadrupla violenza. Una violenza legata anche al sistema feudale, alla questione religiosa, al sistema delle caste, alle misure di isolamento e militarizzazione imposte dal governo nazionalista e integralista indù per sradicare i maoisti e schiacciare la guerra popolare per una nuova democrazia.

Proprio il 24 novembre scorso era stata lanciata, con una giornata internazionale di lotta, una campagna in sostegno alle masse indiane che stanno lottando contro il regime fascista e genocida di Modi. Come compagne del MFPR abbiamo portato anche nella manifestazione del 27 un saluto rivoluzionario alle donne, alle compagne indiane che sono in prima fila nella guerra di popolo per costruire una nuova società, una società in cui il potere sia in mano alle masse popolari, in cui le donne possano decidere della vita e di tutto. E questo è un messaggio non solo per l'india, ma anche per noi che siamo nei paesi imperialisti.

In India la violenza che le donne subiscono sin da piccole è veramente atroce. Le giovani che sopravvivono alla violenza, agli stupri, molto spesso imbracciano le armi e si uniscono alla rivoluzione. Ed è una rivoluzione nella rivoluzione quella che conducono queste ragazze, che ha bisogno del sostegno di tutte le donne del mondo e che serve a tutte le donne del mondo, soprattutto ora che il regime fascista indù di Modi sta preparando un nuovo piano militare per schiacciarla definitivamente.

Il piano, Prahaar-3 è una continuazione delle pratiche genocide dell'operazione “Green Hunt”, che ha visto molte organizzazioni per i diritti umani denunciare le atrocità commesse dal governo indiano, gli stupri e i femminicidi delle donne dalit e adivasi da parte di forze militari e paramilitari, la detenzione di massa di attiviste e attivisti per i diritti del popolo, di donne, studentesse, giornaliste, leaders di movimenti dalit, lavoratrici e lavoratori, accusati di essere “simpatizzanti maoisti”.

Negli ultimi 20 anni quasi 2000 persone sono state uccise in custodia dalla polizia in tutta l’India.

La legge sui poteri speciali delle forze armate in vigore dal 58 ha consentito omicidi, atrocità e torture impunite contro il popolo indiano per mano dell'esercito.

Nel 2021 si è accentuata la politica di sterminio delle prigioniere e dei prigionieri politici, la repressione e la carcerazione, e sono aumentate le denunce di aggressioni sessuali da parte delle donne prigioniere. Molte persone sono state arrestate e torturate dopo aver partecipato alla protesta dei contadini contro le tre leggi agricole neoliberiste del governo Modi.

In questa situazione, tutte le forze democratiche a livello internazionale devono mobilitarsi per la fine delle operazioni repressive contro ogni voce di dissenso, la liberazione delle prigioniere e dei prigionieri politici e l’abrogazione delle leggi draconiane che danno “legalità” alla caccia alle streghe, permettendo di mettere dietro le sbarre tutte le voci che contestano e si oppongono ai governi.

Come compagne del MFPR abbiamo aderito a questa campagna prolungata di solidarietà internazionalista anche per smascherare i legami e la complicità del regime fascista, sessista e genocida di Modi coi suoi padrini imperialisti nel mondo, Italia in primis.

Ma anche in Italia, nel movimento delle donne, è necessario rilanciare una campagna complessiva contro la repressione delle lotte delle lavoratrici, delle attiviste, delle immigrate, delle proletarie anche detenute, in solidarietà con tutte le prigioniere politiche.

Per questo il 27 novembre abbiamo portato anche la voce la denuncia e la lotta contro una violenza che è istituzionale, di Stato. E siamo scese in piazza per difendere le condizioni di vita di tutte le prigioniere politiche, anche quelle del nostro paese. In Italia c’è una prigioniera politica delle brigate rosse, Nadia Lioce, che da oltre 16 anni è sottoposta all’odioso regime del 41 bis, mentre pluriomicidi mafiosi come Brusca sono liberi, protetti e pagati dallo Stato. Il 41 bis è un vero e proprio regime di tortura. Si dice nato per reprimere la mafia, ma viene utilizzato come strumento di annientamento psicofisico, teso a cancellare l’identità delle prigioniere rivoluzionare. A Nadia Lioce, per la fine di questo trattamento, si chiede l'abiura delle proprie convinzioni politiche, ma Nadia Lioce è rimasta coerente nella sua battaglia contro lo Stato del capitale ed è la ragion di Stato che la condanna a questo regime di tortura bianca! E’ la tendenza alla rivoluzione e la solidarietà di classe che Stato e padroni vogliono colpire, attraverso di lei!

Ma la tendenza alla rivoluzione è questo stesso sistema capitalistico e patriarcalista che la genera. Non rinunciamo perciò alla solidarietà di classe e di genere e rilanciamo anzi la lotta contro la repressione e la tortura, in solidarietà con tutte le prigioniere politiche, perché questa lotta deve essere interna alla lotta più generale delle donne contro la violenza reazionaria di questo sistema capitalista, e parte centrale della lotta rivoluzionaria contro lo Stato borghese.

23/01/22

Le lavoratrici della Yoox hanno vinto

Esprimiamo la nostra contentezza e vicinanza alle operaie. Questa vittoria è stata frutto solo della loro lotta, determinazione, coraggio a non mollare in una situazione difficile, in cui i padroni vogliono tutto per i loro profitti e schiacciano/ricattano le operaie.

Noi pensiamo che anche negli altri posti di lavoro bisogna strappare risultati per difendere, migliorare le condizioni di lavoro delle donne, nei turni, carichi di lavoro, ecc.; ma pensiamo anche che bisogna lottare perchè la cura dei figli, il lavoro domestico, non sia tutto scaricato sulla pelle delle donne, e che anche su questo fronte occorre strappare risultati, perchè questo lavoro sia socializzato dallo Stato.

22/01/22

Asili comunali Taranto - Sempre più vicino lo stato di agitazione delle lavoratrici pulizie/ausiliariato


Nella pandemia, nella nuova emergenza, il carico di lavoro, le attività da svolgere delle lavoratrici delle pulizie/ausiliariato negli asili nido comunali aumenta, MA LE ORE E IL SALARIO RESTANO SEMPRE GLI STESSI.

Le lavoratrici Slai cobas hanno detto che aspetteranno questa settimana per verificare volontà della Ditta Servizi Integrati srl e del Comune di risolvere questi problemi, dopo di chè avvieranno lo stato di agitazione.

Le lavoratrici e i lavoratori chiedono:

- le sostituzioni del personale assente - anche molto aumentate in questo periodo per i contagi covid: devono essere fatte con ore supplementari rispetto all'orario normale di lavoro, e le sostituzioni devono essere coperte al 100%, e pagate come da CCNL - questo è previsto esplicitamente e chiaramente dal capitolato d'appalto che viene invece violato dalla Ditta;

- Una indennità salariale a copertura del maggior carico di lavoro causa covid - es sanificazione quotidiana e di ogni giocattolo o suppellettili utilizzate, locali, mobilia, ecc. - lavoro che comporta anche sforzi fisici, fatica, per lavoratrici e lavoratori tra l'altro non giovani e già con problemi di salute per 25/30 anni di lavoro

- Protocollo sanitario - per il covid, e non solo - effettuazione corsi di aggiornamento sanitario, per 1° e 2° soccorritore; con pagamento dellegiornate dei corsi

- Aumento dell'orario di lavoro ordinario - le tre ore al giorno attuali (tra l'altro conquistate solo dalla lotta delle lavoratrici) nell'emergenza pandemia non bastano più. I lavoratori chiedono in primis al Comune un aumento dell'orario normale di lavoro, possibile attraverso l'applicazione del quinto d'obbligo (previsto dal contratto d'appalto.

QUESTE SONO RIVENDICAZIONI IMMEDIATE

MA ALL'INTERNO DELLA RIVENDICAZIONE/BATTAGLIA PIU' GENERALE PER LA INTERNALIZZAZIONE DEL SERVIZIO, ESSENDO ESSENZIALE, PERMANENTE, STRUTTURALE AL FUNZIONAMENTO DEGLI ASILI.

Su questo è necessaria soprattutto una battaglia nazionale. Per questo le lavoratrici degli asili di Taranto lanciano un appello a tutte le lavoratrici a una grande mobilitazione a marzo.

LAVORATRICI ASILI SLAI COBAS SC TARANTO

21/01/22

Assemblea nazionale on line di Nudm

Parteciperemo e interverremo in questa assemblea.

Informeremo che le lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe hanno già indetto lo sciopero delle donne per l'8 marzo.

Vogliamo riprendere la parola d'ordine del 27 novembre detta da varie realtà: non si lotta solo il 25/11 e 8/3 ma tutti i giorni. L'8 marzo non è una "scadenza", è da un lato l'apice di una battaglia che già c'è e indica ad essa la prospettiva rivoluzionaria del movimento delle donne,  per rovesciare la terra e il cielo, per una nuova società, una società socialista, in cui "tutta la  vita deve cambiare"; e dall'altro l'avvio di una nuova stagione di lotta di tutti i giorni e a 360°

Su questo nell'assemblea porteremo la voce delle lotte delle proletarie, da Palermo alle fabbriche del Mugello, di Montello, della Tessitura di Mottola, delle lavoratrici pulizie degli asili, delle operaie della Sa.Ga. Coffee; la voce e l'azione nella situazione pandemica della scuola, nella gravità della sanità; come il lavoro in tutti questi mesi con l'Assemblea nazionale donne/lavoratrici e la sua azione, per unire le lotte - "lotta una lottano tutte" - unire e generalizzare la denuncia, la protesta contro le condizioni di lavoro e di vita sempre più di doppio sfruttamento, discriminazioni, di razzismo/sessismo, di oppressioni e violenza sessuale, di morte sul lavoro e in mare per le immigrate; e in questa battaglia contaminare tutte le lotte, portandoci la nostra "marcia in più".

Siamo quelle che sia pur poche sono scese in piazza contro la violenza di branco a Milano, impedendo che destra e Stato parlino strumentalmente a nome delle donne, ecc. 

Dove sta invece quotidianamente NUDM? (al di là del lavoro importante su vari aspetti che fanno alcuni nodi locali, ma troppo pochi). La grande energia, forza del 27 novembre di quasi 100mila donne non può essere in piazza, in sciopero solo due volte l'anno. 

Ne Nudm può scrivere nel comunicato di indizione dell'assemblea "Abbiamo bisogno di individuare insieme i punti di lotta e le rivendicazioni che radichino nel presente il processo dello sciopero femminista e transfemminista verso e oltre l'8 marzo". Ma queste lotte ci sono già! Non le vedete voi! soprattutto le lavoratrici, licenziate, discriminate, fatte tornare a casa scaricando su di loro tutti i servizi sociali, l'aumento del costo della vita, ecc., stanno già facendo scioperi, presidi, blocchi, si scontrano con la polizia, contro le denunce. Queste donne/lavoratrici nella lotta stanno ponendo chiaramente le "rivendicazioni". Non ci sono da "individuare", da "cercare"; c'è da andare, stare nelle lotte quotidianamente, e imparare anche...

Ma questo la piccola e anche settori di media borghesia che gestiscono Nudm non lo fanno, perchè partono da sè, dal loro mondo

Noi abbiamo detto all'inizio dell'anno: "L'anno che vogliamo: essere pericolose... per padroni, governo, Stato, uomini che odiano le donne".

E questo lo dobbiamo gridare e mostrare nello sciopero dell'8 marzo!