03/05/26

"No a stupratori in campo” - Tutto il nostro appoggio e solidarietà alle compagne di NUDM di Modena


(da Repubblica) "No a stupratori in campo”. Strappato lo striscione di “Non una di meno” contro Portanova
L'associazione denuncia l’episodio avvenuto in occasione del derby al Braglia fra Modena e Reggiana: “Verso di noi insulti sessisti”. 
MODENA – “Stupratori in campo non ne vogliamo”, recitava lo striscione di “Non una di Meno” di Modena che l’associazione contro la violenza di genere aveva affisso fuori dallo stadio Braglia in vista del derby emiliano di serie B fra il Modena e la Reggiana. Uno striscione riferito al calciatore della squadra granata Manolo Portanova, condannato a sei anni di carcere anche in secondo grado con l’accusa di violenza sessuale di gruppo.
Lo striscione "è durato due ore. Abbiamo trovato delle persone che portavano via lo striscione che avevamo affisso nei pressi della curva Montagnani - si legge sul profilo Instagram di 'Non Una di Meno Modena' - abbiamo chiesto di restituircelo e loro hanno risposto con insulti sessisti, minacce e mostrando i genitali. 'Non allo stadio', questo è quello che ci è stato detto mentre ci riprendevamo lo striscione". "Chi è stato condannato continua a giocare, sostenuto e celebrato”, denuncia il collettivo. “Questo non è neutrale: è una scelta politica. È il segnale che tutto può essere ignorato, se c’è di mezzo lo spettacolo. Non lo accettiamo. Non accettiamo che lo sport diventi uno spazio di impunità”.

La squallida posizione da "Ponzio Pilato" del Sindaco di Modena - che intanto si è visto tranquillamente la partita (mfpr)

Una denuncia che non è sfuggita al sindaco di Modena Massimo Mezzetti, che il 1° maggio era allo stadio per vedere la partita. Detto che "la presunzione d'innocenza fino alla pronuncia della Cassazione fa parte del nostro ordinamento ed è un diritto dell'imputato", osserva in un passaggio di un lungo intervento riferendosi al procedimento in corso nei confronti del centrocampista reggiano, "se queste accuse sono state riconosciute in due gradi di giudizio è, se possibile, ancora più grave nascondere la testa sotto la terra del campo di gioco. Credo che ognuno si debba assumere le proprie responsabilità, comprese le società calcistiche ma, visto che lo stadio è proprietà del Comune, non posso che leggere con attenzione le parole del gruppo femminista 'Non Una di Meno. Personalmente ieri ero allo stadio a tifare il nostro Modena e mi sono rallegrato per il risultato che ci ha visti prevalere. Questa vicenda però ci interroga fortemente e - conclude - tornando all'inizio del mio ragionamento, non va nascosta come qualcosa di cui sia inappropriato parlare". Anche il Comune di Reggio Emilia, alla conferma della condanna, aveva invitato la Reggiana a riflettere sull’eventualità di intervenire con provvedimenti.

Nessun commento: