L’europarlamentare italiana Ilaria Salis, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha detto che il procedimento penale contro di lei in Ungheria è stato archiviato dopo la decisione del Parlamento Europeo di mantenere la sua immunità parlamentare. Era accusata di aver aggredito dei manifestanti neonazisti a Budapest nel 2023, cosa che lei ha sempre negato, e per questo aveva passato 15 mesi in un carcere ungherese. La conferma dell’immunità ha impedito che venisse avviato un processo contro Salis in Ungheria: l’archiviazione era quindi un passaggio atteso, ma finora la magistratura ungherese non aveva dato notizie sull’intenzione di annullare o meno il procedimento.
A fine maggio del 2024 era passata agli arresti domiciliari a Budapest, che due settimane dopo erano stati revocati come conseguenza della sua elezione al Parlamento Europeo, che le aveva garantito l’immunità. Gli europarlamentari non possono essere arrestati o sottoposti a restrizioni della loro libertà per tutta la durata del mandato, tranne nel caso in cui vengano fermati in flagranza di reato, cioè mentre lo stanno commettendo. L’immunità può però essere revocata in seguito a una richiesta di un’autorità competente di uno stato membro. Il governo ungherese aveva chiesto la revoca per Salis, ma lo scorso ottobre il Parlamento Europeo aveva respinto la richiesta, in un voto a scrutinio segreto e con un solo voto di scarto.

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