09/04/26

Ddl Bongiorno - Milano: NO ad operazioni di facciata, ennesima fregatura - Il vero "cambiamento" è mandare via questo governo




Ieri, 8 Aprile, al flash mob promosso da Nudm a Milano, davanti alla prefettura, contro il Ddl Bongiorno e l'istituzione di un comitato ristretto "per scrivere un nuovo testo che provi ad avvicinare le varie posizioni tra maggioranza e opposizione, alla luce degli spunti emersi dalle ultime audizioni e per superare i nodi tecnici e il nodo politico, cioè il principio del consenso a un atto sessuale..".

Al suo posto, nel testo base adottato dalla commissione e proposto dalla relatrice Giulia Bongiorno, c'è ora la "volontà contraria".

Nell' iniziativa abbiamo portato la nostra voce e l’abbiamo fatto senza giri di parole.

Perché per noi è evidente: in questo contesto politico non c’è alcuno spazio reale di miglioramento per le donne. Siamo immerse in un clima che ci vuole più silenziose, più docili, più chiuse dentro i confini della famiglia, una cornice che non nasce per caso, ma da una narrativa che ripete ossessivamente Dio / patria / famiglia, come se fosse un destino inevitabile. Una narrativa che, nei fatti, non offre nulla alle donne. Anzi: in tre anni ci ha riportate indietro di decenni.

E adesso arriva l’ennesima mossa: una commissione per “riformulare” la proposta.

Una parola che suona come un campanello d’allarme. Perché ogni volta che si parla di riformulare, rivedere, ricomporre, sappiamo cosa succede: si diluisce, si svuota, si addomestica, si stravolge..

E intanto si continua a far credere che esista uno spazio di ragionamento, un margine di confronto, quando tutto indica che siamo davanti alla solita operazione di facciata. Una promessa di ascolto che rischia di trasformarsi nell’ennesima fregatura.

La cosa che ci colpisce davvero è vedere quante attiviste continuano a sperare, in un intervento è stato affermato che il governo Meloni non può non ascoltare i centri antiviolenza che hanno conoscenza diretta di ciò che serve alle donne vittime di violenza.

Sperano che questa volta sia diverso, che ci sia un varco, che si possa incidere.

Noi no.

Noi non ci crediamo più. Non perché siamo disfattiste, ma perché leggiamo la realtà per quella che è. Per noi solo la fine di questo governo può aprire uno spazio autentico di cambiamento. Finché resteranno dentro questa cornice ideologica, ogni tavolo sarà un recinto, ogni dialogo un modo per guadagnare tempo, ogni promessa un tentativo di spegnere il conflitto.

Per questo oggi eravamo in piazza: per ricordare che esiste anche una voce che non si accontenta, che non si illude, che non si lascia addomesticare. Una voce che non accetta di tornare indietro.

UNA VOCE CHE PRETENDE FUTURO.

MFPR MILANO

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