02/04/26

Essere donne a Gaza - Riceviamo da Amnesty International


"...raccogliere prove e testimonianze dirette fa parte del nostro lavoro quotidiano.  
Lo facciamo per documentare realmente cosa è accaduto, verificare le violazioni dei diritti umani e chiedere giustizia per le vittime.
È da 29 mesi che lo facciamo nella Striscia di Gaza. Sono passati oltre 2 anni e l’impatto del genocidio sulle persone civili è sempre più stratificato e complesso.
Negli ultimi mesi, il nostro team sul campo ha parlato con oltre 40 donne: donne incinte, madri che allattano e pazienti oncologiche che vivono sfollate, e intrappolate, a Gaza.
Una donna sottoposta a terapie oncologiche ci racconta cosa vuol dire essere malata a Gaza:
"L’anno scorso mi hanno diagnosticato un tumore al seno e da allora sono stata sfollata quattro volte. Potevo muovermi a malapena ma dovevo anche portare i miei figli. La combinazione tra sfollamento e malattia ti uccide. Il mio nome è sulla lista delle evacuazioni, non mi resta che aspettare."
sono parole che ci raccontano le conseguenze per le donne e le bambine del collasso del sistema sanitario e degli sfollamenti di massa.
Tutto questo è stato aggravato dall’offensiva israelo-statunitense contro l’Iran: le autorità israeliane hanno bloccato parte degli accessi agli aiuti umanitari e sospeso l'evacuazione di migliaia di persone che hanno urgente bisogno di trattamenti medici.
Vivere e dare la vita per le donne a Gaza è una lotta continua. 
Per questo chiediamo agli stati di agire per fare pressione affinché Israele ponga fine al blocco illegale nella Striscia di Gaza, garantisca l’accesso ai servizi sanitari essenziali e consenta alle organizzazione umanitarie di proteggere i diritti delle donne..."

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