22/05/14

Chiediamo lavoro, ci danno polizia...è questa la loro democrazia!


COMUNICATO URGENTE!

Questa mattina una delegazione dei Disoccupati Organizzati dello Slai Cobas per il sindacato di classe di Taranto ha presenziato il Consiglio Comunale, per rinnovare la richiesta di fissare la convocazione di un
Consiglio monotematico e di un tavolo istituzionale sull’emergenza lavoro, richieste che i disoccupati hanno avanzato fin dal 2 aprile scorso e per le quali avevano ricevuto ripetute promesse e rinvii ma
nessuna data certa.
Per di più, solo un paio di giorni fa lo stesso presidente del Consiglio, Bitetti, in un incontro aveva rassicurato e invitato i disoccupati a presenziare la riunione del Consiglio, dove gli sarebbe
stata finalmente comunicata la data. Invece stamattina, all’inizio della seduta, ai disoccupati è stato
bruscamente detto che l’argomento non sarebbe stato discusso né nessuna
risposta era dovuta. A questo punto i disoccupati hanno protestato vivacemente e per tutta
risposta sono stati immediatamente aggrediti e violentemente picchiati dalla polizia municipale.
Si sono viste scene come quelle della recente manifestazione di Roma del 12 aprile con agenti che picchiavano violentemente i manifestanti e li bloccavano a terra schiacciandogli la gola con un ginocchio.
Dopo la carica, tre di loro, Francesco Tagliente, Massimo Portacci, rappresentanti dei Disoccupati Organizzati., e Fiorella Masci, rappresentante del coordinamento provinciale dello Slai Cobas per il
sindacato di classe, sono stati portati vi di forza. Vani sono stati i tentativi di impedirlo da parte degli altri disoccupati presenti, che anzi hanno subito ulteriori spintoni e minacce. Al momento i tre sono trattenuti presso il comando della polizia municipale di via Acton, dove si è subito riunito un presidio di
solidarietà che ne richiede il rilascio immediato. Si sono visti invece arrivare agenti di polizia e carabinieri e si teme che si tenti di completare la procedura di arresto e trasferimento in carcere.
Alle lotte a alle richieste di lavoro si risponde non con impegni concreti e progetti di lavoro ma con la violenza, la repressione e gli arresti.
Questo non è accettabile!
Facciamo appello a tutti a mobilitarsi urgentemente e a unirsi alla protesta e richiedere il rilascio immediato dei fermati!
Disoccupati Organizzati  Slai cobas per il sindacato di classe- Taranto

Per ulteriori informazioni e comunicazioni urgenti: 3475301704 - slaicobasta@gmail.com

19/05/14

Non votate donne!

Quelle dei partiti borghesi sono "quote nere" come e anche peggio degli uomini

Boicottate le elezioni!

Non abbiamo un voto da dare ma una lotta grande, una rivoluzione da fare!


Le abbiamo viste le donne nelle poltrone di questo misero potere: o donne doppiamente reazionarie, che per classe di appartenenza, per politica e ideologia borghese, ma anche per mostrarsi “brave” come gli uomini e più degli uomini, in una corsa alla parità/concorrenza a chi è più reazionario, diventano “più realiste del re” nell'attacco ai proletari, alle donne; o donnicciole, ministre, parlamentari, come quelle del governo Renzi, pure senza "arte nè parte", squallide e imbarazzanti replicanti della peggior specie del potere maschile borghese.
Abbiamo visto in parlamento in atto il nuovo gioco delle "quote rosa" - una offensiva parodia delle pesanti discriminazioni che le donne vivono nella vita reale; con le donne dei partiti borghesi, unite da destra a sinistra, a sgomitare per essere messe al vertice delle liste in queste elezioni europee, strillando contro un parlamento maschilista ma solo quando impedisce loro di fare la scalata alle sedie del potere; mentre le imprenditrici, le ricche signore, queste già nei posti che contano, cercavano di fare più in alto le loro scalate, di imporre le loro “quote nere”, ad un potere politico ed economico basato sullo sfruttamento e oppressione, e che continua sempre più ad attaccare i diritti, le condizioni di vita delle donne.

Tutto questo agitarsi, presente anche in alcuni movimenti di donne, è lontano mille miglia dai problemi delle donne, che invece hanno bisogno di rovesciare tutte le forme di questo potere borghese, hanno bi/sogno di rivoluzione...

Noi donne che, prima e dopo le elezioni, dobbiamo lottare ogni giorno contro una vita che non ha niente di "rosa", dobbiamo rischiare ogni giorno femminicidi e stupri, noi che dobbiamo continuare a lavorare, ad esaurirci in fabbrica e nei posti di lavoro fino a 65 anni e oltre, noi donne sempre più precarie, noi che dobbiamo caricarci ancora di più il peso del carovita, dei tagli alle spese sociali; noi che siamo sempre più discriminate, noi che non potremo decidere quando e come avere un figlio; noi donne che subiamo il pesante humus maschilista da moderno medioevo...
NOI DONNE CHE CI STIAMO RIBELLANDO E VOGLIAMO UNIRCI E LOTTARE contro un sistema borghese che fa della oppressione e doppio sfruttamento di noi donne un suo puntello centrale per perpetuarsi.


NOI INVECE CHIAMIAMO LE DONNE A BOICOTTARE LE ELEZIONI E A LOTTARE CONTRO L'EUROPA IMPERIALISTA E TUTTI I GOVERNI.
contro l'Europa della Markel, dei governi reazionari come quello spagnolo, come dei governi di “centrosinistra” ma di moderno fascismo mascherato come quello italiano; l'Europa della ripresa esplicita e forte delle forze fasciste ed esplicitamente naziste, chiaramente fortemente sessiste e razziste (in Francia rappresentata proprio da una donna, Le Pen); l'Europa dei governi che attaccano il diritto d'aborto per far tornare indietro di 50 anni; l'Europa cinica degli assassini di donne e bambini immigrati, con i governi a fare da “scaricabarile” sui morti...
Contro questa Europa, contro tutti gli Stati e i governi, c'è la necessità della via della rivoluzione per il potere proletario. E in questa lotta le donne sono l'avanguardia perchè subiscono non una ma mille catene e perchè quando lottano realmente sono una “potenza”.

Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario

mfpr.naz@gmail.com

Senza stipendio da un anno: operatrici sociali in protesta contro il Comune di Bagheria!

Protesta in questa settimana al palazzo del Comune di Bagheria delle lavoratrici, operatrici nel servizio di assistenza ai disabili psichici in comunità alloggio.

Le lavoratrici dipendenti  della Cooperativa Sociale  LiberaMente rientrante nel consorzio Mare Sol Onlus,  non percepiscono lo stipendio dal mese di Luglio 2013, praticamente quasi un anno!

Già alcuni mesi fa le lavoratrici, non lasciandosi intimidire dalle ripetute minacce di licenziamento dei padroncini,  hanno iniziato a lottare e grazie all'azione legale, da un lato, con decreto ingiuntivo contro la Coop Sociale LiberaMente, tramite lo studio legale dell'Avv.to Natalotto che segue alcune vertenze dello Slai Cobas per il s.c.,  e alla contemporanea pressione, dall'altro, contro il Comune di Bagheria, commissariato perché “in dissesto” fino alle "nuove" prossime elezioni,  sono riuscite ad ottenere  di recente il pagamento di alcune mensilità pregresse da gennaio 2013 a Maggio 2013.

Ma su tutto il resto ad oggi non c'è nulla all'orizzonte e il tutto è dentro un vergognoso gioco allo scaricabarile tra il Comune e la Cooperativa sulle rispettive "responsabilità"  e "competenze" che nella sostanza viene fatto ancora una volta solo sulla pelle delle lavoratrici che dovrebbero continuare lavorare "gratis" senza fiatare e ribellarsi.

Ma le lavoratrici non ci stanno! Ecco perché oggi si sono recate al Comune, dal palazzo del Commissario Straordinario all'Ufficio Ragioneria fino al settore Politiche Sociali, dove hanno fatto sentire in modo molto determinato la rabbia e la protesta provocando non poca preoccupazione tra i vari uffici che si avvisavano tra di loro sull'arrivo delle donne con il  "sindacato".

I referenti del Comune cercando di tranquillizzare le lavoratrici che volevano chiarimenti immediati sulla situazione dei pagamenti e un incontro  urgente con il Commissario Straordinario e il Dirigente delle Politiche Sociali hanno informato le stesse dell'assenza del Commissario e del Dirigente, forse erano tutti alla "festa" della Regione Siciliana, festa per loro! naturalmente e non  per i lavoratori, masse popolari vessati quotidianamente dalle politiche di tagli, tasse, sperperi, rapine , corruzione dilagante nei governi a tutti i livelli dal nazionale ai locali.  

Le lavoratrici che non si danno per vinte hanno quindi deciso:

di procedere sul piano legale con un nuovo decreto ingiuntivo

di partire a breve con la proclamazione sul posto di lavoro  dello stato di agitazione

di ritornare alla carica al Comune dove a breve si insedierà il nuovo sindaco  "eletto" tra tutti quei candidati  che per ora si stanno riempiendo la bocca di "risanamento" "tagli agli sprechi" " efficienza e trasparenza amministrativa" " dimezzamento dei costi della giunta e del Sindaco" ecc., ecc, ecc…

E' la dignità della nostra vita che ci volete calpestare ma noi continueremo a lottare!

Operatrici assistenza ai disabili psichici
Slai Cobas per il sindacato di classe Palermo

13/05/14

A 37 anni dall'assassinio di stato di Giorgiana Masi e a 16 anni di quello di Sole e Baleno...

Siamo tutte terroriste!
Siamo tutte No Tav!

Da un figlio un augurio diverso, a tutte le mamme in lotta, rivoluzionarie, comuniste

Ciao mamma,
tanti auguri per la festa della mamma. Per festeggiare ti mando una canzone di Franca Rame sulle donne della Comune di Parigi. La canzone è breve e "semplice" ma ha il merito di tentare di affrontare il discorso della relazione tra vita rivoluzionaria e maternità, vista tutt'altro che come uno ostacolo ma al contrario come anche questo un momento di lotta. 
Un bacione enorme, mamma della Comune.

“Si, mi piaci te,
mi piace l’amore con te,
ma incinta non voglio restare.
O no, quel figlio non saria per te,
ma per il padrone io lo dovrei fare.
Perché me lo possa adoperare,
di fatica intristire,
come in guerra mandare, solo per lui
lo debbo allattare e allevare,
e dai vermi e dalla tosse guarire.

Si, mi piaci te,
mi piace l’amore con te,
ma incinta io voglio restare.
O no, quel figlio non saria per te,
ma per il padrone io lo voglio fare.
Di lotta e di rabbia io lo voglio allattare,
di rosso soltanto vestire,
nel vino e bestemmie bagnare,
con canzoni bastarde lo voglio ninnare,
e armato poi contro il padrone
lo voglio mandare,
e armato poi contro il padrone
lo voglio mandare”

Franca Rame: Parliamo di donne – La canzone delle donne della comune di Parigi

12/05/14

per la donna crocifissa

Un uomo qualunque, un uomo distito, cosi lo definiscono i vicini o chi lo conosceva, un idraluco qualunque  -  un uomo marcio - un uomo frutto di questa società di marciume che produce UOMINI di MARCIUME - uomini di marcie perversioni a spese di corpi delle donne - corpi di donne carne da macello - donne violentate - donne umiliate - donne derise - donne massacrate - donne sfruttate - donne bruciate - DONNE CROCIFISSE -
questo è l'odio degli uomini verso le donne.
questo è il prodotto di questa società che vuole l'uomo carnefice del corpo delle donne.
"Contro questo sistema capitalista imperialista patriarcale che si serve dell'ingnoranza e della religione per mantenere le donne schiave fino alla morte" U. Meinhof
"Noi odiamo, si, odiamo tutto ciò che tortura e opprime la donna lavoratrice, la massaia, la contadina, la moglie del piccolo commerciante e, in molti casi, la donna delle classi possidenti. Noi rivendichiamo dalla società borghese una legislazione sociale a favore della donna perchè della donna noi comprendiamo la situazione e gli interessi ai quali dedicheremo le nostre cure durante la dittatura del proletariato" Lenin. 
Per tutte le donne UCCISE - VIOLENTATE - USATE - SFRUTTATE - lotteremo per il rovesciamento - cambiamento radicale - di questo sistema.
senza questo rovesciamento le donne e in specie le donne proletarie non vedranno alcun lumicino in fondo al tunnel per potersi rialzare.
Donne di tutto il mondo uniamoci nel rovesciamento totale nella Rivoluzione.
cettina pa

11/05/14

Violenza sulle donne: dalla "patologia" dell'individuo alla patologia del sistema sociale

Dinnanzi ad ogni femminicidio, ad ogni stupro, ad ogni violenza contro le donne può sembrare che non ci siano  altre parole da dire,  ma non è, e non deve essere così perché è necessario continuare a  lottare a tutto campo, sia sul piano pratico che su quello teorico/ideologico, contro quello che è  il prodotto più barbaro della società attuale capitalista e imperialista.

Il recente ed efferato femminicidio della donna crocifissa a Firenze, descritto da tanti quotidiani borghesi come opera di un " mostro"  evidenzia come a livello di massa si vuole continuare a trasmettere l'idea che le uccisioni delle donne, la violenza contro le donne siano  frutto di singole menti malate, di singoli pazzi, di singoli mostri appunto! nell'ambito di una società "sana"; e nel  nostro paese si arriva perfino ad aprire, come si legge nell'articolo riportato sotto, la prima e-clinic per curare gli uomini violenti, quelli che "esprimono difficoltà a vivere rapporti non conflittuali con l’altro sesso" perché "…poco si dice delle patologie che affliggono gli autori di questi abusi: gli uomini. Parliamo quindi di soggetti che non vanno solo opportunamente sanzionati in forza di leggi certe e inequivoche, ma anche curati e seguiti…"

Gli uomini che uccidono le donne, mogli, compagne, figlie, prostitute…, che stuprano, che aggrediscono, uomini che odiano le donne,  sono sì malati ma di una malattia  il cui ceppo infettivo è la società tutta  in cui essi sono immersi

uomini contagiati da questa società moderno fascista che odia le donne amplificando ogni giorno, attraverso la classe dominante, gli attacchi sessisti e maschilisti sia sul piano economico, che ideologico, culturale, sessuale…

uomini contagiati da questa società basata sul potere del capitale che deve mantenere e perpetuare lo status quo di subalternità delle donne  in quanto strumento di riproduzione, cura e da sfruttare per il profitto quando occorre

uomini contagiati da questa società che nelle fasi di crisi in particolare scarica contro le masse popolari   tutte le conseguenze  di essa non solo sul piano economico, lavorativo,  ma anche in termini di frustrazione ideologica  che sempre più spesso per esempio nelle famiglie gli uomini scagliano contro le donne considerate ancora di più una loro proprietà, l'unica! da possedere, controllare e di cui non si accetta l'eventuale perdita

un contagio ampio e rapido di una malattia sociale che non si può "prevenire" o "curare" con una "clinica", sia essa reale o virtuale,  riducendo a specifiche patologie o malattie mentali di singoli individui, come ennesimo tentativo "aggiornato" di continuare a giustificare un sistema sociale marcio e malato spostando l'attenzione dalle vere cause della violenza contro le donne;
una  malattia sociale che solo la cura d'urto della rivoluzione può debellare con la maggioranza delle donne in essa in prima fila .

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Animaonline: la prima e-clinic in Italia per prevenire la violenza contro le donne

Il servizio è pensato per uomini che esprimono difficoltà a vivere rapporti non conflittuali con l’altro sesso. Ma supporta anche parenti, familiari o conoscenti di autori di violenza. Perché prevenire le violenze di genere è meglio che curarle.

Prevenire la violenza sulle donne è un argomento sul quale esiste da tempo un vivo dibattito. Ma troppo spesso quando si parla di violenza di genere si trascura di mettere in luce l’intero spettro delle cause che innescano questo odioso fenomeno. Si dà quindi ampio spazio alla cifra culturale e sociale del dramma e ci si interroga sugli indirizzi di politica penale che andrebbero seguiti, ma poco si dice delle patologie che affliggono gli autori di questi abusi: gli uomini. Parliamo quindi di soggetti che non vanno solo opportunamente sanzionati in forza di leggi certe e inequivoche, ma anche curati e seguiti.
Ed è proprio questo che fa Animaonline: la prima e-clinic in Italia, un centro che offre consulenza psicologica su web sette giorni su sette, per ventiquattro ore al giorno, avvalendosi di una propria piattaforma dedicata.
Questa clinica virtuale accoglie, conforta e segue molte donne in difficoltà, che hanno subito molestie e violenze, ma a differenza degli altri centri esistenti in Italia si sta specializzando in una strategia terapeutica che gioca d’anticipo e serve a prevenire i casi di violenza di genere, curando gli uomini “a rischio”.

La Asl Na1 di Napoli, città dove ha sede l’associazione, ha infatti istituito uno sportello specializzato per andare “Oltre la violenza” e rivolgersi direttamente agli uomini. Il servizio è pensato appositamente per uomini che esprimono difficoltà a vivere rapporti non conflittuali con l’altro sesso. Ma non solo: la consulenza è anche pensata per supportare parenti, familiari o conoscenti di autori di violenza, come anche e operatori di servizi che nella loro pratica professionale entrano in contatto con fenomeni di maltrattamento e di violenza. Lo sportello mette a disposizione professionisti per i tradizionali colloqui individuali e i gruppi di sostegno e di auto aiuto, ma la grande innovazione è la possibilità di offrire a questi pazienti consulenze psicologiche esclusivamente online tramite il portale Anima (www.animaonline.org), per garantire un livello maggiore di anonimato a soggetti che altrimenti nella maggior parte dei casi sceglierebbero di non sottoporsi alla terapia...


@astridnausicaa