30/03/25
Giornata della terra palestinese - Ieri all'Aquila, forte denuncia delle violenze israeliane contro le donne e il popolo palestinese e la repressione della sua resistenza
28/03/25
Oggi anche le operaie metalmeccaniche scioperano, ma la loro condizione, i loro bisogni restano "invisibili" - Lottiamo per una piattaforma delle donne/Lavoratrici
Oggi anche le operaie metalmeccaniche scioperano. Ma la prima cosa da dire è che in tante fabbriche metalmeccaniche non ci sono, con una discriminazione che nasce dall’origine. In altre sono presenti, e anche tante, per esempio nelle fabbriche Stellantis. Però anche in queste fabbriche sono spesso “invisibili” – certo “visibili” per i padroni e i capi per lo sfruttamento, per i contratti peggiori, ultraprecari, a termine, perché più ricattabili, licenziabili, ma invisibili nei loro diritti.
Ma in generale le operaie sono “invisibili” anche per i sindacati confederali, nonostante la loro condizione “gridi” in ogni momento il doppio sfruttamento e la doppia oppressione che subiscono; le pesanti discriminazioni che vivono sono al massimo materia di centri statistici delle segreterie sindacali, raramente di qualche inchiesta, come dei giornali, anche in questi giorni.
Le loro rivendicazioni di donne-lavoratrici non entrano nella piattaforma contrattuale; così come sono delle “mosche bianche” delegate donne nelle Rsu, Rls – e quindi viene tolto alle lavoratrici il diritto di decidere su rivendicazioni che riguardano le loro condizioni di lavoro o contro piani o accordi che penalizzano la maternità o aumentano le differenze di genere nei salari e nelle mansioni.
Noi negli anni, negli interventi alle fabbriche in cui lavorano le operaie – in particolare negli stabilimenti Stellantis/ex Fiat di Mirafiori, di Melfi - abbiamo raccolto in una specie di “piattaforma” alcune rivendicazioni – di cui non c’è traccia anche in questo contratto metalmeccanico e per cui Fiom, Fim, Uilm chiamano allo sciopero oggi.
Riportiamo le principali di queste rivendicazioni:
- Pari salario per pari lavoro;
Ma dove stanno queste richieste nel contratto per cui oggi i sindacati metalmeccanici hanno chiamato allo sciopero?
Se i dati dei mass media, delle inchieste sindacali restano solo dati, per le operaie si tratta di vita concreta, di sofferenze, di discriminazioni sul lavoro, salariali inaccettabili.
Per non parlare della ipocrita odiosa auto propaganda del governo Meloni sull’occupazione e la condizione delle lavoratrici, che si riempie di falsità e di elemosine offensive, come i bonus dati a una ristretto numero di lavoratrici e a “peso”, secondo il numero dei figli – e che ora si vuole anche ridurre (a meno che di figli non ne hai 3 o più).
Nel settore metalmeccanico le donne sono mediamente il 20% tra gli operai, nella grande industria hanno raggiunto anche più del 28% degli occupati. Ma lo scarico della crisi su tutti gli operai, per le donne lavoratrici è un dramma. Tra le prime ad essere messe in cassintegrazione, ad essere licenziate, a vedersi trasformati contratti da tempo indeterminato in contratti a termine, sempre a rischio di essere sbattute fuori; in questi anni l’occupazione delle donne è calata del 15,7%.
La maggior parte delle operaie vive una situazione di ricatto, repressione e umiliazione dei diritti,
come lavoratrici e come donne. Insieme allo sfruttamento e fatica del lavoro – questo chiaramente comune nei suoi fondamenti a quelli degli operai maschi – per le donne vi è lo stress dovuto ai posti di lavoro peggiori ma soprattutto al peso del doppio lavoro fabbrica-casa, che influenza tutto: orari, ritmi, riposo. E questa condizione, sia chiaro, non è affatto un fatto privato, ma una condizione sociale frutto di questo sistema sociale capitalista.
Le operaie dicono che non ce la fanno più, per i ritmi di lavoro più intensi, anche a causa della velocità delle macchine, per il controllo dei capi.
La cassa integrazione, o la chiamata al lavoro, comunicata il giorno prima o addirittura ore prima - per esempio questo è norma negli stabilimenti Stellantis - comporta per le donne una doppia fatica e stress, dovendo sistemare all’ultimo momento i figli, la casa.
Sono sottoposte a movimenti ripetitivi di mani e braccia e a posizioni disagiate; a causa di questo modo di lavorare hanno dolori alla schiena, alle articolazioni e nel corpo; in alcuni casi sono esposte a rumori molto forti, a temperature troppo alte, a vibrazioni, o vapori, polveri e sostanze chimiche.
La sensazione delle operaie è come se il corpo giorno dopo giorno si consuma in mansioni logoranti e ambienti di lavoro nocivi.
Tutto questo per le donne ha conseguenze pesanti anche sulla salute riproduttiva, sulla possibilità di portare a termine in modo sano le gravidanze; comportano disfunzioni e patologie del ciclo mestruale e della menopausa, fino ad aborti spontanei.
A questo si unisce spesso un controllo eccessivo sulle prestazioni. Questa condizione di lavoro è peggiore rispetto agli uomini pure a parità di inquadramento, perchè rispetto a loro le donne hanno meno possibilità di cambiare orario di lavoro per l'incastro del lavoro esterno con il lavoro in famiglia.
In un’inchiesta da noi fatta allo stabilimento di Melfi, dove erano stati ridotti anche i minuti di pausa, le operaie dicevano: "Loro non sanno cosa significa catena di montaggio. Dicono: "che cosa sono 10 minuti di pausa in meno…?", ma quando i bagni stanno a inizio e fine del reparto, per chi sta in mezzo ci vogliono 10 minuti solo per arrivarci! E per le donne? Chi ha il ciclo mestruale come deve fare?".
Sul fronte salariale e dei livelli, la condizione, in una situazione generale di impoverimento dei salari, per le operaie vuol dire guadagnare sempre meno dei loro compagni di lavoro maschi ed essere inquadrate nei livelli più bassi pur a parità di ore, anzianità di lavoro e di titolo di studio. La loro maggiore presenza nei lavori precari, flessibili porta a livelli ancora più bassi e quindi ad una retribuzione più bassa, in cui una serie di voci retributive sono limitate alle voci “base”. Le donne sono penalizzate sui premi legati alle ore di effettiva prestazione lavorativa perché escludono le assenze di maternità, le assenze per malattia dei figli, le assenze per assistenza, come i permessi della legge 104.
E’ poi facile immaginare come i tagli del governo ai servizi sociali, alla sanità, all’assistenza per gli anziani, al bluff degli asili, che solo sui giornali la Meloni e i suoi ministri avevano promesso di aumentare e di renderli gratuiti, tutto questo riduce le possibilità lavorative.
Infine a tutto questo dobbiamo aggiungere le varie forme di discriminazione, molestie, a volte violenze che subiscono le operaie sul lavoro. Le subiscono maggiormente le migranti, le donne al sud, le giovani operaie, le single, e, sorprendentemente, accade più spesso alle lavoratrici delle grandi fabbriche.
La condizione sempre più precaria delle operaie, sempre più pesante per la loro salute (dato che le donne finiscono il loro turno inn fabbrica e comincia il “turno” in casa nei lavori domestici, nella cura dei figli, pure del marito, a volte anche degli anziani) deve portare a una doppia lotta contro i padroni, il governo e l’humus e l’azione maschilista che impregna tutto e tutti.
Occorre, utilizzare anche gli scioperi sindacali per costruire l’unità delle operaie tra i vari posti di lavoro, per costruire piattaforme delle donne operaie, per scioperi delle donne; per essere protagoniste della costruzione del sindacato di classe di tipo nuovo che ponga come principio costitutivo e permanentemente agente il ruolo delle donne lavoratrici nel affermare il carattere di classe e di genere che deve avere il sindacato, rompendo nei fatti con una “classe senza sesso”.
Beretta di Trezzo - la Cgil firma accordi bidoni sul salario contro le operaie - Disponibile il Dossier dell'assemblea delle operaie Beretta
27/03/25
26/03/25
Ungheria - Risposta al divieto di Orban del Pride… occupati e bloccati tre ponti di Budapest
Vita, terra e libertà per il popolo palestinese, no alla repressione della sua Resistenza! La mobilitazione a L'Aquila
Il 22 marzo a L’Aquila siamo state in piazza contro il genocidio in Palestina da parte dello stato occupante di Israele, che ha causato a Gaza oltre 50mila morti dal 7 ottobre 2023. Stime grossolane, che includono solo i martiri identificati per nome e numero di identificazione civile tramite il ministero della Salute assediato a Gaza. Se a questi si aggiungono i decessi per fame, freddo, mancanza di cure mediche, il numero dei martiri, secondo uno studio di Susan Abulhawa pubblicato su The Electronic Intifada 9 mesi fa, supererebbe ragionevolmente questa cifra del 260%. Il tutto senza contare le migliaia di persone rapite e torturate a morte nei centri di detenzione israeliani, o i prigionieri e le prigioniere che sono morte in condizioni difficili, così come non includono i palestinesi uccisi e torturati a morte in Cisgiordania.
25/03/25
29/30 marzo nessuna può stare a casa! Siamo tutte palestinesi!
23/03/25
Onore e gloria alla compagna Chiang Ching!
Dal blog proletari comunisti
In occasione dell'anniversario della sua nascita, 19 marzo, i compagni colombiani di Revolucion Obrera hanno pubblicato un lungo post di commemorazione, che, riprendendolo dal blog Maoistroad, pubblichiamo perchè lo condividiamo - lo tradurremo - ma intanto esso può essere letto in spagnolo
Camarada Chiang Ching, ¡presente en la memoria y praxis de los revolucionarios!
- Revolución Obrera
El 19 de marzo de 1914 nació Jiang Qing, más conocida como Chiang Ching. La Camarada fue dirigente en el campo artístico de la Gran Revolución Cultural Proletaria en la República Popular China (RPCh) desde 1966 hasta 1976. Perteneció al Buró Político del Partido Comunista de China (PCCh) desde 1969. Esta valiosa y aguerrida mujer fue actriz, Ministra de Cultura en la RPCh y combatió tanto las ideas revisionistas como a los revisionistas mismos que finalmente usurparon el poder y restablecieron el capitalismo en China para convertir, a ese país en lo que es hoy, una potencia socialimperialista en la que el proletariado ya no tiene el poder político, económico, ni militar.
Ya en Revolución Obrera se publicábamos en 2020 una biografía de la Camarada Chiang Ching. En este nuevo artículo, vamos a destacar algunas de sus intervenciones en discursos, artículos y entrevistas que dio en vida esta gran dirigente del proletariado que se enfocó en el campo artístico para dar la lucha de ideas entre la burguesía y el proletariado. Es de anotar, que en castellano es muy poco lo que se encuentra digitalmente en la internet de la Camarada por lo que la traducción de estos apartes es enteramente nuestra responsabilidad.
Adicionalmente, hemos subido un artículo que se publicó en la Revista Un Mundo Que Ganar, órgano de difusión el extinto Movimiento Revolucionario Internacionalista (MRI), titulado «Chiang Ching: las ambiciones revolucionarias de una líder comunista» en el que Zafia Ryan realiza una biografía de la Camarada, iniciando desde sus años de juventud y destacando su lucha contra todo tipo de ideología y prácticas burguesas. Leyendo este interesante texto, el proletariado mundial podrá sacar sus propias conclusiones, e inevitablemente una de ellas será, que la vida, la lucha, la obra de Chiang Ching es digna de reconocimiento y debe ser una guía para todos los revolucionarios que pretenden transformar el mundo. Chiang Ching fue mucho más que la esposa de Mao Tse-Tung, pues es a eso a la que la quieren reducir los revisionistas y la burguesía imperialista. Si bien, ambos fueron grandes revolucionarios y dieron su vida por el Partido y la clase, cada uno tiene capítulo aparte y sus escritos, conferencias y praxis revolucionaria, debe ser objeto de estudio y emulación para los proletarios de todos los países.
Los revisionistas chinos montaron un juicio injusto en su contra en la que fue juzgada junto a otros tres camaradas que popularmente se conoce como «La banda de los cuatro». Chiang Ching convirtió el juicio en una trinchera de guerra en la que no paró de denunciar a los criminales revisionistas ni de defender el legado de Mao Tse-Tung, de exaltar al PCCh bajo la dirección de los revolucionarios y a las masas del pueblo chino. Algunas de las frases que arengó la Camarada fueron las siguientes: «Solo quieren mi cabeza» «¡Estoy preparada para morir!». A los revisionistas en el poder los llamó «reaccionarios, contrarrevolucionarios y fascistas» y les advirtió que «Si quieren acabar con la revolución, tendrán que cortar más cabezas que la mía; tendrán que lidiar con millones más». Finalmente, la Camarada Chiang Ching le gritó bien fuerte a los proletarios y masas del mundo y en contra de los reaccionarios revisionistas, estas verdades que aún retumban a pesar del paso del tiempo: «¡Rebelarse es justo! ¡Hacer la revolución no es un delito! ¡Bombardeen el cuartel general!».
¡Honor y Gloria a la Camarada Chiang Ching! ¡Viva la Camarada Chiang Ching! ¡Muerte al revisionismo!
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Apartes de discursos y entrevistas de la Camarada Chiang Ching
Charla con trabajadores de noticieros y cine, 1 de febrero de 1967
«Las películas revisionistas no son presentables. Son de una calidad terriblemente baja y mezquina. Uno no puede dormir durante varios días después de verlas. Si una película no es para retratar a obreros, campesinos y soldados, no es para servir a obreros, campesinos y soldados, ¿para qué la necesitamos? No estropeen las películas. Esas películas, habiendo malgastado el dinero de la gente, esparcen gas venenoso y distorsionan la vida de obreros, campesinos y soldados.»
«Deben unirse en la ira, es decir, luchar contra el puñado de personas con autoridad que siguen el camino capitalista y el puñado de personas que persisten obstinadamente en la línea reaccionaria burguesa. Espero que las organizaciones de lucha individuales superen la mentalidad de grupo pequeño, eliminen el egoísmo y forjen una gran alianza. Ambas partes dentro de sus organizaciones deben hacer autocrítica. Siempre que su problema no involucre lo correcto y lo incorrecto, se unirán. Ustedes, los jóvenes, son propensos al subjetivismo y la parcialidad. Para llevar a cabo la Gran Revolución Cultural Proletaria y para la toma del gran poder en general, deben volver atrás y rectificar con mente abierta. Les sugiero que estudien seriamente el editorial del tercer número de la revista Bandera Roja. El Diario del Pueblo de ayer [31 de enero] publicó un artículo excelente titulado «Desháganse del egoísmo, forjen una gran alianza de rebeldes revolucionarios». Fue escrito por el Tercer Cuartel General [de la Guardia Roja de la capital]. Quisiera leerles un párrafo: “Estamos llevando a cabo dos revoluciones a la vez: una para transformar el mundo objetivo y la otra para transformar nuestro mundo subjetivo. También estamos llevando a cabo simultáneamente dos tipos de lucha por la toma del poder: una para arrebatarle el poder a quienes ostentan la autoridad y siguen el camino capitalista, y la otra para arrebatarle el poder a nuestros propios intereses. Solo cuando hayamos arrebatado completamente el poder a nuestros propios intereses será posible asegurar la victoria completa en la lucha por arrebatarle el poder a quienes ostentan la autoridad y siguen el camino capitalista”.»
Charla de la Camarada Chang Ching en las tardes del 9 y el 12 de noviembre en el Foro de Literatura y Arte de Pekín de 1967
«Durante el período en que el Presidente [Mao] impartió sus charlas en el Foro de Literatura y Arte de Yenán, mi trabajo no se centró en programas culturales, y solo tuve encuentros ocasionales en los círculos culturales. En la etapa inicial, tras mi entrada en las ciudades, seguí las enseñanzas y la guía del Presidente Mao y quise establecer dos ejércitos para los obreros, campesinos y soldados, para la línea revolucionaria proletaria: un ejército de escritores creativos y un ejército de críticos. Pero, en este frente, otros nos impusieron una dictadura; emplearon todos los medios para impedir la implementación de la línea revolucionaria proletaria y la línea literaria del Presidente Mao. En cuanto a nosotros, también hubo un proceso de reconocimiento, y además se planteó la cuestión de los puestos de trabajo.* ¡El Presidente ciertamente prestó mucha atención a este aspecto! Yo era simplemente una patrulla itinerante. Fue solo en el proceso de la actual Gran Revolución Cultural Proletaria que el problema de la formación de tropas en los círculos culturales se resolvió básicamente.»
Nota del traductor: * Esta frase parece significar: Nos llevó un tiempo darnos cuenta de que los departamentos culturales no estaban implementando realmente la línea literaria del Presidente Mao, pero, en «nuestro» puesto de trabajo en ese momento, apenas podíamos intervenir.
«¿Podemos decir que las ocho óperas modelo revolucionarias son ahora la cumbre de nuestro arte nacional? Como todos sabemos, no es fácil producir una ópera modelo; su perfeccionamiento requiere miles de pasos, generalmente de dos a tres años. Por lo tanto, no es posible que cada ópera se convierta en un modelo. Las óperas modelo son la cumbre; representan la dirección. Para producir más óperas modelo revolucionarias, sería necesario pasar por diversos caminos. Por lo tanto, creo que los camaradas deben tomar la determinación de lograr el éxito en la lucha contra el egoísmo y el repudio al revisionismo. Esto, por ahora, es lo más importante y fundamental.»
Jiang Qing: Reformando las Bellas Artes, 19 de mayo de 1968
Fuente: Esta transcripción («Tan meishu gaige») de una reunión grabada de Jiang Qing, Yao Wenyuan y Chen Boda con miembros del Comité Revolucionario Provincial de Zhejiang el 19 de mayo de 1968
«Ahora bien, en cuanto a las pinturas, deben servir a los obreros, campesinos y soldados. Los obreros, campesinos y soldados deberían ocupar ese frente de batalla. El tema ideológico central de lo que se pinta debe ser muy claro, la composición debe ser muy sencilla y el tema central debe ser pronunciado. Actualmente, la apariencia general de sus pinturas es demasiado dispersa, demasiado caótica. (Se refiere a las pinturas expuestas en esta ocasión).
Debemos popularizar; la popularización es nuestra base. Pero también debemos, sobre la base de la popularización, elevar nuestro nivel. Necesitamos obras de arte de un nivel superior. Las bellas artes deben producir algunas obras modelo. Si no hay obras de un nivel superior, la gente nos maldecirá y dirá que lo que hacemos es tan simple como el agua hervida, en cuyo caso no podremos mantenernos firmes. Nos expulsarán del escenario…
Pintar retratos no basta. Debe haber mayor variedad. Pero en el pasado, todas esas pinturas brillantes y coloridas no tenían como tema a los obreros, campesinos y soldados, ni les servían. Deben formar artistas talentosos entre los obreros, campesinos y soldados, y también servirles. La Academia de Bellas Artes no tiene por qué formar especialistas. Es muy bueno que organicen clases de formación para aficionados a los obreros, campesinos y soldados talentosos. Hay muchos obreros, campesinos y soldados talentosos. Inicialmente, planeamos experimentar de la misma manera en todas las escuelas de arte, no solo en bellas artes, sino también en música, ópera y ballet, pero simplemente no funcionó. Actualmente, aún no tenemos la capacidad. Estamos concentrando nuestras energías en comprender la política, y no tenemos tiempo para realizar experimentos en las escuelas de arte. En los niveles inferiores, no tienen ni idea. Las fuerzas en sus escuelas parecen estar bastante concentradas, ¡así que podrían ser muy audaces! Fusionen algunos departamentos y envíenlos al campo y a las fábricas. Conviértanlos en escuelas de arte integrales, ¡o al menos realicen algunas pruebas! ¡Salgan al mundo de la práctica! No hemos impuesto ninguna restricción. Pueden informarnos de sus logros. Les permitiremos conservar algunos elementos clave y algunos graduados adicionales para la reforma educativa.»
Discurso de Chiang Ching en la recepción para los representantes del Equipo de Propaganda Obrera de Beijing y el Equipo de Propaganda del EPL (14 de septiembre de 1968)
«¡Mis queridos camaradas! ¡Saludos a ustedes, camaradas! ¡[Quiero] aprender de ustedes, camaradas!
Soy una comunista común, una pequeña alumna del Presidente Mao y una pequeña alumna de las amplias masas. Tengo que aprender de mis queridos camaradas.
Camaradas, hacer algún bien para la gente es el deber de un comunista. Si uno ha hecho algo mal, debe corregir sinceramente sus errores. Si se ha logrado algo, el logro debe atribuirse a nuestro gran líder, el Presidente Mao, al Comité Central del Partido, al Grupo Central de la Revolución Cultural, a las amplias masas del pueblo revolucionario y a los pequeños generales de la Guardia Roja.
Soy solo un pequeño tornillo. La clase obrera ha entrado en el escenario de la lucha-crítica-transformación de la superestructura. De hecho, la clase obrera ya había entrado en el escenario político en 1964 en la línea literaria. Este fue un logro histórico en el movimiento comunista internacional, así como una enorme contribución de nuestro gran líder, el Presidente Mao, al marxismo-leninismo.
El 5 de septiembre, todo el país se tiñó de rojo, pues se establecieron Comités Revolucionarios en 29 provincias, municipios y regiones autónomas. Esta experiencia revolucionaria demuestra la grandeza de las contribuciones de esta revolución. Sin embargo, muchos camaradas aún no comprenden claramente los antecedentes de este movimiento de la Gran Revolución Cultural Proletaria. Es nuestro deber presentarles la Gran Revolución Cultural Proletaria para que comprendan su contexto histórico, los sinuosos caminos que hemos recorrido y los errores que hemos cometido.»
«Debido a la naturaleza de mi trabajo y a que padecía una grave enfermedad, mis médicos me aconsejaron participar en actividades culturales para mejorar el equilibrio de mi audición y mi vista. Así, entré en contacto con la literatura y el arte. Esto ocurrió alrededor de 1960. En aquel entonces, lo que aparecía en los escenarios y la pantalla era suntuoso, extranjero y antiguo. Había películas de Hong Kong, del imperialismo estadounidense, del revisionismo soviético y de otras naciones capitalistas… En general, solo propagaban el capitalismo y el feudalismo en lugar de servir a los obreros, campesinos y soldados. Los retrataban incorrectamente. Fue en el verano de 1962, sin saber qué clase de hombre era Liu Shao-chi, cuando corrí hacia él y le dije: “Esto es tirar el hacha tras el mango”. Ese mismo año, hablé con cuatro ministros y viceministros y les pedí que sirvieran a los obreros, campesinos y soldados, que difundieran la heroicidad del pueblo trabajador chino, la clase obrera, los campesinos pobres y de clase media baja, y el Ejército Popular de Liberación. Pero nadie quiso escucharme. Les pedí que al menos me permitieran hacer comentarios, pero una vez más no me hicieron caso. Todos los medios de comunicación estaban bajo su control.»
«Fui a Shanghái en el invierno de 1962. El camarada Ko Ching-shih, quien aún vivía, me apoyó. Con su apoyo, escribí un artículo denunciando las obras teatrales malas y contrarrevolucionarias. Durante el siguiente medio año, seguí exigiendo el derecho a hacer comentarios. No estuvieron de acuerdo. En ese momento, el Comité Central estaba celebrando reuniones; las frené llamando al camarada Yao Wen-yuan. Cuando lo invité, le temieron; lo llamaron «vara» [matón]. Les señalé que el camarada Yao Wen-yuan era una vara de oro del proletariado. Entonces, de mala gana, nos enviaron una nota y un comentario al presidente y a mí. El presidente hizo varias correcciones. Sin embargo, tras recibir sus artículos, cambiaron algunas de las partes más críticas. Es más, los publicaron en el Kwangming Daily sin enviárselos al presidente para que los revisara de nuevo. En ese momento, comprendí que no bastaba con escribir solo comentarios. Teníamos que participar en la práctica artística. Así que elegí algunos guiones teatrales y organicé el artículo «Sobre la ‘Destitución de Hai Jui'». Fue muy difícil organizar este artículo; no podría haberse hecho sin el apoyo del Presidente y la ayuda concreta del camarada Ko Ching-shih. Este artículo ha sido revisado muchas veces, y yo personalmente lo he leído tres veces. Esos contrarrevolucionarios lo vigilaban de cerca y decían: «Tenemos grabado el artículo ‘Sobre la Destitución de Hai Jui'». Lo que decían era correcto, porque eran ellos los contrarrevolucionarios que se habían infiltrado en nuestras filas. Dondequiera que iba, me seguían; instalaban detectores. ¡Espiaban y controlaban al Presidente, al Vicepresidente Lin, al Primer Ministro y a mí! ¡Camaradas, así fue!»