Tel Aviv – Islam Times. Una donna “israeliana” di 22 anni, precedentemente tenuta prigioniera da Hamas, ha accusato un noto personal trainer di Tel Aviv di averla drogata e violentata in casa sua, affermando di essersi sentita più sicura durante la prigionia del movimento di resistenza palestinese rispetto a quando, dopo il rilascio, ha subito abusi sessuali.
Mia Schem, che ha trascorso 54 giorni di prigionia nella Striscia di Gaza, ha rivelato la presunta aggressione durante una recente intervista televisiva al Canale 12 israeliano.
Schem ha affermato di aver temuto di subire violenze sessuali durante o prima della prigionia. “Questa è stata la mia più grande paura per tutta la vita, prima e durante la prigionia”, ha detto.
“Ed è successo dopo la prigionia, nel posto più sicuro per me”, ha aggiunto.
Schem ha raccontato di aver incontrato il personal trainer all’inizio di quest’anno, dopo il rilascio da parte di Hamas. Dopo tre sessioni di allenamento, lui le ha proposto di presentarla a un presunto produttore di Hollywood interessato ad adattare la storia della sua prigionia in un film, ha detto Schem. Quando il primo incontro nella hall di un hotel è fallito, ne è stato organizzato un secondo a casa sua, ha detto, aggiungendo che l’istruttore è arrivato con due ore di ritardo e ha convinto l’amico di Schem ad andarsene, citando la “delicatezza” della discussione.
Dopo l’arrivo dell’istruttore, Schem ha perso conoscenza e ha avuto ricordi limitati degli eventi accaduti. In seguito si è sottoposta a una visita medica, che ha evidenziato segni di attività sessuale, e ha sporto denuncia alla polizia.
L’istruttore, la cui identità rimane segreta, nega le accuse. È stato trattenuto brevemente a marzo, ma è stato rilasciato per insufficienza di prove. L’indagine è ancora in corso.
"Le donne
di Taranto e provincia si uniscono alla mobilitazione nazionale e
internazionale lanciata per il 9 maggio, giornata che simbolicamente
coincide con la Giornata dell’Europa, ma che oggi rischia di diventare
l’ultimo giorno di Gaza, se non si ferma la strage in corso. Con il presidio silenzioso delle Donne in Nero Taranto... per rompere il silenzio (?!) ...ci ritroveremo vestite di nero, con fiori bianchi, bandiere della pace... Silenziose, ma visibili. Dolorose, ma determinate. Presenti, come solo le donne sanno esserlo nei momenti più bui..."
NO! Proprio come donne non dobbiamo essere silenziose e "dolorose"; dobbiamo gridare e lottare, come fanno tante donne di Palestina che gridano non certo "pace" - tutti oggi parlano di pace, perfino Trump, mentre continuano a mietere morti - ma resistenza!
Perché la fiamma della solidarietà incendi le coscienze a Taranto si torna in piazza per la Palestina, mettendo sotto accusa il governo Meloni complice, mentre Trump va in Medio Oriente e con Netanyahu vogliono e praticano la ‘soluzione finale’.
Siamo con Gaza che resiste (non "ultimo giorno")
NO genocidio/NO deportazione
venerdì 16 assedio della prefettura dalle ore 16.30 in poi
In questa occasione trattiamo della questione centrale dell'oppressione delle donne: la condizione di oppressione sessuale.
Lo facciamo pubblicando pochi pezzi di un opuscolo tratto da un seminario.
Il seminario lo facemmo in anni in cui cominciava a "scoppiare" in termini pubblici la violenza sessuale in varie forme. Oggi la situazione si è ulteriormente imbarbarita e si lega alla condizione generale sia nel nostro paese che a livello internazionale, in cui va avanti da parte dei governi, degli Stati borghesi un "moderno medioevo" contro le donne, una imposizione del ruolo delle donne funzionale alla fase di moderno fascismo, di guerre imperialiste; si tratta di un attacco soprattutto ideologico per imporre concezioni reazionarie, fascio-integraliste. E' quindi ancora più necessario lottare con una chiara analisi, visione di classe e rivoluzionaria. In questo senso è tuttora utile questo opuscolo.
SABATO 10 MAGGIO partecipiamo tutte e tutti al corteo organizzato
dall’ “Associazione dei Palestinesi in Italia” e “Donne Palestinesi”.
Concentramento ore 16,00 in Porta Venezia – linea M1
percorso: viale Majno, viale Bianca Maria, via Mascagni con termine in Piazza San Babila – linea M1
I primi obiettivi:
CESSATE IL FUOCO SUBITO! FERMIAMO IL GENOCIDIO SUBITO! INVIO IMMEDIATO DI AIUTI UMANITARI! RITIRO DELLE TRUPPE DI OCCUPAZIONE SUBITO! PER IL DIRITTO AL RITORNO DEI PROFUGHI! Per rendere possibile un libero processo di autodeterminazione del popolo palestinese senza ingerenze sioniste o imperialiste o dei traditori della causa palestinese. Per una PALESTINA LIBERA DAL FIUME AL MARE con Gerusalemme capitale. Una sola Palestina terra di pace e di convivenza! FUORI IL SIONISMO DALLA STORIA NON ESISTE PACE SENZA GIUSTIZIA! CON IL POPOLO PALESTINESE E LA SUA RESISTENZA!GAZA come AUSCHWITZ
Sono ormai 2 mesi che Gaza è sigillata militarmente senza alcuna possibilità di accesso di acqua potabile o cibo. Non sono parole ma la differenza tra vita o morte per il popolo palestinese.
GAZA è ormai oggettivamente equiparabile ad un campo di sterminio nazista.
Dopo essere stata per quasi 2 decenni un unico grande lager (circa 10kmx40km) circondato da barriere di filo spinato e dipendente da ogni punto di vista dall’arbitrio del piccolo stato canaglia Israele, dal 7 ottobre 2023 è ormai progressivamente ridotta ad un cumulo di macerie che ricoprono cadaveri di uomini, donne, bambine e bambini. dove giorno dopo giorno si macellano e si cancellano esseri umani non più solo con gli effetti devastanti di bombe, droni e proiettili di carri armati e cecchini, ma scientificamente per fame e sete. Il termine esatto per definire l’orrore che i sionisti stanno imponendo al popolo palestinese è GENOCIDIO, è OLOCAUSTO, è SOLUZIONE FINALE, non ci importa la definizione formale perché l’importante è però capire che la distruzione non casuale ma sistematica dei desalinizzatori, degli impianti idrici, dei centri di smistamento e distribuzione del poco cibo rimasto, di rifugi e tende è parte razionale del piano del colonialismo suprematista sionista di liberare la Palestina dai palestinesi.
Un piano aberrante di pulizia etnica possibile per la protezione dell’assassino Trump e per la complicità dei governi europei, Meloni in testa, e della miserabile ipocrisia dei governi arabi. Un piano di occupazione non più temporaneo ma definitivo confermato dalla chiamata alla guerra di decine di migliaia di riservisti per supportare la decisione ufficiale del 5 maggio del gabinetto di sicurezza israeliano dell’annessione di Gaza allo stato canaglia l’entità sionista-Israele.
Questa come altre immagini che arrivano da Gaza sono una macchia incancellabile che urla orrore, un atto di accusa contro i paesi della cosiddetta “europa democratica” che ha protetto e finanziato il nazi-sionismo e la sua fame di terra, acqua e vita palestinese. Sono un coltello nel cuore di ogni essere umano degno di questo nome. Sono una fiamma che ci porteremo dentro fino a quando non vedremo gli assassini sionisti e i loro complici occidentali condannati dal tribunale della storia a morire affogati nella fogna degli assassini come Hitler, Goebbels, Goering, Mussolini, Pétain, Francisco Franco, Videla, Pinochet e i loro epigoni del 21° secolo.
Se oggi Gaza è come Auschwitz o Mauthausen, la Cisgiordania è ormai terreno di conquista del colonialismo suprematista messianico dei coloni fondamentalisti che, protetti dall’ IDF, giorno dopo giorno inesorabilmente aggrediscono e scacciano dalla loro terra le famiglie di contadini palestinesi danneggiando ogni sovrastruttura civile (pannelli solari, impianti idrici, trattori auto ecc.), devastando le colture per costringerli alla fuga. L’obiettivo è lo stesso di Gaza. impadronirsi della Cisgiordania con le operazioni militari di devastazione dei campi profughi e la pulizia etnica costante, km dopo km, in tutto il territorio palestinese...
...far emergere quella fiamma che avvampa davanti alla foto di quel bambino ormai pelle e ossa, scheletrito dalla mancanza di cibo, sperando che questa nostra potentissima fiamma faccia incendiare ogni coscienza e che queste insieme possano “bruciare” il mondo imperialista che permette questo genocidio!
CON IL POPOLO PALESTINESE E LA SUA RESISTENZA!
Ci vediamo sabato 10 maggio ancora in piazza insieme!
Netanyahu ha annunciato la prossima invasione/occupazione di tutta la striscia di Gaza e la definitiva permanenza dell'esercito sul territorio.
Lo farà dal 13 al 16 maggio dopo la visita di Trump, avendo avuto da Trump, dall'imperialismo americano il pieno appoggio.
Questa cacciata avverrà con altre centinaia di morti di bambini, donne, popolazione palestinese, in sole 24 ore 54 sono stati uccisi e sta facendo morire a migliaia per fame, mancanza di acqua, farmaci... Ora il piano di occupazione/deportazione significherà massacrare chi resta anche nella fuga.
Questa occupazione significa anche l'abbandono definitivo da parte di Netanyahu della liberazione degli ostaggi.
Facciamo un appello forte a tutte le donne, le lavoratrici, le studentesse: non è più tempo di stare solo a sentire, guardare la televisione. Ognuna di noi deve stare dalla parte giusta, dalla parte del popolo palestinese, delle donne, dei bambini palestinesi, a cui Israele vuole togliere tutto, contro questa nuova terribile tappa del genocidio.
Netanyahu ASSASSINO GIU' LE MANI DAI BAMBINI!
Ora dobbiamo scendere in piazza in migliaia in ogni città. Dobbiamo invadere le strade, assediare, dove sono, le sedi in Italia di Israele, le ambasciate, i consolati dell'imperialismo Usa. In tutte le forme possibili.
Rivolgere la nostra mobilitazione, proteste contro il governo Meloni, servo degli Usa del mostro Trump e complice di Israele.
Questa dichiarazione è diffusa in centinaia di migliaia di copie in tutto il mondo, dalla Colombia all’India, dalla Turchia all’Afghanistan, dalla Francia al Bangladesh, dall’Italia all’Iran, dalla Galizia all’Australia, al Brasile, dal Nepal alla Tunisia, ecc.
1° MAGGIO Proletario e Internazionalista
Contro la guerra imperialista, la reazione, il fascismo, la repressione, la miseria e l’oppressione,
Ci hanno accusato di essere squadriste, di aver terrorizzato e sequestrato, con violenza, insulti e minacce, lavoratori e clienti al Carrefour dell'Aquila per una pacifica flash mob il 25 aprile contro il genocidio, il terrorismo dell'occupazione israeliana, il sequestro di un intero popolo.
Qui un video e un comunicato esplicativo dell'azione:
Alla diffamazione di ANPI ed esponenti politici di centrosinistra, che si riempiono la bocca di diritti dei lavoratori accusandoci di aver aggredito quelli del Carrefour abbiam risposto, per ora, con questo comunicato.
Oggi a questi signori ricordiamo che anche il 1° maggio "merita onore e rispetto”, ma tutti i punti vendita del Carrefour oggi sono aperti, e si lavora 40 ore settimanali per 600 euro al mese. Nessun di loro, nessun sindacato collaborazionista ha promosso per questo una giornata di lotta.
Donne palestinesi che lavorano negli insediamenti israeliani
Si riempiono la bocca di violenza di genere e di diritti delle donne, ma chiudono entrambi gli occhi sulle terribili condizioni di violenza e sfruttamento delle donne palestinesi, impiegate negli insediamenti illegali israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme est, dove violenze, molestie sessuali, povertà, bassi salari sono la norma, come testimonia il rapporto Oxfam di marzo, completamente scaricabile da qui.
Chi oggi difende Carrefour, non sta dalla parte dei lavoratori, ma è complice di sfruttamento e crimini di guerra.
Dal 25 aprile al primo maggio, siamo tutte Palestinesi!
Dal 25 aprile al primo maggio, ora e ovunque Resistenza!