14/09/22

Palermo: il diritto al lavoro non si tocca! Solidarietà attiva in piazza di studenti e compagne attiviste No Muos... verso l'assemblea proletaria anticapitalista del 17 a Roma

SIT IN di protesta oggi a Piazza Pretoria a Palermo al Palazzo del Comune/Città Metropolitana contro il nuovo Sindaco Lagalla e tutta la sua giunta che non ha perso tempo dal suo insediamento ad attaccare senza scrupoli i diritti degli studenti disabili e delle lavoratrici e lavoratori precari Assistenti igienico-personale, ad oggi infatti a pochissimi giorni dall'inizio della scuola non vi è stata nessuna risposta concreta rispetto alla ripresa del servizio di assistenza specializzato nelle scuole di superiori di Palermo e prov, mentre in modo assolutamente scellerato il Sindaco Lagalla ha annunciato di togliere il servizio anche dalle scuole di primo grado. 


Gli Assistenti precari hanno sì protestato contro l'attacco al loro diritto al lavoro da anni e anni difeso anche a suon di repressione ma hanno allargato la denuncia anche a tutti gli attacchi sferrati dai governi al potere contro  i lavoratori, gli operai, i precari, i disoccupati, le donne, i giovani in una fase di crisi economica profonda aggravata dal Covid prima e ora dalla guerra interimperialista in Ucraina in particolare che questo sistema dei padroni capitalisti scarica principalmente sulle spalle dei proletari. 
Rimandiamo i vostri ipocriti proclami elettorali al mittente! Serve la lotta non il voto! 



Bella presenza solidale e attiva in piazza di una delegazione di studentesse e studenti medi e universitari e di attivisti del Comitato No Muos di Palermo che hanno arricchito la denuncia generale che si è fatta in piazza al megafono mentre si diffondevano volantini e si attaccavano locandine, con interesse di tante persone che si sono fermate, hanno solidarizzato, condividendo le ragioni della protesta. 


l'intervento della studentessa


l'intervento della compagna No Muos

Durante la manifestazione è stata ribadita la necessità di collegarsi e unirsi con le altre lotte con l'informazione sulla assemblea proletaria anticapitalista del 17 settembre in cui si porterà anche questa lotta dei precari di Palermo. 

10/09/22

La lotta delle lavoratrici va inevitabilmente oltre la lotta economica - Portiamo questa marcia in più anche nell'Assemblea proletaria anticapitalista di Roma

Da un intervento di una compagna del MFPR di Palermo


Occorre
guardare alla lotta sindacale con occhi diversi. E’ importante il collegamento tra le lotte, il sostegno reciproco. Questo è anche il percorso che abbiamo fatto come Assemblea donne/lavoratrici: guardare anche alle altre lotte per estenderle, allargare la visuale.

Oggi per la guerra ci scaricano un’economia di guerra, che non significa solo il carovita che già di per sé è gravissimo, ma anche la scuola, a sanità in cui si riversa il taglio dei soldi dei servizi.

Nell’Assemblea proletaria anticapitalista del 17 settembre dobbiamo portare la voce delle lavoratrici, la nostra voce come donne. 

Già nella fase della pandemia la condizione di noi donne è peggiorata tantissimo, e anche oggi in cui c'è la guerra, lo scarico dei costi della loro guerra su lavoratori, masse popolari, essa si riflette doppiamente sulla condizione delle donne. 

Ma c'è anche un attacco politico, ideologico. Durante questa campagna elettorale i partiti del centrodestra, in primis la Meloni, stanno richiamando anche temi, come l'aborto. La borghesia dominante odia il diritto d’aborto perché ha a che fare con il discorso che una donna può e deve decide e questo naturalmente fa paura alla borghesia, perché noi donne dobbiamo essere in questo sistema incatenate a determinati ruoli che devono essere funzionali alla conservazione e al mantenimento di questo sistema.

In questo senso le lotte che portiamo come donne, come lavoratrici inevitabilmente impattano anche contro questi ruoli – vedi le lotte che stanno avvenendo, dalla Beretta alla Pellegrini, contro gli attacchi, le discriminazioni, al diritto di maternità, di malattia (per cui è inevitabile che le donne spesso siano costrette a prendere più malattia perché devono occuparsi non solo della propria salute ma anche di quella della famiglia).

Ma tutto questo fa delle lotte delle donne una “marcia in più”, che vanno oltre la questione economica; e per questo possono essere, ed è bene che lo siano, più pericolose per i padroni, i governi.

08/09/22

Asili: Ci facciamo il "mazzo" e abbiamo una miseria! Vogliamo aumento del salario, aumento dell'orario e fine definitiva di tutte le sospensioni Basta col sottosalario e la precariata'


Le lavoratrici degli asili di Taranto, dopo aver strappato una parziale vittoria quest'estate con una riduzione al 50% della sospensione estiva; ora tornano alla carica verso il Comune e la ditta.
Vogliamo più salario (i nostri salari sono ampiamente al di sotto del cosiddetto "salario minimo") e aumento del livello contrattuale;
vogliamo almeno 5 ore di lavoro al giorno, non la miseria di 3 ore, in cui comunque si pretende da noi tantissimo lavoro. Noi siano stanche e gia' ridotte male con la salute;
vogliamo la fine definitiva e totale delle sospensioni, sia estive che a natale e pasqua;
vogliamo dalla ditta attrezzature, macchinari, prodotti adeguati che non mettano in pericolo la nostra sicurezza e salute.
Vogliamo la internalizzazione per mettere fine alla precarieta'.

Su questo sappiamo che serve una lotta più grande, più nazionale contro padroni e contro il governo.
In queste elezioni il nostro "voto" è la LOTTA!
Uniamoci per essere più forti
Una nostra rappresentanza sara' all'Assemblea nazionale di Roma del 17 settembre ore 14,30

Dalle lavoratrici della Pellegrini: incontriamoci a Roma per unire le nostre lotte!


Pellegrini
: Porre realmente fine all'accordo discriminatorio

Contratto unico, stesso orario per tutti

Uniamo a livello nazionale le lotte delle lavoratrici

L’accordo alla Pellegrini, appalto Acciaierie d'Italia, Taranto, prevede sull’orario di lavoro che solo a una parte minoritaria dei lavoratori part time vengono stabilizzate le 24 ore settimanali fatte nei due anni di covid; a tutti gli altri NO, tornano indietro a 20/17 o meno ore settimanali. Vengono esclusi chi ha superato le 48 ore di assenza per malattia nel periodo feb/dic 2021.

Contro questo illegittimo accordo stiamo agendo legalmente.

MA NON BASTA!

Serve l’azione collettiva delle lavoratrici e lavoratori. Serve una assemblea dei lavoratori, il ritiro di questo brutto accordo che crea un precedente.

Vogliamo un contratto uguale per tutti, un orario di lavoro part time unico.

Anche in altre fabbriche dal nord al sud si stanno facendo accordi e provvedimenti che violano diritti fondamentali, come maternità, malattie, infortuni, tutelati da Costituzione e Statuto dei lavoratori, e che peggiorano le condizioni di lavoro soprattutto delle lavoratrici. 

E’ necessaria anche una lotta unitaria nazionale.

Per questo il 17 settembre a Roma con l’Assemblea

proletaria nazionale vogliamo unire le lotte in corso e

dare forza a chi vuole lottare.

INCONTRIAMOCI A ROMA


Operaie della Pellegrini Taranto

Appello internazionale dell'ICSPWI a mobilitarsi nella Settimana internazionale d'azione. Appello alle donne a sostenere la battaglia delle donne indiane

per la liberazione delle prigioniere e prigionieri politici in India e per fermare i bombardamenti con droni dello Stato indiano contro le popolazioni rurali.

Il Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in India (ICSPWI) fa appello a tutti i partiti e organizzazioni rivoluzionarie, tutte le organizzazioni internazionaliste, gli artisti, i settori democratici del mondo intellettuale, i movimenti di liberazione nazionale, le organizzazioni progressiste delle donne, tutti i movimenti democratici e popolari, tutti i rivoluzionari, lavoratori, contadini, giovani e studenti a unirsi alla Settimana di mobilitazione dal 13 al 19 settembre e a farne un successo mondiale.

Portiamo la condanna dei crimini del regime fascista di Modi nelle strade del mondo e soprattutto alle ambasciate dello Stato indiano. Le ambasciate indiane devono essere bersaglio della nostra mobilitazione per denunciare i crimini di questo Stato contro il popolo.

Il Primo Ministro Modi sta conducendo una guerra contro il suo popolo, contro tutte le organizzazioni democratiche, contro tutti coloro che sono al di fuori del sistema delle caste razzista e feudale, come i Dalit o gli indigeni (Adivasi), contro i popoli dello Stato indiano soggetti a oppressione nazionale (Kashmir, Naga, Asom, Manipur e Bodo), contro gli artisti, le minoranze religiose come musulmani e cristiani, contro i lavoratori, ecc. In questa guerra al popolo si usano i paramilitari, l'esercito indiano, i droni come i mezzi più devastanti per attaccare la popolazione civile (le manifestazioni, assemblee, matrimoni, funerali, ecc., ecc.). Nelle città, chiunque può essere accusato di essere un "maoista urbano" ed essere perseguito secondo la Legge sulla prevenzione delle attività illegali (UAPA) o la Legge sulla sedizione, ecc. Nelle campagne sono frequenti i rapimenti e assassinii di indigeni. Inoltre, nel caso delle donne, sono frequenti anche gli stupri da parte della polizia, dei paramilitari o dell'esercito indiano.

In India, praticamente tutti i prigionieri politici vengono brutalmente torturati. Queste torture causano un numero significativo di morti che si aggiunge alle morti causate da cattive condizioni igieniche, mancanza di acqua potabile, mancanza di cure mediche, mancanza di medicinali e cibo di scarsa qualità.

Se la situazione nelle carceri indiane è tragica, per le donne prigioniere politiche è ancora peggio. Il sistema carcerario indiano è una copia del sistema carcerario esercitato dallo stato britannico quando l'India era una colonia. Le donne detenute sono costrette a indossare il "sari" e il non indossarlo "autorizza" i carcerieri a ulteriori abusi. Lo stupro come arma contro le donne accusate di crimini politici e altri arresti sessuali fanno delle prigioni indiane un luogo di sterminio. Ogni anno nelle carceri indiane muoiono tra le 1.900 e le 2.100 persone.

Il Partito Comunista dell’India (maoista) sta mobilitando il movimento rivoluzionario indiano per una Settimana d'Azione Globale in India. Il PCI (maoista) è il più grande partito comunista esistente al momento. Questo partito guida l'Esercito popolare guerrigliero di liberazione (PLGA), che è la più grande esercito rosso del mondo. È il Partito che guida la guerra popolare delle masse contro lo Stato borghese che opprime una società segnata da relazioni sociali semi-feudali.

Rivendicazioni:

1) Liberazione incondizionata dei prigionieri politici.

2) Fermare gli attacchi effettuati con droni dal governo Modi e dal governo dello stato del Chhattisgarh sulle aree in movimento.

3) Tutti i prigionieri incriminati per lotte sociali e politiche devono essere riconosciuti prigionieri politici.

4) Abrogazione di UAPA, AFSPA e di tutte le draconiane "Leggi di sicurezza" nei diversi stati. Il reato di "sedizione" deve essere rimosso dal codice penale indiano. Tutti gli imputati sulla base di queste leggi devono essere rilasciati senza condizione.

5) Porre fine alle violazioni dei diritti, in particolare dei prigionieri politici e delle donne detenute politiche, e alle atrocità a cui sono soggetti.

6) I regolamenti delle carceri devono essere riformati. Le condizioni nelle carceri devono essere migliorate secondo nuovi regolamenti.

8) La censura contro chi si esprime contro l'ingiustizia deve essere rimossa.

9) La repressione della lotta dei popoli indigeni per la protezione delle risorse naturali del Paese deve finire.

10) Fermare la crudele repressione del governo contro i movimenti di liberazione nazionale e le loro organizzazioni, come Kashmir, Naga, Asom e Manipur.

11) Fermare l'offensiva brahmanica fascista Hindutva contro lavoratori, contadini e altre classi oppresse, studenti e giovani, insegnanti, minoranze religiose, dalit, donne e altri settori oppressi.

ICSPWI

csgpindia@gmail.com

In Italia appuntamento sabato 17 settembre ore 10.30 Roma piazza Esquilino

05/09/22

Il Partito Comunista delle Filippine chiede il rilascio immediato della prigioniera politica Adora Faye de Vera - 17 settembre a Roma manifestazione per la liberazione di tutti i prigionieri/prigioniere politiche

Marco L. Valbuena | Responsabile dell’informazione | Partito Comunista Delle Filippine

27 agosto 2022

Ci uniamo al clamore di gruppi di donne, artisti, poeti, difensori dei diritti e altre organizzazioni democratiche per l’immediato rilascio di Adora Faye de Vera. Adora Faye è stata arrestata dalla polizia mercoledì pomeriggio nel suo luogo di residenza a Quezon City, e successivamente portata nella città di Calinog, Iloilo, dove è stata condannata a false accuse penali. Si unisce ad almeno altri 800 prigionieri politici nelle Filippine che continuano a subire l’ingiusta carcerazione.

Adora Faye è un’artista, una poetessa e una devota e tenace serva del popolo. È una patriota, una