L’assemblea
nazionale Donne/Lavoratrici telematica del 19 novembre si
è svolta intorno alla nuova tappa di lotta all’interno del
percorso che si sta portando avanti collettivamente, la giornata
internazionale contro la violenza sessuale sulle donne del 25
novembre e la presenza alla manifestazione nazionale di Roma del 27
novembre lanciata da Nudm.
Ma
non è stata affatto un‘assemblea solamente organizzativa in vista
del 27, diversi interventi infatti di lavoratrici e compagne sono
entrati nel merito della questione della violenza che le donne
proletarie, le operaie, le lavoratrici, le donne immigrate, le
precarie, le disoccupate, le giovani subiscono sotto diversi aspetti;
non una violenza quindi, ma TUTTE le violenze, le oppressioni a 360°
che pongono all’ordine del giorno la necessità di ribellarsi, di
lottare e di organizzarsi per la lotta a 360° gradi.
La
lotta quotidiana contro i vari attacchi che subiamo è necessaria
ogni giorno, dalla condizione di lavoro/non lavoro e della violenza
dei padroni e istituzionale che subiscono tante donne, come hanno
sottolineato ancora con forza le precarie coop sociali di Palermo o
alcune compagne per le precarie dei servizi negli asili nido di
Taranto in lotta, alle discriminazioni sul lavoro in condizioni di
pesante insicurezza che si subiscono nelle fabbriche, ai
licenziamenti dal nord al sud, come in questo periodo nelle fabbriche
di Evoca, della Tessitura Albini, ecc., agli attacchi pesanti che
subiscono le donne immigrate, vedi la questione della mancanza dei
documenti legata alla questione del permesso di soggiorno e di tutti
i ricatti/oppressioni che queste donne subiscono – su cui vi è
stato l’intervento delle compagne di “Campagne in lotta” e di
una compagna di Torino che ha denunciato la questione della “tratta”
e la necessità di lottare anche su questo tremenda violenza; fino
all’avanzare nero dell’attacco al diritto di aborto e degli
stupri e femminicidi in aumento, alimentati dall’humus sessista e
maschilista che questa società capitalista emana ideologicamente,
politicamente, giuridicamente, come mostrano anche le odiose sentenze
sessiste che dimezzano pene o scarcerano uomini assassini.
A
tutto questo occorre rispondere sempre più con la
ribellione/lotta/organizzazione delle donne proletarie, lavoratrici,
compagne. All’interno di lungo cammino che pone la questione che
“se tutta la vita deve davvero cambiare” allora la lotta deve
avere necessariamente una prospettiva rivoluzionaria per il
rovesciamento/superamento di questo sistema sociale
capitalista/imperialista che pone la condizione di doppia
oppressione, doppio sfruttamento della maggioranza delle donne come
una delle sue basi.
Questo
messaggio noi porteremo nella manifestazione del 27 novembre a Roma,
come
lo portiamo tutti i giorni nelle nostre città, territori, sui posti
di lavoro tra le lavoratrici, le donne proletarie.
Per
questo, organizzare un contingente “rosso e proletario” alla
manifestazione del 27 è
importante,
si è detto all’assemblea, per dare valore innanzitutto al percorso
di lotta che come Assemblea donne/lavoratrici abbiamo fatto in questi
ultimi due anni.
Le
lavoratrici, le precarie, le immigrate, tutte le donne proletarie che
lottano e si autorganizzano non devono stare alla coda del femminismo
piccolo borghese ma devono rendere visibile il loro
protagonismo/autonomia.
Il
femminismo – hanno detto compagne del Mfpr - storicamente ha avuto
un ruolo importante per mettere in luce verso tutti i movimenti di
lotta, proletari, sociali, rivoluzionari, la condizione di
oppressione/subordinazione delle donne, e il ruolo di “marcia in
più” della lotta delle donne che indica la necessità di una
battaglia generale; ma c’è un femminismo piccolo borghese, un
femminismo borghese che vuole soltanto migliorare questo sistema e un
femminismo proletario che ha invece non alcune ma tutte le catene da
spezzare per un mondo nuovo.
Nella
manifestazione del 27 tante saranno le lavoratrici presenti, questo è
naturale, ma parteciparvi con un contingente “rosso e proletario”
organizzato, piccolo o grande che sarà, in questa fase significa
unirsi per il 27 e oltre
il 27,
significa essere visibili e riconoscibili, significa prendere nelle
proprie mani tutte le battaglie, perchè
la lotta sia di classe - come ha detto una compagna di Bologna –
contro padroni, governo, uomini che odiano le donne.
Per
questo l’assemblea ha fatto appello alle lavoratrici, alle
precarie, disoccupate, a esserci quante più possibile, pur nelle
difficoltà economiche, materiali, il 27.
Il
nostro punto di ritrovo del 27 sarà a Piazza della Repubblica presso
la cancellata ad angolo con v.le Einaudi – dove vi sarà lo
striscione: “Tutte
le catene vogliamo spezzare - tutta la vita dobbiamo cambiare”
Per
info, appuntamento: lavoratriciprecariedisoccupate@gmail.com
OLTRE
IL 27, IN CONTINUITA’ CON IL LAVORO AVVIATO TUTTI I GIORNI:
1)
E' stata avviata la campagna nazionale per la internalizzazione dei
servizi pubblici essenziali e quindi delle lavoratrici di
asili, pulizie, assistenti delle scuole, ecc., con
invio
di una richiesta di incontro al Ministero del Lavoro; contro
la precarietà permanente, le condizioni miserrime di lavoro,
salario; denunciamo il nuovo Ddl del governo Draghi sulla
"concorrenza" che invece che "internalizzazione",
vuole privatizzare tutti i servizi sociali pubblici; questa lotta
necessita anche di una mobilitazione
nazionale a Roma, con presidio Ministero, Governo, Parlamento.
2)
Sulla lotta delle immigrate, dopo
la manifestazione/presidio del 6 novembre, si porterà avanti la
mobilitazione in particolare per i documenti, la casa, verso
la costruzione di uno sciopero nazionale delle migranti e migranti.
3)
Si
sta estendendo il lavoro tra le
lavoratrici precarie e le operaie delle fabbriche: a
Milano tra le lavoratrici dei servizi di mensa, dell’Istituto
tumori, è iniziata un’attività verso operaie di una ditta di
borse che fa capo alle sorelle Fontana; a Bergamo tra le operaie di
Evoca sotto licenziamento dopo sfruttamento e attacco alla salute, a
Taranto tra le operaie della Tessitura Albini buttate fuori per
delocalizzazione, ecc.
4)
Giovedì 2 dicembre, in occasione del processo, dove sul banco degli
imputati finalmente ci sono dei padroni, quelli della fabbrica
Montello (BG), alle ore 13 presidio davanti al Tribunale a Grumello
del Monte (BG); alle ore 14 volantinaggio alla fabbrica per
incontrare le altre operaie –
facciamo appello soprattutto alle lavoratrici, compagne delle città
vicine ad esserci.
5)
il
4 dicembre a
Milano a Villa Pallavicini via A. Meucci, 3, dalle ore
14,00 alle 17
finalmente!
ASSEMBLEA
DONNE/LAVORATRICI IN PRESENZA
Saluti
di doppia lotta a tutte
21/11/2021
Assemblea
nazionale donne/lavoratrici