30/08/16

Turchia - Dura repressione della protesta delle prigioniere politiche a Sincan


Une attaque contre les femmes prisonnières de Sincan
À la suite d’un feu dans la prison de femme de Sincan, l’administration a battu les prisonnières politiques dans leurs cellules.

Hier soir, des prisonnières du DHKC ont mis le feu dans les cellules du C-4. L’administration après avoir éteint le feu a battu les prisonnières du TKP/ML, MKP et MLKP qui se trouvaient dans ce bloc tout en les faisant évacuer.

« Protestations des prisonnières »

D’après les informations que nous avons obtenu des visiteurs des prisonnières, l’administration lors de l’extinction du feu a d’abord mis les cellules en désordre et à mouiller des objets les rendant inutilisable. Les gardiens on eut recours à des violences physiques en fessant évacuer les prisonnières. Pour protester contre cette attaque, les prisonnières ont organisé une action collective de « frapper sur les portes ». Nous avons appris que certaines prisonnières ont été transporter à l’hôpital et que leurs situations sont sans danger.

Turchia - perquisizioni corporali e isolamento nel carcere femminile di Tarse


Fouilles à nu imposées dans la prison pour femmes de Tarse

Les prisonnières sont forcées à des fouilles à nu dans la prison pour femmes de Tarse.
Depuis la mise en place de l’état d’urgence, les répressions et les tortures se font plus nombreuses dans les prisons. Les femmes prisonnières de la prison du type C de Tarsus ont écrit ce qu’elles ont vécu dans une lettre destinée à JINHA.

Punies pour avoir résisté

Dans la lettre que les prisonnières ont envoyée à JINHA, elles ont déclaré: « Nos amies qui sont atteintes du cancer, de maladie du foie, de l’hépatite et d’autres maladies chroniques attendent depuis quelques jours l’arrivée d’un médecin. Nous avons été punies pour avoir protesté contre les fouilles à nu, en refusant d’aller aux visites ouvertes et fermées depuis 2 mois. »

Elles rajoutent que les familles et les prisonnières qui sont allées à la prison ou aux procès, ont été elles aussi forcées à des fouilles à nu.

Les prisonnières qui ont résisté à l’installation d’une caméra dans la cour, ont été punies de 11 jours en cellule d’isolement.

01/08/16

Dall'8 marzo dello sciopero delle donne alla manifestazione nazionale delle donne in autunno - Memoria e formazione rivoluzionaria


Quest’8 marzo tante lavoratrici e precarie hanno scioperato!
Questo sciopero ha contrastato e di fatto strappato dalle mani del femminismo borghese e del riformismo, politico e sindacale, il loro uso ipocrita dell'8 marzo, volto ad impedire l'8 marzo delle donne proletarie, per mantenere incatenata la questione della maggioranza delle donne in un illusorio miglioramento di questo marcio sistema capitalista [...]
Ora riprende e va avanti la lunga marcia.
Ora il suo obiettivo è una MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLE LAVORATRICI, PRECARIE, DISOCCUPATE, DI TUTTE LE DONNE SFRUTTATE E OPPRESSE A ROMA IN AUTUNNO,

VIVA L'8 MARZO!
VIVA LO SCIOPERO DELLE DONNE!
LE DONNE HANNO UNA MARCIA IN PIU' E LA DEVONO USARE!
SIAMO S/CATENATE!

Tutte le pubblicazioni del MFPR possono essere richieste a  mfpr.naz@gmail.com o scaricate, quando disponibili, dal nostro archivio digitale. Ricordiamo che è disponibile un CATALOGO, frutto del seminario sul 20° anniversario del movimento femminista proletario rivoluzionario ed è da lì che vogliamo ripartire per questa formazione estiva, perché dalla lettura degli atti del seminario di Palermo del 6 luglio 2015, è anche possibile fare un bilancio dell'attività svolta dal MFPR nell'arco di un anno.
Attività senz'altro positiva, che ha mantenuto i suoi impegni nella teoria come nella pratica, mettendo a segno il secondo sciopero delle donne in Italia e proiettandosi verso una manifestazione nazionale delle donne in autunno. 

Atti del 20° anniversario del MFPR

Come testimoniano questi Atti, al seminario sul 20° non si è parlato solo delle tante lotte fatte, ma della teoria su cui si fonda il Mfpr.

Abbiamo spiegato che i 4 termini (movimento - femminista - proletario - rivoluzionario) non sono una sigla presa a caso ma storicamente determinata, con al centro la concezione della rivoluzione nella rivoluzione.

Le proposte pratiche, lanciate al seminario e contenute negli Atti - dal nuovo sciopero delle donne al lavoro internazionalista, dalla solidarietà con le prigioniere rivoluzionarie alla formazione delle donne proletarie - non si sono fermate ai buoni propositi, ma sono state attuate. Scarica

Una marcia in più...

Per il 20° anniversario del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario è uscito il libro “Una marcia in più…”, un almanacco che raccoglie tutti i fogli del MFPR usciti dal 1995 al 2015.
 

Fogli vivi, che non stanno in un cassetto a marcire e parlano di una esperienza difficile ma entusiasmante, che ha posto/spiegato la concezione dell’Mfpr dall'alto e dal basso del lavoro di massa.
 

Questo è il percorso storico originale del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario, raccontato in un quaderno di 180 pagine (A3), da richiedere a mfpr.naz@gmail.com.
Qui è possibile scaricarne una presentazione in formato ridotto (peso 165 MB)

Formazione rivoluzionaria delle donne – 1° parte

Scopo di questo studio è rafforzare la teoria, le basi storico materialistiche della condizione delle donne, come indispensabile arma di lotta della battaglia rivoluzionaria, teorica, ideologica, pratica, delle donne.

La formazione rivoluzionaria delle donne offre molti spunti di critica verso altre teorie, idealiste o parziali, come quelle che vedono la lotta contro la condizione di doppio sfruttamento e oppressione delle donne, principalmente dal campo delle idee e quindi lasciano alle intellettuali borghesi il ruolo di protagoniste; o quelle che vedono l'albero e non la foresta di cui l'albero è parte e prodotto, l'effetto (il maschilismo) e non le cause (il sistema sociale che lo produce); altre teorie vedono il genere e non la classe (ed altre vedono la classe e nascondono/soffocano la condizione delle donne). Teorie che in ultima analisi portano ad una stessa conseguenza politica e pratica: il riformismo, che nel campo del movimento delle donne è ancora più criminale. Per riceverlo scrivere a mfpr.naz@gmail.com.

Una mattina mi son svegliata...


Perché un nuovo lavoro su "donne e Resistenza"?
Nel seminario di Palermo del 6- 7 giugno 2015 per il 20° anniversario del movimento femminista proletario rivoluzionario ci siamo rese conto di aver prodotto poco sulle donne nella Resistenza antifascista, considerazione che non poteva sfuggirci proprio nel 70° anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

Pertanto, abbiamo deciso di colmare questa lacuna partendo da un lavoro di ricerca della pubblicistica disponibile “perché per la nostra lotta è essenziale, perché una parte delle cose che diciamo si sono già fatte. Quindi è una ricchezza e ce la dobbiamo riprendere tutta e riconsegnarla”.
 Iniziamo, quindi, a presentare un lavoro su donne e Resistenza, una sorta di work in progress. Certamente un lavoro  non ordinato, in questa prima fase, ma necessario per non ricominciare sempre da zero. Senza memoria non c’è futuro e questo, per le donne, vale doppiamente. Ci baseremo su raccolte di testimonianze orali, atti di convegni, memorialistica delle operaie, studentesse, casalinghe, intellettuali che hanno dato il loro contributo nella lotta contro il fascismo e nella Resistenza partigiana, testi che, oggi, a 70 anni di distanza dalla Liberazione sono di fondamentale importanza per la ricchezza di elementi di conoscenza, la comprensione anche delle contraddizioni interne, la doppia, tripla  lotta che le donne hanno dovuto fare sia all’interno della famiglia e contro le convezioni sociali sia contro  la diffidenza nell’accettarle nella lotta partigiana. Del resto le concezioni oscurantiste e reazionarie contro le donne profuse a piene mani dal regime fascista avevano avuto tutto il tempo di attecchire e permeare profondamente la società.
L’opuscolo raccoglie i testi usciti on line dal 25 gennaio al 25 aprile 2016 e altri materiali non pubblicati. Per richiederlo: mfpr.naz@gmail.com

Chiang Ching - la rivoluzione nella rivoluzione di una donna comunista


Chiang Ching è un esempio luminoso della forza dirompente e rivoluzionaria delle donne. Per questo la sua vita va conosciuta e divulgata.
 


Noi abbiamo cercato di farlo con la Formazione Rivoluzionaria. Ma invitiamo tutte le compagne, le donne che vogliono ribellarsi alla loro doppia, tripla oppressione ed essere in prima fila nella battaglia rivoluzionaria ad approfondire questa importante conoscenza.
 


L'opuscolo integrale su Chiang Ching si può richiedere a MFPR scrivendo a: mfpr.naz@gmail.com

31/07/16

FORMAZIONE RIVOLUZIONARIA DELLE DONNE - CHIANG CHING "LA RIVOLUZIONE NELLA RIVOLUZIONE" (conclusione)

Pubblichiamo, in conclusione del lungo testo/opuscolo su Chiang Ching - di cui abbiamo nei due mesi precedenti riportato ampi stralci - altri passi importanti, che riguardano in particolare il ruolo decisivo avuto da Chiang Ching per e durante la Rivoluzione Culturale Proletaria - che portò l'"altra metà del cielo" dal profondo abisso in cui stava prima della rivoluzione al "cielo" appunto.
Nella GRCP Chiang Ching si rivelò ancora di più la compagna determinata, amata dalle masse, soprattutto dai giovani, dalle donne, e odiata dai vecchi e nuovi borghesi, che alla fine la incarcerarono e uccisero.
Chiang Ching è un esempio luminoso della forza dirompente e rivoluzionaria delle donne. Per questo la sua vita va conosciuta e divulgata.
Noi abbiamo cercato di farlo con la Formazione Rivoluzionaria. Ma invitiamo tutte le compagne, le donne che vogliono ribellarsi alla loro doppia, tripla oppressione ed essere in prima fila nella battaglia rivoluzionaria ad approfondire questa importante conoscenza.
L'opuscolo integrale su Chiang Ching si può richiedere a MFPR scrivendo a: mfpr.naz@gmail.com

Riprenderemo a fine settembre la Formazione Rivoluzionaria.
 

"...Per più di un decennio di potere proletario si erano fatti giganteschi passi avanti verso la trasformazione della Cina arretrata, semifeudale e semicoloniale le proprietà privata aveva subito una profonda trasformazione mediante la collettivizzazione e la nazionalizzazione dell'industria... la perversa spirale di miseria e indebitamento era stata interrotta e la fame e l'analfabetismo erano stati in gran parte eliminati. Le donne cominciavano in gran numero ad entrare nelle scuole e a prendere parte attivamente alla vita produttiva ed politica.
Allo stesso tempo, importanti progressi in molte sfere furono bloccati, in parte o del tutto, dalla linea revisionista e dall'oppressivo peso del passato... In alcune fabbriche l'amministrazione, nelle mani dei revisionisti, invitava gli operai a limitare le discussioni politiche a 30 minuti al giorno, perchè non si interrompesse la produzione...
Questa contraddizione tra il socialismo e le vestigia del semifeudalesimo, assieme al nascente capitalismo, emerse con chiarezza nella lotta, intensa e difficile, per la liberazione della donna cinese,
che iniziava sì ad integrarsi nell'industria, nell'educazione e nei livelli inferiori del Partito e del governo, ma che ancora aveva di fronte le enormi barriere delle idee feudali e dei ruoli tradizionali di oppressione domestica. Solo scatenando la lotta cosciente nel campo della sovrastruttura si poteva cominciare a rompere questi anelli ideologici e, allo stesso tempo, favorire una maggiore trasformazione socialista della base economica.
La lotta divampata nel campo dell'arte era un riflesso di tutto questo processo...

Chiang Ching fece molta ricerca, intervistando molte compagnie di teatro, parlando con interpreti, vedendo film e assistendo ad opere teatrali e musicali in tutto il paese. Vi trovò non innovazioni socialiste, che esaltassero le imprese e l'eroismo delle masse, bensì o un asfissiante miscuglio di nuovo revisionismo e vecchie opere tediose e oppressive, che difendevano privilegi e differenze di classe, mettendo in scena ridondanti e superstiziosi personaggi tradizionali, o la totale imitazione di opere straniere di scrittori borghesi... Nell'arco di pochi anni furono creati 37 opere e drammi, nuovi e rivisitati... Chiang Ching adottò nelle arti il metodo della combinazione di “tre in uno”, coinvolgendo quadri di Partito, soggettisti (che erano stati inviati a vivere tra i contadini, soldati e operai per comprendere meglio l'esperienza che dovevano rappresentare) e masse rivoluzionarie, che assistevano e criticavano per migliorare in corsa le produzioni. Per esempio nel 1963 Chiang Ching assistette alla rappresentazione di un'opera di Pechino. Sulle banchine... Fu inizialmente elaborata con la collaborazione entusiasta degli operai dei moli di Shanghai: “Ai vecchi tempi eravamo solo coolies (servi), non avevamo diritto di far parte del pubblico, tanto meno salire in scena”. Ma il teatro dell'opera di Pechino di Shanghai era una roccaforte revisionista e i suoi scrittori cominciarono immediatamente a modificare il copione, per affievolirne l'internazionalismo ed elevare “personaggi medi” ai ruoli principali. I lavoratori portuali erano furiosi: “Ognuna delle nostre famiglie ha una storia di amara sofferenza... Quando aderiamo alla causa rivoluzionaria del Partito, noi operai e veterani siamo viviu, pronti e decisi. La vostra opera ci presenta stupidi e fiacchi... Non approveremo mai un'opera così”...
Queste lotte fra le due linee nelle arti annunciavano le tormente ancora maggiori a venire, quando la cultura e la sovrastruttura in generale si trasformeranno in un'importante arena della lotta di classe, nella travolgente decennale battaglia della Rivoluzione Culturale...
...Con l'apparizione del manifesto a grandi caratteri (tatsebao) nell'Università di Pechino nel maggio del 1966, pienamente appoggiato da Mao, tutte le chiuse del flusso della Rivoluzione Culturale furono aperte. Chiang Ching è sul campo fin dai primi assalti. Nel luglio 1966 circola all'Università di Pechino e in altre scuole per parlare agli studenti e seguire il dibattito che si sviluppava. Denunciò subito il ruolo controrivoluzionario svolto dai “gruppi di lavoro” che cercavano di soffocare la ribellione degli studenti...
Una delle cose di Chiang Ching, come dello stesso Mao, che sempre si ricorderanno e illoro forte legame con i giovani... sostenendo con energia e audacia la ribellione della gioventù...
Le Guardie Rosse fecero il loro trionfale ingresso a Pechino tra l'agosto e il settembre del 1966, preparando l'ormai imminente partecipazione di operai e contadini al movimento... Chiang Ching la si riconosceva subito con il suo berretto...
L'esempio di Chiang Ching fu di sprono perchè altri osassero essere come lei, osassero dare tutto di sé per il potere politico del proletariato, evitando ogni esitazione di fronte ad astuti e calcolatori controrivoluzionari... Essa dimostrò una straordinaria capacità di combinare fiducia rivoluzionaria nelle masse e disprezzo per il nemico, in una direzione pratica che guidò la trattazione delle complesse e molteplici contraddizioni che irrompevano da ogni parte mentre il popolo scatenava la sua lotta per strappare il potere ai seguaci della via capitalista...

(Alcuni effetti della Rivoluzione Culturale)... Una miriade di cose nuove... operai, contadini e soldati che andavano a studiare nelle università; giovani acculturati che andavano nelle campagne; quadri di Partito che partecipavano al lavoro produttivo; operai che partecipavano all'amministrazione e alla riforma di vecchie regole e regolamenti... cambiamenti comprese innovazioni tecnologiche nelle fabbriche e nelle zone rurali, e scoperte scientifiche in generale; parole d'ordini quali “rosso ed esperto” o “la politica al comando sui professionisti” unirono chi era in possesso di una corretta linea politica e chi aveva conoscenze specialistiche; le donne raggiunsero posti di comando nel Partito... si mise al servizio delle campagne una rete di cliniche gratuite, del tutto o in parte, grazie ai “medici scalzi” formatisi tra i contadini....

Onore e gloria alla compagna Sandra - fondatrice del Movimento Feminino Popular del Brasil

Nella notte del 27 luglio, una delle menti più inquiete e brillanti con la quale abbiamo avuto l'opportunità di socializzare e condividere esperienze ha smesso di pensare. È morta, dopo aver affrontato con fermezza e serenità un intervento chirurgico per rimuovere un tumore al cervello, all'età di 61 anni, la compagna Sandra Lima.Fondatrice e dirigente del Movimento Feminino Popular e militante rivoluzionaria, convinta marxista-leninista-maoista, la compagna Sandra ha reso un contributo inestimabile di pensiero e di azione alla lotta delle masse popolari della città e della campagna, nel nostro paese e nel mondo.
La compagna Sandra Lima ha dedicato la sua vita alla Rivoluzione Brasiliana.Sono stati più di 40 anni di militanza, organizzando le masse nei quartieri proletari e nelle fabbriche, nella lotta per la casa, nella lotta per la terra, con il movimento operaio e sindacale di classe. Si è dedicata come pochi al compito della formazione politica delle nuove generazioni. Ha tenuto lezioni e conferenze in tutto il paese per la gioventù rivoluzionaria. Paziente e inquieta, ascoltava e istruiva i giovani, orientandoli nella condotta proletaria nei confronti delle masse e nell'impegno per la rivoluzione nel nostro paese.
Si è dedicata alla costruzione del Movimento Feminino Popular in diverse regioni del paese, in particolare nelle campagne. Sempre nei suoi discorsi ha richiamato l'attenzione sulla necessità per le donne del nostro popolo di lanciarsi nella lotta fianco a fianco con i suoi compagni per formarsi come quadri rivoluzionari che padroneggiano l'ideologia del proletariato per assolvere i compiti della Rivoluzione di Nuova Democrazia nel nostro paese.
Con abnegazione, mai si è fermata a causa dei problemi di salute. Si dedicò senza riserve alla mobilitazione, politicizzazione e organizzazione delle masse.
Ha lavorato in prima linea nella lotta contro il regime militare fascista, nelle battaglie per la creazione di un cammino per la lotta rivoluzionaria nel nostro paese; ha avuto un ruolo importante nelle battaglie delle masse proletarie per la casa nella regione metropolitana di Belo Horizonte; ha partecipato agli scioperi combattivi; ha combattuto in maniera implacabile il revisionismo e ogni tipo di opportunismo. Ha condotto una intensa agitazione contro la farsa elettorale chiamando le masse a boicottare attivamente le elezioni reazionarie, ad organizzarsi e combattere. Si è impegnata senza lesinare sforzi, alla lotta per la punizione dei mandanti ed esecutori di torture, uccisioni e sparizioni forzate di militanti rivoluzionari durante il regime militare-fascista. Ha seguito da vicino e con entusiasmo i giorni della gioventù combattente nel giugno/luglio 2013.Il giornale A Nova Democracia aveva nella compagna Sandra Lima una instancabile sostenitrice e una grande collaboratrice.
La sua morte significa una grande perdita per tutti i rivoluzionari e democratici del nostro paese.
Guardiamo e ci appoggiamo al fulgido esempio di vivacità, combattività e ottimismo sempre debordante della compagna Sandra Lima in modo da trasformare, come sempre ci ha insegnato, il nostro dolore e la nostra indignazione in una più forte decisione di lottare per la completa emancipazione del nostro popolo.

Compagna Sandra: Presente nella lotta!
"Risvegliare la furia rivoluzionaria delle donne!"

* Il 28 luglio, compagne e compagni, familiari e amici hanno reso omaggio a Sandra Lima al suo funerale. Nel prossimo numero del giornale, e, presto, anche nel blog della redazione, daremo conto degli onori resi alla grande rivoluzionaria Sandra Lima.
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I compagni di proletari comunisti/Partito Comunista maoista Italia, le compagne del Movimento femminista proletario rivoluzionario, con dolore e amore alzano forte il pugno nel dare l'ultimo saluto alla compagna Sandra Lima, fondatrice e dirigente del Movimento Feminino Popular del Brasile e militante rivoluzionaria marxista-leninista-maoista.
Il MFPR Italia ha avuto la gioia e l'onore di conoscere la compagna Sandra, la sua forza, il suo indomito e sereno spirito rivoluzionario.
Porteremo sempre con noi il suo ricordo, diffonderemo le sue parole, e sarà per noi un riferimento nella difficile ma entusiasmante lotta rivoluzionaria delle donne, in cui ancora una volta le compagne come Sandra danno un esempio di determinazione combattente, di coraggio fino all'ultimo momento della loro vita, per scatenare la furia rivoluzionaria delle donne.
Ci uniamo al grido delle compagne e compagni del Brasile:
"Companheira Sandra: Presente na luta!"

Proletari Comunisti/PCm – Italy
MFPR – Italy
luglio 2016

29/07/16

INDIA: la repressione nei confronti delle donne maoiste non ferma la loro straordinaria partecipazione alla guerra popolare

Sospette maoiste avevano una vita sotto copertura per reclutare militanti

Le tre presunte donne maoiste hanno scelto sedi remote per evitare di essere intercettate dalla polizia.
Anche se analfabeta, la principale leader Kala è addestrata nell’uso delle armi, ben versata nell'ideologia degli estremisti.
 

CHENNAI / Karur: Le tre presunte donne maoiste arrestate dal settore Q della polizia giovedì conducevano una vita nell’ombra lavorando in diverse parti del paese per anni, secondo fonti della polizia.
Tra le tre, Kala alias Janaki (52 anni) si dice sia il leader più in vista del movimento maoista nel Tamil Nadu e si crede essere ben addestrata nell’uso delle armi. "Veniva chiamata 'Amma' dagli altri quadri. È analfabeta, ma ha una profonda conoscenza dell'ideologia maoista ed è anche addestrata nell’uso delle armi", ha detto una fonte della polizia a Karur.
Aveva lavorato come operaia giornaliera a Karur. Ma spesso cambiava il luogo dove viveva. La maggior parte delle aree in cui è stata erano villaggi remoti per evitare il controllo della polizia.
Secondo le fonti, è stata una delle persone che hanno formato nuovi quadri maoisti ai confini tra Tamil Nadu, Kerala e Karnataka, che si ritiene essere la zona di incontro più comune per gli estremisti di sinistra. Il marito di Kala, Manikavasagam, anche lui un attivista maoista, era ancora
latitante, secondo i dati della polizia. La polizia sospetta che Kala è anche coinvolta nel reclutamento di militanti che potessero unirsi al movimento. Circa 29 denunce sono pendenti contro di lei, ha sostenuto la polizia.

Un’altra sospettata, Renna Joyce Mary (32 anni), dicono si sia trasferita a Padapai nel distretto di Kancheepuram appena un mese fa e si andando a lavorare come sarta in una azienda tessile privata. "Ci sarà lavoro solo per pochi giorni a settimana in azienda. Gli altri giorni li passerà a convincere le persone ad aderire al movimento", ha detto una fonte della polizia di Kancheepuram. Il marito di Reena, Kannan, anche lui un sospetto militante maoista, è in carcere dal 2002. È stato arrestato in un'operazione della polizia di Stato a Uthangarai.

La terza persona arrestata, Chandra (42 anni), stava con Kala a Karur e stava lavorando come giornaliera. Le tre persone arrestate sembra avessero messo a punto un metodo di comunicazione segreto con altri quadri, che la polizia ha rifiutato di spiegare.

Il sovrintendente della polizia del settore Q S Maheswaran, ha interrogato gli imputati che sono stati successivamente portati dinanzi ai magistrati. Dal momento che le due donne - Kala e Chandra - hanno detto di non aver mangiato, da quando la polizia le ha arrestate, il magistrato ha ordinato alla polizia di comprare loro del cibo. Il magistrato le ha mandate presso la prigione centrale Tiruchy per 15 giorni di custodia giudiziaria e rinviato alla discussione del caso al 5 agosto. Reena è stata rimandata presso la prigione di Vellore.

dalla stampa borghese indiana online 

28/07/16

Nelle carceri turche pestaggi, torture e stupri


L'organizzazione dei diritti umani denuncia gravi violazioni dei diritti umani in seguito alla repressione partita dopo il fallito colpo di Stato:  “Servono osservatori internazionali”

Bruxelles - Nelle carceri turche, che si riempiono ogni giorno degli oppositori di Recep Tayyip Erdoğan e di presunti autori e fiancheggiatori del golpe, avvengono pestaggi e torture, compresi stupri. Lo denuncia Amnesty International che afferma di aver raccolto “informazioni credibili” di queste accuse e per questo chiede che osservatori indipendenti abbiano immediato accesso a tutti i centri di detenzione, tra i quali stazioni di polizia, centri sportivi e palazzi di giustizia. "Le notizie di pestaggi e stupri sono estremamente allarmanti, considerando soprattutto l'alto numero di arresti dell'ultima settimana. I crudi dettagli di cui siamo in possesso sono solo un esempio di quello che potrebbe star accadendo nei luoghi di detenzione", ha dichiarato John Dalhuisen, direttore per l'Europa di Amnesty International. “È assolutamente fondamentale che le autorità turche fermino queste pratiche ripugnanti e consentano agli osservatori internazionali di incontrare tutti i detenuti", ha aggiunto Dalhuisen.
A seguito del fallito colpo di Stato, sono state arrestate oltre 10mila persone, e i detenuti sono trattenuti arbitrariamente anche in centri informali, non possono incontrare avvocati né familiari e non sanno esattamente di cosa siano accusati.
Amnesty International afferma di aver parlato con avvocati, medici e una persona in servizio all'interno di una struttura detentiva e da loro ha ricevuto numerose denunce che dipingono un quadro estremamente allarmante soprattutto nel centro sportivo della polizia di Ankara, nel palazzetto dello sport Başkent e nelle stalle di un centro ippico, sempre nella capitale. Secondo queste denunce, la polizia costringe i detenuti a rimanere in posizioni che causano dolore fisico, nega loro cibo acqua e cure mediche, li sottopone a insulti e minacce e infligge loro pestaggi e torture, compresi gli stupri e le aggressioni sessuali. Due avvocati di Ankara hanno riferito ad Amnesty International che i loro clienti hanno assistito allo stupro, con un manganello e con le dita, di un militare di alto grado ad opera di agenti di polizia.

DIAMO LA MASSIMA DIFFUSIONE ALLA DENUNCIA
MFPR