24/02/26

In corso il referendum sul nuovo CCNL metalmeccanico. Ma la condizione, i bisogni delle donne restano "invisibili" - Scioperiamo il 9 marzo per una piattaforma delle donne/Lavoratrici

Sono in corso i referendum nelle varie fabbriche metalmeccaniche sul rinnovo del Contratto. In queste fabbriche in generale la presenza delle operaie è bassa - e questo è già dimostrazione di una profonda discriminazione -; ma anche lì dove sono presenti in numeri rilevanti, pensiamo alla Stellantis, sembra per i sindacati confederali che non esistono. La loro condizione lavorativa e salariale, i loro bisogni sono invisibili, e anche questo rinnovato CCNL metalmeccanici ha al massimo riservato loro solo un aumento dei congedi parentali, mentre nulla cambia rispetto a quello che i padroni riservano alle donne i contratti peggiori, ultraprecari, a termine, salari più bassi, umiliazione dei diritti, posti di lavoro peggiori, mansioni meno qualificate, ecc.
Questo, nonostante la loro condizione “gridi” in ogni momento il doppio sfruttamento e la doppia oppressione che subiscono; le pesanti discriminazioni che vivono sono al massimo materia di centri statistici delle segreterie sindacali, raramente di qualche inchiesta.

Le loro rivendicazioni di donne-lavoratrici non sono entrano neanche questa volta nella piattaforma contrattuale.

Noi chiamiamo in occasione dell'8 marzo queste operaie a

ribellarsi! A far diventare l'8 marzo una importante occasione. 

Facciamo lo SCIOPERO DELLE DONNE - che quest'anno si

tiene il 9 marzo!

Portiamo in questo sciopero le nostre rivendicazioni, e avviamo

una lunga lotta per imporle ai padroni e ai sindacati

confederali.

 

Vogliamo:

- la trasformazione a tempo indeterminato dei contratti precari;

- Pari salario per pari lavoro;
- Assunzioni nella fabbrica "madre", non nella giungla degli appalti, pur facendo lo stesso lavoro
- NO a discriminazioni legate allo stato familiare, maternità, razza, orientamento sessuale, nelle assunzioni, licenziamenti, e nella vita lavorativa;
- Aumento delle pause, riduzione dei ritmi e dei carichi di lavoro;
- Riduzione orario di lavoro a parità di salario, contro cassintegrazioni permanenti, licenziamenti ma anche per la difesa della salute;
- Condizioni di lavoro e ambienti di lavoro (compreso servizi igienici – vicini alla postazione lavorativa) a tutela della salute, anche riproduttiva delle donne e della dignità delle lavoratrici;
- abbassamento dell’età pensionabile, come riconoscimento del doppio lavoro delle donne in fabbrica e a casa.

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