Chi non lega il patriarcalismo alla fase attuale della borghesia capitalista/imperialista, all'uso che il sistema capitalista fa di esso rifugge da un'analisi storico materialista, taglia le "radici" della permanenza di concezioni e prassi patriarcali e, di fatto ne fa una questione solo ideologica, senza basi, senza corrispondenza al sistema sociale, economico, politico, ideologico attuale.
Di conseguenza, la risposta, il contrasto/la lotta al "patriarcato" resta su un fronte puramente sovrastrutturale, di educazione che deve trasformare, ma che, fermo restando l'attuale sistema strutturale capitalista non solo non può cambiare ma diventa sempre più parte dell'azione del potere borghese in senso lato.
i Femminicidi non sono frutto oggi della permanenza del "patriarcato", ma sono, si può dire all'inverso, una reazione alla crisi del ruolo del maschio, rispetto a donne che vogliono rompere la condizione esistente.
Anche nei rapporti umani, e il rapporto uomo/donna è il principale rapporto umano, via via che il sistema borghese va in crisi, "scoppia" un contrasto, una lacerazione tra "sviluppo delle forze produttive" = potenzialità delle donne e "rapporti di produzione" che cercano disperatamente e con la violenza di contrastare questo sviluppo, di mettere le catene, di "ucciderlo". Ma non ci riescono. E le "forze produttive" devono necessariamente non cercare di "cambiare" quei rapporti di oppressione, ma romperli, con una violenza, levatrice della nuova storia, e in questo senso rivoluzionaria.
In questo senso, è il sistema capitalista/imperialista che determina, usa, modella in funzione della permanenza del suo sistema generale (strutturale e sovrastrutturale) ogni idea, ideologia, prassi conseguenti; e nella fase di crisi, di "ultimo stadio" questo uso produce marciume, barbarie, violenza fascista; sembra che il sistema va avanti, ma va indietro, e si oppone ad ogni spinta in avanti.
Per questo, un'analisi storico materialista dialettica - che non vuol dire affatto meccanicista, strutturalista, ma esattamente il contrario - ci mostra che finchè non viene rovesciato, è il capitalismo che sta al "vertice" e sussume e determina a suo interesse vitale ogni altra struttura di potere.
Il patriarcato è come la religione.
La religione è stata in perfetta sintonia fino al feudalesimo. La borghesia, nel bene e nel male, ha strappato via le basi della religione; essa comunque permane pur non avendo più le basi strutturali.
Ugualmente il patriarcato è un sistema sociale, con una ideologia dominante e prassi conseguente dalla nascita della famiglia monogamica (nota 2); ma anche qui la borghesia ne ha strappato le basi e con essa i "valori" (nota 3).
Ma anche qui - anzi, potremmo dire, ancora di più qui - i "valori" restano.
Per la religione i progressi scientifici (avvenuti col, nel capitalismo) hanno comunque intaccato alcune delle credenze più "solide". Per il patriarcalismo, per la condizione delle donne di subordinazione/oppressione di più della metà dell'umanità, pur riducendosi le ragioni strutturali (l'entrata di una parte significativa delle donne nell'attività produttiva; una certa indipendenza economica; la messa in crisi della famiglia tradizionale), le concezioni restano, si ammodernano, la riproduzione resta a carico della donna, come fondamentalmente il lavoro domestico.
Ed entrambi sono funzionali a tenere in vita questo capitalismo morente.
Teorizzare invece - anche oggi nel movimento femminista in generale e non solo - che patriarcato-capitalismo siano paralleli, entrambi importanti, o nella versione socialista che siano intrecciati, che l'uno determina e influenza l'altro, ma hanno pari importanza, nessuno ha la priorità sull'altro, è una teoria errata e impotente. Apparentemente può sembrare più avanzata, che mette in discussione tutti gli aspetti di oppressione, e che quindi spinge a tener conto di ogni aspetto e lottare a su tutto; in realtà appiattisce tutto, cela il "bandolo della matassa" ed è pertanto impotente a rovesciare la realtà, che per essere rovesciata deve rompere il sistema, rompere i rapporti di produzione arretrati rispetto alla potenzialità delle forze produttive (e per forze produttive intendiamo niente affatto solo le forze strutturali, ma anche quelle sovrastrutturali, la cultura, la scienza, l'arte, ecc. ecc; ma in primis soprattutto le energie dell'umanità, e le energie delle donne che a causa della loro condizione di totale oppressione non hanno potuto crescere e determinare su tutti i campi), affinchè le forze possano esplodere e svilupparsi.
Karl Marx e Friedrich Engels hanno detto: «Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente»
Sappiamo bene e siamo d'accordo con le femministe quando dicono che non basta rovesciare il sistema capitalista, abolire la proprietà privata per porre fine all'insieme delle oppressioni delle donne, perchè restano le idee, le abitudini che sono più difficili da superare, eliminare e richiedono una continuazione della lotta. Questa è la ragione per cui nella rivoluzione culturale proletaria in Cina, si teorizzò la necessità della continuazione della rivoluzione, di una rivoluzione nella rivoluzione che toccasse anche il "cielo", la sovrastruttura. Quindi anche su questo sono Marx ed Engels che ci danno una critica spietata della "famiglia", dell'"educazione", del ruolo meramente riproduttivo della donna (nota 1); è Mao Tse tung, è Chiang Ching che ci danno una risposta e una iniziale esperienza della necessità, possibilità di una rivoluzione nel mondo delle idee reazionarie (e di quelle più dominanti: sessiste, maschiliste, razziste, ecc.) che permangono, Non certo una risposta meccanicista, economica che tiene conto solo dei rapporti di produzione.
Dire altro, che lo si voglia o no, si teorizza lo status quo, e quindi l'immobilismo (che non è mai stasi, perchè la realtà si muove o avanti o, come nella fase odierna di crisi "ultimo stadio" del capitalismo, va "indietro", che non è effettivamente un indietro storico, ma un avanti deformato).
Ugualmente porta a un immobilismo considerare uguali, come base della società ogni struttura di potere, e quindi ogni terreno di lotta (oppressione delle donne, razzismo, capitalismo, ecc.), senza una priorità, senza la centralità del sistema capitalista che va abbattuto. Altrimenti si scade inevitabilmente nell'illusione perdente del riformismo.
Nota 1 - "Abolizione
della famiglia… su che cosa si basa la famiglia attuale, la
famiglia borghese? Sul capitale, sul guadagno privato. Una famiglia
completamente sviluppata esiste soltanto per la borghesia: ma essa ha
il suo complemento nella coatta mancanza di famiglia del proletario e
nella prostituzione pubblica...
E anche la vostra educazione, non è determinata dalla società? Non è determinata dai rapporti sociali entro i quali voi educate, dalla interferenza più o meno diretta o indiretta della società mediante la scuola e così via?...
La fraseologia borghese sulla famiglia e sull'educazione, sull'affettuoso rapporto fra genitori e figli diventa tanto più nauseante, quanto più, per effetto della grande industria, si lacerano per il proletario tutti i vincoli familiari, e i figli sono trasformati in semplici articoli di commercio e strumenti di lavoro.
Tutta la borghesia ci grida contro in coro: ma voi comunisti volete introdurre la comunanza delle donne. Il borghese vede nella moglie un semplice strumento di produzione. Sente dire che gli strumenti di produzione devono essere sfruttati in comune e non può naturalmente farsi venire in mente se non che la sorte della comunanza colpirà anche le donne... Non sospetta neppure che si tratta proprio di abolire la posizione delle donne come semplici strumenti di produzione..."
E anche la vostra educazione, non è determinata dalla società? Non è determinata dai rapporti sociali entro i quali voi educate, dalla interferenza più o meno diretta o indiretta della società mediante la scuola e così via?...
La fraseologia borghese sulla famiglia e sull'educazione, sull'affettuoso rapporto fra genitori e figli diventa tanto più nauseante, quanto più, per effetto della grande industria, si lacerano per il proletario tutti i vincoli familiari, e i figli sono trasformati in semplici articoli di commercio e strumenti di lavoro.
Tutta la borghesia ci grida contro in coro: ma voi comunisti volete introdurre la comunanza delle donne. Il borghese vede nella moglie un semplice strumento di produzione. Sente dire che gli strumenti di produzione devono essere sfruttati in comune e non può naturalmente farsi venire in mente se non che la sorte della comunanza colpirà anche le donne... Non sospetta neppure che si tratta proprio di abolire la posizione delle donne come semplici strumenti di produzione..."
(da Il manifesto del Partito comunista di Marx ed Engels)
Nota 2 - "… il primo contrasto di classe che compare nella storia coincide con lo sviluppo dell’antagonismo tra uomo e donna nel matrimonio monogamico, e la prima oppressione di classe coincide con quella del sesso femminile da parte di quello maschile. La monogamia fu un grande progresso storico, ma contemporaneamente essa, accanto alla schiavitu’ e alla proprietà privata, schiuse quell’epoca che ancora oggi dura, nella quale ogni progresso è, ad un tempo, un relativo regresso, e in cui il bene e lo sviluppo degli uni si compie mediante il danno e la repressione di altri. Essa fu la forma cellulare della società civile, e in essa possiamo già studiare la natura degli antagonismi e delle contraddizioni che nella civiltà si dispiegano con pienezza".
(da l'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato di Engels)
Nota 3 - "Dove
ha raggiunto il dominio, la borghesia ha distrutto tutte le
condizioni di vita feudali, patriarcali, idilliche. Ha lacerato
spietatamente tutti i variopinti vincoli feudali che legavano l'uomo
al suo superiore naturale, e non ha lasciato fra uomo e uomo altro
vincolo che il nudo interesse, il freddo "pagamento in
contanti"... In una parola: ha messo lo sfruttamento aperto,
spudorato, diretto e arido al posto dello sfruttamento mascherato
d'illusioni religiose e politiche...
La borghesia ha strappato il commovente velo sentimentale al rapporto familiare e lo ha ricondotto a un puro rapporto di denaro… Si dissolvono tutti i rapporti stabili e irrigiditi, con il loro seguito di idee e di concetti antichi e venerandi, e tutte le idee e i concetti nuovi invecchiano prima di potersi fissare".
La borghesia ha strappato il commovente velo sentimentale al rapporto familiare e lo ha ricondotto a un puro rapporto di denaro… Si dissolvono tutti i rapporti stabili e irrigiditi, con il loro seguito di idee e di concetti antichi e venerandi, e tutte le idee e i concetti nuovi invecchiano prima di potersi fissare".
(da Il manifesto del Partito comunista di Marx ed Engels)

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