Siamo giovani donne
palestinesi nate in questa terra e nutrite da essa. Sosteniamo la
libertà e lo sport. Dichiariamo che lo spazio pubblico non è di
proprietà esclusiva di nessuno, è di proprietà di tutti noi. Siamo a
Tira, Baqa al-Gharbiyye, Al-Naqab, Kafr Qara, Jaffa, Nazareth, Taybeh e
in tutte le altre città e cittadine, abbiamo una posizione chiara sulla
questione che va al di là di ogni dubbio; noi palestinesi, uomini e
donne, continueremo la nostra lotta per la libertà, un aspetto
fondamentale delle nostre aspirazioni di liberazione nazionale che
mirano a liberare sia gli umani, sia la terra.
Pertanto, annunciamo
la nostra ferma opposizione a ogni forma di oppressione, dominazione,
intimidazioni e minaccia, indipendentemente da chi sia l'oppressore. I
tentativi di escludere le donne dalla sfera pubblica sotto le deboli
scuse delle tradizioni o delle cosiddette credenze, infatti, hannp il
solo scopo di diffamare e screditare il diritto delle donne di
controllare il proprio corpo, mentre in realtà le donne sono una parte
fondamentale della vita di ogni amante dello sviluppo della società e
del progresso.
Ogni donna ha il
diritto di partecipare alla vita politica, come ad ogni forma di arte,
sport e a tutte le altre attività cui sceglie di prendere parte. Questi
diritti sono concessi alle donne nel quadro della libertà di espressione
e di opinione, al di là di qualsiasi forma di paura o di censura.
Ultimamente stiamo
assistendo ad un aumento della violenza e delle intimidazioni da parte
di un pugno di estremisti che si oppongono alla libertà personale e a
tutte le forme di democrazia e che lavorano per escludere le donne dalla
sfera pubblica e dalle posizioni di potere. Questi estremisti hanno
usato minacce, diverse forme di molestia e di terrore, la potenza di
fuoco e la forza bruta. L'ultimo di questi tentativi è stato l'assalto a
una donna di Tira, in una flagrante violazione dei suoi diritti
fondamentali, solo perché stava organizzando una maratona femminile
nella città in cui è cresciuta. E' stata aggredita nella propria città,
che si suppone essere il porto sicuro per lei e le donne della città.
Questa maratona è
stata già annullata due volte dal Comune di Tira. La prima volta quando
il Comune cedette alle minacce di una minoranza estremista e la seconda
in acquiescenza e abdicazione di responsabilità.
Siamo estremamente
preoccupati per questo incidente e per la pericolosa escalation di
violenza; non resteremo in silenzio nè lo lasceremo passare inosservato.
Abbiamo lavorato senza sosta da quando ha avuto luogo l'assalto e siamo
riusciti in questi ultimi giorni a stabilire un contatto con diversi
parlamentari, leader sociali, attiviste femministe e giovani. Molti
hanno risposto alla nostra chiamata e hanno organizzato una
manifestazione lo scorso 8 maggio alla quale hanno partecipato oltre 100
uomini, donne e bambini, la maggior parte dei quali giovani. Siamo
rimasti a testa alta di fronte al Comune di Tira. Le donne e gli uomini
con orgoglio si sono presentati uno ad uno per inviare i loro messaggi:
"la violenza e l'intimidazione non ci spaventeranno!", "la voce delle
donne nel sostenere la libertà sarà più forte di tutti i fucili", "tutti
i tentativi di imporre opinioni con la forza e la violenza non
passeranno inosservati. Noi, le donne, siamo una rivoluzione e non una
vergogna ", "la maggioranza silenziosa dovrebbe agire e far udire la
propria voce prima che sia troppo tardi, non dobbiamo nascondere la
testa sotto la sabbia come struzzi o come se vivessimo in un giungla
senza legge", " Dio non cambia una nazione se questa non inizia a
cambiare se stessa", "questa non è la società palestinese che vogliamo".
Pertanto, annunciamo
che stiamo organizzando una maratona il cui calendario sarà pubblicato a
breve. Facciamo appello a tutti gli uomini e donne di ogni età e
provenienza sociale affinché si uniscano e partecipino. E 'solo con una
forte volontà che possiamo scrivere il nostro futuro.
Ricordate: la lotta per l'emancipazione delle donne è parte integrante delle nostre aspirazioni di liberazione nazionale!
(da Palestina Rossa)
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