06/02/23
05/02/23
La lotta delle operaie Beretta pone la novita', necessita' delle Assemblee operaie
Questa assemblea delle operaie, che non delegano, che prendono nelle loro mani la loro organizzazione come lavoratrici e come donne, che affermano l'autonomia delle donne perchè sia reale il loro protagonismo diretto, è davvero una novità nel panorama sindacale di classe e nel movimento delle donne, una tappa importante di un percorso iniziato da circa due anni con la positiva esperienza dell’Assemblea donne /lavoratrici.
(ANNUNCIAMO CHE LA PROSSIMA ASSEMBLEA DONNE/LAVORATRICI NAZIONALE IN FORMA TELEMATICA SI TERRA' IL 23 FEBBRAIO ORE 17, ALL'0DG SOPRATTUTTO LA PREPARAZIONE DELL'8 MARZO DELLE DONNE PROLETARIE)
Oggi questa strada è necessaria a maggior ragione a fronte del nuovo nero governo Meloni della destra più reazionaria della borghesia al potere.
La lotta delle operaie della Beretta (iniziata da vari mesi, fino a quella più recente del 1 febbraio) incoraggia altre lavoratrici e riguarda diritti fondamentali delle donne lavoratrici, il diritto alla maternita', alla sicurezza, contro le discriminazioni che sfruttano anche la condizione di immigrate di queste operaie, per imporre peggiori condizioni di lavoro, di salario, lavoratrici di serie A e di serie B, anche se fanno lo stesso lavoro.
L'assemblea operaie pone sul piatto anche la questione della marcia in più delle donne proletarie, delle operaie, delle lavoratrici, cioè delle donne che quando si organizzano e lottano, anche se queste lotte partono da aspetti che possono essere immediati - il salario, le ore, la salute e sicurezza - inevitabilmente si rivestono di tutta la condizione che ci riguarda come donne, e quindi inevitabilmente c’è un intreccio tra il lavoro che facciamo dentro la fabbrica e il lavoro di cura che ci viene scaricato totalmente fuori la fabbrica, in famiglia.
Quindi questa marcia in più è necessaria, in particolare in questa fase, per contrastare il governo dei padroni che si è insediato e che ha in agenda tra le diverse questioni, contro le lotte dei lavoratori, contro gli immigrati, nella tendenza generale della borghesia al moderno fascismo, quella di avanzare nell’attacco contro le donne proletarie, le operaie da sfruttare sempre più in fabbrica per il profitto dei padroni capitalisti. Solo per fare un accenno, uno dei ministeri, il Mise, Ministero dello sviluppo economico, è diventato Ministero delle imprese, cioè dichiaratamente al servizio dei padroni (in senso nazionalista e corporativo); mentre ci sarà il ministero della famiglia, natalità, pari opportunità. Ma quale famiglia, natalità, pari opportunità, se poi le operaie vengono attaccate in diritti basilari come la maternità, mentre dall’altro lato si preparano ad attaccare l’aborto/ il diritto alla libertà di scelta di noi donne?
Noi sole non dobbiamo restare, questo è quello che vogliono i padroni, che per attaccarci e opprimerci tendono sempre a dividerci, isolarci, metterci le une contro le altre, indebolirci, soffocare le lotte, reprimerle in ogni forma quando mettono in discussione la loro produzione, cioè quella del profitto che li arricchisce.
Quindi questa assemblea che parte dalla lotta delle operaie della Beretta di Trezzo, non è solo, quindi, di Trezzo, è un’assemblea che ci riguarda tutte.
04/02/23
Oggi e domani Assemblea nazionale a Torino di Nudm. Il nostro intervento
A fianco delle nostre sorelle turche, onore alle martiri del regime di Erdogan e dell'imperialismo
"Non esiteremo a seguire le loro orme!"
03/02/23
Sosteniamo l'appello "Le madri del sabato"
Da oltre 28 anni, ogni sabato, decine di persone si riuniscono nel centro di Istanbul per chiedere giustizia per i loro familiari scomparsi: figli, mariti, mogli, padri, fratelli e sorelle.
Negli anni '80 e '90, infatti, centinaia di persone, inclusi alcuni bambini, dopo essere state arrestate dalle autorità statali, sono sparite nel nulla. Ancora oggi non si hanno loro notizie.
Dal 1995 le “Madri del sabato” chiedono che la verità venga a galla. La loro è sempre stata una protesta pacifica.
Nell’agosto 2018, "Le Madri del sabato" si erano riunite per la settecentesima volta di fronte al liceo Galatasaray in Istiklal Street, quando, con una scusa, la polizia ha chiesto loro di disperdersi. Al loro rifiuto, le autorità hanno reagito con la forza, usando gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e proiettili di plastica.
Quarantasei persone che erano lì, tra cui molti parenti degli scomparsi, sono ora sotto processo per aver partecipato alla manifestazione.
Chiedere giustizia non è un reato. Le autorità turche devono cercare i responsabili di queste sparizioni, non punire chi protesta pacificamente.
02/02/23
A CARTE SCOPERTE. LE OPERAIE ALLA BERETTA LOTTANO CONTRO LE DURE CONDIZIONI DI LAVORO E I PIANI DELL’AZIENDA CHE USANDO L’APPALTO (IMBROGLIO) CERCA DI ELIMINARLE SILENZIOSAMENTE
PER RIPRENDERE LE LINEE DI LAVORAZIONE 4,5 E CONTROLLO ISOLE. PER L'UNITÀ DI TUTTELE OPERAIE DELLA BERETTA DIVISE DAI CONTRATTI PRECARI.
La lotta delle operaie in appalto alla Beretta, guarda a tutte le operaie e alla loro condizione. Dalla difesa della salute e del posto di lavoro in fabbrica, all’unità con le altre realtà che lottano, nella partecipazione all’Assemblea Nazionale del 18 febbraio a Roma.
A cominciare dalla difesa della salute. Le operaie in sciopero hanno denunciato ‘basta non ce la facciamo più a correre tutto il giorno, al freddo, cosi ci rompiamo solo la schiena’ proprio mentre sono usciti i nuovi dati INAIL sul forte aumento degli infortuni e delle malattie professionali.
E contro la repressione in fabbrica, fatta di comportamenti discriminatori, arroganti, antisindacali, come i 50 euro dati a dicembre come gratifica solo alle operaie che non hanno scioperato, o facendo leva sul doppio carico che le operaie e mamme della fabbrica, hanno nell'assistenza ai figli ad es., con una vera e propria rappresaglia fatta di cambi di turno e di orari, improvvisi e personalizzati, per mettere in difficoltà le lavoratrici scomode, obbligarle a fare i salti mortali con le baby sitter. E naturalmente dei tentativi falliti di ostacolare lo sciopero, sfociati, davanti alla fermezza delle operaie, in un frustrato
post (cancellato all'arrivo delle risposte):' erano10 scappate di casa'. NO non penso proprio che sono scappate di casa, hanno pieni i MARRONI di lavorare in quelle condizioni.
Lo sciopero ha messo in mostra il nuovo appalto con Mpm del 31.5.22 (denunciato anche con un esposto) fatto in tutta fretta per l’indagine aperta -aprile 22- dalla Guardia di Finanza ‘contro l’uso illecito da parte di Beretta delle cooperative per avere sempre a disposizione manodopera disponibile e sottopagata, definita in modo esplicito transumanza dei lavoratori’, come operazione di facciata e commerciale; come a scaricare sulle cooperative tutte le responsabilità; come a cancellare il fatto che, i risultati dello sfruttamento del lavoro precario e sottopagato dell’appalto, dello schifoso CCNL Multiservizi, aumentano il PROFITTO di BERETTA.
Con la firma della Uil il cambio appalto è stato concluso senza la trasparenza e le garanzie rivendicate dallo Slai Cobas sc a proposito delle linee di lavorazione effettivamente passate in gestione a Mpm.
L’appalto diventa così il cavallo di Troia per togliere una a una le linee alle operaie che con Slai Cobas sc stanno lottando in fabbrica o che non riescono più a tenere i ritmi della fabbrica. Nelle ultime settimane sono state tolte le linee 4 e 5, le isole di controllo, che devono tornare alle operaie Mpm che sono da anni e anni in quelle postazioni. L'APPALTO USATO PER COLPIRE ‘SOTTOBANCO’ LE OPERAIE.
Con lo sciopero c’è stata una partecipata e autogestita dalle operaie conferenza stampa, significativamente davanti alla sede ATS di Trezzo, con le giornaliste di Milano Today, del Giorno, quelli della Gazzetta della Martesana e di Radio Popolare e alcuni indipendenti che realizzano inchieste sul mondo del lavoro, tutti coinvolti dal protagonismo delle lavoratrici, che hanno iniziato a più voci, a raccontarsi, per dire basta, per cambiare.
A differenza di quanto accaduto fino ad ora, con le operaie consumate sulle linee di lavorazione della Beretta, messe fuori o che se ne sono andate in silenzio, magari consigliate da un sindacalista ad accettare l’offerta di conciliazione dell’azienda, come inevitabile.
La giornata del 31 gennaio, parte di una mobilitazione a 360°, come detto nell'ultima assemblea, per usare con lo sciopero, tutti i mezzi a disposizione delle lavoratrici.
https://radioattiva.noblogs.org/files/2023/02/intervista-operaie-beretta.mp3






