03/07/19

OGGI E' UN BUON GIORNO!






Siamo tutte felici!

Carola è libera! Oggi è un buon giorno per i migranti

che vedono riconosciuto il diritto alla vita come diritto

che supera ogni legge,

forza che vuole negarlo, è un buon giorno

per tutte le persone - come Carola

ha insegnato - che mettono a rischio anche la

propria libertà per essere umani;

è un buon giorno per la forza della solidarietà,

tanta che si è sviluppata, della

giustizia vera, dell'umanità/civiltà contro

il razzismo, la barbarie, il virulento

sessismo di un potere fascista.

E' un buon giorno perchè è un

bruttissimo giorno per

Salvini, e tutti i suoi lacchè nel governo e in

parlamento.

Certo ora, come un cane rabbioso, non se ne starà

certo fermo. Ma noi non molliamo e continueremo!

Un abbraccio forte da tutte noi a Carola!



MFPR

02/07/19

Carola è libera, Salvini rosica e fa firmare al prefetto di Agrigento un provvedimento di espulsione. Ma non potrà essere eseguito almeno fino al 9 luglio


Carola Rackete, la comandante della Sea-Watch 3 torna libera dopo quattro giorni trascorsi agli arresti domiciliari. La comandante si dice "molto commossa per la solidarietà espressa nei miei confronti da così tanta gente". "Sono sollevata dalla decisione del giudice - ha aggiunto Carola - che considero una grande vittoria della solidarietà verso tutti i migranti e rifugiati e contro la criminalizzazione di chi vuole aiutarli".

Il gip è andata ben oltre la richiesta dei pm, non convalidando l'arresto della comandante della Sea-Watch, Carola Rackete, escludendo il reato di resistenza e violenza a nave da guerra e ritenendo che il reato di resistenza a pubblico ufficiale sia stato giustificato da una "scriminante" legata all'avere agito "all'adempimento di un dovere", quello di salvare vite umane in mare. Viene dunque meno la misura degli arresti domiciliari deciso dalla procura che aveva chiesto la convalida della misura restrittiva e il divieto di dimora in provincia di Agrigento. Il gip sottolinea anche che la scelta del porto di Lampedusa non sia stata strumentale, ma obbligatoria perché i porti dell Libia e della Tunisia non sono stati ritenuti porti sicuri.

Il gip ripristina il primato del diritto sulla forza

"Il provvedimento del gip di Agrigento ripristina il primato del diritto rispetto a quello della forza. Si era detto che la forza l’aveva usata Carola Rackete e su questo si era disposto il suo arresto: non è così - scrivono i legali della Sea-Watch, Alessandro Gamberini, Leonardo Marino e Salvatore Tesoriero - Come spiega dettagliatamente il gip nel provvedimento con il quale ha disposto la non convalida dell’arresto, il diritto stava dalla parte della comandante. Il Giudice, attraverso il richiamo a norme internazionali cogenti, dimostra l’illegittimità vuoi della pretesa di chiudere i porti da parte del ministro dell'Interno, vuoi del divieto finale di attracco della Sea-Watch dopo 15 giorni di attesa, così ripristinando l’equilibrio dei valori e la prevalenza dell’incolumità della vita umana rispetto all’arbitrarietà di scelte operate solo per motivi propagandistici".. 

In migliaia al corteo di Palermo al grido di Carola libera e al fianco dei migranti!

Con Giusi, la lavoratrice antifascista che subirà un provvedimento disciplinare dopo essere stata aggredita dalla celere di Salvini a difesa dei fascisti a Bologna. Presidio al municipio di Casalecchio di Reno venerdì 26 luglio

La sua colpa è di aver "osato" chiedere a gran voce ai poliziotti di Salvini perchè difendevano Forza Nuova e invece aggredivano gli studenti antifascisti. Si cerca di ripetere la repressione fatta alla maestra antifascista Lavinia Flavia di Torino, licenziata; come alla insegnante Rosa Maria di Palermo.  Stanno rapidamente tornando i tempi di Mussolini in cui chi era antifascista perdeva il lavoro? Giù le mani dalle coraggiose donne, lavoratrici, orgogliosamente antifasciste! Siamo tutte antifasciste!
  MFPR  


Da SGB

Il Comune di Casalecchio di Reno ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Giusi. Un pericoloso precedente contro la liberta’ di espressione


Il 20 maggio scorso Giusi, delegata SGB, rsu del Comune di Casalecchio di Reno, era con noi ed altre migliaia di antifascisti in Piazza Maggiore a Bologna, per contestare la provocatoria presenza elettorale dell’organizzazione neofascista Forza Nuova.
In molti l’hanno vista fare suo il sentimento di tutta la piazza e porsi ai poliziotti chiamati a difesa del comizio neofascista, chiedendo “Da che parte state?”.
A distanza di un mese da quei fatti, l’ufficio disciplinare del Comune di Casalecchio di Reno, ha deciso: Giusy, nonostante non vi sia a suo carico alcun procedimento legale, o forse proprio per quello, deve subire un procedimento disciplinare!
La “contestazione di addebito”, firmata dalla dott.ssa. Sylvia Kranz, pervenuta nei giorni scorsi a Giusy, oltre a contenere alcune gravissime inesattezze, è un vero e proprio atto di condanna preventivo; anziché la semplice apertura della fase istruttoria, quale dovrebbe essere. Non crediamo si tratti di sciatteria o scarsa professionalità, o perlomeno non solo. Pensiamo che cotanta sicumera sia, almeno in parte, frutto del pesante clima che ha avvolto l’intera vicenda a causa della strumentalizzazione politica operata dalla destra neofascista.
Un clima che non sembrava essere sfuggito nemmeno allo stesso sindaco del Comune di Casalecchio di Reno tanto da dichiarare “Non esiste alcun provvedimento disciplinare…… Mi sembra un caso montato non casualmente dalla destra”.
Del resto l’intervento della segretaria nazionale di Fratelli d’Italia e a seguire, dei suoi esponenti locali, nonché quelli di formazioni dichiaratamente neofasciste ed infine di un esponente locale del Movimento 5 stelle, che chiedevano di condannare Giusy, non lasciavano spazi a fraintendimenti.
Eppure, nonostante le parole del sindaco, il procedimento disciplinare è stato avviato e la decisione dell’ ufficio di cui si avvale il Comune di Casalecchio di Reno, rischia di creare un precedente gravissimo per quanto riguarda la limitazione della libertà di espressione nel nostro Paese, in particolare per i lavoratori pubblici.
Paradossalmente la norma che viene richiamata per colpire Giusy, una norma nata giustamente per colpire la corruzione e che viene stiracchiata per essere usata impropriamente, recita “il dipendente osserva la Costituzione servendo la Nazione con disciplina e onore…”.
Giusy il 20 maggio era lì, in piazza, insieme a noi, proprio per difendere la Costituzione nata dalla resistenza al nazifascismo i cui epigoni stanno rioccupando la scena pubblica impunemente. Accusarla ora del contrario, cioè di non avere osservato la Costituzione (sic!), attraverso un procedimento palesemente viziato dalla strumentalizzazione politica della destra, è estremamente pericoloso e quindi inaccettabile.
Alla domanda di Giusy noi rispondiamo che stiamo con lei, con la Costituzione antifascista, per la libertà di pensiero e di espressione.
Con queste parole d’ordine, il 26 luglio alle ore 10.30, in contemporanea con la convocazione di Giusi da parte dell’ufficio disciplinare, saremo a presidiare il Comune di Casalecchio di Reno ed invitiamo tutti a partecipare

01/07/19

USA - 575 donne arrestate in una manifestazione contro Trump, ma la repressione non le ferma. Tra loro c'è anche Susan Sarandon

WASHINGTON, 29 GIU - C'era anche l'attrice Susan Sarandon tra le 575 donne arrestate ieri alla marcia tutta femminile contro le politiche sull' immigrazione del presidente americano, che nei giorni scorsi ha portato alla separazione di circa 2mila bambini dai rispettivi genitori Lo ha rivelato lei stessa su Twitter dopo il rilascio: "Sono stata arrestata. Resto forte. Continuo a lottare".
"Una azione potente, bella con centinaia di donne che chiedono la riunificazione delle famiglie separate dalla politica immorale" dell'agenzia per l'immigrazione. La democrazia assomiglia a questo", ha aggiunto pubblicando un'immagine della protesta.



Contro i crimini dell'imperialismo, solidarietà a Carola Rackete e Pia Klemp da Samidoun (Palestinian Prisoner Solidarity Network)

 Solidarity with Carola Rackete – End Fortress Europe and Imperialist Crimes!

 
The escalation of repression in Europe continues as Carola Rackete, the captain of the Sea Watch 3 ship rescuing people from drowning in the Mediterranean Sea, was arrested by Italian authorities after docking her ship in the port of Lampedusa. She docked the vessel despite threats from Italian authorities to deny it access to their waters because the physical and psychological health of 40 refugees from Africa on board the ship were at severe risk after a lengthy time at sea.
While Rackete was arrested, the 40 refugees were able to leave the boat – yet now they face the next step of the European refugee system, potential threats of deportation or splitting up into various European countries. Rackete is being held under house arrest and faces three to 10 years imprisonment on charges of resisting a warship. She joins Pia Klemp, the captain of the Iuventa,
another vessel that saved over 1000 people from drowning into the Mediterranean. Her ship was also confiscated and she is threatened with up to 20 years in prison.

The arrests of Rackete and Klemp the latest elaboration of the policy of “Fortress Europe” that has already stolen the lives of thousands of people from Africa, the Arab World and Southwest Asia seeking refuge. In the last six years alone, over 18,000 people have lost their lives in the Mediterranean Sea seeking refuge and safety and denied it because of their national origin, race or ethnicity.

It must be noted that many of the people who have lost their lives in the sea have been the victims of European policies many times over: the Fortress Europe policy that defies international law, human rights and basic humanity with border walls, iron fences, closed doors and impenetrable policies, but also the lengthy history and present of European imperialism and colonialism. It is European and U.S. policies of invasion, intervention, colonization, destruction, environmental devastation, exploitation and war that has pushed thousands upon thousands of people to migrate from their homes, often against their desires, to seek their most basic right to safety.

The threats of Matteo Salvini and the Italian far-right are highly visible in propounding the most extreme form of “Fortress Europe” policy that seemingly openly welcomes the drowning of thousands in the sea. However, Italy is not responsible alone. As noted by Klasse Gegen Klasse in their statement, “Europe’s racist migration regime is primarily influenced by the interests of German imperialism…The federal government has offered in a hypocritical gesture to accept the refugees from the Sea Watch 3. But German imperialism is responsible for the fact that time and again so many people are searching for this dangerous route via the Mediterranean. Only a few years ago, the German federal government concluded a pact with Turkey to close the Balkan route – a pact that is still in force today. That’s why the Mediterranean route is used at all: because no other way remains open. No one would volunteer to face this mortal danger.”

Samidoun Palestinian Prisoner Solidarity Network stands in solidarity with Carola Rackete, Pia Klemp and all of those struggling to bring an end to the racist framework of “Fortress Europe.” We join the calls for their immediate release, the dropping of all charges and the end to the seizure of rescue boats and the prosecution of those who save refugees’ lives. We join the calls to end the racist and discriminatory policies of deportation and exclusion, denial of benefits, forced camp stays, securitization and labor bans that prevent people from seeking safety and freedom.

Most importantly, we know that all of these things will not be possible without an end to European imperialism and colonization around the world, including the European Union’s support for U.S. wars and interventions and the Israeli occupation and colonization of Palestine. Instead, European states are – as is the case in Germany – escalating existing state structures of repression to target communities of color and oppressed communities, including those who have recently come to Europe, often as refugees, for surveillance and intelligence interest.

The rise of the far right in Europe has involved ongoing anti-Arab and anti-Muslim discourse and attacks; these same parties seek strong relationships with the Israeli state. In the case of Palestine in particular, support for the killing and repression of Palestinians and Arabs in Palestine and the Arab world is combined with repressive mechanisms to suppress organizing in Palestinian and Arab communities in Europe. Therefore, support for Palestine and to change European policy toward Israeli apartheid is intimately connected to the fight against racism and the policies of “Fortress Europe” and securitization inside European states as well.

Mille iniziative a sostegno di Carola: libertà per chi lotta contro fascisti e razzisti.

Bergamo
Taranto


L'Aquila

Imperia

Lecco


Napoli

Ravenna


Roma

Verona