09/11/11

onore a Norina Brambilla Pesce resistente partigiana, rivoluzionaria di professione

‎"eravamo giovani, ci sentivamo belle, allegre. E’ giusto che venga fuori anche questa nostra normalità. Non eravamo incoscienti, sapevamo di correre dei rischi. Ma volevamo un’Italia diversa, libera, e non c’era altra scelta oltre a quella di resistere e combattere” - la compagna Norina Brambilla Pesce

Orgogliosa e fiera affermava: " Io penso che la Resistenza l'abbiano iniziata le donne" per l'odio contro l'oppressione, le brutalità, vite di stenti, privazioni e mortificazione di ogni aspirazione a una vita degna di essere vissuta, fino all'oppressione della odiosa occupazione.

Legava con un filo rosso la sua testimonianza della Resistenza di ieri alla necessità della ribellione qui ed ora contro oppressione e revisionismo.

Onore a Sandra resistente partigiana
Onore a Norina rivoluzionaria professionale

mfpr

06/11/11

Servono a questo gli esperti???

gli affari di pochi speculatori edili non valgono la vita di nessuna, certo è più facile e veloce costruire su un fondovalle ,strade e case, poi il primo giorno che piove un po di più crolla tutto, per non parlare di come si sia voluto recuperare metri quadrati di cemento ,intubando dei torrenti...servono a questo gli esperti???

Layla Bologna

05/11/11

Janissa, Gioa, Shpresa, Serena, Angela, Evelina inghiottite dal fango - PAGHERETE CARO PAGHERETE TUTTO

Janissa (1 anno), Gioia (8 anni), Shpresa (28 anni, la loro mamma) , Serena (19 anni), Angela (40 anni) , Evelina (50 anni) sono state inghiottite dal fango, dalla valanga di acqua che sta invadendo Genova.

Ancora tragiche morti che si aggiungono a tutte quelle che in tanti anni hanno colpito diversi territori del nostro paese, sì investiti da potenti fenomeni naturali ma mai messi preventivamente in condizioni di sicurezza da chi in modo criminale ci governa. Mai in tutti questi anni un serio provvedimento per far fronte ai gravi rischi idrogeologici cui sono soggetti ampi territori italiani ma invece corruzione a più non posso, sfrenata speculazione edilizia, malaffare, milioni di euro stanziati per mega opere inutili, spesi per finanziare la guerra.

Janissa, Gioa, Shpresa, Serena, Angela, Evelina non uccise dalla natura ma dalla delinquenza del governo nazionale e dei governi locali per i quali la vita delle persone "di ogni giorno" non conta proprio nulla!

La morte di bambini, di donne, uomini non può restare impunita... PRIMA O POI PAGHERETE CARO PAGHERETE TUTTO!

mfpr


la lotta delle lavoratrici pulizie scuole a Ta avanza

Ieri sera una folta presenza delle lavoratrici delle pulizie delle scuole comunali, circa 60, ha imposto un primo passo e un'accellerazione dei tempi verso una soluzione concreta per l'aumento dell'orario di lavoro e il miglioramento del servizio nelle scuole (nidi e materne) comunali.

In massa hanno partecipato all'incontro con il Dirigente Aquilino della Pubblica Istruzione, l'Ass. Nistri e altre due dirigenti della stessa PI, e per buona parte dell'incontro sono stati gli interventi delle lavoratrici e della rappresentante dello slai cobas a portare la vera realtà nelle scuole,
emersa già in questo primo mese di lavoro: servizio totolamente inadeguato per assicurare un igiene ai bambini, corsa delle lavoratrici a fare in un ora e 50 minuti un lavoro maggiore di prima,
cumolo di mansioni, anche non previste dal contratto di appalto, commistione tra lavoro di pulizia e lavoro di aiuto alla mensa, senza che le lavoratrici abbiamo fatto la prevista visita medica a garanzia dei bambini, ecc.

Il Comune ha presentato la sua proposta consistente nel preparare un protocollo con la Asl, che nel far riferimento al progetto dell'Organizzazione Sanitaria Mondiale che stabilisce una tutela particolare per l'infanzia, applichi per la nostra città, particolarmente inquinata, queste linee guida, aumentando il servizio di pulizia e igiene nelle scuole dell'infanzia.
QUESTO, E' STATO DETTO IERI, PUO' PORTARE AD UN AUMENTO DELLE ORE DI LAVORO PER LE LAVORATRICI DELLE PULIZIE DALLE ATTUALI 11, 50 A 20 ORE SETTIMANALI.

Pur prendendo atto di questo primo passo, e facendoci noi parte attiva a portare dati e notizie sulle esigenze di servizio effettive in ogni scuola che a nostro parere deve portare al completo ripristino delle precedenti ore di lavoro, è sul problema dei tempi che abbiamo insistito verso la fine dell'incontro, a fronte del fatto che è già passato un mese e che i tempi di questo protocollo rimanevano vaghi e lunghi.
ABBIAMO PERTANTO OTTENUTO CHE VENERDI' 11 NOVEMBRE VI SARA' IL NUOVO
INCONTRO, IN CUI VI SIANO GIA' ATTI CONCRETI PER L'AVVIO DELL'AUMENTO
DELL'ORARIO DI LAVORO.

Nel frattempo, continuano da oggi pomeriggio e per la prossima settimana, i PRESIDI delle lavoratrici in p.zza castello, sotto il Comune, per mantenere viva l'attenzione e fare anche informazione alla cittadinanza.
Intanto le lavoratrici per le varie scuole prepareranno delle SCHEDE sulla situazione e i problemi di ogni scuola, da inviare al Comune prima di venerdì.
Infine, lo slai cobas ha dato indicazione alle lavoratrici di ATTENERSI RIGIDAMENTE alle mansioni previste dal contratto e di astenersi da attività legate alla mensa, prima che vengano fatte visite mediche.

MARTEDI' 8 NOVEMBRE ORE 18 ASSEMBLEA PRESSO LA SEDE SLAI COBAS IN VIA
RINTONE 22, per raccogliere queste schede.

Lavoratrici SLAI COBAS per il sindacato di classe
3475301704

TA. 4.11.11

03/11/11

BARLETTA, UN MESE DALLA STRAGE... per non dimenticare Giovanna, Matilde, Antonella, Tina, Maria

Oggi è un mese dalla strage delle operaie di Barletta.
Il Comitato "Verità è Giustizia" da appuntamento a tutti i barlettani in piazza "Aldo Moro" alle ore 20.30 per "un momento di riflessione aperto a tutta la cittadinanza. "Risvegliamo il nostro orgoglio di solidarietà barlettana", scrivono i promotori dell'iniziativa.
Noi lavoratrici e disoccupate di Taranto, che siamo state a Barletta nel giorno del funerale, oggi nelle iniziative di lotta per il lavoro che ci saranno a Taranto, al mattino delle disoccupate e disoccupati e nel pomeriggio delle lavoratrici delle pulizie, dedicheremo una parte della mobilitazione per ricordare Giovanna, Matilde, Antonella, Tina, Maria, ma soprattutto per discutere una proposta di mobilitazione regionale delle donne lavoratrici, precarie disoccupate contro il lavoro nero, la negazione di un lavoro dignitoso e sicuro; non accettiamo, non ci vogliamo rassegnare al fatto che soprattutto per le donne, l'unica possibilità di lavoro è quello a sottosalario, a rischio della vita.

Perchè la morte delle operaie di Barletta non è un disastro, ma un assassinio! Noi pensiamo che insieme alla speculazione edilizia e affaristica, quelle morti sia soprattutto frutto del lavoro nero, che vuol dire taglio dei costi del lavoro, del salario come dei costi per la sicurezza. Se le operaie non fossero state in quelle condizioni, non si sarebbero neanche trovate in quel sottoscala a lavorare in locali con le crepe nei muri, senza via d'uscita a norma, ecc., per il taglio sui costi di una piccola azienda ma soprattutto per i profitti delle 'Grandi marche' che incassano “oro” dal “fango”, e, come a Barletta, anche dal sangue delle operaie.
Chi continua a negare il rischio mortale del lavoro nero, intrecciato con la speculazione affaristica dei padroni edili e la mancanza di controlli di Ispettorato, Asl, ecc., il menefreghismo, o connivenza delle Istituzioni, di fatto, come sta facendo il sindaco di Barletta, lo vuole giustificare, normalizzare, renderlo ordinario e scontato, accettabile come unica prospettiva soprattutto al sud, soprattutto per le donne. Ma così non può e non deve essere!

Di fronte alla morte di Giovanna, Matilde, Antonella, Tina, Maria, perchè la loro vita non sia dimenticata, perchè serva ad evitare altre stragi, proponiamo di costruire insieme uno “SCIOPERO DELLE DONNE LAVORATRICI”, per dire Basta!, per sentirci forti, per non accettare questa vita!

Lavoratrici, disoccupate
Slai cobas per il sindacato di classe - Taranto
via Rintone, 2
cobasta@libero.it - 3475301704

CERCHIO DELLE DONNE NOTAV AL CANTIERE contro la militarizzazione della valle

IL CERCHIO DELLE DONNE AL CANTIERE CHE NON C’E’ sabato 5 novembre, ritrovo ore 15,30 a Giaglione

Le donne del Movimento NO TAV si incontrano in CLAREA per un CERCHIO contro la militarizzazione della valle.

Portiamo i nostri corpi, i nostri costumi, le nostre ragioni e la magia della nostra forza.

Le DONNE NOTAV, protagoniste e dirompenti nella lotta CONTRO LA MALAOPERA, si incontrano per un cerchio di ”auspici e malefici” CONTRO LA MALARAZZA dei sostenitori del TAV.
E’ nota a tutte/i l’enorme potenza che le donne possono scatenare quando si riuniscono e concentrano la loro mente e il loro cuore su un obiettivo!
In questo caso, e per la terza volta, l’obiettivo è rappresentato dal CANTIERE CHE NON C’E’.
Il pensiero delle donne si concentrerà su mandanti e sostenitori, con un occhio di riguardo verso quelle donne che potrebbero essere sorelle e invece sono nemiche.
Come riferimento avremo le masche antenate: donne potenti ma non di potere, anzi, perseguitate dal potere.
L’antica rete delle donne contro le reti dei poteri forti.
INCONTRIAMOCI ALLE 15,30 AL CAMPO SPORTIVO DI GIAGLIONE.
Quando saremo riunite andremo tutte alla baita, AL CREPUSCOLO COMINCERA’ IL CERCHIO.
Un cerchio contro l’arroganza, la prepotenza e l’ignoranza.
Un cerchio di lotta per la liberazione della terra madre dall’occupazione militare.
P.S. chi può e vuole ci troviamo in baita dopo pranzo.
in caso di maltempo il cerchio si rimanda…..
qualcuno/a tremi….
le masche diffondano….

01/11/11

Omsa, cronaca di una morte annunciata. Le operaie restituiscono le tessere Cgil

E' necessario costruire una mobilitazione unitaria di tutte le fabbriche e posti di lavoro in cui è attaccato il lavoro delle donne.
E' necessario, come la stessa esperienza delle operaie Omsa ci dice che questa mobilitazione non sia delegata alla struttura della Cgil, tantomeno alla sua direzione attuale nazionale, ma deve essere costruita dal basso, mettendoci in rete, coordinandoci e costruendo una giornata nazionale di lotta delle donne lavoratrici.
Facciamo di questa mailing list uno strumento per costruire la Rete e la mobilitazione.
Un forte abbraccio alle operaie OMSA.

le lavoratrici e disoccupate del MFPR Taranto

Da Il Fatto quotidiano: Omsa, cronaca di una morte annunciata. Le operaie restituiscono le tessere Cgil

"Siamo state abbandonate anche dalla Camusso".

"La produzione del gruppo Golden Lady - che si fregia ancora del marchio made in Italy - è trasferita totalmente in Serbia. La riconversione del sito produttivo resta un miraggio. Così è scomparsa dalla scena una delle ultime grandi industrie della Romagna.
Sono 242 le operaie ancora in forza allo stabilimento produttivo della Golden Lady Spa, di cui il marchio Omsa fa parte. Solo 30 di loro varcano i cancelli degli stabilimenti produttivi per 4 ore al giorno e intanto la sabbia nella clessidra della cassintegrazione continua a scorrere inesorabile. Restano solo 5 mesi al 14 marzo 2012, giorno in cui cesseranno gli ammortizzatori sociali. Intanto di soluzioni in vista neanche l'ombra.
Il 25 maggio e il 25 luglio sono stati organizzati due tavoli ministeriali, il primo a Bologna, il secondo a Roma, per rilevare e riconvertire il sito produttivo dell'Omsa. "Ci sono dei contatti" è il mantra che si sentono ripetere le operaie, ma quali non è dato loro sapere, per "una questione di riservatezza".
Da chi dipendano i loro guai lo sanno le operaie dell'Omsa. È diretta la denuncia della Filctem Cgil alla proprietà di Nerino Grassi, l'imprenditore di Castiglione delle Stiviere che "ha deciso di chiudere lo stabilimento di Faenza per continuare ad arricchirsi in Serbia, non rispettando l'accordo firmato al ministero dello Sviluppo economico il 18 febbraio scorso, il quale prevede di proseguire con la produzione ancora esistente e con la riconversione e rioccupazione delle lavoratrici".
Un gruppo ristretto di queste continua a portare avanti l'impegno quotidiano, per mantenere i riflettori accesi sulla vertenza. Iniziano però a serpeggiare i malumori di chi sente di aver giocato ormai tutte le carte: la via sindacale, l'apparizione mediatica, la realizzazione del documentario "Licenziata" per la regia di Lisa Tormena, le "brigate teatrali dell'Omsa", per raccontare attraverso il palcoscenico la favola nera dell'azienda, fino al boicottaggio dei negozi Golden Lady, presidiandone l'entrata nei sabati dello shopping.

Alcune operaie iniziano a nutrire anche una certa disillusione nei confronti dell'appoggio fornito dal sindacato. Non è stato chiarito ufficialmente dai vertici della Cgil perché sia stato rimosso dal suo incarico Idilio Galeotti, coordinatore Cgil del comprensorio faentino. Al sindacalista si deve la strategia, adottata sin dalla prima ora, che ha permesso alle lavoratrici di Omsa di arrivare ad Annozero e dare alla vertenza la eco che merita. Intanto molte operaie hanno restituito la tessera al sindacato, convinte che la mossa di 'far fuori' Galeotti sia da iscrivere in un contesto più ampio che giustifica -come si legge nel sito del Popolo viola di Faenza- "il sospetto che buona parte del mondo politico-istituzionale e sindacale avesse avallato da tempo la scelta di Golden Lady di chiudere l'Omsa e per questo avrebbe preferito il silenzio sulla vertenza".
Accuse di un certo peso che un'operaia, sul suo profilo di Facebook, non ha risparmiato neppure al segretario generale della Cgil Susanna Camusso: "È avvilente, le abbiamo provate tutte! Prima abbiamo chiesto, poi gridato poi anche minacciato e raccolto firme. Abbiamo protestato con la Cgil provinciale, con quella regionale e addirittura con la nazionale, ma anche la signora Camusso che sbandiera tanto i diritti delle donne non ha voluto aiutarci".
I problemi della faentina Omsa hanno ormai varcato i confini regionali e riguardano altri siti produttivi della Golden Lady. La multinazionale ha deciso di ridurre drasticamente la sua presenza in Italia: anche negli stabilimenti di Gissi (Chieti) e di Basciano (Teramo) sono in discussione centinaia di posti di lavoro e si prospetta il rischio chiusura..."
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