Nel cuore della Sicilia, in una delle strutture ospedaliere universitarie più grandi della regione, il Policlinico di Palermo, il diritto delle donne alla libertà di scelta, alla loro autodeterminazione, il diritto di abortire viene calpestato con la oscenità di un post-it. Un foglietto appeso alla meno peggio per annunciare l'interruzione del servizio di Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG): il motivo? "Mancano i medici non obiettori".
Un attacco gravissimo alla vita di tantissime donne che rientra nella vergognosa realtà di una sanità pubblica smantellata sempre di più ogni giorno, ma che rientra anche nel clima di moderno medioevo e di doppia oppressione che avanza in questo paese che si manifesta nell’attacco e svuotamento di fatto dell’applicazione delle legge 194 con la inaccettabile questione dell’obiezione di coscienza, in Sicilia e in molte zone d'Italia essa supera abbondantemente l'85%.
Un intero ospedale pubblico, quale il Policlinico di Palermo, si scrolla di dosso gli obblighi di legge, trattando un diritto costituzionale e sanitario fondamentale alla stregua di un servizio di cui si può fare a meno, giustificandolo con la carenza di personale mentre avalla pienamente l’obiezione di coscienza della totalità dei medici, negando un diritto inalienabile alla maggioranza delle donne.
Ma chiaramente non si tratta di un semplice "disservizio" burocratico, questa è la chiara conseguenza politica e pratica del clima oscurantista, maschilista alimentato dal governo moderno fascista Meloni, che sin da quando si è insediato, dando man forte anche alle associazioni "pro-vita", ha attaccato i diritti della maggioranza delle donne in questo paese, con particolare accanimento, in primis ideologico, contro il diritto di aborto che rappresenta il cuore dell’autodeterminazione delle donne e della loro libertà di scelta (il Governo Meloni ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge della Regione Sicilia approvata a fine maggio del 2025 che introduceva l'obbligo per gli ospedali pubblici di assumere medici non obiettori di coscienza per garantire le interruzioni volontarie di gravidanza perché la norma avrebbe ecceduto le competenze statutarie della Regione e si sarebbe posta in contrasto con i principi le norme statali in materia di obiezione di coscienza. Il governo regionale Schifani, corollario del governo Meloni, dal canto suo, però non ha poi di fatto messo in atto nessun reale provvedimento per impedire situazioni come quelle che stanno accadendo oggi al Policlinico di Palermo).
Smantellare i diritti delle donne non significa necessariamente abrogare formalmente le leggi, ma anche renderle inapplicabili nei fatti. Lasciare i reparti sguarniti di personale non obiettore, impedire le assunzioni mirate, tollerare che la clausola di coscienza divenga un lasciapassare per sabotare la sanità pubblica, mentre poi negli anni tanti sono stati i casi vergognosi di medici obiettori negli ospedali pubblici che poi privatamente fanno gli aborti per arricchirsi, significa costringere tante donne, e in particolare le donne proletarie, le donne immigrate che non possono sborsare migliaia di euro nelle cliniche private, a ricorrere ancora oggi agli aborti clandestini rischiando la vita o a portare avanti gravidanze contro la loro volontà. È una doppia violenza di Stato contro le donne che si giustifica e si maschera dietro una cosiddetta neutralità amministrativa.
Oggi l'aborto clandestino non è più solo quello delle strutture mediche illegali o dei vecchi metodi artigianali, si ricorre alla clandestinità anche online attraverso l’acquisto di farmaci non tracciati, per comprare pillole abortive senza prescrizione né supervisione medica, a causa degli ostacoli burocratici o dell'alto tasso di medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche o con l'uso autonomo di questi farmaci, al di fuori del SSN, che espone le donne a gravi rischi di salute.
Le relazioni ufficiali del Ministero della Salute al Parlamento presentano storicamente un forte ritardo (spesso di circa tre anni) rispetto alla realtà corrente. I sistemi di raccolta dell'Istituto Superiore di Sanità e dell'ISTAT (che nel 2026 procede a scaglioni trimestrali per le IVG) faticano a mappare ciò che sfugge completamente alle strutture sanitarie. Le ultime stime ufficiali e delle associazioni (come la campagna di monitoraggio dell'Associazione Luca Coscioni) continuavano a calcolare che l'aborto clandestino potesse rappresentare una quota vicina al 15% del totale delle IVG in Italia, alimentata principalmente dalle disparità regionali, e nelle regioni del sud come la Sicilia la situazione è peggiore, nell'accesso al percorso farmacologico e chirurgico.
Denunciamo con forza questo ennesimo grave attacco alla vita delle donne!
La direttrice generale del Policlinico Furnari ha chiesto alla direzione sanitaria del Policlinico un "approfondimento puntuale sull'attività svolta presso l'unità di Ostetricia e Ginecologia", ma certamente non può bastare.
Pretendiamo l'immediata assunzione di personale medico non obiettore in tutti gli ospedali pubblici della Sicilia e in generale di questo paese.
Contro la normalizzazione della violenza istituzionale, dal governo Meloni ai governi regionali suoi corollari, che si vuole imporre alla vita della maggioranza delle donne
Con questo governo siamo costrette a difendere comunque la 194, anche se contiene dei limiti, ma perché noi questi limiti li vogliamo modificare o addirittura eliminare, vedi la questione dell’obiezione di coscienza, ma oggi la battaglia principale è per la difesa del diritto d'aborto, della difesa della libertà di scelta delle donne.
Il diritto di aborto non si tocca! Giù le mani dai nostri corpi, giù le mani dalla nostra libertà!
RIBELLIAMOCI, ORGANIZZIAMOCI E LOTTIAMO A DIFESA DEI NOSTRI DIRITTI E DELLA NOSTRA VITA!
Ci trovi il giovedì dalle 16,00 alle 18,00 in via M. Cipolla 93 oppure puoi contattarci all’indirizzo: mfprpa@gmail.com o lavoratriciprecariedisoccupate@gmail.com
Mfpr Palermo

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