10/10/08
09/10/08
Sabato 27 settembre si è tenuta a Roma, presso l’occupazione di donne “Lucha y Siesta” gestita dalle compagne di Action A, la riunione nazionale sul tavolo “Lavoro/precarietà/reddito/sicurezza”.
All’incontro, promosso dalle compagne del Movimento femminista proletario rivoluzionario provenienti da Taranto, Palermo, Ravenna, Milano, Perugia hanno partecipato, oltre alle compagne ospitanti di Action A, le compagne rappresentanti il Tavolo 4 Romano e l’Assemblea Romana, le compagne del collettivo romano Amatrix, una compagna del collettivo romano Ribellule, alcune lavoratrici di Aci Informatica, una giovane precaria del collettivo precari Atesia, una compagna del Collettivo Porta Nuova/Sinistra Critica di Milano, una compagna delegata sindacale della CUB di Bologna e alcune compagne del collettivo La Sora Rossa di Napoli.Le compagne bolognesi dei collettivi Emergenza Femminista e Amazora che avevano annunciato la loro partecipazione non sono potute intervenire perché impedite fino all’ultimo momento mentre le compagne del coordinamento di Trieste hanno contributo alla riunione inviando dei materiali tra cui un dossier/inchiesta sulle lavoratrici metalmeccaniche.Avevamo chiesto alle lavoratrici dell’Alitalia di intervenire per portare alla riunione l’ottica delle donne nella lotta specifica che stanno portando avanti ma non sono state presenti.
Una bella mattinata soleggiata ci ha permesso di fare tutta la prima parte della riunione e la pausa pranzo in un ampio spazio all’aperto in mezzo al verde che circonda lo stabile occupato mentre nella seconda parte conclusiva ci siamo spostate in una saletta al chiuso.
In apertura vi è stato il saluto di una donna immigrata a nome di tutte le donne occupanti di Lucha che ha informato brevemente sull’occupazione dello stabile risalente all’8 Marzo scorso e sul lavoro svolto dal gruppo politico delle donne di Action A legato alla lotta per i diritti delle donne dalla casa, al lavoro, contro la violenza.
Abbiamo quindi iniziato la discussione dalla necessità di riprendere gli elementi più significativi della analisi/riflessione/valutazione del Tavolo 4 di Febbraio a Roma alla luce anche del lavoro concretamente fatto da allora ad oggi nelle diverse realtà e dall’esigenza di colmare il vuoto di questi mesi, visto che anche all’assemblea nazionale di Bologna il tavolo/Lavoro non è stato previsto in modo specifico. Ciò ha significato una sottovalutazione della questione dell’importanza della condizione delle donne nell’ambito lavorativo, del discutere di temi che toccano la condizione della maggioranza delle donne, tra cui le più sfruttate e oppresse, non solo dal punto di vista puramente economico ma anche sul piano dell’attacco complessivo all’intera condizione di vita delle donne.
Da parte di diverse realtà presenti ci sono state testimonianze dirette su lavori di inchiesta svolti in questi mesi tra le lavoratrici e sulle lotte autorganizzate fatte o che si stanno portando avanti sul territorio da cui sono scaturiti elementi di analisi della condizione di lavoro e di vita delle donne:l’esperienza ad esempio nel posto di lavoro legata alla diffusione di un questionario che ha fatto emergere per esempio la non consapevolezza delle lavoratrici dei propri diritti legati alle diverse tipologie dei contratti – da qui la necessità di organizzare gruppi di lavoro che studieranno i contratti per fare poi un lavoro di informazione tra le lavoratrici attraverso l’uso di dossier e volantini esplicativi;un iniziale lavoro di analisi e inchiesta sulla questione del lavoro in nero che sfrutta in maggioranza le donne immigrate;la condizione delle lavoratrici precarie delle cooperative sociali (terzo settore), tra cui molte immigrate, per le quali le condizioni lavorative sono pessime con turni massacranti, inquadramenti a livelli bassi, salari da fame e alla precarietà si legano anche forme di discriminazione, un lavoro che essendo per lo più assistenziale/educativo deve essere per questa società tipicamente femminile – un settore che usa il maggior numero di donne e che rientra pienamente nella questione del servizio di cura;la lotta delle precarie della scuola, tantissime in questo settore, contro cui la politica del governo sta scagliando un ulteriore doppio attacco sia sul piano generale (massicci tagli dei posti di lavoro) sia sul piano più specifico legato alle condizioni di vita delle donne (stretta sull’uso del part-time – iniziale messa in discussione dei permessi per maternità), un salto di qualità anche nel pubblico impiego con cui dalle politiche di conciliazione lavoro/famiglia/casa si vuole passare direttamente ad attaccare le possibilità delle donne di lavorare per ricacciarle a casa, in famiglia;lotte molto forti che si sono trasformate in una vera e proprie rivolte, come la lotta delle lavoratrici delle ditte di pulizia di Taranto, che ha costretto il governo, le istituzioni locali, i sindacati confederali a cambiare i propri piani, una lotta in cui le donne hanno avuto molto peso, sono state le più irriducibili portando nella loro lotta tutta la loro condizione di vita, la famiglia, i figli;la lotta delle donne immigrate per la casa che si lega alla questione del lavoro, le donne che arrivano agli sportelli sono tante e vogliono autodeterminarsi, occorre parlare anche di questo, le immigrate si organizzano per rivendicare i loro diritti – proposta di un’inchiesta a livello cittadino sulla questione abitativa delle donne;la difficoltà di portare la voce femminile a livello sindacale, anche nei sindacati di base si fa una bella fatica a fare il lavoro delle e per le donne.
E’ stato ripreso anche il dibattito sul “reddito di esistenza”. In particolare le compagne di Amatrix e del Tavolo 4 romano hanno sottolineato alcuni punti: le donne sono maggiormente impegnate nel lavoro di cura, il lavoro di cura non ha conosciuto uguale maschilizzazione rispetto alla femminilizzazione della povertà, l’arco dell’intera giornata condiziona la vite delle donne;limitarsi al solo lavoro salariato è riduttivo perché collegato solo al piano dell’aspetto economico, occorre fare entrare nel campo lavoro ciò che non viene considerato lavoro, lavoro di cura/lavoro sessuale;il reddito di esistenza, non agganciato solo al lavoro, ad un impianto tutto lavorista, va visto come uno strumento che può aiutare per l’autodeterminazione;griglia di auto inchiesta a risposte multiple come forma di auto narrazione e in cui si cerca di affrontare tutti gli aspetti che investono la condizione della donna.
L’intrecciarsi di questo tema con gli interventi di testimonianza diretta delle lotte e delle esperienze di autorganizzazione ha dato vita ad un dibattito vivo da cui si sono delineati due tipi di approcci, uno che parte dalle vertenze e dalle lotte concrete e reali nei posti di lavoro, un altro che parte dalla rivendicazione femminista del reddito di esistenza come possibile soluzione dei problemi legati alla condizione generale di esistenza delle donne. Più che una contrapposizione in questo si è concordato sulla necessità di partire da questi due tipi di approcci per arrivare ad un’unità, occorre continuare a discutere per sviluppare il ragionamento e trovare una sintesi.
Alcuni punti emersi nel dibattito:
Partire dalle esperienze concrete, di lotta, delle donne concrete e reali non è cosa da poco, non si tratta solo di un racconto più o meno emozionante, un’elaborazione più avanzata del ragionamento nasce anche dal “grigio lavoro quotidiano”. Le esperienze di lotta autorganizzata delle donne hanno dimostrato che le lavoratrici partendo da una lotta per il lavoro, nel corso di essa non hanno lottato solo per il lavoro ma hanno portato in quella lotta tutto il peso e la ribellione della loro generale condizione di vita (la famiglia, i figli…) e viceversa hanno portato nella famiglia la lotta.
Il reddito garantito è uno degli elementi che può dare argine ai lavori malpagati, ultraprecari fino al lavoro in nero e domestico.
Manca una riflessione condivisa sulla questione della prostituzione che rientra nel tema del lavoro delle donne e che va inclusa nella discussione.
Necessità di chiarezza nei termini: reddito/salario garantito – prostituzione/sexworker.
Ripartire dalle nostre donne e dai nostri luoghi con un lavoro di analisi e inchiesta, non si tratta tanto di fare dei questionari e calarli sulle donne, le protagoniste devono essere le donne, l’inchiesta deve ritornare alle donne affinché se ne approprino facendone uno strumento di lotta.
Mettere in campo nuove forme autorganizzate di vertenze che riguardino le prostitute, le casalinghe, l’ambito del lavoro nero. Partire dalle proprie vertenze per andare ad una visione complessiva.
Considerare le auto narrazioni come una sorta di linee-guida. Non si possono chiudere gli occhi sulle leggi che colpiscono le donne, né sulle lotte che potrebbero diventare grosse, per esempio quella delle lavoratrici della scuola.
Superficialità nell’affrontare il problema del lavoro legato alle immigrate, non è un problema di come intercettarle, agli sportelli, di Action ad esempio, ne arrivano in tante, evitare le chiusure interne e non avere paura del nuovo.
Necessità di ascoltarci di più e di imparare dalle lotte delle donne. Quando si dice reddito occorre chiedersi ma le donne cosa vogliono, cosa dicono? necessità di ragionare, anche in termini nazionali, dalle esperienze.
Gli elementi di analisi del Tavolo 4 di Febbraio (la denuncia e l’analisi della precarietà che investe la condizione generale delle donne sia materiale che fisica, che psicologica e per questo diventa anche una “violenza” contro le donne, il concetto di femminilizzazione della povertà, l’intreccio tra genere e identità di classe) pongono oggi l’emergenza di un femminismo di classe, proletario e per le lavoratrici una necessità di femminismo.Le femministe devono assumere quella che è la realtà delle tante donne lavoratrici che vivono male su tutti gli aspetti, non solo materiali, delle proletarie nel senso della stragrande maggioranza delle donne, lavoratrici e operaie, le lavoratrici di contro devono essere femministe, devono assumere un punto di vista delle donne su tutte le questioni.
No all’economicismo, cioè quando la lotta si riduce solo ad un aspetto di obiettivo rivendicativo/antidiscriminatorio, nel lavoro occorre affermare l’aspetto femminista (per esempio la questione sicurezza sul lavoro non come un “in più” delle donne); “tutta la vita deve cambiare” significa portare un elemento di rivoluzione e non di pura e semplice rivendicazione.
No ad una visone calata dall’alto della questione del reddito, autoreferenziale, ma fare esperienza concreta per passare dall’enunciare una categoria a farla vivere all’esterno, tra le donne
Sulla questione del reddito, ma non solo, la discussione deve continuare usando anche la mailing list, la rete, calandosi nelle esperienze reali di chi l’ha già fatto.
Sulla base di tutti questi elementi di discussione e ragionamento siamo giunte infine a queste conclusioni e proposte:
- le inchieste e l’autonarrazione vanno portate avanti e generalizzate
- trasformare le lotte particolari in lotte generali: mettere in rete le esperienze non solo in termini di racconto ma anche di analisi, individuando e centrando alcune questioni simbolo su cui avviare momenti di lotta nazionale
- Continuare la discussione sui temi emersi (reddito di esistenza, lotte autorganizzate delle donne) nel blog http://dossiertavolo4flat.blogspot.com, usare la mailing list sommosse per i comunicati, le informazioni sulle iniziative
- Darci un altro appuntamento di incontro nazionale (orientativamente il primo sabato della seconda metà del mese di gennaio a Napoli)
- Portare un punto di vista femminista nelle lotte concrete, per esempio un volantino/comunicato in vista dello sciopero nazionale dei sindacati di base del 17 Ottobre.
Questa è una prima sintesi della riunione nazionale, a breve sarà disponibile la verbalizzazione con tutti gli interventi che può stimolare ulteriormente la continuazione del dibattito in rete.
saluti di lotta
05/10/2008
24/09/08
nella due giorni organizzata dal "movimento femminista e lesbico", cominciarono a discutere in un Tavolo, insieme per la prima volta, sull'insieme della condizione delle donne lavoratrici, sugli effetti della precarietà su tutti gli aspetti della vita delle donne, portarono le esperienze di lotta, e di organizzazione sui posti di lavoro, ecc.
23/09/08
La riunione si terrà presso l'occupazione Lucha y Siesta di Action A, in via Lucio Sestio 10, Roma.
Per raggiungerla basta prendere la metropolitana linea A e scendere alla fermata Lucio Sestio, sulla tuscolana, l'occupazione si trova esattamente sopra la fermata ed è ben visibile.
- ore 9.30: accoglienza presso l'occupazione con caffè e distribuzione materiale per il Tavolo.
- ore 10.15: inizio dei lavori
- ore 13.30: pausa pranzo con buffet multietnico proposto da lucha y siesta
- ore 15.00: ripresa dei lavori
- ore 17,00. chiusura dei lavori
Proponiamo come Ordine del Giorno del tavolo:
- partire dal resoconto/commenti del Tavolo di febbraio, approfondimento degli elementi di analisi, linee, proposte emersi;
- bilancio delle esperienze di lavoro per socializzare e generalizzare gli aspetti più significativi - tra questi lavoro immigrate, questione sicurezza, ecc.
- attività di inchieste per una piattaforma generale di lotta delle donne.
CHIARAMENTE SONO BEN VENUTI ALTRE PROPOSTE E CONTRIBUTI ALL'O.d.G.
07/09/08

RIUNIONE NAZIONALE DEL TAVOLO 4
SABATO 27 SETTEMBRE A ROMA
Care compagne, prima di tutto un forte saluto, dopo la breve pausa estiva.
Dobbiamo dire che, come purtroppo era prevedibile, questo periodo è stato tutt'altro che tranquillo; le donne, le lavoratrici si ritrovano con più attacchi, peggioramenti; governo e padronato stanno facendo passi rapidi per aumentare in particolare la condizione di precarietà della maggioranza delle donne, che non riguarda solo il lavoro, ma in generale ogni aspetto della nostra vita, e che si traduce inevitabilmente per noi donne in più oppressione dentro e fuori il lavoro, nella famiglia, nell'insieme della società.
La riunione del Tavolo lavoro, precarietà di fine settembre trova quindi ancora più ragione e attualità.
E' una riunione che, al di là della partecipazione, riguarda non solo i collettivi, le organizzazioni, le compagne che hanno partecipato a febbraio scorso al Tavolo 4 e che fanno riferimento al movimento femminista e lesbico, ma la maggioranza delle donne, le lavoratrici che anche in questi mesi hanno fatto sentire la loro denuncia, hanno fatto iniziative contro i licenziamenti, contro la cancellazione dei diritti/schiavitù - in particolare delle lavoratrici immigrate, per la sicurezza sul lavoro, ecc. e che ora a settembre riprendono a scendere in lotta contro la precarietà, per un lavoro e salario vero (come per es. le operaie delle ditte di pulizia di Taranto dalla scorsa settimana).
QUINDI CONFERMIAMO LA RIUNIONE DEL TAVOLO PER SABATO 27 SETTEMBRE (altre date non sono state proposte o sono già occupate).
LE COMPAGNE DI ACTION A DI ROMA HANNO MESSO A DISPOSIZIONE LA LORO SEDE - si occuperanno anche di preparare qualcosa per mangiare nella pausa, come dell'ospitalità nella notte di sabato in caso di necessità -.
Comunicheremo nella prossima settimana l'indirizzo della sede e come arrivarci per chi viene da fuori Roma.
Noi pensiamo ad una riunione per l'intera giornata, con inizio alle 9, massimo 9,30 e termine verso le 17.
Prima della pausa di agosto hanno dato la loro adesione: le lavoratrici di Aci informatica (che lavorano con le compagne dell'Alitalia), le compagne di Action A in cui vi sono molte lavoratrici immigrate, le compagne del Tavolo 4 dell'Assemblea Romana, alcune compagne di Bologna di Emergenza Femminista, compagne di Perugia, lavoratrici di Napoli,compagne del Mfpr di Milano, Ravenna, Palermo, Taranto, singole compagne e lavoratrici.
Ma sulla partecipazione, in queste settimane chiediamo anche a voi di dare una mano, informando in maniera larga e invitando all'incontro altre realtà, lavoratrici, delegate sindacali, sia interne al 'movimento femminista e lesbico' sia fuori; importante, secondo noi, è far arrivare il messaggio al maggior numero di posti di lavoro che conosciamo e a realtà di lavoratrici che sono già in lotta in questo periodo (come precarie scuole, call center, ecc.).
Proponiamo come Ordine del Giorno del tavolo:
- Resoconto/valutazione del Tavolo Lavoro di Febbraio ed approfondimento degli elementi di qualità, analisi, linee e proposte emersi;
- Bilancio delle esperienze di lavoro per socializzare e generalizzare gli aspetti più significativi - tra questi lavoro immigrate, questione sicurezza, ecc.;
- Attività di inchieste e proposte di materiali e iniziative per una piattaforma generale di lotta delle donne.
VI CHIEDIAMO DI FARCI SAPERE AL PIU' PRESTO SE L'ORARIO VA BENE E ANCHE EVENTUALI ALTRE PROPOSTE PER L'O.D.G.
A risentirci a presto.
06/09/08
Come avevamo già scritto a Luglio relativamente alla ripresa del Tavolo su "Lavoro/Precarietà/Reddito/Sicurezza", vi informiamo che il lavoro organizzativo per il tavolo sta continuando per arrivare ad una riunione nazionale che si terrà a Roma nella giornata di Sabato 27 Settembre.
La necessità di riprendere il filo del dibattito, iniziato alla due giorni di Roma a Febbraio, si è posta anche in questi mesi attraverso lo scambio di informazioni e la disponibilità già di alcune realtà a partecipare al tavolo, per avviare un'ampia e articolata denuncia/mobilitazione sulla sempre più pesante e precaria condizione delle donne nell'ambito lavorativo, a fronte anche degli ultimi attacchi dell'attuale governo.
Per questo, vogliamo proporre a tutte le partecipanti al Tavolo 4 di Febbraio e anche agli altri collettivi, organizzazioni di base, comitati di lavoratrici, precarie, ecc., di partecipare al tavolo/ riunione del 27 settembre (che, tra l'altro, non è stato ripreso in modo specifico a Bologna).
Si è pensato che si possa partire da un resoconto/valutazione del Tavolo Lavoro di Febbraio, evidenziandone gli elementi di qualità, analisi, linee, proposte emersi per proseguire con un bilancio delle esperienze di lavoro dei vari organismi e collettivi per socializzare e generalizzare gli aspetti più significativi fino a proposte circa materiali e iniziative.
Per quanto riguarda l'organizzazione logistica le compagne di Action A di Roma hanno dato la propria disponibilità mettendo a disposizione una loro struttura ma per i riferimenti più specifici rimandiamo ai prossimi giorni.
Per comunicare se interverrete, per chiedere informazioni, per contribuire alla preparazione del tavolo con proposte e materiali potete contattare o scrivere a:
Margherita Mfpr Taranto 347/5301704 mfpr@fastwebnet.it
Donatella Mfpr Palermo 340/8429376 mfprpalermo@email.it
Vi ricordiamo inoltre che abbiamo realizzato recentemente un blog contenente tra gli altri materiali il DOSSIER sul TAVOLO 4 di Febbraio, con il resoconto degli interventi (utilizzando sia la ns. verbalizzazione che quella di altre compagne), i commenti successivi, un testo ns. su donne e sindacato e la presentazione del questionario delle Lavoratrici Aci Informatica.
Il blog è: http://dossiertavolo4flat.blogspot.com, in cui vi invitiamo naturalmente a postare contributi, commenti, materiali.
Saluti di lotta
03/08/08
Nel far girare questo comunicato, assumiamo tutte, anche per questa operaia, l'impegno ad avviare un ampia, articolata denuncia/mobilitazione sulla sempre più pesante e precaria condizione delle lavoratrici, a partire dall'incontro del 27 settembre a Roma del Tavolo "lavoro, precarietà, reddito".
Ha 40 anni, separata con due figli, 16 e 20 anni, vive a Suzzara(Mn) in una casa in affitto con alcune mensilità arretrate, lavora da un anno alla fabbrica della Plastal, a tempo determinato, la cui sede è a Oderzo in provincia di Treviso: lavorava… non le hanno rinnovato il contratto e lei si è inghiottita un tubo sano di antidepressivi, per fare quello che un volta si chiamava un “gesto insano”.
Il contratto a tempo determinato non lo rinnoveranno a settembre forse anche ad altre venti operaie come lei, perchè la Plastal produce plance di comando per la Daily Iveco, ed è in crisi come la Fiat che aveva confermato la riduzione del 10% per la flessione dei mercati, il rincaro del carburante e delle materie prime, “oltre” ai costi che i produttori dovranno sostenere per adeguarsi alle norme sulle emissioni stabilite dai governi.
Il non rinnovo, le è stato comunicato, non in una stanza di ufficio ma mentre era alla catena di montaggio. Si è sentita lo sguardo di tutti addosso, sono cominciate a volteggiarle le cifre nel cervello, le rate da pagare e i testi di scuola per la figlia, che deve essere operata al ginocchio, il più grande cerca di darle una mano, ha lavorato per un po’ all’Iveco, poi a casa. La disperazione le ha fatto fare il resto. Il giorno in cui ha tentato di farla finita, è stato chiesto al direttore di fermare le macchine, per agevolare l’intervento del 118. Niente da fare, il ciclo continua e non ci sono dichiarazioni nel merito.
Si è scioperato mezz’ora e la storia me l’ha raccontata l’amica Monica Perugini, che è anche la redattrice del comunicato che vi allego alla fine ed è sulla Gazzetta di Mantova, venerdì 1 agosto, giornata di esodo per le vacanze di milioni di italiani, ci dicono i telegiornali, di grembiuli fashion come annuncia la Gelmini, di dibattiti se un padre può chiedere di staccare la spina a sua figlia, spenta da 16 anni, di welfare fatto su misura per Loro, di crisi economica. Solo pochi giorni fa, il sindaco di Suzzara Anna Bonini, aveva dichiarato:«l’Oltrepò è specchio della crisi del paese, tante persone immigrate in cerca di lavoro, e il lavoro che è sempre più precario e meno sicuro. Una realtà complessa che crea nuove fasce sociali di cui i Comuni si devono occupare, e tutti i servizi sono messi sotto pressione da queste dinamiche». Alice Arioli, le aveva fatto seguito: ’’Le logiche di mercato non tengono conto delle persone. Va ripensato l’aspetto sociale del lavoro, bisogna ricominciare a guardare al bene comune, riscoprire il senso della collettività. Il compito di recuperare un’etica del lavoro spetta alle donne. Ma per far questo occorre mettere l’economia a servizio della politica».
Già, purtroppo anche io, mi trovo nel primo week end di agosto a descrivere una storia così, di una precaria a tempo indeterminato, anzi nemmeno più questa di precaria “garanzia”, uno straccio di cronaca locale, quasi nera, fumè per fortuna. Non si volta nessuna pagina, la si butta nella spazzatura: è tempo di vacanze.
Si aprirà a Suzzara in compenso una nuova scuola d’infanzia, si chiamerà Atlantide (il cui nome deriva da Atlante, il mitico gigante che reggeva il mondo sulle spalle).Sul sito della Plastal di Suzzara, c’è scritto che si occupa di produzione di materie plastiche, l’indirizzo a Via XXIII aprile, un telefono fisso e in fondo a commenti del sito, zero. Ancora più in basso, laddove si dice descrizione dell’impresa: “Al momento purtroppo non c’è una descrizione”. Passa questo la Storia.
La devastazione sociale ed umana realizzata da questa legge che ha cambiato radicalmente l’intero mercato del lavoro, è stata poi completata (?!?) da altre norme che peggiorano ulteriormente le situazioni lavorative: dal protocollo su welfare e pensioni promulgato dal governo Prodi, al recentissimo decreto su ripristino del lavoro a chiamata, abolizione del modello unico di dimissioni volontarie (che danneggia soprattutto le donne) e delle sanzioni agli imprenditori per il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e da quelle contro i precari, su cui c’è stato uno scandaloso scarica barile fra maggioranza e “opposizione” parlementare a proposito delle responsabilità. Potremmo proseguire con l’attacco al lavoro pubblico ed ai servizi , con la disposizione europea che porta l’orario di lavoro a 65 ore settimanali e la recente disposizione che vieta i ricorsi dei lavoratori precari che svolgono lavori non precari.
Il primo sentimento è di solidarietà all’operaia, alla sua famiglia e al sindacato, di vicinanza alla lotta della RSU che ha reagito con forza, scioperando immediatamente al rifiuto dell’azienda di fermare l’impianto a dispetto della gravità dell’accaduto e quindi di impegno perchè la sua vicenda trovi immediato sbocco positivo ma non dimentichiamo la lotta per cambiare una situazione pesantissima, che sta schiacciando una nuova, sempre più sfruttata ed indifesa classe operaia, moltiplicando le condizioni di esclusione, marginalità, mancanza di diritti, frantumazione.
Scilla Alberini assessore comune di Suzzara - Sinistra Critica