03/08/22

Una lavoratrice nigeriana picchiata selvaggiamente solo per aver chiesto di avere pagate le ore di lavoro!

PADRONI E PADRONCINI DI M... PIANGONO LACRIME DI M... QUANDO SI LAMENTANO DI NON TROVARE LAVORATORI E LAVORATRICI DA ASSUMERE... POI QUANDO LI HANNO ESCONO LA LORO VERA NATURA DI CLASSE DOPPIAMENTE DI M... VISTO CHE SI TRATTA ANCHE DI UNA DONNA LAVORATRICE!

FORTE SOLIDARIETA' ALLA LAVORATRICE PICCHIATA DAL PADRONE DEL LIDO PERCHE' HA OSATO CHIEDERE IL SALARIO PER UN LAVORO PAGATO POCHISSIMO E DA SFRUTTAMENTO SELVAGGIO E DELINQUENTE

Lottare contro questo sistema di doppio sfruttamento e oppressione è giusto e necessario!
Lavoratrici Slai Cobas sc e Mfpr
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Picchiata selvaggiamente solo per aver chiesto di essere regolarmente pagata. Venticinque anni, Beauty vive a Soverato da quando ha terminato il suo percorso nello Sprar. Per mantenersi, lavora come lavapiatti negli stabilimenti balneari della zona su turni che arrivano a toccare anche le 12 ore, sebbene il contratto ne dichiari molte di meno. Nei giorni scorsi, solo per aver chiesto che le venissero pagate tutte le ore lavorate, è stata minacciata e malmenata dal titolare di un noto lido del paese

Solidarietà alla giovane lavoratrice infortunata e ai lavoratori e lavoratrici Piaggio! Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal Coordinamento Lavoratori/Lavoratrici Autoconvocati(CLA)

Volantino distribuito all'Officina 2R della Piaggio di Pontedera e affisso come locandina davanti alle 2 entrate. 

   Solidarietà alla giovane lavoratrice infortunata 
e ai lavoratori e lavoratrici Piaggio! 

SIAMO QUI innanzitutto per portare tutta la nostra vicinanza alla lavoratrice che ha subito il grave infortunio alla mano e la solidarietà a lavoratori e lavoratrici Piaggio.
    Quanto accaduto all' officina 2R mercoledì 27 luglio, non è una fatalità.
    Nel 2021 i dati Inail riportano (per difetto) 1361 infortuni mortali, denunciati più di 564 mila infortuni sul lavoro. E nei primi mesi del 2022 gli infortuni sono aumentati del 50% !
    Chi ripete incessantemente che gli incidenti a causa del lavoro sono una fatalità, vuole solo farci accettare l'ennesimo infortunio, non indicando le cause nel sistema aziendale così com'è, nello sfruttamento dei lavoratori, dai più anziani ai giovani precari... Un ingranaggio complesso, impersonale e disumanizzante, in cui ci sono responsabilità precise ed identificabili.
    Dirigenti e capetti non hanno perso tempo per esprimere le solite lacrime di coccodrillo ma, richiamando al lavoro dopo pochi minuti, hanno superato la soglia del pudore. Il loro messaggio è chiaro: gli infortuni sul lavoro - come le stragi e i disastri ambientali - sono normalità, bisogna accettarli. Sdegno e rabbia devono essere messi subito da parte. Tutto deve continuare come prima.
    AVETE FATTO CIÒ CHE SERVIVA: sciopero immediato e unitario, uno sciopero che non fosse formalità, recandovi di fronte alla direzione, contestando chi voleva indifferenza per il proprio profitto e trovandosi in assemblea, confrontandosi con i giovani precari, i più sfruttati e ricattati, che l'azienda può confermare o lasciare a casa, come ha fatto con gli ultimi 4 lavoratori. E come fece con le donne Piaggio, precarie storiche, che nel marzo 2020 occuparono il palazzo Blu.
    Mostrando così il punto di vista operaio: che non c'è coesione, né alcuna sintonia, fra sfruttati e sfruttatori; che gli operai sanno agire collettivamente e lottare.
    La realtà si conferma così com'è: dura su tutti i fronti e per ogni giorno dell'anno. Di fronte a questa situazione, da ogni paletto fissato, da ogni passo avanti, dal confronto fra anziani e giovani lavoratori e dalla consapevolezza che ne è derivata, occorre non tornare indietro: perché avremo bisogno di tutta la nostra capacità di lotta, della più grande unità, della più diffusa e ampia solidarietà.

    2 agosto 2022 
Coordinamento Lavoratori/Lavoratrici Autoconvocati(CLA)
    per l'unità della classe

02/08/22

Donne, armiamoci della teoria rivoluzionaria, la nostra lotta difficile, complessa, ricca che punta rovesciare la terra e il cielo per una vera liberazione, lo richiede!

Si possono richiedere a mfpr.naz@gmail.com inviando un contributo di 5 euro per ogni opuscolo tramite bonifico bancario a UNICREDIT BANCA ROMA agenzia Taranto via Marche, 52 intestato a SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE avente le seguenti coordinate bancarie: IT 49 W - ABI 02008 - CAB 15807 n. conto 000011056357 
causale: opuscolo MFPR

o (solo i primi due) anche tramite acquisto ebay: https://www.ebay.it/itm/354106876212 

30/07/22

Marche e Civitanova terra di nuovi mostri - dopo Traini un altro orribile crimine razzista

  e con il presidente della Regione di Fratelli d'Italia ne vedremo altri

E c'è anche una schifosa componente maschilista: avrebbe osato rivolgersi alla "sua donna", alla sua proprietà...

Civitanova Marche. Ambulante ucciso a bastonate per un diverbio in strada

Viviana Daloiso sabato 30 luglio 2022

Alika, di origini nigeriane, aveva 39 anni e un figlio piccolo.

In città era conosciuto da tutti

È in corso una manifestazione della comunità nigeriana di Civitanova, proprio nel punto di corso Umberto dove ieri Alika è stato ucciso. Un centinaio di persone hanno affollato la strada, esibendo una foto della vittima e anche uno degli scatti dell’aggressione da parte di Ferlazzo. Una delegazione, tra cui la moglie della vittima Charity Oriachi è stata ricevuta in comune dal sindaco Fabrizio Ciarapica. Si respira tanta rabbia tra i manifestanti per la mancanza di reazione da parte dei cittadini presenti al momento dell’omicidio: nessuno infatti è intervenuto per trattenere Ferlazzo, mentre molti si sono limitati a a riprendere la scena con i telefonini.

C’erano tante persone, a passeggio, ieri pomeriggio presto, nel centralissimo corso Umberto I di Civitanova Marche. In un attimo la follia che nessuno avrebbe mai immaginato: un ambulante di origine nigeriane, Alika Ogorchuwku, sussurra qualche parola a una coppia di passanti, l’uomo – italiano – reagisce male. A questo punto scoppia una lite e quest’ultimo inizia a picchiare violentemente Alika, nonostante le urla e l’intervento di alcuni dei testimoni. Usa una stampella – apparteneva al giovane nigeriano, che in quella zona della città era una presenza abituale – come se fosse un’arma. E non si ferma, nemmeno quando la sua preda è a terra: gli salta sopra, lo colpisce alla tesa, gliela schiaccia contro l’asfalto.

Qualcuno ripete: «Così lo uccidi». È una scena terribile: Alika resta immobile sul marciapiede e vengono immediatamente allertate le forze dell’ordine. Che quando arrivano, assieme ai soccorsi, non possono fare più niente: l’ambulante è morto.

L’aggressore viene fermato poco dopo: racconta che Alika avrebbe fatto degli apprezzamenti sulla sua fidanzata, che ha perso il controllo. La violenza in risposta di una parola, una reazione che sembra diventata sempre più frequente in questa estate di aggressioni e risse in tante città italiane. Ma che qui, nel cuore delle Marche, pesa molto di più dopo i tanti episodi di razzismo contati nel corso degli ultimi anni, con l’attentato nella vicina Macerata del 2018 a firma di Luca Traini che è ancora una ferita aperta. Proprio un paio di mesi fa, sulle pagine di Avvenire, eravamo tornati a parlare di quei fatti: la Caritas aveva riferito di «un apparente momento di stasi, come il fuoco che cova sotto la cenere». Dove la cenere era la parvenza di solidarietà, arrivata con la guerra e la mobilitazione solidale per il popolo ucraino, il fuoco era invece l’intolleranza e spesso l’odio verso gli africani «di cui facciamo difficoltà anche solo a parlare. Essere buoni con gli ucraini è facile, essere attenti alle persone di colore molto più difficile» spiegava proprio il direttore della Caritas di Macerata, Lorenzo Cerquetella. Un’impressione confermata dalle associazioni che sul territorio si occupano di accoglienza e integrazione dei migranti, sempre meno coinvolte nei bandi, sempre più trascurate dalle istituzioni.

La comunità è sotto choc, i testimoni continuano a ripetere che Alika era benvoluto, che tutti lo conoscevano e che non aveva creato mai problemi: «Avevo seguito io alcune sue vicende, in ultimo quella dell’incidente stradale in cui era stato coinvolto e per cui andava in giro con quella stampella» spiega l’avvocato Francesco Mantella. Alika aveva 39 anni, era sposato con un figlio piccolo, viveva a San Severino ma si spostava spesso su Civitanova «perché diceva che in città c’erano le condizioni migliori di mercato, che lavorava bene lì. Era una persona educata, mansueta, non aveva precedenti di alcun tipo. E non aveva nemmeno problemi economici. Non riesco a capacitarmi di quanto è accaduto». La moglie si è precipitata in ospedale, disperata, accompagnata da alcuni conoscenti.

Don Vinicio Albanesi: "Razzismo e rabbia che si sfogano sui più fragili... i neri vengono accettati soltanto se fanno i lavori più umili.  Succede anche ai preti africani: c'è chi non vuole seguire la messa officiata da loro. Ci vuole cultura e fratellanza, a cominciare dallo Ius Scholae"

 "Razzismo e disprezzo per la vita, figli di un senso di onnipotenza malato, di una rabbia che si sfoga sui più fragili, sui disabili, contro chi ha la pelle scura, contro le donne". E' piena di amarezza la voce di don Vinicio Albanesi, fondatore della Comunità di Capodarco, il grande polo di welfare che dagli anni Settanta accoglie, in questa frazione marchigiana, eserciti di esclusi ed emarginati Tossicodipendenti e malati mentali, minori non accompagnati e vittime di tratta, rifugiati e immigrati.

Nella settimana dei martiri della rivoluzione indiana - rilanciamo il Dossier e la mostra sulle prigioniere politiche - richiedeteli a: mfpr.naz@gmail.com

 Compagne,

è in corso anche in Italia la celebrazione dei martiri della rivoluzione indiana che si realizza dal 28 luglio al 3 agosto in India, sulla base di un appello del Partito Comunista dell'India (Maoista), e a livello internazionale con le iniziative del Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India.

Essa ricorda anche il 50esimo anniversario dell'uccisione di Charu Mazumdar leader della rivoluzione indiana dalla storica rivolta di Naxalbari e riferimento di essa fino ai giorni nostri, insieme all'altro grande riferimento del movimento comunista rivoluzionario e della via della guerra di popolo in India, Chatterjee.
La celebrazione è un atto di guerra e di azione a tutti i livelli del proletariato e delle masse popolari in armi in India, in lotta contro l'imperialismo e il regime fascista indutva di Modi.
Tra i martiri il Partito Comunista dell'India (Maoista) ricorda: la compagna Narmada (Uppuganti Nirmala), della segreteria del DKSZC, era in terapia per un cancro in stadio avanzato ed è stata catturata dal nemico. Ha perso la vita il 9 aprile 2022, privata di cure mediche adeguate, mentre combatteva contro la morte sotto custodia giudiziaria in un centro sanitario. La compagna Narmada era nata nel distretto di Krishna, Andhra Pradesh. Aveva 62 anni. Ha lavorato nel movimento rivoluzionario per più di quarant’anni. Ha diretto il movimento Dandakaranya e il movimento delle donne per più di trent’anni e svolto diverse responsabilità col suo talento multiforme. Inizialmente lavorava nel settore dell'editoria letteraria e successivamente si legò al movimento Gadchiroli. Fu una delle dirigente che sostenne il movimento Gadchiroli e si guadagnò la fiducia del popolo nella guida del partito nell’affrontare le molteplici forme di repressione nemica. Contrasse un cancro pericoloso e cadde nelle mani del nemico, ma dedicò imperterrita la sua vita al popolo oppresso e al movimento rivoluzionario fino al suo ultimo respiro. 
La compagna Aluri Lalita era compagna di vita del noto scrittore rivoluzionario Bhujangarao. Nata nel distretto di Krishna nell'Andhra Pradesh, aveva 76 anni. Apparteneva a una famiglia della classe medio-bassa. Era disposta a ogni sacrificio e dedicò la sua famiglia, i suoi figli, al movimento rivoluzionario. Rimase in clandestinità per dieci anni e adempì con grande determinazione tutte le responsabilità rivoluzionarie che il partito le diede. Lavorò all’edizione dell'organo ufficiale del movimento Dandakaranya 'Prabhat'. Fino alla fine la sua aspirazione fu servire la rivoluzione con grande dedizione come affidabile membro del partito. Il servizio reso alla rivoluzione dalla compagna Aluri Lalita è indimenticabile.

A questa grande e articolata iniziativa è legata la campagna internazionale in corso da tempo per la liberazione dei prigionieri politici nelle carceri indiane.

Sulle prigioniere politiche, sempre torturate, violentate sessualmente, stuprate dai militari nei modi peggiori, e tante uccise, il Movimento femminista proletario rivoluzionario dall'8 marzo ha realizzato una mostra e un dossier, che in questa settimana vengono rilanciati.
Questi materiali da un lato suscitano grande emozione, rabbia, dall'altro forza, orgoglio e volontà rivoluzionaria a seguire l'esempio delle nostre sorelle comuniste rivoluzionarie che, nonostante la triplice oppressione (di classe, di genere, di casta) più brutale, anzi, come dicono le compagne indiane, proprio per questa oppressione/repressione totale, scatenano la furia delle donne come forza poderosa della rivoluzione che spazzi via questo putrido mondo, e per questo sono considerate pericolose e perseguitate dal regime fascista di Modi e dalle sue forze ufficiali e illegali della repressione e degli assassini. 

Vi chiediamo di richiedere, far circolare, diffondere in tutte le forme questa mostra e dossier; siamo disponibili a sussidiare anche con la presenza diretta ogni iniziativa che si voglia organizzare di informazione e sostegno e pensiamo di preparare una manifestazione all'Ambasciata indiana a Roma per la seconda settimana di settembre


info: csgindia@gmail.com wa 3519575628

Movimento femminista proletario rivoluzionario 
mfpr.naz@gmail.com  WA 3408429376

27/07/22

Cosa contiene il nuovo Dossier: "Donne contro la guerra imperialista"

- relazioni del Mfpr e di Carla Filosa
° sul carattere di questa guerra in Ucraina
° l'attacco particolare economico, politico, ideologico verso le donne
° la battaglia delle donne nel teatro di guerra e nazionale

- il legame guerra imperialista e "guerra interna" 
° Interventi delle operaie e varie lavoratrici
La lotta delle operaie della Beretta (Trezzo/MI) -all'interno l'importante intervista
Dalle operaie della Pellegrini/Acciaierie d'Italia 
Una vittoria delle lavoratrici degli asili di Taranto
Dalle operaie della Montello (BG)
Dalle operaie indiane delle fabbriche dell'insalata
Testimonianza delle lavoratrici delle Poste
La battaglia delle precarie coop sociali di Palermo
Dalle lavoratrici delle scuole

° Dalle campagne e dai ghetti delle immigrate - da Campagne in lotta
° La battaglia No Muos oggi più che mai

il legame internazionale delle donne 
° Per la liberazione delle prigioniere politiche - India
° Con le donne in Usa - difendiamo il diritto d'aborto

- formazione rivoluzionaria delle donne 
° Per una critica alle posizioni antimarxiste di Silvia Federici